Gaia Bottà

Canada, pinguini contro lo stato

La pubblica amministrazione preferisce il software proprietario. Gli sviluppatori locali di software libero e open insorgono. E scatta la denuncia

Roma - La pubblica amministrazione del Quebec sceglie il software proprietario a scapito dei prodotti free e open sviluppati sul territorio. Per questo motivo FACIL, un'associazione non profit a sostegno del software libero, ha denunciato l'amministrazione locale.

"Tra febbraio e giugno 2008 - denuncia l'organizzazione - FACIL è venuta a conoscenza della vendita di software proprietario per un valore di oltre 25 milioni di dollari. Questi acquisti sono andati a vantaggio di prodotti offerti da grandi multinazionali, senza tenere conto dei fornitori del Quebec". FACIL non usa mezzi termini: "l'associazione ritiene che queste pratiche siano illegali e inaccettabili".

FACIL chiede dunque trasparenza alla pubblica amministrazione, chiede che negli appalti, come prevedono le regolamentazioni in materia, si valorizzi l'economia locale, si dia ai fornitori di free software canadesi la possibilità di giocare le proprie carte, di creare un mercato del lavoro, di far risparmiare allo stato il denaro che investe in licenze.
Sarà il tribunale a decidere se imporre alla pubblica amministrazione un cambio di rotta che possa ristabilire un ambiente competitivo nella gara per aggiudicarsi la fornitura di software e servizi. (G.B.)
84 Commenti alla Notizia Canada, pinguini contro lo stato
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  • da quanto scrivo capirete bene a chi voi rispondo, e a chi mi associo

    questa...

    http://www.softwarelibero.it/altri/villanueva_a_ms.../

    ...è la posizione di un paese che forse alcuni ancora chiamano "sottosviluppato"

    è un'argomentazione lunga, rispettosa, piena di dignità e io penso anche di intelligenza

    questa argomentazione a favore del software a codice aperto, dimostra serenamente questi punti:

    - Libero accesso del cittadini alla pubblica informazione
    - Permanenza dei dati pubblici
    - Sicurezza dello Stato e dei cittadini

    certo l'applicazione dei principi potrà sbagliare, ma i principi sembrano buoni, e anche applicabili

    vorrei inoltre rispondere a chi sostiene che le forniture di software sono illegali: è vero, l'avevo già accennato nei giorni scorsi, ma lo ripeto

    così come la persona comune spesso non capisce la distinzione tra un computer e il programma (il sistema operativo è un programma) installato sopra (e non lo capisce perché alcune case dicono ad alcuni clienti - me - che i due prodotti sono inscindibili), anche la pubblica amministrazione non lo capisce

    ma mentre il singolo ha responsabilità verso se stessa, una pubblica amministrazione ha appunto la responsabilità verso il suo pubblico

    e oggi la giurisprudenza, nella società dell'informazione, ritiene che ciò è conoscibile con la comune diligenza (google) deve essere conosciuto

    quindi queste scelte non sono sprovvedute, sono colpevoli

    perché?

    la pubblica amministazione fa una gara per comprare i computer: tutto regolare, no?

    no

    perché la gara riguarda l'hardware, non il software: il software, sempre e senza eccezioni da decenni, è software microsoft: windows e office, che non sono gratis

    ma la pubblica amministrazione molte volte non ha rapporto con microsoft, anche se la paga

    ha rapporto solo con il venditore dell'hardware

    può darsi che a volte il software microsoft sia un requisito previsto dalla gara di appalto, dovrei verificare, ma non mi stupirei (molte aziende si comportano così, cioè non selezionano il fornitore di software in alcuni casi)

    in ogni caso non vi è nessun appalto per il software

    e questo, nel nostro eterno giorno da beone, è illegale
  • - Scritto da: Jean Valjean

    > questa argomentazione a favore del software a
    > codice aperto, dimostra serenamente questi
    > punti:

    Uhm, secondo me per certi aspetti fa un po' di confusione:

    > - Libero accesso del cittadini alla pubblica
    > informazione
    > - Permanenza dei dati pubblici

    In questi casi IMHO confonde il formato dei dati con il programma che li elabora. Sono d'accordo sul fatto che il formato del file dovrebbe essere libero, in modo da poter essere letto con qualsiasi programma, non solo da quello proprietario. Non sono d'accordo quando si afferma che ciò si può fare solo tramite software open.

