Enzo Di Frenna
venerdì 1 agosto 2008

TecnoStress/ Il declino della tv ansiogena

di Enzo Di Frenna - La scelta di certi contenuti televisivi può creare dipendenza dal mezzo? E dalla rete è possibile fare qualcosa per evitare, scongiurare o comunque contrastare questa possibilità?

Roma - Quanto tempo manca secondo voi? Un anno? Due anni? Io sono convinto che entro il 2012 la società italiana si sarà liberata dalla "dittatura televisiva" che ha tentato negli ultimi due decenni di forgiare le opinioni sociali e politiche, una tv spazzatura pianificata a tavolino in stanze segrete (lo dice Carlo Freccero) con l'obiettivo di condizionare le menti con programmi fortemente emotivi, che risultano tra l'altro stressanti e ansiogeni, come ha dimostrato un recente studio realizzato da 60 psicoterapeuti. Il 2008 doveva essere l'anno del sorpasso della web television, definita il Terzo Schermo, ma forse la previsione era troppo ottimistica. In realtà serve più tempo, ma il cambiamento è in atto. La Rete avanza, si espande, conquista lettori, fa opinione, porta migliaia di persone in piazza, raccoglie firme, intervista i potenti per strada con una videocamera, s'insinua nelle maglie del potere (che non capisce nulla di internet, per loro stessa ammissione) e prende forma in quello che sarà ricordata nei libri come la Terza Generazione Televisiva, figlia del bianco/nero e del colore. La Web Tv. Personalmente sono favorevole all'avvento di questa nuova creatura. Ho creato il sito vogliamolawebtv] dove gli italiani, mostrando il loro volto, spiegano perché sono stufi della pessima tv generalista e illustrano i motivi con cui auspicano l'avvento della web television. Se proprio dobbiamo fruire di contenuti televisivi, allora che siano di qualità. Mi piace immaginare in Italia una televisione intelligente, più educativa per i giovani, che faccia una informazione dal basso e che sia attenta ai grandi temi sociali. Una tv, in definitiva, meno tecnostressante e idiota.

Durante il forum Media 2.0 ho spiegato ad alcuni protagonisti della tv (c'era anche una rappresentante della Rai) che la web television farà un salto di qualità quando alcuni coraggiosi e/o noti personaggi televisivi - mi riferisco soprattutto a quelli di spessore - decideranno di migrare sulla piattaforma webtelevisiva e continueranno in questo nuovo spazio il loro percorso professionale. Un po' come accadde quando Mike Buongiorno decise di passare in Fininvest. Ma questa volta la migrazione dovrebbe riguardare i professionisti della tv che possono fare la differenza. Gente in gamba che informa sul serio.

Molti sostengono che la Rete non supporti ancora la stessa qualità video della tv tradizionale, che la banda larga sia ancora insufficiente. È vero solo in parte. La banda larga crescerà: è solo un problema di tecnologie e le grandi aziende Telco sono costrette a migliorare il servizio. Più velocità significa più stabilità per la web tv. Ma già oggi, in Italia, è possibile fare zapping e cambiare canale su Streamit.it, una web tv creata da giovani milanesi che non ha tempi di loading ed offre immagini ad alta definizione. Gianni Armetta, ideatore di questa rivoluzionaria net tv, la scorsa settimana ha presentato l'ennesima trovata tecnologica: cambiare canale con il cellulare bluetooth. Quello che manca, invece, sono i contenuti. Mancano gli anchorman della web-informazione e le star web-televisive. Alcuni obiettano: la pubblicità non tira su Internet. Sciocchezze. Il modello Streamit è stato replicato di recente da Yalp (Alice-Telecom), che durante i mondiali di calcio mandava in onda gli stessi spot che si vedono in tv. È solo una questione di cambiamento culturale. Bisogna saltare il fossato. Crederci. Se guardo un programma intelligente e interessante su web, posso anche subirmi uno spot. Il problema, in realtà, sono gli equilibri di potere politico-finanziario che soffocano il cambiamento e la migrazione di piattaforma.Ma non durerà a lungo. Come presidente di Netdipendenza Onlus sono impegnato in progetti e iniziative che possano limitare la dipendenza dagli schermi. E la tv che abbiamo oggi in Italia, imposta da un cartello politico e finanziario, induce alla passività, al sonno delle menti, e cio' puo' favorire la dipendenza, come sostengono diversi studi di psicologi ed educatori. Contro questa tv spazzatura, ad esempio, si sono schierati gli studenti del San Raffaele di Milano che hanno realizzato un videospot molto interessante. Il giornalista Daniele Martinelli sul suo blog invece scrive: "La progressiva banalizzazione diseducativa dei programmi televisivi ha modificato la percezione collettiva dei comportamenti, stravolto l'approccio ai valori e cambiato la mentalità. Sembra strano ma cio' è successo in questi 15 anni..."

