Gaia Bottà
giovedì 28 agosto 2008

Copiate per il nostro bene

Pirateria o passaparola? La musica scambiata, passata e condivisa è un mezzo di sostentamento per gli artisti in cerca di pubblico

Roma - La pirateria ci fa sopravvivere: questo il messaggio lanciato da Steve Knightley, membro del duo folk Show Of Hands. Se la musica non fosse un fenomeno collettivo , se i brani che compone e canta non passassero di mano in mano, Show Of Hands non potrebbe contare sul pubblico che partecipa ai suoi concerti, non potrebbe trarre guadagno dalla vendita degli album.

Quando Knightley si apposta al banchetto dietro al quale vende CD al termine delle esibizioni, non rinuncia a chiedere al pubblico come abbia conosciuto la musica del duo. Sono molte le persone che, sguardo a terra, confessano come il primo contatto con la musica di Show Of Hands sia avvenuto per mezzo di un CD masterizzato un amico. Il senso di colpevolezza fa avvampare l'acquirente al cospetto di Knightley, ma l'artista accoglie l'ammissione con un sorriso e un ringraziamento.

"Consideriamo la questione più da vicino - spiega Knightley a TorrentFreak - una persona che apprezza la nostra musica ha gentilmente fatto una copia del nostro CD e l'ha diffusa per spargere la voce riguardo a noi". "Colui che l'ha ricevuta - ricostruisce la dinamica Knightley - ha acquistato un biglietto per vederci e ha acquistato un CD al concerto". La stessa dinamica si innesca grazie agli appassionati che registrano le esibizioni, che confezionano bootleg video dei concerti e li diffondono dentro e fuori dalla rete: "Credo che il termine ufficiale sia viral marketing", la pirateria, spiega Knightley, è passaparola, e il passaparola è l'unico modo di sopravvivere per gli artisti che devono ancora costruirsi un pubblico.Sono numerosi gli artisti, celebri presso il grande pubblico o apprezzati dalle nicchie, che fanno leva sulla socializzazione della musica, che hanno intuito come cavalcare queste dinamiche consegnando le proprie opere al pubblico. Incoraggiano i fan a copiarla e disseminarla, li investono del compito di innescare il passaparola, regalano la musica ma non rinunciano a fare della propria carriera un business fruttuoso. Il tutto senza necessariamente contare sull'appoggio delle case discografiche, aggrappate ad un modello di business basato sul consumo individualista di musica nato con l'avvento del disco, scalfito dalla riproducibilità delle cassette, innaturale e improduttivo in rete, dove la musica può recuperare la propria vocazione collettiva.

muxtape sospesoEra questa impronta collettiva condita da un tocco vintage ad animare Muxtape, il servizio che ospitava le playlist caricate dai netizen per essere condivise in un mangianastri globale. Numerosi artisti si sono avvalsi di Muxtape per diffondere la propria musica affidandola ad una cassetta di pixel, un veicolo promozionale valorizzato con lo sviluppo di Muxtape For Bands. Nei giorni scorsi, però, è stata annunciata la temporanea sospensione del servizio "in attesa di risolvere un problema con RIAA". Muxtape ha rassicurato le band che hanno scelto di condividere i propri brani attraverso la versione beta del servizio loro dedicato: non sono state investite dalla sospensione, non c'è dubbio che, a differenza di quanto avviene per gli utenti ordinari, detengano il diritto di fare della propria musica ciò che vogliono.

Mentre i netizen si sono affaccendati per individuare le alternative ad un Muxtape sospeso fino a nuovo ordine, un servizio su tutti sembra aver guadagnato l'attenzione della rete: si tratta di Opentape, il corrispettivo di Muxtape open source e decentrato che consente agli utenti di ospitare playlist ciascuno sul proprio server. C'è chi mormora che Opentape costituisca la reincarnazione vendicativa di Muxtape, c'è chi suggerisce come un servizio a tal punto frammentato possa scoraggiare la crociata dell'industria della musica contro lo streaming di playlist. Ci sono osservatori che prevedono che Opentape sia destinato ad affrontare le stesse controversie che hanno costretto Muxtape alla sospensione del servizio: gli utenti rischiano di scontrarsi con le rivendicazioni dell'industria, ma i musicisti indipendenti potrebbero legittimamente trasformare Opentape in un servizio promozionale da mettere a frutto.

Gaia Bottà
52 Commenti alla Notizia Copiate per il nostro bene
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  • - Scritto da: Marco Marcoaldi
    > Come da oggetto !