    > - Sicurezza dello Stato e dei cittadini

    Questo è - secondo me - il motivo predominante. Di fatto può essere vero che tramite il codice si possa controllare la sicurezza di un programma. In concreto ci sono dei problemi. Dubito che ogni ufficio possa controllare il codice di ogni singola copia, quindi - di fatto - il controllo sarebbe diffuso, ovvero si deve sperare che qualcuno controlli e che la falla/maleware scoperto diventi di pubblico dominio, che qualuno ci metta una pezza, che tale pezza venga applicata in concreto su tutte e copie utilizzate. Oppure qualcuno per lo stato può controllare una copia del codice e poi distribuire quella, e si deve essere sicuri che sia quella, in concreto, ad essere installata, altrimenti siamo da capo.

    Insomma, non dico che non si possa fare, ma io - ad esempio - non me ne farei niente del codice di Open Office: lo installo e lo uso, e basta. Come installo e uso Word. O Mellel. O quello che ritengo sia il software migliore per fare quello che devo fare.

    > certo l'applicazione dei principi potrà
    > sbagliare, ma i principi sembrano buoni, e anche
    > applicabili

    Che come principio sia buono sono anche d'accordo. Che sia applicabile, vedi sopra, qualche problema, secondo me, ci potrebbe essere.

    > in ogni caso non vi è nessun appalto per il
    > software

    Se usavi "l'ordinaria diligenza" e facevi una ricerchina con Google (parole chiave: gara appalto pubblico hardware"), potevi trovare decine di gare di appalto per hardware e software. Spesso si specifica anche la differenza tra software di base e gestionale, a seconda delle esigenze.
  • Parliamo di pubbliche amministrazioni, ovvero soldi dei cittadini.

    La scelta finale può essere open o closed, ma il procedimento di scelta deve essere trasparente e accompagnato da valide ragioni per la scelta fatta

    Overture, tu parli di dittatura, ma forse ti sei perso in cosa consiste la richiesta di FACIL

    FACIL chiede dunque trasparenza alla pubblica amministrazione

    nessuno vuole imporre il SW libero, si vuole solo che alla base delle scelte ci siano motivazioni vere e ponderate, e non le solite bustarelle


    dette questo nessuno di noi ha abbastanza elementi per giudicare se la reazione di FACIL sia stata legittima oppure no, visto che non si sa su quali basi sia stata fatta la scelta della PA.
    non+autenticato
  • Straquoto Still Ballmates

    0verture continua con i suoi discorsi offensivi anti-open anche se in questa notizia non centravano una mazza
  • Quoto anche io Still Ballmates...e aggiungo che secondo me Overture la notte sogna i pinguini che lo inseguono incavolati, perchè non vedo altre spiegazioni per questa "paranoia".
    Qua si parla di SOLDI e di come vengono spesi, non si parla di dittuture, pinguini comunisti che vogliono conquistare il mondo e cose del genere.
    Mi chiedo...se sti benedetti politici avessero comprato all'estero sti software closed source invece che software closed source nazionali...sarebbe successa tutta sta baraonda di flame?
    non+autenticato
  • >
    > La scelta finale può essere open o closed, ma il
    > procedimento di scelta deve essere trasparente e
    > accompagnato da valide ragioni per la scelta
    > fatta

    L'ho già detto, in Canada vige un concetto di trasparenza nettamente più elevato del nostro. Tutto il mondo non è Napoli dove ogni cosa passa attraverso la mafia, fattene una ragione.


    >
    > Overture, tu parli di dittatura, ma forse
    > ti sei perso in cosa consiste la richiesta di
    > FACIL
    >
    > FACIL chiede dunque trasparenza alla
    > pubblica
    > amministrazione


    E sicuramente l'ha avuta, ma visto che non avuto vinta la propria personalissima crociata allora si sta arrampicando sugli specchi



    >
    > nessuno vuole imporre il SW libero, si vuole solo
    > che alla base delle scelte ci siano motivazioni
    > vere e ponderate, e non le solite
    > bustarelle
    >

    Ovviamente queste bustarelle è provato che esistono per poter parlare così a ruota libera. Se è provato, allora esisteranno sicuramente confessioni, testimonianze, intercettazioni, audio, video, dove vediamo persone che si passano valigette piene di soldi e dove persone che non avrebbero motivo di incontrarsi (tipo proprietario della software house vincente e responsabile della scelta del prodotto vincente) si scambiano strette di mano sospette.

