Roma - Con circa un mese di anticipo rispetto alle precedenti edizioni, quest'anno l'Intel Developer Forum (
IDF) autunnale si è tenuto durante i primi giorni della scorsa settimana, dunque in pieno clima vacanziero. Nonostante il periodo poco felice, i temi trattati dal chipmaker di Santa Clara sono stati di grande interesse: dai processori Nehalem e Larrabee ai dischi a stato solido.
Della nuova microarchitettura Nehalem a 45 nanometri, alla base della prossima generazione di CPU Intel, sono state rivelate due nuove tecnologie chiave: la
Power Gates, capace di "spegnere" quasi completamente i core inutilizzati, regolandone in modo indipendente frequenza di clock e tensione; e la
Turbo Mode, che al contrario effettua una sorta di overclocking dinamico dei singoli core in risposta al carico di lavoro.
Turbo mode
incrementa la frequenza operativa dei core più utilizzati in un dato momento, spingendo il clock anche al di sopra della soglia nominale. Tale modalità è stata concepita soprattutto per
migliorare le performance delle applicazioni meno recenti, ossia quelle che non riescono a sfruttare tutti i core di una moderna CPU x86.
In presenza di applicazioni non ottimizzate per il multicore/multithreading,
le funzionalità Power Gates e Turbo Mode agiscono dunque in concerto per incrementare le performance e, nello stesso tempo, ridurre i consumi complessivi della CPU: i core utilizzati dai programmi in esecuzione vengono infatti overcloccati, ma l'incremento dei consumi introdotto dalla modalità Turbo Mode viene efficacemente compensata dall'azione di Power Gates, che provvede a disattivare i core non utilizzati.
Come noto da tempo, Nehalem sarà anche la prima evoluzione dell'architettura Core ad adottare un controller di memoria integrato, un bus point-to-point (
QuickPath Interconnect), e una nuova incarnazione della tecnologia Hyper-Threading (
Simultaneous Multi-Threading).
Le prima famiglia di processori desktop basata sull'architettura Nehalem porterà il nome commerciale di
Core i7, e sarà introdotta sul mercato entro la fine dell'anno insieme alla versione server, attualmente nota con il nome in codice
Nehalem-EP. Nel 2009 queste due serie di chip saranno affiancate da
Havendale e
Lynnfield nel settore desktop, da
Nehalem-EX nel settore server, e da
Auburndale e
Clarksfield nel segmento mobile. Mentre le CPU Nehalem-EP si rivolgeranno ai server energy-efficient, quelle EX si indirizzeranno ai sistemi ad elevate performance.
I processori
Core i7, di cui Intel rilascerà anche edizioni
Extreme con moltiplicatore di frequenza sbloccato, integreranno quattro core e faranno coppia con il futuro chipset X58 Express, di cui al momento si conoscono pochissimi dettagli.
I chip desktop mainstream basati su Nehalem,
Lynnfield e Havendale, adotteranno rispettivamente quattro e due core, e si accompagneranno ad un chipset noto in codice come
Ibex Peak. Le controparti mobili saranno date dalla CPU quad-core
Clarskfield e da quella dual-core
Auburndale, a cui si accompagnerà una versione mobile di Ibex Peak.
Grazie alla tecnologia Simultaneous Multi-Threading, tutti i processori Intel di prossima generazione saranno in grado di eseguire
fino a due thread contemporaneamente.
Rimanendo in tema di processori, Intel ha lanciato sul mercato la sua
seconda generazione di CPU mobili dual-core. I nuovi chip forniscono finalmente a tutti i produttori di notebook gli stessi vantaggi che Intel ha garantito ad Apple con la CPU alla base del MacBook Air, la cui dimensione e i cui consumi sono significativamente inferiori a quelli di un Core 2 Duo mobile tradizionale.
I nuovi processori Centrino sono costituiti dai modelli SL9400 (1,8 GHz) e SL9300 (1,6 GHz), con TDP di 17 watt, FSB a 1066 MHz e cache L2 da 6 MB, e dai modelli SU9400 (1,4 GHz) e SU9300 (1,2 GHz), con TDP di 10 watt, FSB a 800 MHz e cache L2 di 3 MB.
Queste nuove CPU si rivolgono espressamente ai notebook ultraleggeri e ultrasottili, e le versioni a più basso consumo potrebbero fare la loro comparsa anche su nettop e netbook.