Gaia Bottà
venerdì 29 agosto 2008

Veoh non è responsabile dei propri utenti

Nemmeno quando caricano clip che violano il copyright. Una decisione spartiacque su un caso che ricalca quello in cui è coinvolta YouTube. Il DMCA non fa più paura?

Roma - Veoh non è responsabile delle azioni dei propri utenti, le rivendicazioni dell'industria dei contenuti non sono sostenibili: il servizio di video sharing si industria abbastanza per tutelare gli autori, i netizen sono gli unici responsabili delle clip caricate senza l'autorizzazione del detentore dei diritti.

La decisione del giudice Howard R. Lloyd del tribunale federale di San Jose è dirompente. È stato chiamato a valutare un caso di violazioni del copyright che risale al 2006: nonostante il portale di sharing raccomadasse ai propri utenti di caricare contenuti che non violassero i diritti altrui, su Veoh circolavano una manciata di clip di proprietà di IO Group, specializzata in pornografia gay. La maggior parte delle clip non durava che pochi secondi, solo una superava i 40 minuti. L'azienda non aveva richiesto la rimozione delle clip ma aveva immediatamente denunciato Veoh per aver approfittato di contenuti coperti da copyright.

Ma il magistrato incaricato di valutare il caso ha stabilito che Veoh non è colpevole: agisce da intermediario e fa in modo di non incoraggiare le violazioni, per questo motivo può approfittare delle eccezioni previste dal DMCA e svincolarsi da ogni accusa. Il ruolo di inerte intermediario svolto e rivendicato dal servizio di video sharing è stato contestato da Io Group, che ha a testimonianza il procedimento con cui Veoh converte in formato flash i file caricati dagli utenti e ne crea delle anteprime. Il giudice Lloyd ha convenuto con Veoh: si tratta di un procedimento automatico messo a disposizione dei netizen. Il servizio di sharing non prende parte a questa operazione e non si poò considerare responsabile dell'uso che ne fanno gli utenti.

Veoh, considera il giudice Lloyd, mette in campo diversi accorgimenti per scoraggiare le violazioni da parte dei propri utenti: certo non opera un controllo preventivo del materiale caricato, ma ha dimostrato di rimuovere tempestivamente i contenuti segnalati come condivisi senza autorizzazione dei detentori dei diritti. Dispensa inoltre avvertimenti e sospensioni nei confronti degli utenti recidivi, utilizza un sistema di fingerprinting che, analizzati i file caricati illecitamente, individua eventuali copie ancora in circolazione sul servizio.

Queste misure, a parere di Io Group, non sarebbero sufficienti per tutelare gli interessi dei detentori dei diritti: per approfittare delle eccezioni al DMCA, Veoh avrebbe dovuto vigilare tracciando i comportamenti dei propri utenti, e avrebbe dovuto bloccare l'accesso agli indirizzi IP colpevoli di ripetute violazioni. Il giudice ha sbaragliato l'argomentazione dei pornografi: gli indirizzi IP, nel migliore dei casi, indicano una macchina e non un particolare utente che fruisca della macchina, il tracciamento degli indirizzi IP sarebbe inoltre superfluo e inefficace rispetto alle misure a cui Veoh già fa affidamento.

Veoh, in virtù del fatto che non incoraggi le violazioni del copyright, in virtù del suo ruolo di intermediario e delle tutele offerte ai detentori dei diritti che si sentono minacciati, può quindi scampare alle accuse rifugiandosi nel safe harbor previsto dal DMCA, sicura di essersi assunta tutte le responsabilità che le spettavano.

La decisione del giudice Lloyd è stata accolta dal plauso della rete: ha sbaragliato le interpretazioni e gli stiracchiamenti operati dall'industria dei contenuti sul DMCA, ha diradato le nebbie che avvolgono le eccezioni previste dal quadro normativo che regola il copyright e ha sfornato una sentenza che molti auspicano possa agire da precedente. Il riferimento corre al caso in cui è coinvolta YouTube: i presupposti che accomunano le due controversie sono tali da aver spinto un rappresentante di Mountain View a pronunciarsi in merito alla vicenda: "è bello vedere che la corte confermi che il DMCA protegge servizi come YouTube, che rispettano la legge e i diritti degli autori" ha commentato Zahavah Levine, dirigente del portalone, ricordando come YouTube si spinga ben oltre la legge nell'assicurare tutele ai detentori dei diritti.