    Già mi piace anche il sottile velo celato al suo interno

    Io artista produco spazzatura e voi discepoli diffondetela così divento ricco alla faccia vostra

    Chissà quanti riescono a coglierne...
    nah altrimenti molti fan si sarebbero accorti che per certi artisti vengono presi per il cu#o da una vita Rotola dal ridere
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    Modificato dall' autore il 28 agosto 2008 16.48
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  • Ma che voi sappiate la Siae ha mai accettato dei brani sotto licenza creative commons? Secondo me in siae non sanno neanche cosa sia la licenza creative commons.
    non+autenticato
  • Sono un musicista dilettante (compositore più che musicista). Una volta ho spedito della mia musica ad un editore (un club privato di Torino che promuoveva musica elettronica senza scopo di lucro). Gli piacque. Un brano, in particolare, vollero pubblicarlo in una raccolta su CD acquistabile on line.
    Mi chiesero di tutelarmi i diritti di quel brano alla siae per evitare copiature o usi illegali. Andai sul sito della siae e qui mi fu richiesto:
    -Una scrittura contenente almeno quattro battute del lavoro o in alternativa un supporto solido anche su CD firmato (etichetta???).
    -Il pagamento entro 60 giorni di una quota di circa cinquecentomila lire (cedolino)per un brano di circa 10 minuti.
    -La compilazione di un modulo con ogni tipo di dato possibile riguardante la mia persona fisica, tutti coloro che erano coinvolti nella pubblicazione, degli aventi diritto agli utili eventuali con una interminabile lista di clausole e limitazioni. Compilare un modello 730 era più facile.
    Io non essendo un professionista della musica lasciai perdere tutto e pubblicai senza protezione siae. La legge ordinaria tutela comunque il diritto d'autore a patto di poter dimostrare la paternità dell'opera (possedendo i file originali del brano nel formato del programma con cui li avevo composti, per mè non sarebbe stato un problema).
    Gli utili sull'opera, per quanto mi fu detto, venivano pagati al compositore dall'editore o tramite contratto "fisso" o tramite percentuale sulle vendite. La siae non paga nulla, tutela l'opera e basta.
    Per sapere come funziona è sufficente andare sul sito siae e provare a depositare un contenuto quasiasi.
    Se non si è professionisti è meglio lasciare perdere. Sostanzialmente la siae fa qualcosa che già la legge ordinaria sul diritto d'autore fa. A mio avviso è un'ente inutile tanto è vero che una recente sentenza della cassazione esonera chiunque voglia pubblicare qualcosa dal'obbligo del bollino siae a patto che sia, ovviamente, un contenuto originale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: F.P.
    > Sono un musicista dilettante (compositore più che
    > musicista).
    CUT
    > Io non essendo un professionista della musica
    > lasciai perdere tutto e pubblicai senza
    > protezione siae. La legge ordinaria tutela
    > comunque il diritto d'autore a patto di poter
    > dimostrare la paternità dell'opera (possedendo i
    > file originali del brano nel formato del
    > programma con cui li avevo composti, per mè non
    > sarebbe stato un
    > problema).

    Special service for special peoples
    prima o poi i pesci abboccano al loro amo e guardacaso la loro speranza è che siano pesci grossi


    > Gli utili sull'opera, per quanto mi fu detto,
    > venivano pagati al compositore dall'editore o
    > tramite contratto "fisso" o tramite percentuale
    > sulle vendite. La siae non paga nulla, tutela
    > l'opera e
    > basta.

    Detto in soldoni: se a una festa di matrimonio, canonica il ragazzino ingenuo o gruppetto di amici suona un pezzo di qualche noto e tra il pubblico slata casualmente fuori un addetto siae, son dolori o meglio multe da orbi. Così il povero malcapitato che magari raccttava per pagarsi qualche libro universitario avrà da rimpiangere per gli anni a venire

    CUT
    Sostanzialmente la siae fa qualcosa che
    > già la legge ordinaria sul diritto d'autore fa. A
    > mio avviso è un'ente inutile tanto è vero che
    > una recente sentenza della cassazione esonera
    > chiunque voglia pubblicare qualcosa dal'obbligo
    > del bollino siae a patto che sia, ovviamente, un
    > contenuto
    > originale.

