Gaia Bottà

Pechino imbavaglia iTunes?

iTunes è stato inaccessibile per giorni ai computer cinesi. La responsabilità? Un album per promuovere i diritti civili in Tibet. La revoca del blocco ad Olimpiadi concluse

Roma - La colonna sonora delle Olimpiadi non può che essere quella ufficiale: mentre i Giochi si concludevano fra onori e clamori, iTunes Music Store era irraggiungibile entro i confini della Grande Muraglia.

Songs For TibetA segnalarlo sono stati in primo luogo gli utenti iTunes che si trovavano in Cina nei giorni scorsi: nella Repubblica Popolare non è stato possibile contare su un iTunes cinese, ma finora nessun ostacolo aveva impedito l'accesso al servizio. Impossibile ora trasferire file, impossibile aggiornare i propri archivi, impossibile accedere al download di file: "iTunes non può connettersi ad iTunes Store. Si è verificato un errore sconosciuto".

Le segnalazioni si sono moltiplicate: a fronte di chi riteneva si trattasse di un bug, c'era chi sollevava il dubbio che si trattasse di un provvedimento imposto da Pechino. A suggerirlo è un utente del forum: l'inaccessibilità di iTunes sarebbe potuta essere conseguenza del fatto che il servizio è stato canale di diffusione per Songs for Tibet, una raccolta di brani interpretati da artisti di fama internazionale rilasciata alla vigilia delle Olimpiadi per sensibilizzare il pubblico e per raccogliere fondi per promuovere il rispetto dei diritti umani nella regione.
È così che quel che si è manifestato come un banale disservizio è assurto ad argomento di indagine. Da quello che si identifica come un membro del servizio di assistenza di Apple è giunto il consiglio di contattare il proprio provider. Alle segnalazioni degli utenti di iTunes hanno fatto eco quelle di coloro che hanno tentato di accedere ad Amazon dalla Cina o di vedere il video dedicato all'iniziativa postato su YouTube, quelle di coloro che non hanno potuto raggiungere il sito di Songs For Tibet.

Una spiegazione viene suggerita dai promotori dell'iniziativa legata all'album: Michael Wohl, ai vertici di Art of Peace Foundation, sospetta che Pechino abbia messo in moto la propria macchina propagandistica in seguito ad un comunicato della Fondazione nel quale si annunciava che 40 atleti avessero manifestato il proprio supporto alla causa perseguita da Songs For Tibet. Una mobilitazione, quella dello stato cinese, che sarebbe stata originata dalle proteste a cui hanno dato spazio i media ufficiali: minacce di boicottaggio espresse dai cittadini nei confronti di Apple, che offriva il download dell'album.

Apple si è dichiarata consapevole del problema, ha assicurato di voler investigare. Nel contempo c'è chi, ricordando come spesso siano i colossi occidentali che operano in Cina a piegarsi all'autocensura, attribuisce le responsabilità del blocco ad una Apple interessata a farsi largo in un mercato che ha appena iniziato a conoscere. Ora iTunes Store sembra essere raggiungibile: c'è chi segnala di potervi accedere da Pechino, c'è chi ritiene che la ritrovata accessibilità di iTunes Store sia direttamente connessa con il percorso ad ostacoli che un utente che si trovi in Cina debba ora affrontare per accedere al download di Songs For Tibet.

Gaia Bottà

(fonte immagine)
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