Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Gli Infolabili

di Marco Calamari - Tutti coloro che si sono trovati in Rete senza preparazione sono rimasti almeno disorientati. L'istinto iniziale è quello di leggere tutto, di tentare di capire tutto. Impossibile. Madornale errore

Roma - Non siamo fatti per la Rete.
Non siamo in grado di gestire così tanta informazione.
La nostra mente, la nostra cultura sono nate e si sono evolute per utilizzare, per sostenere un certo flusso di informazioni, non di più.
I media prima e la Rete poi stanno sovraccaricandoci di informazioni, e la razionalità di coloro che desiderano esserlo non riesce a stare al passo. Eppure le persone che ci circondano sembrano riuscire a convivere, a gestire la mole di informazioni che ricevono.

È solo apparenza.
La maggior parte delle persone non riescono ad elaborare le informazioni che ricevono. Ed allora la mente cerca scorciatoie. Comportamenti, azioni che hanno l'apparenza del ragionamento, ma solo quella.
In realtà sono azioni automatiche, riflessi irrazionali che imitano la razionalità, come ritrarre la mano quando si tocca qualcosa di rovente. A volte funzionano, ed a volte no.
Si ritiene valido un concetto, una informazione e si rifiuta tutto il resto considerandolo sbagliato. Si taglia un brandello di informazione appetibile e lo si fa proprio, lo si rende acriticamente parte dei propri pensieri. In questo modo non c'è quasi bisogno di pensare, di ragionare, di discutere, e la mente ce la fa.

Il sovraccarico informativo ci rende psicolabili, sterilizza la nostra parte razionale.
In una parola sola, ci fa diventare "infolabili".
È l'eccesso di informazione che sovraccarica il cervello, che gli impedisce di funzionare, che ne inceppa i meccanismi.
In Rete questo è ancora più vero che con la TV ed media "normali".
Tutti coloro che si sono trovati in Rete senza preparazione sono rimasti almeno disorientati; l'istinto iniziale è quello di leggere tutto, di tentare di capire tutto. Impossibile. Madornale errore. Come ascoltare il telegiornale per capire cosa succede nel mondo. Come buttarsi in acqua per berne un bicchiere. Addirittura pericoloso. Negativo per la sopravvivenza.
Pare che la retina ed il nervo ottico non passino alla corteccia visiva tutta l'informazione che ricevono, ma la pre-elaborino per ridurne il volume e non sovraccaricare il cervello con troppi stimoli, inviandogli solo quelli importanti. Importanti come il profilo del leone che ti corre incontro per trasformarti in colazione.
Ma questo filtraggio è stato reso possibile da milioni di anni di evoluzione e selezione naturale, e da milioni di leoni che hanno fatto colazione con i meno efficienti.

I media e la Rete invece ci hanno colpiti all'improvviso, non c'è stato il tempo per evolvere.

Abbiamo così tanta informazione che non sappiamo più usarne neppure una piccola parte.
Infolabili. Incapaci di pensiero razionale. Incapaci di produrre informazione.
Superficiali, approssimativi, tagliaincollatori, persi nella infotempesta seppur convinti di sapere dove andiamo.
Egoisti, sterili, manipolabili da chi vuole controllare i propri simili.

C'è bisogno di agire, di filtrare razionalmente, di gestire invece che di subire l'informazione.
È difficile, richiede attenzione e fatica. Richiede autodisciplina, controllo. Uno Zen dell'informazione?
Ma puo' evitarci di diventare colazione dei manipolatori di oggi.
Restando infolabili invece, faremo da pasto per i soliti noti.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
46 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Gli Infolabili
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  • secondo me oltre che l'eccesso di iformazioni c'è anche la questione pubblicità, che cerca in tutti i modi di infilare informazioni extra in ogni contesto (compra questo, vieni da me che sono più figo..).
    tolta la pubblicità si ridurrebbe almeno della metà l'eccesso di informazioni!
    non+autenticato
  • La maggior parte delle persone non riescono ad elaborare le informazioni che ricevono.