Contribuiamo dunque alla nascita di una web-televisione che migliora l'uomo. Una tv dove è possibile scegliere i contenuti e produrre notizie dal basso, per una ecologia della mente e dell'ambiente. È possibile sperare in questo paradigma? Si puo' credere che la web tv sia l'alternativa alla pessima tv di oggi? Io credo di sì. Il peggio non sparirà, ma almeno ci sarà una scelta più ampia e democratica. La Rete appartiene soprattutto alle nuove generazioni: sono loro i principali protagonisti. E nel complesso gli utenti stanno già imponendo una informazione prodotta dal basso e le grandi aziende si adeguano. Dunque, credo che web tv possa sposare una nuova filosofia: cultura e qualità. Il declino della vecchia tv è inesorabile. Spetta al popolo della Rete inventare una tv migliore.

Enzo Di Frenna

Runfortecnostress Network
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15 Commenti alla Notizia TecnoStress/ Il declino della tv ansiogena
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  • Sono d'accordo su tutto sia con l'articolo sia con i commenti, tranne che sui tempi in cui la TV perderà il suo potere. La rete è popolata di persone fortemente consapevoli di cos'è la rete e di cos'è la TV. Ma sono pochi, giovani e "isolati" rispetto alla maggiornaza della gente che fa la fila alla ASL leggendo Metro o che si mette a sbraitare nel traffico per arrivare a casa in tempo per il TG5.
    Andate in spiaggia e parlate con il vostro vicino di ombrellone. Provate a dire che la rete è quello che è, la TV sta morendo etc etc. Probabilmente in cambio riceverete: 1. incredulità, 2. una polemica sul presidente del consiglio in cui voi finirete per essere inseriti nel recinto dei "cattivi" insieme a magistrati, amici di Beppe Grillo, girotondini, extracomunitari, etc. 3. uno sguardo di sufficienza dopo il quale l'interlocutore torna a leggere il suo "Gente" (se lei) o "Corriere dello Sport" (se lui).
    Provate invece ad attaccare discorso su Ronaldinho o sull'ultima velina o sul personaggio TV del momento. La discussione si espanderà lieta, serena e beata. Funziona anche se usate come argomento la tesi più recente propinata dai TG uniti.

    Per cambiare questa mentalità ci vuole solo un ricambio generazionale (e forse più di uno) e questo avverrà solo quando i ragazzini di 12 anni che crescono con youtube, messenger e forum vari ne avranno 40 e sotto l'ombrellone parleranno con il vicino di argomenti presenti in rete, così come amici che ho, appassionati di giochi online parlano solo di quello. Noi parliamo dei cartoni o telefilm che vedevamo da piccoli, loro probabilmente parleranno dei giochi online del passato.

