Luca Annunziata
lunedì 21 luglio 2008

Pezzotta: banda larga, stop all'Italia di serie B

Il digital divide impedisce la crescita del paese. Occorre prendere l'iniziativa, e lo stato deve fare la sua parte. Il presidente della Rosa Bianca per l'Italia spiega a PI le ragioni di un cambiamento divenuto inevitabile

La ricetta, comunque, non deve passare attraverso una specifica scelta tecnologica: "La politica approva e supporta le soluzioni competitive e d'interesse generale - prosegue - non interferendo nella competizione commerciale ed industriale dove le autorità hanno compiti che auspico più incisivi per assicurare meno distorsioni ed errori". Spazio dunque ad una revisione dei poteri delle authority, senza dimenticare un approccio che definisce "multicanale" alla risorsa banda larga affinché i servizi "siano fruibili da tutti i cittadini, anziani compresi, e da chi ha il televisore o il telefono e non il computer".

Massima attenzione, quindi, a non privilegiare un medium rispetto ad un altro per gli investimenti: "Ogni preferenza di media potrebbe essere datata" spiega, chiarendo inoltre che "forse ogni medium avrà funzioni di servizi base simili", ma "visto che siamo alle prime fasi della nuova comunicazione digitale integrata" non ci si può dimenticare che servirà "anche una nuova industria di contenuti, soprattutto nella pubblica amministrazione e nella cultura audiovisiva".

È dunque necessario un riassetto del comparto delle telecomunicazioni nel suo complesso? "Il matrimonio tecnologico tra le telecomunicazioni e la televisione - chiarisce Pezzotta - tra il fisso ed il mobile, ha di fatto già fatto mettere in agenda, come urgenti, la riformulazione delle competenze parlamentari delle Commissioni, del Governo, delle Autorità nazionali e regionali, le formule di finanza di progetto". Occorre anche affrontare quello che definisce "il corso industriale post privatizzazione Telecom", per "ridare all'Italia una rete di nuova generazione come già altri paesi del G8 hanno fatto": ciò significa "abbandonare gli schemi ideologici e passare a schemi profittevoli, democratici ed efficaci". Secondo Pezzotta "Abbiamo idee, uomini e progetti, in proposito, molto seri"."L'Italia - prosegue - è più avanti (di altri paesi, ndr) con il Codice delle Comunicazioni Elettroniche ed il Codice dell'Amministrazione Digitale, con il potenziale di ricerca e di produzione. Certo è che l'Autorità delle Comunicazioni deve avere più potere, mentre i Comitati Regionali per le Comunicazioni vanno seriamente e rapidamente azzerati e ricostituiti nell'autonomia, nelle competenze, nella missione".

Per evitare gli sprechi, continua il presidente, occorre "evitare reti fai da te e non sicure: certo si è capito che posare fibra ottica che rimane spenta e ridondante è inutile, quindi spacciare per banda larga una rete che già non supporta i servizi esistenti e non ne migliora la qualità è grave". Occorre inoltre, secondo Pezzotta, "evitare un digital divide nel nostro sistema di sicurezza nazionale nelle telecomunicazioni usate dalle forze dell'ordine, dai servizi di sicurezza, dalla difesa, dalla Protezione Civile, per scarsa integrazione e sicurezza delle reti".

"Le soluzioni tecniche - precisa - riguardano i tecnici". Sui contenuti che dovranno transitare sulle reti, invece, Pezzotta solleva una serie di questioni: "I giovani preferiscono la multimedialità: ce ne vogliamo occupare a tutela della dignità della persona?". E poi c'è anche la questione della comunicazione, che va verso la personalizzazione di pari passo con la pubblicità: "Nel 2007 per la prima volta la raccolta pubblicitaria in televisione è scesa sotto il 50%. Cresce il valore della comunicazione e dei media territoriali. Vogliamo occuparcene non solo per la campagna elettorale?". Per Pezzotta, la risposta è "sì, e siamo pronti al dialogo con idee, progetti, competenze".