    Se però tutto questo non esiste, tirare dritti con queste accuse equivale a calunniare l'amministrazione ed i vincitori del bando i quali mi auguro facciano una bella contro denuncia e mettano questa associazione di caxxoni col culo a terra.

    Se sono realmente convinti di quello che sostengono che si facciano pagare gli avvocati da Stallman ma il barbone non è così stupido da farsi mettere in mezzo...


    >
    > dette questo nessuno di noi ha abbastanza
    > elementi per giudicare se la reazione di FACIL
    > sia stata legittima oppure no, visto che non si
    > sa su quali basi sia stata fatta la scelta della
    > PA.


    La prima a non avere elementi è la FACIL stessa, altrimenti non avrebbe fatto tutto questo can can su internet.
    Le vere azioni legali si portano avanti senza tirare su polveroni
  • FACIL contesta 2 cose alla pubblica amministrazione che ha scelto quei software, non una e per questi 2 motivi è stata denunciata.
    1) Scelta aprioristica di sw (closed o open) di compagnie straniere, contrariamente a quanto stabilisce la legge quebec/canadese (la quale dice che deve avere posizione di privilegio nelle scelte delle PA il sw prodotto localmente)
    2) Scelta aprioristica di sw closed, anche davanti all'esistenza di sw open locale paritario, con conseguente danno per l'erario.
    A leggere bene l'art. si evidenzia cmq come FACIL in realtà abbia presentato denuncia per la violazione 1), la 2) in effetti è un reato (stando a FACIL) accessorio.
  • Basterebbe questa piccola legge per garantire la vera liberta' ai cittadini. Costi di licenza azzerati e computer sempre al top in ogni campo.

    Peccato che in questo modo il politico di turno non puo' ricevere bustarelle....

    ecco la vera raiogne per cui l'open source nn piace.
  • Uso linux è sono vicino al mondo open ma questa è davvero da fanatico...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mirko
    > Uso linux è sono vicino al mondo open ma questa è
    > davvero da fanatico...

    lascia perdere, sarà il solito winaro represso che tenta di dare un senso alla sua vita in questo modo
    non+autenticato
  • Il popolo (mes.id e la sua ombra) è unanime:

    "Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina Ghigliottina..."

    Ecco che arriva il boia; prende il colpevole; il bastardo è un traditore di Dio e della Patria: ha usato software closed !

    Lo blocca dentro la macchina della giustizia; gli frusta le palme dei piedi, poi la schiena, poi di nuovo le palme; l'ha già praticamente ucciso ma ecco che scende la lama e.... ZAC, il mondo è stato appena epurato da una grave malattia.

    Adesso bisogna raccogliere il corpo e la testa: presto, bisogna darle in pasto ai maiali; che facciano sparire tutto. Si deve esorcizzare il sangue con l'acqua benedetta: sia mai che si infiltri nel terreno ed infetti col suo morbo immondo i prodotti della terra !

    Ma che succede ? Dalla piazza vicina, la folla urla (sempre mes.id e la sua ombra):

    rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo rogo

    C'è un uomo legato ad un palo: un figlio del demonio ! Colpevole di non aver voluto regalare al prossimo i frutti del suo lavoro; frutti che gli sono costati anni di studi e fatica; da solo, non certo aiutato dalla folla troppo occupata a fare proseliti.

    Neanche la possibilità di abiura gli viene proposta; direttamente si accende il fuoco e lo si lascia arrostire tra atroci ed agonizzanti urla con i corvi che hanno allargato il giro dei loro volteggi, a causa della fumata nera che si alzava verso il cielo facendo fuggire schifate le candide nuvole.

    Un altro ha finito di urlare e di nuovo la folla, da un'altra piazza...

    [...]

    Finalmente la giornata è finita, non è rimasto più nessuno, tranne la folla, che va a mangiare.

    Arriva a casa, butta la pasta ed è gelosa della propria ricetta segreta dei spaghetti alle bale di toro, allora l'ombra, uscita dallo specchio all'ingresso prende l'altro/se stesso e si affoga dentro il pentolone pieno di acqua bollente così finalmente giustizia fu fatta !

