Gaia Bottà
venerdì 1 agosto 2008

Tutti in piazza: libertà, non paura

Per non rassegnarsi alla società della sorveglianza e del tecnocontrollo. Si avvicina una mobilitazione internazionale di ampio respiro. Si cercano anche italiani mobilitati, mobilitanti e mobilitabili. Ecco cosa va maturando

Tutti in piazza: libertà, non pauraRoma - Paura di essere sorvegliati, paura di essere catalogati, paura di essere se stessi. C'è chi non intende sprofondare in una spirale del silenzio, c'è chi rivendica il proprio diritto a formare e manifestare spontaneamente il proprio pensiero e la propria creatività: è una chiamata alle armi diramata da Vorratsdatenspeicherung, il gruppo di lavoro che in Germania si oppone alla data retention. Invitano i cittadini di tutto il mondo ad organizzare Freedom Not Fear 2008, Libertà, non paura, una manifestazione globale e decentrata che l'11 ottobre possa scuotere le piazze di tutto il mondo.

In fieriStato e mercato si insinuano nella vita del cittadino: è una sorveglianza pervasiva, è una possibilità connaturata alle tecnologie che permeano la quotidianità. C'è chi impugna i mezzi di comunicazione in maniera acritica e chi resta atterrito dalla possibilità che rappresentino dei tasselli di un panopticon digitale. C'è invece chi reagisce: non intendono rinunciare agli strumenti per comunicare ed informarsi, non intendono abdicare al diritto ad una vita privata e spontanea, chiedono che stato e mercato vengano frenati da leggi che arginino il tecnocontrollo di default.

Animato da questo proposito, il gruppo di lavoro tedesco ha lanciato una call modulare, ha invitato alla mobilitazione associazioni e cittadini affinché si organizzino per chiedere trasparenza, per instillare la consapevolezza nella società civile, per scuotere le istituzioni affinché tornino a bilanciare l'equilibrio tra sicurezza e diritto alla riservatezza, tra esigenze del mercato e diritto alla spontaneità. Sono numerose le associazioni che iniziano a punteggiare le pagine del wiki dedicate, si inizia a fare la conta di coloro che sono disposti a investire tempo e impegno per dare fiato alle proprie preoccupazioni e manifestare il proprio diritto a non vivere sotto una lente.Anche in Italia qualcosa inizia a muoversi. Hanno aderito a Libertà, non paura 2008 Progetto Winston Smith, Partito Pirata, Collettivo Libero Sapere, ush.it - a beautiful place, Free Hardware Foundation, PopoloBue.tv, telematicsfreedom.org, Computerlaw 2.0 - Informatica e Diritto, organizzazioni che rilanciano a tutti i cittadini l'invito a partecipare e a mobilitarsi perché non si sia costretti a sfuggire o a subire la sorveglianza, perché le istituzioni tutelino i diritti del cittadino dagli abusi ai quali può invitare la tecnologia.

Libertà, non paura affonda le proprie rivendicazioni nella quotidianità: una sempre più estensiva accumulazione di dati di ogni genere e una sempre più intensiva collaborazione tra le forze dell'ordine rischiano di alimentare database sconfinati e centralizzati e poco sicuri; le aziende dimostrano di essere sempre più interessate a scolpire profili del consumatore. Ci sono coloro che sbandierano di non avere nulla da nascondere, spiegano i primi partecipanti italiani, c'è il "gregge di acritici consumatori". Ma sono molti i cittadini che si dimostrano sensibili ad una sorveglianza che permea le routine: molti si atrofizzano nel silenzio e abdicano al proprio diritto ad esprimersi, schiacciati dal terrore di essere costantemente osservati o discriminati, terrorizzati dall'idea di essere un target pubblicitario.

