Gaia Bottà
giovedì 28 agosto 2008

UE, il copyright è un'opinione?

La denuncia di un docente incaricato di aiutare la Commissione a decidere sulle riforme del diritto d'autore. Forniva prove contro l'estensione della durata dei diritti, i suoi studi sono stati ignorati

Roma - "La Commissione Europea ha deliberatamente ignorato delle analisi e delle prove scientifiche": questa la denuncia di Bernt Hugenholtz, a capo dell'Instituut voor Informatierecht (IViR), un dipartimento dell'Università di Amsterdam che si occupa di diritto nell'era di Internet. Nel maturare la proposta di estensione della durata del copyright che tutela gli interpreti, avverte Hugenholtz, la Commissione avrebbe portato a testimonianza esclusivamente i pareri a favore del prolungamento a 95 anni dei diritti sulle performance.

La Direzione Generale Mercato Interno della Commissione Europea, racconta il docente in una lettera aperta indirizzata al Presidente Barroso, nel 2005 lo ha incaricato di indagare sulle implicazioni di una riforma del copyright che implicasse maggiori tutele nei confronti degli autori. Nel 2006 e nel 2007 Hugenholtz ha sfornato due documenti nei quali, dati alla mano, sconsigliava di procedere ad un'estensione delle tutele, estensione che si sarebbe rivelata inefficace e infruttuosa, avrebbe rimpinguato le tasche dei vecchi soliti noti e avrebbe posto ulteriori ostacoli alla creatività dei giovani che si affacciano sulla scena musicale.

Di parere contrario si è dimostrato il Commissario McCreevy che, negli scorsi mesi, ha dato fiato ad accorate difese dei vecchi performer e ha portato fino alla formalizzazione la proposta di estensione a 95 anni del diritto dei performer di collezionare royalty sulle proprie interpretazioni. A sostegno dell'orientamento della Commissione e di McCreevy, dati e stime, proiezioni e numeri.
Benché gli studi del docente olandese fossero stati approvati e discussi dalla Commissione Europea, benché il pubblico accademico e gli attori dell'industria li avessero considerati di grande interesse, non hanno ricevuto alcuna menzione nei documenti che hanno accompagnato la proposta di McCreevy. Unico parere che avrebbe potuto instillare qualche dubbio, quello espresso dagli esperti britannici nel Gowers Report. Il documento, nel quale si dimostrava come dal punto di vista economico non convenisse estendere le tutele del copyright, è stato peraltro liquidato dalla Commissione: "Il copyright - spiegavano le autorità UE - rappresenta un diritto morale del performer".

Per questo motivo Hugenholtz, che si era già rivolto al presidente Barroso come firmatario di una lettera aperta con cui autorevoli accademici si opponevano alla proposta di estensione, è tornato alla carica. "L'oscuramento da parte della Commissione degli studi condotti dall'IViR e il fatto che non si sia confrontata con le argomentazioni critiche contenute in essi - denuncia il docente - sembrano rivelare un'intenzione di indirizzare male il Consiglio e il Parlamento, così come i cittadini dell'Unione Europea".

Gaia Bottà
29 Commenti alla Notizia UE, il copyright è un'opinione?
Ordina
  • Ma è già scaduto il brevetto di Noè sull'ARCA ?
    Non sarebbe più giusto all'ungare la durata dei brevetti
    a qualche decina di migliaia di anni ?

    Hi hi hi ...

    Scusate ma i commenti di queste autorità europee mi
    hanno scatenato un'irrefrenabile vena ironica.

    saluti
    non+autenticato
  • Non mi sembra giusto che si possano usare le ruote senza
    avere pagato i brevetti al suo inventore!!.
    E il fuoco ?!
    E l'acqua calda ?!
    "Ma... Il BREVETTO - per le autorità UE - NON rappresenta un diritto morale del performer ?!".

    Ma quanto sono ridicoli !!!
    non+autenticato
  • L'unico Diritto Morale che ha l'autore di un'opera è quello di essere riconosciuto tale. Non ha nessun diritto nell'imporre agli altri di non usare la sua opera Se vuole che resti solo sua non può far altro che tenerla nascosta e non svelarla mai a nessuno.
    Non per nulla, il copyright esiste solo da un tre secoli scarsi a questa parte e può essere giustificato solo come incentivo temporaneo per un autore a continuare a produrre.

    Il copyright automatico su qualsiasi cosa creata, senza chiedere il permesso all'autore, senza uno straccio di archivio per sapere che cosa è sotto copyright e cosa no e quando scade, è un attentato alla libertà di parola e di espressione. Più si allargano i limiti del copyright è più si restringono quelli della libertà di parola.

    La Commissione di Bruxelles (il Parlamento conta niente) è un organismo nominato da politici, senza renderne conto agli elettori, che ha un'enorme potere. E, produce continuamente legislazione su tutto e su tutti. E i paesi aderenti alla UE devono sottostare a quello che decide la Commissione.

    La Costituzione della UE è stata bocciata dagli elettori, e quelli della UE hanno fatto il Trattato di Lisbona (che è la stessa cosa) per farlo passare senza tante fanfare. Adesso che hanno bocciato anche quello, stanno provando a sostener che in quei paesi che l'hanno bocciato si deve rifare il referendum (fino a che non viene fuori la risposta giusta).

    Si tessono le lodi della UE, ma al suo cuore sta una elite che non risponde a nessuno se non a se stessa. Sarebbe questa la democrazia e la libertà che ci sono in Europa?
  • Il documento, nel quale si dimostrava come dal punto di vista economico non convenisse estendere le tutele del copyright, è stato peraltro liquidato dalla Commissione: "Il copyright - spiegavano le autorità UE - rappresenta un diritto morale del performer".

    Benissimo... sul diritto morale si può anche essere d'accordo...

    Ma l'unica possibile riforma del copyright (se proprio non volgiamo considerarne la totale abolizione) eticamente accettabile è semplicissima:

    "E' vietata ogni e qualsivoglia forma di sfruttamento economico dei diritti connessi alle opere tutelate".

    E allora le cose cambierebbero davvero...
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > Il documento, nel quale si dimostrava come dal
    > punto di vista economico non convenisse estendere
    > le tutele del copyright, è stato peraltro
    > liquidato dalla Commissione: "Il copyright -
    > spiegavano le autorità UE - rappresenta un
    > diritto morale del
    > performer".

    >
    > Benissimo... sul diritto morale si può anche
    > essere
    > d'accordo...
    >
    > Ma l'unica possibile riforma del copyright (se
    > proprio non volgiamo considerarne la totale
    > abolizione) eticamente accettabile è
    > semplicissima:
    >
    > "E' vietata ogni e qualsivoglia forma di
    > sfruttamento economico dei diritti connessi alle
    > opere
    > tutelate
    ".
    >
    > E allora le cose cambierebbero davvero...

    Per le major la tesi e l'antitesi si uniscono nella sintesi dei soldi, quale moralità ed etica....
  • ... 95 anni.... ma xkè non a tempo indeterminato?? come fanno a vivere sennò gli autori e la loro discendenza?? ke skifo...
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 13 discussioni)