Anche qualora la decisione del giudice Lloyd non influenzi il parere della corte chiamata a dirimere la controversia tra Viacom e YouTube, è probabile che metta in guardia l'industria dei contenuti che dissemina denunce, affamata di compensazioni. I dati snocciolati da YouTube dimostrano che un cambio di atteggiamento è possibile: per monetizzare le violazioni non è necessario passare da un tribunale.

Gaia Bottà
32 Commenti alla Notizia Veoh non è responsabile dei propri utenti
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  • "avrebbe dovuto bloccare l'accesso agli indirizzi IP"
    Ottima idea! Così io blocco l'indirizzo x assegnato all'utente toni.
    toni si scollega da internet e si collega tizio
    A tizio viene assegnato l'ip x. tizio non può uplodare nulla ma toni sì.

    Anche da qui si capisce che abbiamo a che fare con veri ignoranti. l'ip non è univoco!
    non+autenticato
  • - Scritto da: lufo88

    > Anche da qui si capisce che abbiamo a che fare
    > con veri ignoranti. l'ip non è univoco!

    Il mio si. E quindi?
    non+autenticato
  • quindi sei l'unico che possa essere denunciato.
    non+autenticato
  • Parlo per la maggior parte degli utenti. L'ADSL ad ogni connessione riassegna gli stessi IP (cioè un determinato range) ma non è lo STESSO.
    non+autenticato
  • Non avete capito niente.
    Eppure l'articolo parla chiaro.

    Il diritto violato non riguarda il filmato, ma il messaggio che il filmato trasmette.

    Si tratta di pornografia gay, e le major pretendono di avere loro l'esclusiva di sodomizzare i clienti.
    Guai se questi venissero a sapere che possono farsi sodomizzare anche da altri!
    non+autenticato
  • - Scritto da: bash
    > Non avete capito niente.
    > Eppure l'articolo parla chiaro.
    >
    > Il diritto violato non riguarda il filmato, ma il
    > messaggio che il filmato
    > trasmette.
    >
    > Si tratta di pornografia gay, e le major
    > pretendono di avere loro l'esclusiva di
    > sodomizzare i
    > clienti.
    > Guai se questi venissero a sapere che possono
    > farsi sodomizzare anche da
    > altri!
    Bash,sei l'unico che ha centrato il punto!
    non+autenticato
  • da dietro
    non+autenticato
  • Hai ragione uomo! Svegliatevi
    non+autenticato
  • Però devo trasferirmi in un remoto paese dove i diritti d'autore non valgono.
    Pagamento in nero.

    Ogni sera grazie alla banda larghissima invio un film a Mediaset che lo trasmetterà in prima serata senza pagare i diritti d'autore.
    Caso dovessero beccarla, sospendono la trasmissione e dicono che è colpa mia.

    Visto che dove mi trovo quel tipo di reato non esiste, io sono tranquillo.
  • non è la stessa cosa, tu parli d mediaset in un palinsesto ben definito, svolgono un lavoro preventivo d controllo. Con youtube qst nn è possibile vista la mole d video caricati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ZioTano
    > non è la stessa cosa, tu parli d mediaset in un
    > palinsesto ben definito, svolgono un lavoro
    > preventivo d controllo. Con youtube qst nn è
    > possibile vista la mole d video
    > caricati.

    Cambia Mediaset in TeleBiella

    Metti Telebiella dall'etere in rete.

    Metti qualche sponsor in contorno.

