SIAE&C., la Commissione scardina i monopoli

Un intervento chirurgico rivoluziona gli accordi incrociati con cui SIAE e omologhi hanno rafforzato i monopoli nei singoli territori nazionali. Si apre un nuovo ciclo basato su concorrenza e trasparenza

Roma - È andata bene alle società di raccolta che nei diversi paesi europei, come la SIAE in Italia, si occupano della gestione del diritto d'autore sul mercato: la Commissione Europea, che pure aveva minacciato multe, ha optato per un approccio più morbido. Niente sanzioni ma nuove regole. Lo spiega una nota della Commissione. D'ora in poi le 24 società di raccolta che tra di loro hanno stretto patti esclusivi dovranno lavorare in un altro modo.

In particolare non sarà più possibile impedire ad un autore di scegliere una società di raccolta diversa o di cambiare società di raccolta a proprio piacimento: una misura di restrizione denominata membership clause che ha fin qui limitato la libertà dei creatori delle opere. In altre parole, gli autori potranno finalmente scegliere a quale società di raccolta rivolgersi, potendo scegliere in base alla redditività prospettata, alle capacità amministrative della società stessa e alla qualità dei servizi offerti.

Non sono più legittime, inoltre, quelle restrizioni territoriali che impediscono alle società di raccolta di un paese di offrire licenze ad utenti commerciali al di fuori del proprio territorio nazionale. Questi paletti all'attività delle società sono contenuti negli accordi incrociati tra le singole società ma limitano la concorrenza. Inoltre sono accompagnati da clausole di esclusiva che le società riconoscono reciprocamente le une alle altre. Ora non sarà più possibile e dunque le singole società di raccolta potranno muoversi all'estero offrendo tutta una serie di nuove coperture ad attività che abbraccino più paesi. Potranno cioè competere le une con le altre. Secondo la Commissione, ad esempio, questo faciliterà da parte degli operatori commerciali la possibilità di acquisire licenze paneuropee, senza dover negoziare diritti con ogni singola società di raccolta di ogni singolo paese.
Queste misure, che adeguano il sistema delle licenze alle nuove esigenze della Società dell'informazione e ai nuovi meccanismi di distribuzione, vanno ad intervenire sul monopolio de facto delle società di raccolta, monopolio rafforzato da accordi incrociati che ora non vengono annullati ma pesantemente rivisti dalla Commissione.

Che questi interventi siano destinati a non piacere a tutti gli operatori dello status quo è evidente. La SIAE a Punto Informatico nei giorni scorsi aveva dichiarato che "scegliere a quale società chiedere la licenza per utilizzare una certa musica, creerebbe una gran confusione per gli stessi utilizzatori, che perderebbero tutti i vantaggi dello sportello unico finora oggi assicurato dalla Società d'Autori del proprio Paese (dalla quale ottengono tutt'oggi il repertorio mondiale), rischiando poi di dover "rincorrere" i diritti presso più di una società, con evidente dispendio di tempo ed energie, nel tentativo di ottenere una riduzione dei compensi spettanti agli autori".

Secondo la Commissione, dunque, anziché accordarsi tra monopoli ora le società di raccolta saranno costrette a competere, con benefici evidenti per gli operatori di mercato, che potranno così spuntare condizioni migliori per la distribuzione di musica e altri generi di opere protette. Non solo, secondo la Commissione tutto questo porterà ad un miglioramento dell'efficienza e della qualità amministrativa di SIAE e compagni.

Il Commissario europeo Neelie Kroes a questo proposito ha dichiarato che "questa decisione stimolerà la diversità culturale incoraggiando le società di raccolta ad offrire ad autori e scrittori accordi migliori in termini di raccolta dei denari ai quali hanno diritto. Inoltre faciliterà lo sviluppo di distribuzioni via satellite, via cavo e via Internet, offrendo più scelte agli utenti e più reddito potenziale agli autori".

Soddisfazione per quanto deciso in sede europea è stata espressa da FIMI: la Federazione dell'industria musicale italiana si augura, è stato detto, che con queste decisioni europee si possa pervenire ad un regime di piena concorrenza e più facilità di accesso a servizi paneuropei. "Lo sviluppo della musica digitale in Europa - ha dichiarato il presidente FIMI Enzo Mazza - è stato frenato negli ultimi anni da un inconcepibile sistema di licenze che andava contro lo spirito stesso della rete, ci auguriamo che con questa decisione il mercato online possa finalmente raggiungere il tasso di crescita americano e che si sviluppi anche in Europa un sano e competitivo mercato dei diritti d'autore".
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