    Andate in pace adesso, sempre che la folla, tutta iscritta, al Soviet non vi abbia già ghigliottinati, bruciati vivi, annegati, impalati, mutilati, sciolti nell'acido, "docciati" ecc.... perchè avete osato utilizzare o produrre software closed.
  • ti rispondo non certo perché lo meriti

    il tuo piccolo spettacolino non dice una cosa: chi sta subendo danni non è chi promuove, vende o autorizza illegamente il software a codice chiuso

    ma sono persone che, anche grazie a fenomeni come il condizionamento dei fenomeni macroeconomici che passano per il software a sorgente chiusi, sta soffrendo in tutto il mondo

    ti auguro tutto il peggio possibile, perché questo sì, te lo sei duramente guadagnato e lo meriti
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    Modificato dall' autore il 29 agosto 2008 07.40
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  • - Scritto da: 0verture
    > Il popolo (mes.id e la sua ombra) è unanime:


    andare a braccetto coi troll non ti fa certo onore...
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: mes.id

    > Basterebbe questa piccola legge per garantire la
    > vera liberta' ai cittadini. Costi di licenza
    > azzerati e computer sempre al top in ogni
    > campo.

    Ci sono più professionisti che usano Adobe Photoshop o The Gimp?
  • - Scritto da: Candido
    > - Scritto da: mes.id
    >
    > > Basterebbe questa piccola legge per garantire la
    > > vera liberta' ai cittadini. Costi di licenza
    > > azzerati e computer sempre al top in ogni
    > > campo.
    >
    > Ci sono più professionisti che usano Adobe
    > Photoshop o The
    > Gimp?

    io ribalterei la questione ci sono piu' profesisonisti che suano prhoshop con LICENZA o senza LICENZA.

    La verita' e' una brutta bestia, peccato che l'era del closed source stia per svanire.
  • - Scritto da: mes.id

    > io ribalterei la questione ci sono piu'
    > profesisonisti che suano prhoshop con LICENZA o
    > senza LICENZA.

    E la pirateria cosa c'entra, adesso?

    > La verita' e' una brutta bestia, peccato che
    > l'era del closed source stia per
    > svanire.

    Bah..
  • - Scritto da: Candido
    > - Scritto da: mes.id
    >
    > > io ribalterei la questione ci sono piu'
    > > profesisonisti che suano prhoshop con LICENZA o
    > > senza LICENZA.
    >
    > E la pirateria cosa c'entra, adesso?

    C'entra eccome... Facile per certi "professionisti" dire "photoshop è meglio di gimp" quando lo cracchi... Vorrei vedere se ci fosse un vero e infallibile sistema anticopia come cambierebbero le opinioni...

    TAD
  • Ma quale guerra.... cadiamo sempre in flame anche quando non necessario, il punto è che cercare di far risparmiare i 25 milioni di dollari (soldi che tirano fuori i cittadini) spesi in "5 mesi" (mica male eh? complimenti allo sperpero) non credo sia una cosa negativa, o forse per voi è un bene buttare tutto questo denaro anche quando non necessario?
    Vi ricordo che siamo sempre noi che paghiamo e se invece di bruciarli in inutili licenze si spendessero per altre infrastrutture del paese, credo che non si irriterebbe nessuno.

    Sta a voi capire.......... e basta con queste stronzate di lotta tra mondo open e closed! Questo post era tutto meno che quello che pensa 0verture! ( accendere il cervellino prima di commentare grz)!!!!
  • Intanto il cervellino lo accendi te.


    - Scritto da: teknoloop
    > Ma quale guerra.... cadiamo sempre in flame anche
    > quando non necessario, il punto è che cercare di
    > far risparmiare i 25 milioni di dollari (soldi
    > che tirano fuori i cittadini) spesi in "5 mesi"
    > (mica male eh? complimenti allo sperpero) non
    > credo sia una cosa negativa, o forse per voi è un
    > bene buttare tutto questo denaro anche quando non
    > necessario?

    Bello o brutto, giusto o sbagliato sono razzi dell'amministrazione in carica (in quanto regolarmente eletta), come spendere i soldi a disposizione.
    Se i pennuti hanno qualcosa da ridire sono pregati di utilizzare gli strumenti che la legge mette a loro disposizione senza cercare strani giri.
    Questi i_ioti sono il classico modello di open sorcio standard dove ogni cosa che non va secondo i loro capricci è sicuramente colpa di qualche complotto e cospirazione.
    E' ora di crescere e alla svelta.