    La WebTV penso sia una TV mostrata con un canale diverso, ma pur sempre una TV, in cui una persona sola decide cosa far vedere e come. Non penso che trasformi i fedeli del TG5 in blogger incalliti o in persone più consapevoli. Certo che se uno si siede di fronte al PC per guardare un programma, gli scappa di andare su internet a informarsi di qualcosa. E quindi in fondo potrebbe entrare nel mondo di internet a tutti gli effetti.
  • La mia personale opinione è che la televisione è noiosa, ripetitiva, i film sulle reti private sono interrotti continuamente da interminabili spot pubblicitari che mettono a dura prova la pazienza del telespettatore. Per non parlare di quei programmi totally-trash che piacciono tanto all'italiano medio. Credo che la TV abbia toccato il fondo. Ma come si suol dire, non c'è mai fine al peggio. Perciò basta davvero poco per perdere totalmente interesse per la televisione. Internet offre una vastissima scelta, nelle informazioni e nell'intrattenimento, tutte cose che la televisione non possiede, e quel poco che gli resta è inquinato dalla pubblicità che viene trasmessa addirittura negli spazi riservati all'informazione.
    Ciao ciao TV!
    non+autenticato
  • .....che i contenuti della tv miglioreranno nel futuro.
    Il web così come la televisione è solo un mezzo attraverso il quale vengono trasmessi contenuti.
    Per il momento il web consente maggiore libertà di scelta, ma scegliere è notoriamente cosa faticosa.
    Già oggi una persona potrebbe scegliere cosa vedere o meno ma in realtà non lo fa o lo fa male. Altrimenti non si spiegherebbe per quale motivo la tv pubblica si sia appiattita sulla tv commerciale e gli inserzionisti paghino per la pubblicità su quelle reti. Abbiamo la tv che la maggioranza dei telutonti chiede...c'è poco da fare.

    Già oggi un genitore potrebbe scegliere cosa far vedere in televisione a suo figlio ma non lo fa...perchè?

    Non credo che il potere non capisca niente di web. Gli stessi che hanno pianificato scientificamente il rimbecillimento delle masse con programmi, come dice l'articolista, stressoansiogenoemotivi, domani potranno veicolare quegli stessi contenuti spazzatura attraverso il web. E saranno veicolati dai quei poteri politico/finanziari che hanno un solo obiettivo. Fare sì che la gente non faccia politica ovvero si occupi e cerchi di capire i fatti e le cose che la riguardano veramente.
    Conoscere è potere. Meno conosci e meno rompi le palle al potere.

    Ci sarà quindi sempre una bella massa osannante di teleutonti consumatori pronta per mangiarsi la pappa già pronta e rassicurante che non costa la fatica di pensare, di scegliere. In tv o sul web.

    Il problema non è nel mezzo, tv o web, ma nella nostra capacità di fare scelte ragionate per tutte le cose che facciamo nella vita...dallo scegliere cosa guardare e perchè, allo scegliere ad esempio di non comperare un prodotto al supermercato perchè ha un costo ingiustificato......

    Sono le nostre scelte che possono condizionare il mercato....ma se ci rinunciamo non condizioneremo un bel niente....e saremo condizionati....
    non+autenticato
  • @ katoblepa

    mi colpisce quesllo che hai detto

    mi fa venire in mente che la tv non è indispensabile

    potremmo, a dire il vero, rinunciarvi quasi completamente

    quindi in effetti una possibilità di scelta l'abbiamo, ma non la sfruttiamo

    questo vale per molte altre cose: anche se non saremo molto informati, quando penseremo con più attenzione al valore di molte cose, anzi, più concretamente il beneficio reale che esse ci portano (e lo faremo probabilmente solo quando ci saremo costretti), ci chiederemo probabilmente se potremo farne a meno

    parliamo molto di stress, di stanchezza, di caro vita, ma dimentichiamo l'organizzazione delle società più naturali (forse è questo ciò che molti intendono parlando di società primitive)

    dove viene praticata la sola caccia, senza allevamento e agricoltura, le persone lavorano pochissimo, e non hanno molto il concetto di proprietà della terra

    dall'agricoltura in avanti l'uomo è costretto a lavorare moltissimo, e spesso tutti i suoi sforzi sono vanificati da un anno poco piovoso

    certo il discorso è più complesso di così, ma è una forma mentis

    alla pagina:

    http://www.carta.org/campagne/decrescita/articoli/...

    chi scrive, Maurizio Pallante, dice cose affascinanti:

    > decrescita... paradigma culturale capace di orientare sia le scelte di politica economica, sia le scelte esistenziali

    > necessario fare chiarezza su cosa è la crescita economica

    > l’indicatore che si utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo [Pil]

    > La frutta e la verdura coltivate in un orto familiare per autoconsumo... sono... molto migliori... soddisfano il bisogno di nutrirsi in modi più sani... non hanno contribuito a inquinare... ma fanno diminuire il Pil

    > in una società fondata sulla crescita (questo) comportamento è asociale

    > in automobile si consuma una certa quantità (di) carburante... quindi si contribuisce alla crescita del Pil...

