Vincenzo Gentile
giovedì 28 agosto 2008

Un backbone marchiato Google

Nuovo accordo commerciale per la multinazionale del search. Che con i partner punta a estendere in Asia quel groviglio di cavi chiamato Unity. E per il futuro si parla già di Africa

Roma - Google ci riprova: al colosso di Mountain View sembrano piacere molto i festoni, le dorsali anche dette backbone, piazzati nelle profondità marine. Dopo l'exploit di Unity, il nuovo progetto prende il nome di Southeast Asia Japan Cable (SJC) e coinvolge molti dei partner già presenti nel predecessore. Si aprono così nuovi scenari in un mercato in forte crescita, alimentato da una richiesta di traffico sempre maggiore: il nuovo impianto alimenterà le comunicazioni tra USA e Asia, ma circolano già voci su possibili accordi commerciali di BigG per il la cablatura delle acque del continente africano.

il tracciato del festone SJCI componenti della joint venture sono pressoché gli stessi del progetto Unity: Bharti Airtel, Global Transit, KDDI Corporation, SingTel. Il nuovo cavo è in realtà un prolungamento della rete Unity a cui collegherà paesi come Hong Kong, Tailandia, Filippine e Singapore. L'opera dovrebbe terminare nel 2011, un anno dopo la data stimata per il predecessore nippo-americano, comportando un investimento complessivo pari a circa 300 milioni di dollari. Attualmente il condizionale è d'obbligo: il programma è ancora in fase embrionale e si attendono dati e cifre ufficiali dai diretti interessati.

Negli ultimi anni si è verificata una vera e propria corsa all'oro per riempire i fondali marini di tubi pieni di cavi in fibra ottica. L'area del Pacifico è già piena di cantieri sottomarini e le previsioni per il futuro danno il fenomeno in costante crescita ed espansione. In soli cinque anni la domanda di traffico disponibile ha avuto un incremento del 64% solo nel bacino d'utenza del Pacifico. Logico per Google sentire odor di quattrini. La strategia messa in atto da BigG sarebbe la solita: essere ovunque per arrivare ovunque e a chiunque.Il mercato asiatico fa gola a molti, ragion per cui il progetto Unity e la sua appendice SJC costituiscono un passo fondamentale che permette al colosso di ottenere un vantaggio significativo sui concorrenti, permettendogli di abbassare i costi e di avere più traffico a disposizione coprendo nuove zone in cui promuovere ed esportare i propri servizi.

Ed è proprio in base a questa filosofia che Google guarda con interesse ai futuri progetti in fase di studio che consentiranno di installare i backbone inerenti al continente africano: come riportato da ITWeb, Google avrebbe preso contatti lo scorso luglio con alcune compagnie telefoniche locali, tra cui Telkom SA, MTN, e Vodacom per vagliare la fattibilità dell'intero programma.

Inoltre Google avrebbe anche incontrato i vertici di InfraCo, compagnia operante nello sviluppo e nella realizzazione di infrastrutture che ha in cantiere la costruzione di un festone lungo la costa occidentale dell'Africa, nonché Seacom per il versante orientale. Una volta terminati i vari lavori si registrerebbe un incremento notevole della banda disponibile, riducendo magari anche il digital divide di molti paesi in via di sviluppo.

Vincenzo Gentile

(fonte immagine)
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