Online la petizione per la Ricerca italiana

Docenti e ricercatori denunciano le poche risorse stanziate in Finanziaria e raccolgono firme per cambiare le cose prima dell'approvazione in Senato

Roma - "La Finanziaria 2003, come quella 2002, tradisce le linee guida della UE e la credibilità concreta, anche a livello internazionale, del governo italiano non incrementando ma riducendo ulteriormente gli investimenti in Ricerca e Formazione. I provvedimenti colpiscono in maniera irreparabile il sistema pubblico della ricerca e delle Università".

Si presenta così la petizione online con cui un gruppo di docenti e ricercatori, in particolare campani, si rivolge a tutti gli interessati affinché prima dell'approvazione in Senato della Finanziaria di quest'anno si riescano a cambiare le cose.

Secondo i presentatori della petizione, che raccolgono su Internet le adesioni, "in Italia l'investimento in Ricerca e Sviluppo è diminuito dal 1.3% del PIL nel 1992, all' 1,1% nel 1999, fino a circa l'1% nel 2002". Una situazione che secondo il rapporto 2001 della UE colloca l'Italia "negli ultimi posti secondo tutti gli indicatori di investimenti utilizzati per il benchmarking della Ricerca Europea e Internazionale".
A promuovere la petizione è il Comitato "Ricerca Pubblica e Università", che si propone - si legge in una nota - "anche di creare una rete di tutti i ricercatori e docenti campani che vogliano aderire, in modo non solo di costituire un insieme di persone reattive, ma anche di sviluppare conoscenza reciproca delle varie attività e stimolare incontri e discussioni. Tutti possono partecipare al comitato e tutte le iniziative del comitato saranno pubblicizzate in tutti i modi possibili".
TAG: italia
10 Commenti alla Notizia Online la petizione per la Ricerca italiana
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  • la ricerca italiana costa UN MILIONE di animali uccisi ogni anni, finché questi signori non capiranno che si può e si deve usare metodi di ricerca alternativi, dalle mie tasche non vedranno mai un solo centesimo.

    non+autenticato
  • Sarebbe meglio connettere il cervello prima di parlare. Il qualunquismo e l'ignoranza hanno avuto nel nostro paese gli effetti che tutti possiamo vedere.

    questo appello naturalmente non servirà a nulla, ma comunque firmatelo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mel4tonin
    > la ricerca italiana costa UN MILIONE di
    > animali uccisi ogni anni, finché questi

    E io dico che la ricerca in italia chiede 2 animali uccisi all'anno.
    Da dove l'ho tirata fuori questa notizia ? Dalla mia fantasia,come credo tu abbia fatto ....

    > signori non capiranno che si può e si deve
    > usare metodi di ricerca alternativi, dalle

    Mi ricordi un eurodeputato,che alla richiesta di poter andare avanti con la ricerca delle cellule staminali rispose: Gli scienziati devono trovare un'altro modo alternativo alle cellule staminali ....

    > mie tasche non vedranno mai un solo
    > centesimo.

    Pure evasore fiscale ....
    Comunque noi italiani non paghiamo la ricerca,paghiamo le manovre finanziarie delle FIAT ....
    In risposta a colui che ha detto che secondo lui la ricerca in italia se ne sta bella ricca vorrei ricordare che un solo centro non vuol dire che considera la situazione generale.
    Abbiamo laboratori di elevata ricerca, ma ne abbiamo pochi, questo intendo.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Claudio Ferronato
    > - Scritto da: mel4tonin
    > > la ricerca italiana costa UN MILIONE di
    > > animali uccisi ogni anni, finché questi
    >
    > E io dico che la ricerca in italia chiede 2
    > animali uccisi all'anno.
    > Da dove l'ho tirata fuori questa notizia ?
    > Dalla mia fantasia,come credo tu abbia fatto

    assolutamente il numero è ahimè esatto, oltretutto è esistita negli ultimi mesi una triste battaglia di numeri, in cui si è scoperto che i dati del ministero erano ribassate in alcune speci animali anche del 20%, e il ministero ha poi dovuto ammettere di aver fornito dati sbagliati

    > ....
    >
    > > signori non capiranno che si può e si deve
    > > usare metodi di ricerca alternativi, dalle
    >
    > Mi ricordi un eurodeputato,che alla
    > richiesta di poter andare avanti con la
    > ricerca delle cellule staminali rispose: Gli
    > scienziati devono trovare un'altro modo
    > alternativo alle cellule staminali ....
    >

    la ricerca alternativa è una realtà, e l'etica e la scienza devono viaggiare a braccetto non essere uno da una parte e uno dall'altra.