    > se... si sta in coda, il consumo (del) carburante cresce (e) Pil cresce di più...

    > ma occorre più tempo per arrivare...

    > aumentano i disagi e la fatica... le emissioni... di inquinanti in atmosfera, i costi individuali e collettivi, ambientali e sociali...

    > ...incidenti... riparazione o... sostituzione delle auto... ricoveri ospedalieri fanno crescere ulteriormente il prodotto interno lordo...

    > il Pil misura il valore monetario delle merci e non prende in considerazione i beni

    > la decrescita indica soltanto una diminuzione della produzione di merci.

    > Non dei beni.

    > Non vive più felicemente chi rifiuta le merci che non sono beni e sceglie i beni di cui ha bisogno in base alla loro qualità e utilità effettiva, lavorando di meno per dedicare più tempo ai suoi affetti?

    affascinante
  • Interessante il link che hai mandato. Leggerò con attenzione.
    Per riagganciarmi ad alcune cose che hai scritto, ti posso dire che, ad esempio, dal 2004 non ho più un'auto di proprietà.
    Quando ne ho avuto bisogno l'ho noleggiata ed ora ho scoperto di avere una soluzione di car sharing vicino a casa risolvendo così anche le esigenze di mobilità "one shot" che non riesco a risolvere con mezzi pubblici (scadenti) o con una moto.

    Al supermercato evito di acquistare frutta verdura il cui costo supera i due euro al kg. Non compero mele che vengono dalla cina o dall'argentina (che costano poco più di quelle italiane) semplicemente perchè trovo assurdo far venire una mela da così lontano e poi perchè penso che al contadino cinese avranno dato si e no un centesimo al kg e a me ne chiedono 2,5. La differenza chi se la tiene?
    Seleziono per lo più prodotti in offerta.

    Non guardo più da tempo ne' i canali informativi rai o quelli mediaset.

    Non compro vestiti che hanno un costo superiore ai 300-350.
    E compro solo in saldo.

    Per un cellulare sto entro la soglia dei 100euro.

    Per farla breve, cerco di difendermi. Tutti dovrebbero cercare di stare più uniti e difendersi.

    Se qualcuno ha il piano di trasformarmi in un consumatore beota ed inconsapevole, gli farò fare tutta la fatica che posso.
    E quando non riuscirò a difendermi voglio almeno sapere nomi e cognomi di quelli che me lo stanno mettendo in quel posto. Perchè o prima o dopo la ruota gira.

    In un momento come questo dove pure il prezzo del pane aumenta e dove qualcuno, da qualche parte, ha fatto affari colossali anche con l'11 settembre e con la guerra in irak,
    è giunto il momento di boicottare, di disobbedire non alle leggi del mercato, ma alla logica di mercato di questi ultimi anni che prevede per noi il solo ruolo di stressati, agitati, impauriti e seriali compratori di merci delle quali in buona parte non abbiamo alcun bisogno....
    non+autenticato
  • Sono daccordo su tutto quel che hai detto.
    Passo e chiudo.
    non+autenticato
  • bhe, diciamo che quelle erano scelte che ormai non possiamo piu compiere.
    in società cacciatrici raccoglitrici si lavora meno, ma può anche supportare molta meno popolazione/territorio.
    per com'è diventato il mondo oggi, l'unico modo di poter tornare a un "idilliaco" mondo simile, dovrebbe esserci una guerra atomica, probabilmenteA bocca aperta.

    certo, rivedere in bona parte molte convenzioni socieli totalmente idiote che abbiamo adottato non sappiamo manco perchè nell'arco dei secoli e che ci teniamo senza nemmeno domandarci perchè può essere positivo. ma preferisco vivere in questo mondo che in quello di falloutCon la lingua fuori.
    non+autenticato
  • @ Anonymous

    ciao, ti ringrazio della risposta

    spero se mi perdonerai se provo a risponderti senza riportare link e riferimenti ma solo una brevissima sintesi di alcuni dubbi che la cosiddetta informazione mi ha cagionato

    inoltre vorrei sottolineare ancora una volta che la mia er una semplice bonaria provocazione: sicuramente il problema di cui stiamo parlando (e di cui percepiamo così poco) è complesso, di definizione incompleta e di soluzione assai controversa

    il dubbio di tutti i dubbi è: di fronte alle incredibili contraddizioni cui siamo sottoposti, questa gente che ci racconta le cose... ci è o ci fa?