    Una delle tante caste italiane
    albo di giornalisti avvocati architetti ingegneri notai ecc ecc
    mi verrebbe da fare il paragone acido che la sua tutela è pari alla sicurezza offerta dei usa per i paesi ospitanti
    ovvero venditori di fumo
  • Un momento: tu parli della riproduzione di contenuti creati da altri (il complessino che suona le canzoni di Biagio Antonacci e Vasco Rossi...), io parlo della tutela e della pubblicazione di contenuti creati da te, come autore. Ciò che tu dici è giusto, ma non c'entra nulla con la mia esperienza. Era musica mia...
    A me non da fastidio che qualcuno si scarichi i miei brani...anzi, io stesso li ho sempre regalati, mi sembra già tanto che piacciano a qualcuno, figurati...
    Ma non potrei sopportare che qualche furbo si dichiari autore di roba che ho fatto io...è tutta un'altra cosa...e ripeto: in questo la siae non conta nulla. Se tu dovessi trovare un CD o un sito in cui una tua composizione viene attribuita a un'altro, dovresti fargli causa, siae o non siae. Se tu sei in grado di dimostrare la paternità del brano... che altro ti serve? D'altro canto una cosa come la siae esiste solo in Italia (tanto per cambiare).
    non+autenticato
  • ancora non lo hanno capito RIAA FIM SIAE e c.!
    chiudere un servizio ne fa aprire un altro,e mentre si accapigliano in cause che durano anni,gli utenti interessati sono già migrati verso altri lidi(napster,audiogalaxy,WinMx..).
    le stesse major che sono contro la diffusione del file sharing,si scopre poi che pescano gruppi da myspace,vedi i Maroon 5.un po' come mediaset che denuncia youtube dopo che lei stessa a prelevato a man bassa dallo stesso.
    il mondo digitale ha cambiato semplificando e velocizzando la diffusione di opere musicali di gruppi e artisti altrimenti zittiti dall'industria discografica.
    non+autenticato
  • quoto tutto e aggiungo un particolare.
    dalle mie parti c'è pieno di orchestre di liscio di piccole medie dimensioni.
    è gente che suona per passione,che ha un lavoro regolare e che arrotonda(chiamalo arrotondare!) con le serate.
    non vendono dischi,se non qualcuno di quelli di un certo rango,ma fanno tante date che non hanno un week end libero.
    la musica senza copyright non morirebbe,semplicemente virerebbe verso una dimensione più umana e meno divina.
    non+autenticato
  • Agli artisti? A quelli veri neanche troppo, possono guadagnare paccate di soldi con il live senza essere strozzati e dover fare le scimmie a comando per qualche major della musica. La maggior parte di loro infatti quando e' sotto contratto deve saltare quando gli dicono di farlo (tranne certi grandissimi che ormai sono una firma e possono spuntare condizioni di favore) e devono produrre non secondo la loro sensibilita' ma secondo logiche industriali, prodotti per nulla innovativi che sono fatti in serie per un mercato di massa.

    Ognuno ha i suoi gusti ma le Spice Girls, Britney Spears, Back Street Boys, Paris Hilton ecc. ecc. me li chiamate Artisti?

    A quelli finti conviene un po' di piu', ovviamente, non hanno particolari doti canore, un bel think tank fa una selezione (dove conta in primis l'estetica, il prodotto deve essere bello da vedere) e fa un bel prodotto di laboratorio. Mixaggi e remixaggi fanno miracoli in fondo e poi con una bella campagnona pubblicitaria con onnipresenza su televisione, riviste e radio (e a questo proposito le major sono sempre piu' grosse e in genere possiedono appunto, televisioni, riviste, radio e anche bei sitoni) impongono "l'artista". Insomma per vendere musica taroccata avere alle spalle un plotone di burocrati delle note conviene.

    Alle major conviene tantissimo, tizi che non sanno cantare, suonare, ballare ma hanno studiato economia, marketing ecc. ecc. si riempiono le tasche con il lavoro altrui, in fondo in fondo il loro apporto e' girare carte, sono un po' come impiegati di certi uffici pubblici e nei secula seculorum, ma vi rendete conto, uno scrive una canzone e se ha successo lui e i suoi eredi tirano soldi per 75 anni (e ho visto che si discute di arrivare a 95 ...) e ancora di piu' la sua casa di produzione, senza fare praticamente niente. Per forza che i CD costano una cifra, mica devi mantenere solo il cantante ma un esercito di pubblicitari, dirigenti ecc.