    Il soggetto della frase è " La maggior parte ", ne consegue che il verbo riuscire vada coniugato al singolare
  • ci siamo bevuti tutte le cazzate date per tv per anni e siamo sopravvissuti... sopravviveremo anche alla rete. tranquillo.
    non+autenticato
  • Questi articoli servono a preparare il terreno per l'Internet a pagamento, che sarà in vigore in Canada dal 2010 e per noi, forse nel 2012. Troppe informazioni? Siete saturi? Non vi preoccupate! Da quel giorno ci penseranno gli ISP e le Major a tutelare la vostra salute!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea F.
    > Questi articoli servono a preparare il terreno
    > per l'Internet a pagamento, che sarà in vigore in
    > Canada dal 2010 e per noi, forse nel 2012. Troppe
    > informazioni? Siete saturi? Non vi preoccupate!
    > Da quel giorno ci penseranno gli ISP e le Major a
    > tutelare la vostra
    > salute!

    pur condividendo appieno sia la tua giusta preoccupazione per internet a pagamento che la "critica" sottointesa a ISP e Major... non capisco proprio che cosa tutto questo c'entri con l'articolo...
    non+autenticato
  • Veramente il mio canone lo pago ogni mese.. credevo che internet fosse già a pagamento..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea F.
    > Questi articoli servono a preparare il terreno
    > per l'Internet a pagamento, che sarà in vigore in
    > Canada dal 2010 e per noi, forse nel 2012. Troppe
    > informazioni? Siete saturi? Non vi preoccupate!
    > Da quel giorno ci penseranno gli ISP e le Major a
    > tutelare la vostra
    > salute!

    Perchè adesso internet è gratis?
    Dove? come? perché?....
    Macche stai addì?
    non+autenticato
  • In tutta onestà non mi sembra che la situazione sia cosi' pessima come quella dipinta nell'articolo.
    La rete, i flussi di informazione, la possibilità di sapere senza compromessi, quando e come si vuole non credo siano aspetti negativi della vita quotidiana.
    Inoltre mi pare che il fruitore dei flussi di informazioni sia presentato in modo semplicistico: come passivo ricettore di ondate d'informazione dotato di nessuna capacità di discriminare cosa interessa e cosa no, di sintetizzare le informazioni ricevute.

    Non vorrei apparire troppo radicale, ma mi viene naturale porre in similitudine la situaziona attuale con tutte le rivoluzioni tecnologiche che l'uomo ha vissuto:

    col treno a vapore si diceva che l'occhio non avrebbe resistito a immagini in velocità, con la rivoluzione industriale c'era chi prospettava che tutto il genere umano sarebbe diventato parte di una asettica catena di montaggio, con azzeramento della sfera emozionale e intellettuale.
    Oggi si dice che le informazioni causano sovraccarico delle nostre menti.

    Ma il netto miglioramento della nostra vita, perchè non viene messo in bilancio?
    Partendo dal quotidiano, avere la possibilità di comunicazione istantanea su tutto il globo riduce le distanze, sapere in tempo reale cosa accade dall'altra parte del mondo in che modo puo' essere un male?
    Andando oltre, la rete migliora la vita di tutti i giorni, i flussi di informazione lo fanno. Abbiamo la possibilità di reperire cio' di cui abbiamo bisogno senza attese e pressanti sforzi.

    L'articolo cita
    "Pare che la retina ed il nervo ottico non passino alla corteccia visiva tutta l'informazione che ricevono, ma la pre-elaborino per ridurne il volume e non sovraccaricare il cervello con troppi stimoli, inviandogli solo quelli importanti. Importanti come il profilo del leone che ti corre incontro per trasformarti in colazione.
    Ma questo filtraggio è stato reso possibile da milioni di anni di evoluzione e selezione naturale, e da milioni di leoni che hanno fatto colazione con i meno efficienti."

    peccato che si parla di due diversi aspetti dell'informazione. Una inconscia e una no. Il cervello filtra luci e suoni in modo incosciente, lo fa per adattarsi e predisporsi ad una elaborazione d'informazioni di cui siamo passivi ricettori: il farlo a livello inconscio e inconsapevole è il risultato dell'evoluzione.