    > "...società cacciatrici raccoglitrici"

    - "si lavora meno"

    non solo in quelle società, ma proprio in questi giorni, anche chi agisce in una comunità dove poco si sente l'influenza della globalizzazione, e nello stesso tempo si accontenta

    dove può avvenire questo?

    faccio l'esempio di paesi relativamente isolati e popolati da persone in pensione, e che continueranno ad essere abitate da persone in pensione: chi se ne è andato 15-20 anni fa, dice che ci vorrà tornare per passare la vecchiaia (parlo di cose che ho sentito personalmente)

    in questo luogo per esempio un barista o un negoziante, avrà probabilmente più o meno la stessa clientela per ancora molto tempo, un tempo che a lui può sembrare per sempre

    sente quindi che la sua situazione è stabile, che difficilmente potrà arrivare un ipermercato in montagna, e constata soprattutto che ha tutto quello che gli serve: la cosa più naturale è che tenderà a rallentare la sua attività oppure a non accelerare

    in effetti questo ci fa pensare che la assai diffusa ansia di avere sempre di più, probabilmente non è tanto legata alla nostra avidità ma al pensiero di una ipotetica minaccia alla stabilità della nostra vita

    contro questa minaccia, come contro ogni minaccia, si costruisce un muro di cinta, e questo muro oggi sostanzialmente molti credono che sia costituito dai soldi...

    - "può anche supportare molta meno popolazione/territorio"

    tocchi un argomento su cui sembra sia stato detto tutto e tutto il contrario

    alcuni dicono che il carico di umanità sostenibile dal nostro pianeta è già stato superato, altri dicono invece che potranno vivere "comodamente" altri miliardi di persone

    io non so se i primi abbiano ragione, ma sicuramente la tesi dei secondi mi lascia dei dubbi:

    l'ipotesi di ulteriore crescita si basa inevitabilmente sulla maggiore produttività, in particolare negli ambienti di pianura, mentre gli ambienti marginali sono sempre più abbandonati

    si parla di aumento della superficie a bosco, come se fosse solo una cosa positiva, mentre questo vuol dire che vengono abbandonati dei territori mentre altri vengono sovrappopolati

    non solo, tutto questo prevede che invece di produrre gli alimenti in loco, si creino dei sistemi fortemente dipendenti dagli approvigionamenti, perché non producono altro che servizi (le città)

    questi sistemi sono facilmente vulnerabili in caso di crisi degli approvigionamenti, e quindi per definizione poco sostenibili

    i sistemi sostenibili sono in effetti quelli per lo più autosufficienti e con il più alto grado di indipendenza, quelli cioè che possono resistere con un risposta locale a una crisi globale

    un esempio concreto dei nostri giorni?

    ...un "allevatore" di pianura ha 200 capi e 10 ettari, nutre i suoi animali con mangimi comprati all'esterno, quindi non ha niente di suo, ma fa girare il sistema, da cui dipende strettamente, possiede poco (un capo da latte vive 4 anni in certi casi, quindi è un capitale piuttosto volatile, eppure gli animali sono quasi tutto il suo capitale)

    ...un "pastore" di collina ha 50 capi e 50 ettari (badate, sono davvero tanti, fa il pastore e guadagna poco, ma non è povero per niente, perché se continuerà a pascolare, probabilmente i suoi terreni resteranno i buona salute, e siccome la maggior parte della sua ricchezza è nei terreni, essa è anche più stabile)

    ...aumentano i prezzi dei trasporti e dei prodotti chimici...