    > Vi ricordo che siamo sempre noi che paghiamo e se
    > invece di bruciarli in inutili licenze si
    > spendessero per altre infrastrutture del paese,
    > credo che non si irriterebbe
    > nessuno.

    Mai pensato che gli sprechi della pubblica amministrazione non si limitano alla licenza del programmino ? No eh...


    >
    > Sta a voi capire.......... e basta con queste
    > stronzate di lotta tra mondo open e closed!

    Dillo a quelle cime che hanno fatto sto casino collaborando una volta di più a rendere il mondo open source un covo di fanatici.
  • - Scritto da: 0verture

    > Bello o brutto, giusto o sbagliato sono razzi
    > dell'amministrazione in carica (in quanto
    > regolarmente eletta), come spendere i soldi a
    > disposizione.


    seeeeee bravo, è arrivato... -_-

    perchè le gare di appalto non prevedono regole di trasparenza vero?

    al momento *noi* non abbiamo abbastanza elementi per giudicare, me se c'è stato qualche passaggio poco chiaro nella selezione dell'appaltatore, è giustissimo che l'associazione abbia sporto denuncia.

    questo non per imporre il proprio SW, semplicemente perchè ci sono regole precise su come una PA debba spendere i soldi pubblici, non li si può sempre dare agli amici come siamo abituati dalle nostre parti
    non+autenticato
  • Stai tranquillo che in Canada hanno un concetto di trasparenza nettamente più elevato del nostro ma per i tipi qua non è sufficiente perchè non ha portato al risultato che loro sponsorizzavano e non lo sarà mai finchè dall'altra parte, esasperati, decideranno di dar loro il contentino.

    Calci in culo, ma tanti, gliene devono dare... Che vengano a farsi un giretto dalle nostre parti poi, una volta tornati a casetta loro, si leccheranno i baffi della "scarsa" trasparenza delle loro amministrazioni.
  • > Bello o brutto, giusto o sbagliato sono razzi
    > dell'amministrazione in carica (in quanto
    > regolarmente eletta), come spendere i soldi a
    > disposizione.

    Quindi se l'amministrazione decide di spendere tutti i soldi comunali in macchine di lusso per i politici locali va bene?!
    Mi sembra decisamente leggittimo quello che sta facendo la FACIL
    non+autenticato
  • Finchè sono in carica possono fare quello e altro. Poi se hanno fatto puttanate, la pagheranno in seguito e t'assicuro che là i furbi fanno una brutta fine. Non ti passi nemmeno per l'anticamera del cervello di misurare quelli là col metro che si usa qua da noi.
  • - Scritto da: 0verture
    > Finchè sono in carica possono fare quello e
    > altro. Poi se hanno fatto puttanate, la
    > pagheranno in seguito e t'assicuro che là i furbi
    > fanno una brutta fine. Non ti passi nemmeno per
    > l'anticamera del cervello di misurare quelli là
    > col metro che si usa qua da noi.

    Strano, e' quello che tu stai facendo fino adesso...

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    krane
    22544
  • Vero, quì da noi rischiano di diventare presidenti del consiglio...
    non+autenticato
  • - Scritto da: 0verture
    >> Bello o brutto, giusto o sbagliato sono razzi
    > dell'amministrazione in carica (in quanto
    > regolarmente eletta), come spendere i soldi a
    > disposizione.

    Sì, forse in Italia, un paese dove la democrazia significa solo ed esclusivamente votazioni e le altre regole democratiche non contano un "razzo", basta essere eletti e puoi fare ciò che ti pare... in altri paesi civili hanno anche un alto rispetto delle leggi e soprattutto molta sensibilità per i "soldi del contribuente", prima dopo e durante le elezioni, quindi _come_ spendono i soldi del contribuente, non sono razzi loro, ma razzi del contribuente, che ha il diritto di inrazzarsi quanto ritiene che vengano sperperati.
    non+autenticato
  • > dopo e durante le elezioni, quindi _come_
    > spendono i soldi del contribuente, non sono razzi
    > loro, ma razzi del contribuente, che ha il
    > diritto di inrazzarsi quanto ritiene che vengano
    > sperperati.


    In Italia sono gli stessi contribuenti che provocano danni, che poi pagano loro stessi.

    Uno su tutti il vandalismo.
  • - Scritto da: 0verture
    [cut]
    > Mai pensato che gli sprechi della pubblica
    > amministrazione non si limitano alla licenza del
    > programmino ? No eh...