    A noi per niente, ma vi rendete conto che sono parecchi anni che in varie salse ascoltiamo la stessa musica, che i video musicali si assomigliano un po' tutti, che se smanettate sulla radio incrociate sempre le stesse scalette musicali dato che "l'occupazione" dell'etere da parte dei signori della musica e' militare??????? E sempre soldi soldi soldi.

    Qualche annetto fa girava gente come Gaber, Iannacci, Dalla, De Gregori, De Andre' (per restare alla musica Italiana) ecc. ecc. gente che quando la ascolti oggi ti sembra strana figuati 20/30 anni fa, testi ironici, intelligenti non scontati. Adesso non se ne vede piu' uno "strano" non hanno il minimo accesso ai grandi circuiti, tutti omologati, tutti firmati, tutti pop o hip-hop, il mercato dei media e i loro contenuti sono una grande ed enorme dittatura che impone gusti abbastanza stupidi e banali, se la musica attuale che si sente fosse un gusto direi melassa, stra-addolcita, stra-nauseante, assolutamente ferma dal punto di vista dell'invenzione.

    Morale: siamo tornati alla monarchia, i vari baroni, duchi ecc. sono certi potentoni economici e noi servi della gleba alla loro merce', i vari organismi statuali e internazionali hanno tutta attenzione per gli interessi di questa gente e nessuna per i nostri, personalmente mi ribello e cerco su Internet (per quei rimasugli di liberta' che rimangono anche qui) gruppi e solisti che non fanno parte del sistema (e mi sto buttando sulla classica che non potevo sopportare, ma vuoi mettere se ci fai un po' l'orecchio con l'assoluta banalita' di quelle che sono le grandi hit del momento?).

    Insomma questa normativa sul copyright e' "puzzona", trucca e droga il mercato dei talenti e lo livella verso il basso. Bisognerebbe una legge che riconosce 5 anni di diritti agli artisti, altro che a vita e oltre, piu' qualche indagine antitrust ... Ma non possiamo sperare nei nostri eletti, l'unica cosa che possiamo fare e' raffinare un po' i nostri gusti estetici e morali e favorire quegli artisti che non pensano che noi siamo limoni da spremere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Piratekill
    > Agli artisti? A quelli veri neanche troppo,
    > possono guadagnare paccate di soldi con il live
    > senza essere strozzati e dover fare le scimmie a
    > comando per qualche major della musica. La
    > maggior parte di loro infatti quando e' sotto
    > contratto deve saltare quando gli dicono di farlo
    > (tranne certi grandissimi che ormai sono una
    > firma e possono spuntare condizioni di favore) e
    > devono produrre non secondo la loro sensibilita'
    > ma secondo logiche industriali, prodotti per
    > nulla innovativi che sono fatti in serie per un
    > mercato di
    > massa.
    >
    > Ognuno ha i suoi gusti ma le Spice Girls, Britney
    > Spears, Back Street Boys, Paris Hilton ecc. ecc.
    > me li chiamate
    > Artisti?
    >
    > A quelli finti conviene un po' di piu',
    > ovviamente, non hanno particolari doti canore, un
    > bel think tank fa una selezione (dove conta in
    > primis l'estetica, il prodotto deve essere bello
    > da vedere) e fa un bel prodotto di laboratorio.
    > Mixaggi e remixaggi fanno miracoli in fondo e poi
    > con una bella campagnona pubblicitaria con
    > onnipresenza su televisione, riviste e radio (e a
    > questo proposito le major sono sempre piu' grosse
    > e in genere possiedono appunto, televisioni,
    > riviste, radio e anche bei sitoni) impongono
    > "l'artista". Insomma per vendere musica taroccata
    > avere alle spalle un plotone di burocrati delle
    > note
    > conviene.
    >
    > Alle major conviene tantissimo, tizi che non
    > sanno cantare, suonare, ballare ma hanno studiato
    > economia, marketing ecc. ecc. si riempiono le
    > tasche con il lavoro altrui, in fondo in fondo il
    > loro apporto e' girare carte, sono un po' come
    > impiegati di certi uffici pubblici e nei secula
    > seculorum, ma vi rendete conto, uno scrive una
    > canzone e se ha successo lui e i suoi eredi
    > tirano soldi per 75 anni (e ho visto che si
    > discute di arrivare a 95 ...) e ancora di piu' la
    > sua casa di produzione, senza fare praticamente
    > niente. Per forza che i CD costano una cifra,
    > mica devi mantenere solo il cantante ma un
    > esercito di pubblicitari, dirigenti
    > ecc.
    >
    > A noi per niente, ma vi rendete conto che sono
    > parecchi anni che in varie salse ascoltiamo la
    > stessa musica, che i video musicali si
    > assomigliano un po' tutti, che se smanettate
    > sulla radio incrociate sempre le stesse scalette
    > musicali dato che "l'occupazione" dell'etere da
    > parte dei signori della musica e' militare???????
    > E sempre soldi soldi
    > soldi.
    >
    > Qualche annetto fa girava gente come Gaber,
    > Iannacci, Dalla, De Gregori, De Andre' (per
    > restare alla musica Italiana) ecc. ecc. gente che
    > quando la ascolti oggi ti sembra strana figuati
    > 20/30 anni fa, testi ironici, intelligenti non
    > scontati. Adesso non se ne vede piu' uno "strano"
    > non hanno il minimo accesso ai grandi circuiti,
    > tutti omologati, tutti firmati, tutti pop o
    > hip-hop, il mercato dei media e i loro contenuti
    > sono una grande ed enorme dittatura che impone
    > gusti abbastanza stupidi e banali, se la musica
    > attuale che si sente fosse un gusto direi
    > melassa, stra-addolcita, stra-nauseante,
    > assolutamente ferma dal punto di vista
    > dell'invenzione.
    >
    > Morale: siamo tornati alla monarchia, i vari
    > baroni, duchi ecc. sono certi potentoni economici
    > e noi servi della gleba alla loro merce', i vari
    > organismi statuali e internazionali hanno tutta
    > attenzione per gli interessi di questa gente e
    > nessuna per i nostri, personalmente mi ribello e
    > cerco su Internet (per quei rimasugli di liberta'
    > che rimangono anche qui) gruppi e solisti che non
    > fanno parte del sistema (e mi sto buttando sulla
    > classica che non potevo sopportare, ma vuoi
    > mettere se ci fai un po' l'orecchio con
    > l'assoluta banalita' di quelle che sono le grandi
    > hit del
    > momento?).
    >
    > Insomma questa normativa sul copyright e'
    > "puzzona", trucca e droga il mercato dei talenti
    > e lo livella verso il basso. Bisognerebbe una
    > legge che riconosce 5 anni di diritti agli
    > artisti, altro che a vita e oltre, piu' qualche
    > indagine antitrust ... Ma non possiamo sperare
    > nei nostri eletti, l'unica cosa che possiamo fare
    > e' raffinare un po' i nostri gusti estetici e
    > morali e favorire quegli artisti che non pensano
    > che noi siamo limoni da
    > spremere.
    Ti quoto al cento per cento. Più sotto leggi il mio post.
    La siae non serve a un bel nulla. La legge ordinaria tutela il diritto d'autore allo stesso modo e senza spendere una lira. Devi solo essere in grado di provare la paternità del'opera nel caso in cui qualcuno ti copi. La causa comunque devi farla ugualmente, siae o non siae.
    non+autenticato
  • >

