Luca Annunziata

Pezzotta: banda larga, stop all'Italia di serie B

Il digital divide impedisce la crescita del paese. Occorre prendere l'iniziativa, e lo stato deve fare la sua parte. Il presidente della Rosa Bianca per l'Italia spiega a PI le ragioni di un cambiamento divenuto inevitabile

Roma - Un'Italia a due velocità. Una parte della popolazione fa acquisti, paga le bollette, fa nuove amicizie e si informa, ma soprattutto trova nuove opportunità di lavoro e di crescita personale. L'altra non può, perché non gode dei vantaggi della banda larga: e questo, secondo l'onorevole Savino Pezzotta, membro della commissione Attività produttive della Camera, costituisce di per sé un problema visto che "l'Italia abilitata dalle tecnologie trainanti lo sviluppo sociale, democratico, produttivo tornerebbe, per la sua innata capacità creativa, a pieno titolo ad essere un Paese ascoltato e protagonista".

Savino PezzottaI rischi, come spiega a Punto Informatico in una intervista, sono evidenti: "I Comuni non connessi sono destinati al degrado e la riduzione d'interesse per quei territori è misurata in disoccupazione, riduzione del valore immobiliare, degrado ambientale, impoverimento sociale". Senza contare, prosegue, il rischio che si assista alla "creazione di una classe sociale di serie A che vive in città connesse, una classe sociale di serie B che vive in un territorio in abbandono perché non connesso".

Saranno dunque anche le stesse autonomie locali a farsi carico dello sviluppo delle reti di nuova generazione, in assenza di un intervento dello stato dovuto alla "lentezza della burocrazia e del sistema sin qui utilizzato". L'onorevole cita il caso di Mantova e della provincia di Alessandria, che descrive come "iniziative territoriali di buon senso che puntano ad infrastrutture e servizi idonei ed adeguati all'evoluzione tecnologica dei servizi pubblici, che devono essere assicurati dai comuni, dalla sanità pubblica". Servizi che spaziano dalla logistica alla infomobilità, forniti ai privati e alle imprese, con modelli "che trovano l'interesse di privati investitori e di importanti istituti di credito italiano".
Eppure, non si può non sottolineare che "l'interesse è strategico e nazionale soprattutto perché riguarda l'innesto di una nuova cultura amministrativa digitale che impatta con una generazione burocratica ancora troppo vecchia, lenta e poco trainante". Al territorio resta affidato "un ruolo insostituibile", poiché è sul territorio che "si crea valore": è dunque lì che "occorre valorizzare le potenzialità, la tipicità sociale e gestire opportunità di sviluppo: il territorio è mercato e va assecondato, oggi si ha l'impressione che sia Utente più che Cliente e questo non va bene".

Secondo Pezzotta, non è necessario guardare altrove per scoprire la ricetta da adottare: "Copiare non è mai stato, soprattutto nella ricerca e nell'innovazione, il nostro migliore mestiere - spiega - e quando lo facciamo siamo perdenti". Piuttosto, in un mercato in salute come quello della telefonia mobile italiana sarebbe necessario "portare equità a vantaggio di tutta la filiera TLC: ricerca, progettazione, produzione, operatori, mercato e territorio". Attenzione però agli sprechi, che hanno "fatto disperdere troppe risorse, perdere competenze, fuggire aziende". E come esempio cita il pronunciamento della Corte dei Conti su Infratel.
41 Commenti alla Notizia Pezzotta: banda larga, stop all'Italia di serie B
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  • Se avete un po' di tempo da dedicare, date un'occhiata a questo thread su Anti Digital Divide:

    http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?...

    Scoprirete così come gli enti locali "promuovono" la larga banda.
    non+autenticato
  • MORTADELLA sugli OCCHI, se tolgono la mortadella che anno in faccia, si vede subito subito una faccia tosta, e la serie F
    non+autenticato
  • sempre le stesse cose dicono... sono anni oramai che sentiamo semprela solita tiritera. se Telecom decide che in un posto non va la banda larga, la non ci va! altro che!
    parlo di banda larga degna di nomem non quelle cavolate wi-fi che mettono nei paeselli e che fungono solo da specchietto per le allodole. soloper sgraffignare soldi a chi gia0 ce n'ha pochi.
    non+autenticato
  • In Italia viene utilizzata?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Powerline
    Magari è un sistema più facile per ridurre il digital divide.
  • forse una maggiore conoscenza e attenzione ad alcuni temi sociali "forti" - quali quelli delle persone diversamente abili - potrebbero portare a una maggiore consapevolezza della necessità di uscire dalla logica "terzomondista" di un industriale italiano morto qualche tempo fa ("preferisco che l'Italia sia la prima degli ultimi piuttosto che sia l'ultima dei primi") ed anche da quella di chi non riesce a vedere come le tecnologie possano essere di aiuto per ridurre i costi sostenuti dalla comunità migliorando, nel contempo, i conti delle Amministrazioni Pubbliche...

    diva.diab

    p.s.: ad esempio, puo' essere interessante leggere queste discussioni nate anche a partire da informazioni date da Punto Informatico alla fine dello scorso anno...e si parla di un caso "fortunato"!

    http://forum.antidigitaldivide.org/archive/index.p...