"Perché - si domanda infine l'onorevole - una parte dei cittadini per telefonare paga il canone e una parte, pur pagando le stesse tasse, già non lo paga più?". Le cifre in ballo per l'innovazione in questo settore sono le solite: "In Giappone è previsto un investimento di 50 miliardi di dollari che sarà leva economica per sviluppare una crescita del PIL di 1500 miliardi. Questo fatto - conclude - dovrebbe farci pensare quando parliamo di disoccupazione e povertà".

a cura di Luca Annunziata

(fonte immagine)
41 Commenti alla Notizia Pezzotta: banda larga, stop all'Italia di serie B
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  • Se avete un po' di tempo da dedicare, date un'occhiata a questo thread su Anti Digital Divide:

    http://forum.antidigitaldivide.org/showthread.php?...

    Scoprirete così come gli enti locali "promuovono" la larga banda.
    non+autenticato
  • MORTADELLA sugli OCCHI, se tolgono la mortadella che anno in faccia, si vede subito subito una faccia tosta, e la serie F
    non+autenticato
  • sempre le stesse cose dicono... sono anni oramai che sentiamo semprela solita tiritera. se Telecom decide che in un posto non va la banda larga, la non ci va! altro che!
    parlo di banda larga degna di nomem non quelle cavolate wi-fi che mettono nei paeselli e che fungono solo da specchietto per le allodole. soloper sgraffignare soldi a chi gia0 ce n'ha pochi.
    non+autenticato
  • In Italia viene utilizzata?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Powerline
    Magari è un sistema più facile per ridurre il digital divide.
  • forse una maggiore conoscenza e attenzione ad alcuni temi sociali "forti" - quali quelli delle persone diversamente abili - potrebbero portare a una maggiore consapevolezza della necessità di uscire dalla logica "terzomondista" di un industriale italiano morto qualche tempo fa ("preferisco che l'Italia sia la prima degli ultimi piuttosto che sia l'ultima dei primi") ed anche da quella di chi non riesce a vedere come le tecnologie possano essere di aiuto per ridurre i costi sostenuti dalla comunità migliorando, nel contempo, i conti delle Amministrazioni Pubbliche...

    diva.diab

    p.s.: ad esempio, puo' essere interessante leggere queste discussioni nate anche a partire da informazioni date da Punto Informatico alla fine dello scorso anno...e si parla di un caso "fortunato"!

    http://forum.antidigitaldivide.org/archive/index.p...

    ADSL, le disabilità non danno alcun diritto
    Faus-74
    19-11-2007, 16.44.23
    Roma - Il Governo italiano ha più volte promesso che, entro la fine della legislatura, su tutto il territorio nazionale sarà disponibile l'accesso ad Internet a banda larga. Finché ciò non sarà, però, continueranno a verificarsi situazioni di drammatica esclusione sociale in piena era digitale, nell'unico periodo storico in cui contribuire realmente alla vita sociale di persone svantaggiate e svantaggiatissime è a portata di mano o, per meglio dire, di connessione. Quella che segue è la storia di Fabio P., di Cappelle sul Tavo nei pressi di Pescara, un escluso dal broad band, uno di quelli che ne avrebbe più bisogno.
    Fabio l'ha scritta in una lettera, una missiva che suona come un appello che ha poi trasmesso non solo all'Unione contro la distrofia muscolare (UILDM) ma anche a tutti i principali operatori di telefonia, nonché all'Autorità garante delle TLC. E UILDM ha fatto proprio l'appello di Fabio e lo ha ribadito, trasmettendolo a sua volta ai carrier e provider. Una lettera rimasta fin qui inascoltata e che, per questo, Fabio P. ha voluto girare a Punto Informatico. La speranza di Fabio P. è di ricevere almeno una risposta, anche se negativa, alla sua lettera, alternativa "all'offensivo e umiliante silenzio che mi è stato riservato".