Si rivolge a loro l'invito ad agire, a non cedere alla paura. Le istanze ora in gioco sono numerose: si chiede trasparenza da parte di aziende e istituzioni, si chiede di ridimensionare la sorveglianza indiscriminata e il più sregolato monitoraggio affinché non inficino la maturazione e le libertà della società civile. In tempi di carte d'identità con impronte digitali e di identificativi biometrici stipati in database centralizzati si propone di retrocedere per offrire più garanzie al cittadino; in tempi in cui fermentano idee di prelievi coatti di DNA si chiede che misure che dovrebbero tutelare la sicurezza dei cittadini non involvano in una schedatura genetica di massa. Ci si opporrà ai controlli pervasivi e alla registrazione dei dati dei passeggeri che varcano le frontiere e ci si schiererà contro il fluire incontrollato delle informazioni verso paesi che non aderiscono agli standard europei di tutela della privacy. Ci sarà spazio per opporsi alle perquisizioni e alla sorveglianza occulte dei sistemi informatici e telematici.

Nel contesto di Libertà, non paura si potrà esercitare una pressione sulle istituzioni affinché rivolgano il loro sguardo al comportamento dei soggetti privati: fra la mappa dei propositi da perseguire e da animare figurano la richiesta alle autorità di impedire che gli ISP si trasformino in vigilantes e in segugi del mercato. L'obiettivo è scongiurare l'eventualità che i provider dettino legge sui contenuti che circolano in rete e si limitino ad attenersi agli ordini della magistratura nel rimuovere in maniera puntuale i contenuti criminali. Se il ruolo di poliziotto non è mai stato ben recepito dai fornitori di connettività, i provider tendono a far fruttare la propria posizione di raccordo per mettersi al servizio del mercato: la manifestazione dell'11 ottobre potrebbe essere un'occasione per levare la propria voce e opporsi a questo fenomeno di rastrellamento di informazioni sulle abitudini dei netizen.

Sullo sfondo, la libertà di esprimersi e di informarsi, il diritto ad impugnare degli strumenti che consentano alla società civile di confrontarsi e di consolidarsi e agli individui e alle reti di individui di stratificare cultura dando sfogo alla propria creatività. Una società della sorveglianza non può che svilire la spontaneità del cittadino già caricato di responsabilità di cui ha diritto a non sobbarcarsi l'onere.
183 Commenti alla Notizia Tutti in piazza: libertà, non paura
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  • Le informazioni che si trovano in rete sel vecchio palladium, adesso chiamato "trusted computing", sono scarse ma soprattutto sono vecchie, non aggiornate! Servono notizie aggiornate su cosa c'è dentro i portatili o pc di casa, su quali modelli e quali funzioni sono adesso attive su tutto quello già detto nelle vecchie notizie. Bisognerebbe informare meglio sull'evoluzione che ha avuto adesso nel 2008 con Vista e magari cosa è previsto per il 2009. A mio modesto parere il 90% delle persone sono completamente ignare di tutto ciò...e chi sa non riesce a capire a che punto sono adesso i nuovi pc.
    non+autenticato
  • Le informazioni che si trovano in rete sel vecchio palladium, adesso chiamato "trusted computing", sono scarse ma soprattutto sono vecchie, non aggiornate! Servono notizie aggiornate su cosa c'è dentro i portatili o pc di casa, su quali modelli e quali funzioni sono adesso attive su tutto quello già detto nelle vecchie notizie. Bisognerebbe informare meglio sull'evoluzione che ha avuto adesso nel 2008 con Vista e magari cosa è previsto per il 2009. A mio modesto parere il 90% delle persone sono completamente ignare di tutto ciò...e chi sa non riesce a capire a che punto sono adesso i nuovi pc.
    non+autenticato
  • Ciao, il video è mio (nel senso che l'ho fatto io, ovviamente è liberamente condivisibile).
    Sono italiano, e noto tristemente che tutti i siti nominati nell'articolo, ad oggi, non hanno nemmeno un bannerino in evidenza.
    Questo video, che ho fatto appena ho letto l'articolo ed è ancora l'unico (su youtube) riguardante l'evento, è già stato postato in Germania (netzpolitik.org) e in America (911blogger.com), e questi due paesi sono praticamente l'unica fonte delle visite.