    ...l'allevatore di pianura non potrà più comprare alimenti a sufficienza e probabilmente la sua attività andrà in grande crisi

    ...il pastore di collina invece continuerà a trovare tutto quello che gli serve nei soli pascoli di cui dispone, e probabilmente siccome deve comprare poco dall'esterno, ma i prezzi sono aumentati, potrà continuare a mantenere lo stesso livello produttivo, e venderà a un prezzo maggiore i suoi capi: non sarà più ricco perché il suo aumento di guadagno è solo nominale se rapportato con il suo costo della vita, ma appunto "si sostiene"

    mi rendo conto che sto scrivendo tanto, ma detto tutto ciò mi viene il pensiero che siamo di fronte a un sistema per definizione poco sostenibile: tutte le sue parti sono strettamente dipendenti dall'eccezionale quantità di scambi tra le parti

    appena questi scambi dovessero essere difficili, tutte le parti andrebbero in crisi perché troppo interdipendenti

    credo quindi che il modello della globalizzazione sia debole per definizione e che se anche teoricamente il pianeta energeticemente potesse sostenere più abitanti in condizioni di scambi perfetti, siccome la perfezione non esiste allora neanche il modello è sostenibile

    - "per com'è diventato il mondo oggi"

    sono d'accordo che dobbiamo confrontarci con la concretezza della nostra situazione attuale

    - "l'unico modo di poter tornare a un 'idilliaco' mondo simile, dovrebbe esserci una guerra atomica, probabilmente"

    molti scenari oggi sono plausibili, ma osservando la storia recente, la cosa che mi colpisce di più è la desertificazione: se un conflitto atomico è possibile, una crisi idrica è probabile

    ci dicono di consumare poca acqua del rubinetto come se questo potesse influenzare la disponibilità d'acqua in Africa o in Sud Italia

    di nuovo si coltiva l'illusione che la globalizzione possa risolvere anche questo, ma non è così: la desertificazione sta avvenendo anche in Italia, e non per colpa delle lavatrici del Nord, ma per la millenaria cultura del fuoco nel Mediterraneo, che esaurisce le capacità di rinnovamento dell'ambiente (secondo la fao il 95 % degli incendi è di origine dolosa)

    ricordo infatti che, per opinione comune, servano parecchi decenni per rigenerare un centimetro di suolo fertile (anche di più in collina e montagna)

    - ma preferisco vivere in questo mondo che in quello di fallout

    ti invidio, perché credi di poter scegliere

    jvj
  • x la tua ultima frase....e bhe ho solo espresso una preferenzaA bocca aperta.

    scherzi a parte.

    il dsicorso sopra(quello ad alto rischio tl;drCon la lingua fuori ) l'ho sempre riassunto in un "dove c'è competizione, la vita è più dura." e "è inutile andare in 500 a fare il calciatore , quando c'è bisogno di 500 persone altrove e nessuno disponibile". massime banali e dettate dal "buonsenso" (parola che se usata a dovere può giustifiare ogni cazzata, ma che in questo caso mi pare appropriata). in definitiva approvo e condivido le tue conclusioni.

    questo per guardare alla luna.

    invece guardando il dito (A bocca aperta ) mi da fastidio il fantasma del luddismo che sta alle spalle di questo ragionamento, (forse non intenzionale e dovuto solo agli esempi).

    o, in parole povere, IMHO siamo daccordo sul piano logico, ma cozziamo alla grande sul lato estetico del discorsoA bocca aperta.

    il problema grosso, è il muro culturale.
    >>(secondo la fao il 95 % degli incendi è di origine
    >>dolosa)

    e qua si inizia di parlare di mondi fittizzi creati e abitati da persone con scarsa consapevolezza dei molteplici equilibri che stanno sotto(è inevitabile per chiunque viverci dentro, il mondo è troppo complesso.). col rischio di andare terribilmente OTCon la lingua fuori. se vogliamo proseguire senza dare troppo fastidio è meglio se continiuamo per mail.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > in definitiva approvo e
    > condivido le tue conclusioni.

    ti ringrazio

    > mi da fastidio il
    > fantasma del luddismo

    le parole fantasma e luddismo danno fastidio a me, perché con me proprio non c'entrano niente

    > che sta alle spalle di
    > questo ragionamento, (forse non intenzionale e
    > dovuto solo agli
    > esempi)

    gli esempi sono intenzionali ma non portano dove dici tu, e ancor meno partono da lì