    Ora possono trasmettere film senza pagare, basta toglierli quando qualcuno si lamenta.
  • lo fa una volta.. due volte.. e poi e' bandito dal servizio, se non la bandisci ilpaese che ti ospita subira' pressioni internazionali come e' successo a piratebay
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo75
    > Però devo trasferirmi in un remoto paese dove i
    > diritti d'autore non
    > valgono.
    > Pagamento in nero.
    >
    > Ogni sera grazie alla banda larghissima invio un
    > film a Mediaset che lo trasmetterà in prima
    > serata senza pagare i diritti
    > d'autore.
    > Caso dovessero beccarla, sospendono la
    > trasmissione e dicono che è colpa
    > mia.
    >
    > Visto che dove mi trovo quel tipo di reato non
    > esiste, io sono
    > tranquillo.

    Sai che novità prendi una qualsiasi azienda italiana medio-grossa
    guardacaso scopri che in italia hanno solo la sede mentre il reparto commerciale è in altri paesi tipo inghilterra dove dichiarano meno tasse
    vendono poi su canali web per sparger eil prodotto all'estero
    ed ecco fatti i milioni alla faccia della legge e del fisco

    fin troppo facile
    poi col tempo le pressioni internazionali si fan sentire e pescano come tempo fa i conti da nababbi dei pesci piccoli (solo per sacrificio dei grossi) nelle banche svizzere e poi si ricomincia d'accapo da un'altra parte
  • Mi pare il minimo. Se una persona uccide un'altra con un colpo di pistola, i familiari della vittima non possono pensare di rifarsi con la ditta produttrice dell'arma..
    non+autenticato
  • eheheheh vaglialo a spiegare agli americani >.< hanno tante di quelle cause in giudizio che fan paura
    non+autenticato
  • ma anche a mediaset eh
    lol
    non+autenticato
  • Ma allora se ospitare video protetti da DRM non è illegale, come fanno a perseguire quei blog in cui gli utenti si limitano a inserire dei link a materiale protetto o i server di chi si limita a supportare i P2P e che ovviamente non contengono neanche un file protetto da DRM?
    Anche tali servizi metteranno immagino un bel disclaimer in cui condannano lo scambio di materiale protetto no?
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Ma allora se ospitare video protetti da DRM non è
    > illegale

    Qui siamo in Italia, non nel tribunale federale di San Jose.
    In Italia c’è Mediaset contro Youtube e mi immagino già, se accusata è Youtube Italia e verrà giudicata in Italia, chi ricaverà un sacco di soldi.
    Teo_
    1900
  • Direttiva Europea n° 31 del 2000 attuata parzialmente in Italia con Decreto Legislativo n° 70 del 2003:

    "Per quanto riguarda la responsabilità dei Provider, vale a dire dei fornitori dei servizi di accesso e di memorizzazione di informazioni su Internet, la Direttiva n° 31 del 2000 ed il suo Decreto di attuazione n° 70 del 2003 pongono il principio che la responsabilità dell'ISP (Internet Service Provider – Fornitore di servizi Internet di base: accesso e memoria) o dell'ASP (Application Service Provider: sviluppatore e/o gestore di un sito web altrui) i cui servizi siano stati utilizzati a scopo illegale non sussiste solo se questo abbia avuto l'unico ruolo passivo di trasferire i dati, senza conoscerne i contenuti"
    H5N1
    1610
  • - Scritto da: H5N1
    > Direttiva Europea n° 31 del 2000 attuata
    > parzialmente in Italia con Decreto Legislativo n°
    > 70 del
    > 2003
    Io temo però questo: http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2375765&m=237...
    Teo_
    1900
  • Volevo solo far notare che non bisogna temere le leggi, ma chi le fa e le interpreta.
    H5N1
    1610
  • Che c'entra il DRM? Newbie, inesperto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nathaniel Hornblower
    > Che c'entra il DRM? Newbie, inesperto

    probabilemnte intendeva protetto dal diritto d'autore (a livello legale, non tecnico)
  • - Scritto da: Enjoy with Us

    > come fanno a perseguire quei blog in
    > cui gli utenti si limitano a inserire dei link a
    > materiale protetto o i server di chi si limita a
    > supportare i P2P

    Come prima cosa, non è detto che le giustizia sia coerente, soprattutto se si parla di tempi e luoghi differenti.

    Secondo, nell'articolo il punto chiave è:
    "Veoh non è colpevole: agisce da intermediario e fa in modo di non incoraggiare le violazioni"

    Probabilmente i blog di cui parli (quali?) incoraggiavano le violazioni.

