Roma - Nell'ennesima dimostrazione delle singolari conseguenze sulla fruizione della musica dalla diffusione delle tecnologie anticopia, lo store di
Yahoo! Music annuncia ai suoi clienti che dal prossimo settembre essi
non saranno più in grado di fruire dei contenuti per cui hanno fin qui pagato.
Esattamente come successo nel
caso di MSN Music, la chiusura delle attività dello store comporterà la cessazione del servizio erogato dai server
responsabili della validazione dei contenuti. A quel punto ogni tentativo di ascolto dei brani
verrà invalidato dalle misure di protezione in cui essi sono imbrigliati, sottraendo così agli utenti la potestà di fruire liberamente di contenuti che hanno pagato.
Yahoo! ha inviato una mail informativa sulla faccenda a quanti usufruiscono del servizio, invitandoli tra le altre cose a masterizzare le tracce su CD per poi
riconvertirle in un formato privo di restrizioni, come AAC o lo standard universale MP3. Un consiglio che la
Electronic Frontier Foundation non considera sufficiente, tanto da aver chiesto a Yahoo!
le scuse formali nei confronti degli utenti e il rimborso completo del costo del servizio.
Dal canto suo, Yahoo! ha risposto alle critiche per bocca del portavoce Carrie Davis, confermando che lo
shutdown dei server DRM
non significherà l'abbandono dei clienti da parte della società. "Verrete compensati per qualsiasi prezzo abbiate pagato per la musica"
ha dichiarato Davis a
InformationWeek, rimanendo però piuttosto nel vago in merito alle misure concrete che verranno prese per risolvere il problema.
La chiusura di Yahoo! Music Unlimited segna
il completamento del trasferimento del business di Yahoo! verso
Rhapsody, lo store online di RealNetworks che fa uso di una tecnologia DRM incompatibile con quella di Yahoo.
Alfonso Maruccia