
Se la mappa dei propositi è tutta da compilare, se l'organizzazione della mobilitazione è tutta da orchestrare, è già stata stabilita una direttrice lungo la quale muoverà una declinazione romana di
Freedom Not Fear.
Marco Calamari, celebre esperto di sicurezza e networking nonché editorialista di
Punto Informatico, racconta che a Roma si farà leva direttamente sulle istituzioni: presso una sede istituzionale si svolgerà la presentazione di una proposta di legge che
rimbalza da anni nel Palazzo, una proposta di legge elaborata dal Progetto Winston Smith per regolare l'area grigia dei
dati raccolti in maniera automatica dalle apparecchiature con cui conviviamo. Sono dati solo apparentemente banali, raccolti per organizzare magazzini, per il controllo di sistemi industriali o telematici, ma sono dati che
sfuggono alla regolamentazione. Online tutto è memorizzato di default e il cittadino della rete è esposto a tracciamenti e profilazioni, gli operatori telefonici tracciano tutto automaticamente e i dati di cella rimpinguano banche dati che consentirebbero di ripercorrere tutti gli spostamenti di un cittadino con telefonino al seguito. Il Garante
non ha voce in capitolo, nulla può il Testo Unico sulla Privacy: non si tratta di dati personali.
La proposta di legge,
presentata alla Camera il 29 aprile dall'onorevole Mecacci, non mira direttamente a scardinare l'istituto della
data retention così come lo conosciamo e così come nel tempo
è stato modificato. Calamari spiega che, incardinandosi nella legge 196 del 2003 come un plug-in, o come un trojan, mira ad agire da deterrente: nella proposta si chiede che i dati raccolti in maniera automatica vengano
rimossi dopo tre mesi dalla memorizzazione. Non esiste ora un obbligo di cancellazione per questo tipo di dati: per questo motivo, anche una volta che i dati siano diventati inutili per gli scopi per cui vengono raccolti, le aziende li conservano perché non costa nulla farlo. Ma i dati sono denaro per il mercato, e i rischi ai quali sono esposti i cittadini sono evidenti. "I dati raccolti in maniera automatica - illustra Calamari con una metafora - sono olii usati: vanno smaltiti in maniera corretta". Qualora gli operatori desiderassero invece elaborarli e reimpiegarli, dovrebbero darne conto all'Autorità garante e ai soggetti coinvolti: in quel momento i dati raccolti in maniera automatica diventano dati personali.
Il Progetto Winston Smith ha in programma di comunicare gli intenti e gli obiettivi della proposta di legge, di spiegarne la dinamica e la semplicità di implementazione, di scuotere le istituzioni e la società civile perché si rendano conto della necessità di una maggiore tutela di dati che passano ora inosservati agli occhi dei più, ma che non sfuggono agli occhi di coloro che vi intravedono il profitto.
Il dibattito sulla proposta di legge è stato avviato in sede istituzionale nel tentativo di sviluppare delle sensibilità e di far evolvere il quadro. Ma, avvertono dal collettivo del Progetto Winston Smith, è necessario che si mobilitino organizzazioni e cittadini.
Libertà Non Paura 2008 è l'occasione per farlo: urgono collaborazione, adesioni, nuove proposte e nuovi eventi, supporto logistico e creativo, voci che possano comporre un coro variegato e spontaneo che sappia scacciare ogni paura. Il punto di riferimento è
info@winstonsmith.info.
Gaia Bottà