    > o, in parole povere, IMHO siamo daccordo sul
    > piano logico, ma cozziamo alla grande sul lato
    > estetico del discorsoA bocca aperta

    non ho nessuna aspirazione estetica, in tutto quello che vedo non riesco a trovare più niente di estetico

    > il problema grosso, è il muro culturale.
    > >>(secondo la fao il 95 % degli incendi è di
    > origine dolosa)

    non capisco (1)

    > e qua si inizia di parlare di mondi fittizzi
    > creati e abitati da persone con scarsa
    > consapevolezza dei molteplici equilibri che
    > stanno sotto(è inevitabile per chiunque viverci
    > dentro, il mondo è troppo complesso.). col
    > rischio di andare terribilmente OTCon la lingua fuori. se
    > vogliamo proseguire senza dare troppo fastidio è
    > meglio se continiuamo per
    > mail

    non capisco (2): a chi ti riferisci parlando di persone con scarsa consapevolezza dei molteplici equilibri?

    non c'è nessun off topic: chi mi parla di luddismo e di fantasmi fa un intervento ansiogeno, mentre io volevo cercare di proporre un modo di vedere le cose che riducesse questa ansia

    ----------------------------------

    per il tuo precedente intervento invece, sinceramente mi ha talmente amareggiato, anzi ha così gravemente aumentato la mia amarezza, che preferisco non tentare nemmeno una risposta

    le persone dal nome e dal pensiero privi di nome, mi allontaneranno sempre di più dal tentativo partecipare alle riflessioni collettive

    non servono mirabolanti sistemi di sicurezza per fermare il mio pensiero, le mie motivazioni

    basta veramente pochissimo

    non sono loggato perché impossibile con qualche add-on di sicurezza di firefox
    non+autenticato
  • >>per il tuo precedente intervento invece, sinceramente mi ha
    >> talmente amareggiato, anzi ha così gravemente aumentato la
    >> mia amarezza, che preferisco non tentare nemmeno una
    >>risposta

    ok, anche se non sò a quale preceddente risposta ti riferisci.

    >>le parole fantasma e luddismo danno fastidio a me, perché >>con
    >>me proprio non c'entrano niente

    ok, te l'ho detto anche io che non ero sicuro fosse intenzionale, e che forse ci avevo letto quello solo io.

    quasi quote>>non capisco 1 e 2.

    in effetti rileggendo, ho preso un esempio da ciò che avevi scritto, ma senza commentarlo risulta difficile decifrare cosa intendevo.

    il tuo esempio sugli incendi dolosi in italia, la cultura del fuoco nel meridione europeo.

    è chiaramente un idiozia a lungo termine, ma funziona a breve. solo una persona con scarsa consapevolezza delle conseguenze che portano le sue azioni potrà portare avanti con convinzione certe idee.

    e di esempi di comportamenti simili ce ne sono fin troppi, ogni comportamento umano è , se si guarda con pignoleria infinita, colpevole di questo.

    quello che volevo dire col mio discorso era proprio che, secondo il mio umile parere, la maggior parte dell'ansia che ci opprime distogliendoci da problemi piu reali è proprio questa mancanza di consapevolezza portata all'estremo come modello di vita.

    ps, se ti da fastidio anonymous come nick, cambialo mentalmente con un altro a tua scelta. il fatto che non abbia un nome è una mia scelta libera. se questo ti allontana dal discutere, ok, anche se mi fa piacere questa particolare discussione, dò piu valore alla mia scelta.

    >>non servono mirabolanti sistemi di sicurezza per fermare
    >>il mio pensiero, le mie motivazioni

    ?_?
    non+autenticato
  • bhe, una differenza notevole e sostanziale tra i due mezzi c'è, eccome. oggi in italia stanno ancora facendo a botte su che stazione dovrebbe o meno trasmettere, frequenze fisse e costi esorbitanti tengono lontana la concorrenza. se le opzioni da scegliere sono 4 o 5, e quelle si contendono tutte la fetta di mercato maggiore...per forza di cose esce una tv monotematica che elargisce vaccate a pioggia.


    per la sua stessa natura, internet abbatte notevolmente i costi e non ha problemi di "capieza della frequenza".