    Ah bella! Quindi visto che sprecano anche in altra cose... su queste chiudiamo un occhioA bocca apertaA bocca aperta
    La peggior giustificazione mai esistita!!!
    non+autenticato
  • Credo che la qualità di un software sia indipendente dal tipo di licenza adoperata.

    Un conto è considerare anche software open, un altro è obbligare ad utilizzarlo. E comunque i costi da considerare non dovrebbero essere solo quelli di licenza, ma anche quelli di configurazione, manutenzione, addestramento...

    My two cents.
  • - Scritto da: Candido
    > Credo che la qualità di un software sia
    > indipendente dal tipo di licenza
    > adoperata.
    >

    Parole sante, ma ti faccio notare che certa gente vive nell'illusione che se un problema non è risolvibile attraverso un sw open source allora IL PROBLEMA NON ESISTE



    > Un conto è considerare anche software open, un
    > altro è obbligare ad utilizzarlo.

    Fosse per certa gente, ogni piazza di ogni città, paese e borgata avrebbe al centro una bella ghigliottina ad uso e consumo di tante esecuzioni di "infedeli". Altro che "obbligare..."


    E comunque i
    > costi da considerare non dovrebbero essere solo
    > quelli di licenza, ma anche quelli di
    > configurazione, manutenzione,
    > addestramento...


    Già ma così gli smonti il mito del risparmio, della fidanzata che non riusciva ad ascoltare un mp3 con windows ma riusciva a ricompilarsi un kernel,
    della nonnina rognosa che non capiva come s'accendeva un mac ma dopo che è passata a linux ha cominciato ad appassionarsi all'assembly,
    dello studente testa di rapa che dopo aver contato i pinguini saltare la staccionata prendeva sempre 10 in matematica...
  • - Scritto da: 0verture
    > - Scritto da: Candido
    > > Credo che la qualità di un software sia
    > > indipendente dal tipo di licenza
    > > adoperata.

    Si consideri questo scenario:
    1. L'azienda X sviluppa software per la PA
    2. La PA usa quel software per 3 anni
    3. L'azienda X fallisce
    4. La PA cambia software
    5. La PA ha la necessità di accedere al formato binario dei dati salvati in un formato chiuso, ma ciò è impossibile
    6. La PA compra tanta vaselina e si piega in avanti.


    > Parole sante, ma ti faccio notare che certa gente
    > vive nell'illusione che se un problema non è
    > risolvibile attraverso un sw open source allora
    > IL PROBLEMA NON ESISTE

    Ragazzo tu hai visto troppe volte Matrix; io personalmente se non trovo soluzioni open valide valuto quelle closed.

    E ricordati "IL CUCCHIAIO NON ESISTE"

    > > Un conto è considerare anche software open, un
    > > altro è obbligare ad utilizzarlo.
    >
    > Fosse per certa gente, ogni piazza di ogni città,
    > paese e borgata avrebbe al centro una bella
    > ghigliottina ad uso e consumo di tante esecuzioni
    > di "infedeli". Altro che
    > "obbligare..."

    Già gente come Avery Lee, Alexandre Julliard, e Patrick Volkerding sarebbe oramai sottoterra decapitata...

    > E comunque i
    > > costi da considerare non dovrebbero essere solo
    > > quelli di licenza, ma anche quelli di
    > > configurazione, manutenzione,
    > > addestramento...

    Vero ma valido per entrambe le parti,nonostante cio possa smontare il mito dell'usabilità,

    > Già ma così gli smonti il mito del risparmio,
    > della fidanzata che non riusciva ad ascoltare
    > un mp3 con windows ma riusciva a ricompilarsi un
    > kernel,

    della fidanzata che riusciva ad ascoltare un ogg con debian ma non riusciva ad avviare l'os senza prima qualche BSOD,

    > della nonnina rognosa che non capiva come
    > s'accendeva un mac ma dopo che è passata a linux
    > ha cominciato ad appassionarsi all'assembly,

    della nonnina rognosa che capiva come s'accendeva un freedos ma dopo che è passata a vista ha perso la fede in dio,

    > dello studente testa di rapa che dopo aver
    > contato i pinguini saltare la staccionata
    > prendeva sempre 10 in
    > matematica...