    >
    > Qualche annetto fa girava gente come Gaber,
    > Iannacci, Dalla, De Gregori, De Andre' (per
    > restare alla musica Italiana) ecc. ecc. gente che
    > quando la ascolti oggi ti sembra strana figuati
    > 20/30 anni fa, testi ironici, intelligenti non
    > scontati. Adesso non se ne vede piu' uno "strano"
    > non hanno il minimo accesso ai grandi circuiti,
    > tutti omologati, tutti firmati, tutti pop o
    > hip-hop, il mercato dei media e i loro contenuti
    > sono una grande ed enorme dittatura che impone
    > gusti abbastanza stupidi e banali, se la musica
    > attuale che si sente fosse un gusto direi
    > melassa, stra-addolcita, stra-nauseante,
    > assolutamente ferma dal punto di vista
    > dell'invenzione.
    >
    Quadro perfetto della situazione!
  • mah basta saper cercare, le cose serie le trovi
    certo non le troverai mai alla radio, ma per fortuna c'è internet, che permette di conoscere molti più artisti
    motivo per cui vogliono bloccare il p2p, perché poi scopri che magari ci sono artisti che vendono 100 copie ma valgono MOLTO di più di gentaccia che sta su mtv

    il discorso è che il futuro è a senso unico, ti diranno cosa mangiare, come vestirti, cosa ascoltare, cosa pensare, ma alle persone sta bene così infondo, mi pare che nessuno si lamenta seriamente

    io finché posso continuo a cercare la roba che mi piace su internet, anche attraverso i classici mail order di alcune label discografiche (che vendono quasi esclusivamente tramite mail order), trovi veramente di tutto, basta cercare, i prezzi sono onestissimi (10-15 euro, massimo 20) considerando il poco numero di copie vendute (chi si sbatte 18 ore in studio al giorno a suonare, dovrà UN minimo avere qualcosa in cambio no?)
    non+autenticato
  • Mi sono fatto spiegare come un cantante vene pagato dalla siae.