    Qui di seguito il testo della sua lettera
    "Gentili signori,
    sono un ragazzo di 29 anni, affetto da distrofia muscolare di Duchenne e da 11 anni vivo da recluso nella mia abitazione, tracheotomizzato e collegato ad un apparecchio per la respirazione. E superfluo dire che mi è precluso qualunque movimento. La mia sola possibilità di contatto con l'esterno è data dal computer e da internet ai quali accedo attraverso un mouse particolare, azionato a fiato.
    Ora il mio problema è rappresentato dalla mancanza di accesso alla banda larga ADSL nel mio territorio, pertanto le mie uniche possibilità di contatto sono condizionate dalla limitatezza della banda normale che con i continui ritardi e cadute di linea frustrano non solo quotidianamente, ma costantemente i miei tentativi.
    Sono membro di una associazione e i contatti con tutti gli altri associati possono solo avvenire tramite Internet.
    Come potete ben dedurre, sono anni che aspetto l'ADSL e quanto essa mi sarebbe di ausilio e sollievo.
    Ho preso alcune informazioni per cercare di capire i motivi di questa carenza nel territorio.
    Tutte le risposte avute dai vari operatori indicavano la mancanza di convenienza economica, da parte loro, per l'attivazione di tale servizio.
    Ora, essendo le telecomunicazioni una esigenza e un diritto sociale, soprattutto per gli svantaggiati come me, mi chiedo e vi chiedo: potreste attivarvi per rendere fruibile questo servizio anche a me?
    Vi prego di acconsentire e trovare una rapida soluzione, soprattutto evitandomi la enorme fatica dover ricorrere ai media e magari anche, se praticabile, agli avvocati, con delle azioni che, oltre faticose e onerose per me, potrebbero ledere l'immagine dei gestori di telefonia mostrandoli del tutto insensibili ad un tale grido di aiuto, come sembrano essere stati fino ad ora.
    Ringraziando anticipatamente e sperando in un cenno di risposta, ma pronto, in caso contrario a proseguire questa battaglia, porgo cordiali saluti

    Firma del legale rappresentante.
    Il sottoscritto è impossibilitato a firmare.

    Punto Informatico ha trasmesso notizia di questa lettera agli operatori menzionati da Fabio P.. Sarà cura di questo quotidiano dare notizia di ogni sviluppo di questa situazione.
    Al di là della situazione specifica di Fabio P., rimane naturalmente tutta da chiarire la situazione di divisione digitale in cui vivono i disabili italiani, e quanto la mancata copertura della banda larga incida sulla qualità della loro vita. Una questione sulla quale Punto Informatico intende presto ritornare.
    Fonte (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2118200)

    [...]

    Beppe_Lusiana_VI
    03-12-2007, 11.13.42
    Mi pare già tanto che la UILDM abbia fatto proprio questo appello - anche se conoscendoli un po' posso riconoscere che sono tra le associazioni più attive a tutela dei diritti vedasi il loro sito Handylex punto di riferimento per la realtà handicap italiana - per il resto, consapevole della nostra realtà, concordo con Faus e il suo basta che la mettono.

    Quanto a te Fabio complimenti per la tua iniziativa, hai dato voce ad una tematica che spesso coglie solo indifferenza, fosse mai che questa esperienza segni un importante precedente, tienici informati mi raccomando.
    EmilianoBruni
    21-12-2007, 17.15.37
    Sempre riguardo a questa vicenda, onore e rispetto a questa azienda

    http://www.zerob.it/solidarietaprotesta.htm
    EmilianoBruni
    02-01-2008, 15.54.26
    Relativamente alla vicenda di Fabio Pavone raccontata su P.I.

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2129243

    sono lieto di informarvi che da un paio di ore Fabio è collegato alla nostra rete WADSL e usufruisce, come promesso, a titolo gratuito, di una connettività 1280/1280.

    Sono andato oggi personalmente a conoscere Fabio e a consegnargli l'apparato di rete che e' stato prontamente installato.

    Tutta la vicenda, dalla nostra lettera al suo ingresso online, e' raccontata qui

    http://blog.ebruni.it/blog/micso/wadsl/fabio/
    Beppe_Lusiana_VI
    04-01-2008, 11.29.32
    Ottima notizia per iniziare l'anno, spero che questa esperienza possa rappresentare un precedente utile a molte altre persone che si scontrano con barriere fisiche e telematiche, continuiamo su questa strada.
    EmilianoBruni
    07-01-2008, 01.54.16
    Su punto informatico di oggi.

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2152332
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