    dello studente testa di rapa che dopo aver contato le finestrelle colorate saltare la staccionata aveva aquisito uno sguardo aperto sul mondo...
  • Sbagliato. Pensa alle norme europee anti-inquinamento. Impongono determinati parametri, per garantire la salute pubblica.
    Quindi non ci sarebbe nulla di scandaloso se per legge si stabilisse che il software acquistato dalla p.a. deve essere libero perché solo così si possono avere garanzie certe sull'indipendenza e la sicurezza della P.A.
    In fondo sono soldi nostri e quindi possiamo decidere di usarli come ci pare.
    E' chiaro che questo non significa chiudere le porte a Microsoft o ad altri produttori. Se Microsoft rilascia un software open allora lo si può tranquillamente usare. Non è una questione tecnologica o la scelta di un fornitore rispetto ad un altro, ma solo una questione legale.
    non+autenticato
  • Lasciamo stare le norme anti inquinamento che non c'entrano un bel niente.

    Se vogliamo mettere la questione sul piano puramente ideologico, c'è ben poco da discutere: lo stato - se lo vuole - può decidere di utilizzare software di un solo tipo, anche se tale soluzione prescinde completamente dalla qualità del software usato, anche se tale soluzione non è quella più economicamente valida.

    Io resto dell'idea che si dovrebbe scegliere il software in base ai risultati che permette di raggiungere, che sia proprietario o open lo trovo un dettaglio secondario.

    Infine, la concorrenza del software open con quello proprietario dovrebbe essere di incentivo del software open. Se questo - da solo - non riesce a competere con gli altri, forse si dovrebbe lavorare sulla sua qualità, piuttosto che cercare di imporlo a tutti i costi, no?
  • - Scritto da: Candido
    > Se vogliamo mettere la questione sul piano
    > puramente ideologico, c'è ben poco da discutere:
    > lo stato - se lo vuole - può decidere di
    > utilizzare software di un solo tipo, anche se
    > tale soluzione prescinde completamente dalla
    > qualità del software usato, anche se tale
    > soluzione non è quella più economicamente
    > valida.
    >
    > Io resto dell'idea che si dovrebbe scegliere il
    > software in base ai risultati che permette di
    > raggiungere, che sia proprietario o open lo trovo
    > un dettaglio secondario.

    Il punto è questo. La licenza aperta non è un dettaglio secondario. La scelta di un sistema informatico vincola l'amministrazione a mantenerlo per molti anni perché la spesa sia ammortizzata e si possano valutare i risultati. Da questo punto di vista è fondamentale non essere legati anche ad un unico fornitore, ma avere la possibilità di valutare l'offerta migliore.
    In più una licenza libera consente di modificare il software anche in proprio o affidando ad aziende locali lo sviluppo di modifiche ottenendo programmi realmente adattati al lavoro necessario al committente.
    Altro vantaggio fondamentale ed irrinunciabile per un'amministrazione pubblica è la trasparenza nella gestione dei dati e l'uso di formati aperti che garantisce nel tempo l'accesso di tali documentazioni.

    La licenza per le amministrazioni non ha nulla del dettaglio secondario.

    > Se questo - da solo - non
    > riesce a competere con gli altri

    Il software aperto non solo compete alla pari, ma nel caso delle amministrazioni pubbliche è l'unica scelta ragionevole. Per questo molti governi pongono tale caratteristica - la natura aperta del codice sorgente - come determinante nella scelta delle infrastrutture informatiche.
  • - Scritto da: www.aleksfalcone.org

    > Il punto è questo. La licenza aperta non è un
    > dettaglio secondario. La scelta di un sistema
    > informatico vincola l'amministrazione a
    > mantenerlo per molti anni perché la spesa sia
    > ammortizzata e si possano valutare i risultati.

    Questo è pacifico, ed è indipendente dall'utilizzo di software proprietario o meno.

    > Da questo punto di vista è fondamentale non
    > essere legati anche ad un unico fornitore, ma
    > avere la possibilità di valutare l'offerta
    > migliore.

    Anche questo è pacifico, però se devi valutare l'offerta migliore e - a priori - escludi tutto il software proprietario, l'offerta migliore non ce l'hai, hai solo quella open.

    > In più una licenza libera consente di modificare
    > il software anche in proprio o affidando ad
    > aziende locali lo sviluppo di modifiche ottenendo
    > programmi realmente adattati al lavoro necessario
    > al committente.