    Praticamente basta scrivere una canzone (e depositarla) per avere uno stipendio fisso, anche se non vendi un disco (ora capisco dove vanno i soldi dei supporti vergini)!!!

    Dopo questa rivelazione consiglio a molti lavoratori IT di cominciare a scrivere le canzoni per arrivare piu' agilmente a fine mese.
    Mica serve lavorare, basta associarsi a un gruppo potente che ha un potere spaventoso.

    Gli IT non contano nulla. Altrimenti impedivano ai non lavoratori IT di poter programmare qualcosa, e ogni cosa elettronica doveva pagare una tassa per sostenere i lavoratori ITA bocca aperta
    non+autenticato
  • il tuo amico si é dimenticato di dirti che devi pagare una cifra annuale per restare regolarmente iscritto, diversi miei excolleghi che hanno anche degli ALBUM registrati in SIAE erano fortunati se non pagavano l'iscrizione annuale (di 115€ mi sembra... ) perché ammortizzata dai soldi "maturati"
    MeX
    16229
  • - Scritto da: Che palle
    > Mi sono fatto spiegare come un cantante vene
    > pagato dalla
    > siae.

    > Praticamente basta scrivere una canzone (e
    > depositarla) per avere uno stipendio fisso, anche
    > se non vendi un disco (ora capisco dove vanno i
    > soldi dei supporti
    > vergini)!!!

    Tutto bello se fosse vero. Purtroppo non lo è. Ci sono artisti (degni del nome di Artista) che pur vendendo centinaia di album non hanno mai visto alcunchè dalla SIAE.

    Molto interessante a riguardo una famossissima (forse la più famosa) puntata di Report che spiega come funziona il carrozzone.
  • - Scritto da: teddybear
    > - Scritto da: Che palle
    > > Mi sono fatto spiegare come un cantante vene
    > > pagato dalla
    > > siae.
    >
    > > Praticamente basta scrivere una canzone (e
    > > depositarla) per avere uno stipendio fisso,
    > anche
    > > se non vendi un disco (ora capisco dove vanno i
    > > soldi dei supporti
    > > vergini)!!!
    >
    > Tutto bello se fosse vero. Purtroppo non lo è. Ci
    > sono artisti (degni del nome di Artista) che pur
    > vendendo centinaia di album non hanno mai visto
    > alcunchè dalla
    > SIAE.
    >
    > Molto interessante a riguardo una famossissima
    > (forse la più famosa) puntata di Report che
    > spiega come funziona il
    > carrozzone.

    Repetita iuvant
    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0...
    non+autenticato
  • Ciao,
    diciamo che chi ti ha spiegato come funziona la SIAE non ne sa molto...
    La SIAE si occupa di raccogliere i diritti inerenti a un'opera, quindi se tu depositi un brano e questo non "genera" diritti (non viene pubblicato, non viene eseguito in pubblico, ecc.) non vedrai una lira (o, meglio, un euro).
    Poi anche nel caso "generasse" diritti la SIAE paga in base a un coefficiente che dipenda dalla popolarità del brano...è assurdo, ma più un brano è famoso più guadagna.
    Senza contare che devi sempre pagare la quota annuale alla SIAE...

    Ciao,
    Massimo
  • - Scritto da: Che palle

    > Praticamente basta scrivere una canzone (e
    > depositarla) per avere uno stipendio fisso, anche
    > se non vendi un disco (ora capisco dove vanno i

    Forse e' vero, ma solo se rientri in una delle categorie privil... protette (ossia se hai qualcuno nel circoletto che prende le decisioni).

    Guardati|leggiti il servizio di report, come consigliato da molti:

    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0...

    CYA
    non+autenticato
  • A chi ti sei rivolto per questa informazione? Mirko dei Bee hive?
    Leggi, e fatti una cultura...altro che vitalizio forfettario...ah ah ah ah.

    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Che palle
    > Mi sono fatto spiegare come un cantante vene
    > pagato dalla
    > siae.

    il cantante chi e' ? il figlio di Michele Guardi' ? Con la lingua fuori


    Gg
    non+autenticato
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