    Quanto al tradurre, ho scelto l'inglese (che poi son 3 parole), proprio per rivolgermi a più gente possibile.

    http://freemachines.blogspot.com/
    non+autenticato
  • tutti credono che il tempo non passi.
    il tempo non passa per i concetti di base, per la natura umana e il desiderio di sottomissione, di potere, di dominio sull'altro, di schiavizzazione, di oppressione.

    ma la tecnologia con la quale questo potere si esercita cresce, cresce di anno in anno e non possiamo nemmeno dire di non averne sentito parlare.

    qualche esempio?

    http://punto-informatico.it/2070082/PI/News/raggio...
    e anche
    http://punto-informatico.it/2141416/PI/News/active...

    http://punto-informatico.it/2141417/PI/News/dopo-t...

    http://punto-informatico.it/2127873/PI/News/taser-...
    (e ormai siamo in quello che nell'articolo viene nominato come il "prossimo anno")

    e contro l'organizzazione spontanea:
    http://punto-informatico.it/2239029/Telefonia/News...

    ... persino nel mondo virtuale:
    http://punto-informatico.it/2199181/PI/News/usa-ci...

    eccetera eccetera ...
    Non è più possibile fare "semplicemente" il popolino arrabbiato.
    Possono schiacciare la gente premendo un tasto. E lasciarla libera di continuare a servire.
    non+autenticato
  • Certo, e' terrificante, specie se associ la cosa ad indirizzi come http://www.c-cube.it/
    Certo, la materializzazione dell'incubo sta avvenendo.
    Ci sono tutte le possibilita' che succeda qualcosa di brutto.
    Ma siamo ancora (io credo) in tempo a fare tante cosine, che ne so, migrare su Tor o simili, scendere nelle piazze l'11 ottobre, iscriversi al partito pirata (ok, scherzavo). Pero' donargli due palanche se pigliano degli avvocati per difentere Pirate Bay in Italia io glie li diarei (e vorrei vedere, sono il vice-presidente di quell'accozzaglia di acari da gruppo TNT)
    Anche l'azione di trolling politico sui forum dei giornali online ha senso, e persino rompere le alle con lettere ai giornali offline.

    Insomma tutto fa. Tutto aiuta...
    Le armi-non-letali esistono, loro le hanno, ma noi usiamo armi-non-violente. Il fatto e' che le NOSTRE ARMI NON SONO DI MASSA.
    Noi non parliamo e non diffondiamo BENE questi concetti.

    Altrimenti non sarebbe NECESSARIO MOBILITARSI TUTTI per l' 11 ottobre.
    Liberta' non paura.
    e nonviolenza contro nonletale
  • L'idea che io possa prendere un mezzo pubblico e che poi la sera qualcuno si prenda la videocassetta con la registrazione e se la guardi a casa propria, a me dà molto fastidio. D'altro canto, se questo può comportare il fatto che se sul mezzo pubblico vengo scippato, e, grazie alla registrazione si può risalire allo scippatore e quindi al mio risarcimento, beh, evidentemente la cosa mi fa piacere. Ancora più se si possono risalire ai responabili di crimini quali stupri, omicidi e rapimenti.
    Quello che secondo me occorre fare è avere un livello di sorveglianza a due livelli. Mi spiego megli; occorre innanzitutto designare degli operatori per la visione su richiesta di una qualche autorità delle registrazioni. A loro volta, gli operatori, devono poter essere visionati in tempo reale su internet (senza registrazioone), nel mentre che stanno facendo il loro lavoro di visione delle immagini prese sulla pubblica via. Con queste, e solo a queste condizioni potrei accettare di essere eventualmente ripreso per strada o sui mezzi pubblici.
    non+autenticato
  • già, peccato che le videoregistrazioni non servano assolutamente a niente, dato che nessuno porta (ancora) il suo nome e indirizzo stampato sulla fronte..

    servono solo ad abituare le pecore al fatto che sia normalissimo che venga spiato in stile "The Island"

    Chi ha poi detto che vorrebbe essere onesto come il nostro presidente del consiglio ha l'età mentale di un bambino di al massimo 3-4 anni.

    Non pensate che le cose si possano cambiare in italia, ci sono 24.000.000 di pensionati, che rappresentano già da soli il 50% dei voti, e sappiamo tutti che basta sparar cazzate in tv che ti votano subito, dal mio piccolo se volete vivere bene andatevene in Irlanda, e tornate quando saranno morti di vecchiaia hwhahaahah
    non+autenticato
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