    > > mie tasche non vedranno mai un solo
    > > centesimo.
    >
    > Pure evasore fiscale ....

    so perfettamente che coi soldi delle mie tasse viene finanziata la ricerca pubblica e vengono dati i finanziamenti a quella privata, io mi riferivo a soldi in più, che per altro già do a molte associazioni che non finanziano la vivisezione come la LISM (lega italiana sclerosi multipla) o l'anlaids, a chi fa una ricerca dannosa per gli animali e di dubbia beneficità per l'uomo non li do.

    non continuare ad ignorare che sempre più persone nel mondo della medicina alzano la propria voce contro la vivisezione, e l'antivivisezionismo scientifico è ormai una realtà uomini come berlan e tamino non possono continuare a non essere ascoltati dalla comunità scientifica.


    > Abbiamo laboratori di elevata ricerca, ma ne
    > abbiamo pochi, questo intendo.

    come l'rbm marxer di torino, uno dei migliori in italia, c'ho parlato più volte con chi ci lavora dentro, persone di un chiuso, e se la scienza è apertura....
    non+autenticato


  • - Scritto da: mel4tonin
    > la ricerca italiana costa UN MILIONE di
    > animali uccisi ogni anni, finché questi
    > signori non capiranno che si può e si deve
    > usare metodi di ricerca alternativi, dalle
    > mie tasche non vedranno mai un solo
    > centesimo.
    >

    Ti è mai passato per il cervello che la ricerca non è solo ricerca nel campo della biologia (in cui i soldi in parte sono spesi magari come dici tu)?
    E' un discorso così stupido che mi sento già un idiota a risponderti...

    non+autenticato
  • Non cascateci, prima di chiedere soldi dovrebbero
    imparare ad utilizzare bene quelli che hanno, p.es.
    smettendola con i congressi-vacanza e usando
    software libero quando possibile.
    Ve lo dice uno che fa il ricercatore universitario.
    Ho lavorato anche all'INFN, hanno soldi a palate,
    un po' di magra non gli fara' male.
    non+autenticato
  • Possibile che anche il mondo accademico, che dovrebbe essere più aperto e di larghe vedute rispetto alla norma, pubblichi il testo della petizione in formato MS? Non si poteva scriverla come testo semplice?

    Marco
    non+autenticato
  • Forse avrei anche potuto firmarla, se avessi potuto leggerla. E' inutile pensare di poter diffondere documenti .doc solo perche' "tutti" possono leggerli. Lo standard e' pdf .. altrimenti anch'io mi metto a rendere disponibili delle informazioni soltanto in fike cwk o nel formato di openoffice.

    http://www.gnu.org/philosophy/no-word-attachments....

    Che poi ok.. con un piccolo sforzo potrei anche aprire il file .doc ma non mi va anche perche' potevano mettere il testo della petizione on-line (hmm, ma forse avrebbero fatto Esporta in HTML da word ..Con la lingua fuori)


    Ah ragazzi.. che poi cos'e' sta storia che Outlook non legge piu' i pdf ?? ..ho sentito parlare anche di XDocs che credo saranno dei file di 1 mega circa che conterranno una riga di testo e 2 righe di tabella excel .. (pensate all'innovazione: un foglio elettronico infinito in solo 1 mb!)

    Ma se anche fosse fatto bene e prendesse 6kb .. potevano risparmiare di farlo e di mascherarlo come se non fosse un concorrente del PDF ..
    ..ma ci tengono proprio tanto ad invadere la rete.

    mah.. qualcosa l'han imparato dalla sentenza del processo: che possono fare quello che vogliono facendo finta di rispettare le regole.
    non+autenticato
  • Diciamo che lo standard NON e` WORD.

    Comunque e` demoralizzante che proprio un istituto di ricerca distribuisca informazione senza il giusto rispetto degli standard aperti.
    Speriamo sia soltanto (!) un problema di abitudine..
    non+autenticato


  • - Scritto da: GOo
    > Diciamo che lo standard NON e` WORD.
    >
    > Comunque e` demoralizzante che proprio un
    > istituto di ricerca distribuisca
    > informazione senza il giusto rispetto degli
    > standard aperti.
    > Speriamo sia soltanto (!) un problema di
    > abitudine..

    Concordo pienamente, però non la farei cmq tanto lunga. Qui stiamo tutti a fare i galletti su cosa si deve e cosa non si deve fare. Però le cose non cambiano... questo vuol dire che poi alla fine nessuno vuole cambiarle oppure effettivamente che il sw opensource non è ancora alla portata di tutte le teste.
    Usare linux o software OS ora sta diventando una moda per dimostrare di essere più smart degli altri, ma non sempre il sw OS è usabile da persone "non appassionate" (e le persone dell'INFN sicuramente potrebbero esserlo, ma non è una cosa negativa il fatto che non lo siano).

    Più che mettere link e commenti in internet (che chi non è appassionato ovviamente non andrà a leggere) occorre molta più "evangelizzazione", nel piccolo, tra amici, parenti e conoscenti.
    non+autenticato