    invece per il discorso "c'è qualcuno che li vuole quei programmi, siamo destinati a un futuro di morte, pestilenza e mediaset" in parte sono daccordo, sulla prima parte... qualcuno che li vuole c'è eccome, è la fetta di popolazione che pesa di piu nel campione statistico del telespettatore medio. MA, non è l'unico tipo di spettatore. togli le limitazioni che dicevo sopra, e vedrai che qualcuno che pensa anche a i non cerebrolesi ci saràA bocca aperta.
    non+autenticato
  • in grassetto:
    > "minaccia per la privacy"
    (preceduto da > "non si tratta di una" che pero non è in grassetto, per inciso si sta parlando di un sistema che capisce se stai guardando la pubblicità)

    > tra l'altro è "interessante" se si pensa che mediaset fa causa a chi ci impedisce di guardare la sua pubblicità
    ma non fa semplicemente causa: chiede una barca di denaro

    ma cambiamo argomento, per non stressarci:
    > "indagati nella più grande operazione contro la pedofilia online del Regno Unito sarebbero in realtà cittadini innocenti"
    > "trasmissione radiofonica dell'emittente britannica, che cita non meglio precisate fonti legali ed esperti del settore"
    > "Altri 2.000 indagati avrebbero... subìto il peso di mesi di indagini, prima di essere scagionati dalle terribili accuse"
    > "vittime delle carte di credito clonate e del furto di identità"
    > "appunto vittime di furto di identità e clonazione della carta di credito" (non sono arterio, c'è scritto due volte in due paragrafi successivi)
    > "La polizia semplicemente non ha controllato e non ha compreso l'entità della frode"
    > "centinaia di persone, forse migliaia, sono state sottoposte ad una terribile pressione con l'accusa di pornografia infantile"
    > "dubbi sulla bontà del lavoro della polizia"
    > "qualcuno l'ha definita "il peggiore scandalo di sempre per la polizia britannica""
    > "qualcun altro addirittura si spinge ad ipotizzare complotti e cospirazioni"
    (scrivere e linkare qualcuno non è proprio come scrivere nome e cognome ndr)

    > "tecno-fobia o schizofrenia legislativa"
    > "stampigliare le impronte digitali"
    > "un rischio incontrollabile (per)... uno dei dati personali più preziosi"
    > "rischio di condannare qualcuno - per il fatto solo di aver perso la propria carta d'identità - a fare i conti vita natural durante con "un altro se stesso" in giro per il mondo" (quest'ultima frase è così densa di ansia che andrebbe spezzata in più parti, ma non è possibile, perché si tratta di un unico concetto)

    invece di cercare lontano ho scavato vicino: sono articoli di punto-informatico.it, uno di ieri, e tre di oggi
    http://punto-informatico.it/1982601/PI/News/pubbli...
    http://punto-informatico.it/2375765/PI/News/medias...
    http://punto-informatico.it/1982623/PI/News/indaga...

    vive la cohérence

    senza punto esclamativo, però, non vorrei stressarvi

    perché le migliaia di articoli delle fonti più disparate, articoli che così poco hanno contribuito alla mia serenità dal 1998, li tengo, serenamente, nel mio computer

    ma li tengo
  • polemica sterilissima.

    >>"minaccia per la privacy"
    >>(preceduto da > "non si tratta di una")

    è preceduto anche da un "la casa produttrice afferma".
    è chiaramente inteso come un dissenso da parte dell'articolista.

    secondo quote, (formattato troppo male per essere ri-quotato), gli indagati innocenti, e quelli seguenti.

    non mi sembrano per nulla inutilmente allarmisti.

    una questione è non stressarci inutilmente vivendo in uno stato di paranoia. l'altro evitare ogni pensiero che potrebbe far girare gli zebedei.

    nel primo caso vivo felice nel limite del possibile, nel secondo vivo felice perchè ignoro la realtà. soprattutto perchè, parlando di tecnologia in un giornale informatico, le storture nel suo uso irresponsabile sono di interesse fondamentale.

    anche e soprattutto per evitare di ritrovarci le stesse persone che ci propinano "televisione ansiogena".

    mi sembra piu un apologia della morfina che un commento.
    non+autenticato
 

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