    Il mondo della rete e dei media veicola informazioni di tipo diverso, attraverso immagini e linguaggio di fronte ai quali non siamo semplici ricevitori, ma dotati di capacità di selezionare "attivamente" l'interessante e il non. E che tale capacità sia saturata dalla quantità dei flussi.. scusatemi ma è tutto da dimostrare. Non è portata una sola verifica concreta di questa affermazione.. mi sembra quasi un "è cosi' e basta", molto romantico a dire il vero..i tempi di prima sono sempre piu' belli e ricordati con piacere, ma secondo me assolutamente non rispondente a realtà.

    La prova? la vita media si allunga, le malattie si sconfiggono in modo molto piu' incisivo del passato, i rapporti umani diventano gestibili a distanze notevoli.. tutto grazie ai canali di informazione che abbiamo.
    Credete davvero che vivremmo meglio senza essi?

    Un ultima cosa... se poi davvero vi sentite cosi' sovraccarichi di informazione.. avete sempre la possibilità di spegnere il televisore e il computer. Non siamo esseri passivi, in ultima istanza possiamo sempre scegliereA bocca aperta
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    Modificato dall' autore il 25 luglio 2008 16.17
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  • - Scritto da: MyrddinEmrys

    > Un ultima cosa... se poi davvero vi sentite cosi'
    > sovraccarichi di informazione..

    Non mi convince il tuo discorso e poi abbiamo veramente la possibilità di sentirci sovraccarichi di informazioni? Abbiamo i "recettori" per sentirlo?

    Era quello che diceva Calamari ovvero che non ci siamo evoluti con Internet ma con i Leoni.
  • L'ultima battuta era volutamente ironica,
    comunque...

    no, non ci siamo evoluti con internet, ma ci siamo evoluti fino ad internet. il genere umano non è lo stesso che c'era ai tempi dell'uomo delle caverne, è cresciuto ed ha maturato tutte le sue facoltà.

    Comunque sarò lieto di spiegare meglio il mio punto di vista se sai indicarmi cosa non ti convinceA bocca aperta (non che voglia convicerti, percarità.. non siamo qui a fare proseliti)
  • Anche sul fatto che ci siamo evoluti ho molti dubbi, più passa il tempo e più credo che in realtà l'uomo non si evolva col passare dei secoli.

    Comunque abbiamo punti di vista diversi, nulla di male.
  • TUTTO IMHO

    Calamari pone solo un problema filosofico vecchio quanto il mondo.
    E non ancora risolto.

    La nostra cultura (quindi anche quel sovraccarico culturale che deriva dalle meraviglie del digitale) e' "2.0" (e quindi formata con la esperienza collettiva -esempio del leone-) o e' "innata" e quindi diventeremo tutti degli infolabili?

    Semplificando (ma esulo dal pensiero di calamari, se lo ho capito):

    Noi siamo natura (sangue, sperma, DNA)

    o cultura (ambiente, educazione, curiosita)

    ??????

    Calamari, il problema, sembra (a me) porselo da parecchi articoli a questa parte.
    La sua domanda presuppone che egli stia pensando ad internet come ad un fattore evolutivo.

    Ma se un fattore evolutivo apparentemente "culturale" come internet
    decide la differenza evolutiva (sopravvivenza) tra chi sopravvive e chi no, (so che Calamari non lo ha detto) allora possiamo reputare che il libero pensiero abbia tutte le ragioni di entrare nel "secondo natura"

    Perche' Calamari e' un illuminista. E difende la Ragione che non e' una Dea.

    Ma una buona strada per sopravvivere.
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