    ADSL, le disabilità non danno alcun diritto
    Faus-74
    19-11-2007, 16.44.23
    Roma - Il Governo italiano ha più volte promesso che, entro la fine della legislatura, su tutto il territorio nazionale sarà disponibile l'accesso ad Internet a banda larga. Finché ciò non sarà, però, continueranno a verificarsi situazioni di drammatica esclusione sociale in piena era digitale, nell'unico periodo storico in cui contribuire realmente alla vita sociale di persone svantaggiate e svantaggiatissime è a portata di mano o, per meglio dire, di connessione. Quella che segue è la storia di Fabio P., di Cappelle sul Tavo nei pressi di Pescara, un escluso dal broad band, uno di quelli che ne avrebbe più bisogno.
    Fabio l'ha scritta in una lettera, una missiva che suona come un appello che ha poi trasmesso non solo all'Unione contro la distrofia muscolare (UILDM) ma anche a tutti i principali operatori di telefonia, nonché all'Autorità garante delle TLC. E UILDM ha fatto proprio l'appello di Fabio e lo ha ribadito, trasmettendolo a sua volta ai carrier e provider. Una lettera rimasta fin qui inascoltata e che, per questo, Fabio P. ha voluto girare a Punto Informatico. La speranza di Fabio P. è di ricevere almeno una risposta, anche se negativa, alla sua lettera, alternativa "all'offensivo e umiliante silenzio che mi è stato riservato".

    Qui di seguito il testo della sua lettera
    "Gentili signori,
    sono un ragazzo di 29 anni, affetto da distrofia muscolare di Duchenne e da 11 anni vivo da recluso nella mia abitazione, tracheotomizzato e collegato ad un apparecchio per la respirazione. E superfluo dire che mi è precluso qualunque movimento. La mia sola possibilità di contatto con l'esterno è data dal computer e da internet ai quali accedo attraverso un mouse particolare, azionato a fiato.
    Ora il mio problema è rappresentato dalla mancanza di accesso alla banda larga ADSL nel mio territorio, pertanto le mie uniche possibilità di contatto sono condizionate dalla limitatezza della banda normale che con i continui ritardi e cadute di linea frustrano non solo quotidianamente, ma costantemente i miei tentativi.
    Sono membro di una associazione e i contatti con tutti gli altri associati possono solo avvenire tramite Internet.
    Come potete ben dedurre, sono anni che aspetto l'ADSL e quanto essa mi sarebbe di ausilio e sollievo.
    Ho preso alcune informazioni per cercare di capire i motivi di questa carenza nel territorio.
    Tutte le risposte avute dai vari operatori indicavano la mancanza di convenienza economica, da parte loro, per l'attivazione di tale servizio.
    Ora, essendo le telecomunicazioni una esigenza e un diritto sociale, soprattutto per gli svantaggiati come me, mi chiedo e vi chiedo: potreste attivarvi per rendere fruibile questo servizio anche a me?
    Vi prego di acconsentire e trovare una rapida soluzione, soprattutto evitandomi la enorme fatica dover ricorrere ai media e magari anche, se praticabile, agli avvocati, con delle azioni che, oltre faticose e onerose per me, potrebbero ledere l'immagine dei gestori di telefonia mostrandoli del tutto insensibili ad un tale grido di aiuto, come sembrano essere stati fino ad ora.
    Ringraziando anticipatamente e sperando in un cenno di risposta, ma pronto, in caso contrario a proseguire questa battaglia, porgo cordiali saluti

    Firma del legale rappresentante.
    Il sottoscritto è impossibilitato a firmare.

    Punto Informatico ha trasmesso notizia di questa lettera agli operatori menzionati da Fabio P.. Sarà cura di questo quotidiano dare notizia di ogni sviluppo di questa situazione.
    Al di là della situazione specifica di Fabio P., rimane naturalmente tutta da chiarire la situazione di divisione digitale in cui vivono i disabili italiani, e quanto la mancata copertura della banda larga incida sulla qualità della loro vita. Una questione sulla quale Punto Informatico intende presto ritornare.
    Fonte (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2118200)

    [...]

    Beppe_Lusiana_VI
    03-12-2007, 11.13.42
    Mi pare già tanto che la UILDM abbia fatto proprio questo appello - anche se conoscendoli un po' posso riconoscere che sono tra le associazioni più attive a tutela dei diritti vedasi il loro sito Handylex punto di riferimento per la realtà handicap italiana - per il resto, consapevole della nostra realtà, concordo con Faus e il suo basta che la mettono.

    Quanto a te Fabio complimenti per la tua iniziativa, hai dato voce ad una tematica che spesso coglie solo indifferenza, fosse mai che questa esperienza segni un importante precedente, tienici informati mi raccomando.
    EmilianoBruni
    21-12-2007, 17.15.37
    Sempre riguardo a questa vicenda, onore e rispetto a questa azienda

    http://www.zerob.it/solidarietaprotesta.htm
    EmilianoBruni
    02-01-2008, 15.54.26
    Relativamente alla vicenda di Fabio Pavone raccontata su P.I.

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2129243

    sono lieto di informarvi che da un paio di ore Fabio è collegato alla nostra rete WADSL e usufruisce, come promesso, a titolo gratuito, di una connettività 1280/1280.

    Sono andato oggi personalmente a conoscere Fabio e a consegnargli l'apparato di rete che e' stato prontamente installato.

    Tutta la vicenda, dalla nostra lettera al suo ingresso online, e' raccontata qui

    http://blog.ebruni.it/blog/micso/wadsl/fabio/
    Beppe_Lusiana_VI
    04-01-2008, 11.29.32
    Ottima notizia per iniziare l'anno, spero che questa esperienza possa rappresentare un precedente utile a molte altre persone che si scontrano con barriere fisiche e telematiche, continuiamo su questa strada.
    EmilianoBruni
    07-01-2008, 01.54.16
    Su punto informatico di oggi.

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2152332
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