    Lecito o no, credo che lo stesso tipo di ragionamento sia stato fatto per The Pirate Bay.

    Anche rapidshare per esempio, se accusato, dovrebbe uscirne senza problemi, visto che non indicizza, dice chiaramente di non caricare materiale protetto e rimuove i file protetti dai diritti su segnalazione.
  • Forse non hai capito la sentenza: è e rimane illegale ogni utilizzo di materiale protetto da copyright non autorizzato dal proprietario dei diritti. Però, solo perché alcuni disattendono le avvertenze e trasgrediscono il contratto di licenza d'uso del servizio non si può condannare e chiedere risarcimento ad una società che avverte i propri utenti, invoca ed agisce a favore della tutela dei diritti d'autore. In pratica: si poteva chiedere un risarcimento danni alle società produttrici di videoregistratori domestici perché c'era gente che distribuiva e rivendeva videocassette a mercato nero copie illegali delle stesse? Si poteva denunciare i produttori di masterizzatori di DVD per lo stesso motivo? Siti come youtube hanno lo stesso potenziale di un VCR o di un masterizzatore di DVD, immagazzinano e riproducono dati: basta la più veloce capacità di diffusione dei dati su un sito internet trasformare in colpa soggettiva della società di gestione l'eventuale uso illecito che gli utenti fanno del servizio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabio Scia
    > Forse non hai capito la sentenza: è e rimane
    > illegale ogni utilizzo di materiale protetto da
    > copyright non autorizzato dal proprietario dei
    > diritti. Però, solo perché alcuni disattendono le
    > avvertenze e trasgrediscono il contratto di
    > licenza d'uso del servizio non si può condannare
    > e chiedere risarcimento ad una società che
    > avverte i propri utenti, invoca ed agisce a
    > favore della tutela dei diritti d'autore. In
    > pratica: si poteva chiedere un risarcimento danni
    > alle società produttrici di videoregistratori
    > domestici perché c'era gente che distribuiva e
    > rivendeva videocassette a mercato nero copie
    > illegali delle stesse? Si poteva denunciare i
    > produttori di masterizzatori di DVD per lo stesso
    > motivo? Siti come youtube hanno lo stesso
    > potenziale di un VCR o di un masterizzatore di
    > DVD, immagazzinano e riproducono dati: basta la
    > più veloce capacità di diffusione dei dati su un
    > sito internet trasformare in colpa soggettiva
    > della società di gestione l'eventuale uso
    > illecito che gli utenti fanno del
    > servizio?

    Ma se hanno oscurato Pirate bay e hanno chiuso decine di blog, dove nonostante i vari disclaimer di rito in cui si aborriva la copia o lo scambio di link a materiale protetto , erano poi presenti solo dei link al materiale protetto e non il materiale stesso!
    Qui invece si dice che se YouTube o simili si impegnano a rimuovere su richiesta della parte lesa a rimuovere i filmati protetti da diritto d'autore presenti sul loro sito (non quindi semplici link!) possono continuare ad operare in pace!
    Scusate ma i vari server P2P devono essere a conoscenza dei link scambiati dai vari utenti?
    No! Hanno dei disclaimer generici di condanna alla pirateria? Di solito si!
    E allora perchè vengono perseguiti? Chi commette l'illecito è appunto l'utente!
  • - Scritto da: Enjoy with Us

    > Ma se hanno oscurato Pirate bay

    TPB è stato oscurato da un giudice italiano e pure preventivamente (non è ancora stata nemmeno discussa la legalità del sito).

    L'articolo invece parla di una decisione avvenuta a San Jose (California, USA) che è avvenuta a fine processo.

    Non c'è nulla in comune tra le due cose: posti diversi, presunti reati diversi, livelli di sentenza diversi (in italia non c'è stata alcuna sentenza).

    Come puoi lamentarti della coerenza della legge in due scenari così diversi?

    E ovvio che quello italiano di TPB sia una caso bizzarro di cui bisogna seguire con attenzione l'evoluzione.
    Vedremo.
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