    Certamente. Considera che non sto dicendo che il software proprietario sia sempre e comunque migliore di quello open, dico che si debba guardare alle esigenze del caso. Certamente vi sono software che possono avere bisogno di modifiche, altri invece no. Si dovrebbe guardare al singolo caso.

    > Altro vantaggio fondamentale ed irrinunciabile
    > per un'amministrazione pubblica è la trasparenza
    > nella gestione dei dati e l'uso di formati aperti
    > che garantisce nel tempo l'accesso di tali
    > documentazioni.

    Questo, però, riguarda il file, non il programma che lo gestisce.
  • - Scritto da: Candido
    > Questo è pacifico, ed è indipendente
    > dall'utilizzo di software proprietario o meno.

    Per nulla. Da ciò discende l'importanza di non essere vincolati al produttore come caratteristica essenziale del software, dunque la necessità per un'amministrazione di scegliere software aperto.

    > Anche questo è pacifico, però se devi valutare
    > l'offerta migliore e - a priori - escludi tutto
    > il software proprietario, l'offerta migliore non
    > ce l'hai, hai solo quella open.

    L'esclusione non è a priori, ma determinata da una precisa esigenza cui il software proprietario non risponde. L'offerta migliore è quella che corrisponde alle esigenze, dunque non può in nessun caso essere quella proprietaria.

    > Questo, però, riguarda il file, non il programma
    > che lo gestisce.

    Ingenuamente pensi alla questione dei formati dei file, mentre io parlo di dati e documentazione, ovvero i database in cui sono archiviate le informazioni.
    Qui si parla di software per la pubblica amministrazione, non di Word e OpenOffice.

    Pressoché tutti i software proprietari hanno un proprio formato chiuso per la gestione dei dati, e nessuna azienda fornisce le specifiche del funzionamento interno del proprio software, in mancanza delle quali mi resta soltanto una serie di numeri nelle tabelle di un database.
  • - Scritto da: www.aleksfalcone.org
    > - Scritto da: Candido
    > > Questo è pacifico, ed è indipendente
    > > dall'utilizzo di software proprietario o meno.

    > Per nulla. Da ciò discende l'importanza di non
    > essere vincolati al produttore come
    > caratteristica essenziale del software, dunque la
    > necessità per un'amministrazione di scegliere
    > software aperto.
    >
    >
    > > Anche questo è pacifico, però se devi valutare
    > > l'offerta migliore e - a priori - escludi tutto
    > > il software proprietario, l'offerta migliore non
    > > ce l'hai, hai solo quella open.
    >
    > L'esclusione non è a priori, ma determinata da
    > una precisa esigenza cui il software proprietario
    > non risponde. L'offerta migliore è quella che
    > corrisponde alle esigenze, dunque non può in
    > nessun caso essere quella proprietaria.
    >
    >
    > > Questo, però, riguarda il file, non il programma
    > > che lo gestisce.
    >
    > Ingenuamente pensi alla questione dei formati dei
    > file, mentre io parlo di dati e documentazione,
    > ovvero i database in cui sono archiviate le
    > informazioni.
    > Qui si parla di software per la pubblica
    > amministrazione, non di Word e OpenOffice.
    >
    >
    > Pressoché tutti i software proprietari hanno un
    > proprio formato chiuso per la gestione dei dati,
    > e nessuna azienda fornisce le specifiche del
    > funzionamento interno del proprio software, in
    > mancanza delle quali mi resta soltanto una serie
    > di numeri nelle tabelle di un
    > database.

    Non solo, ma avere i sorgenti in mano rende indipendenti dal fornitore, il che nella pubblica amministrazione e' molto meglio.
    krane
    22544
  • > Pressoché tutti i software proprietari hanno un
    > proprio formato chiuso per la gestione dei dati,
    > e nessuna azienda fornisce le specifiche del
    > funzionamento interno del proprio software, in
    > mancanza delle quali mi resta soltanto una serie
    > di numeri nelle tabelle di un
    > database.

    ma esistono formati di dati aperti per la gestione della PA?
  • - Scritto da: pippo75
    > ma esistono formati di dati aperti per la
    > gestione della PA?

    Esistono formati di dati aperti ed esistono programmi a codice aperto. Il primo caso è fortemente consigliato per l'archivio documentale ed il secondo è indispensabile per poter accedere ai propri dati archiviati anche nel caso in cui il fornitore non sia più reperibile.
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