markvp
mercoledì 3 settembre 2008

Quando il robot impara a volare

Gli elicotteri della Stanford University svolazzano e si esibiscono in acrobazie. Hanno imparato grazie all'intelligenza artificiale. E sono molto, molto più bravi dei piloti in carne e ossa

Roma - Insegnare a volare ad un roboelicottero con l'intelligenza artificiale. E riuscirci facendogli fare meglio di quanto abbia fatto il pilota vero che gli ha dato "l'esempio": questo l'obiettivo che si sono posti alcuni scienziati della Stanford University. Ci sono perfettamente riusciti.

elicotteriL'insolito - ma promettente - progetto ha fornito come risultato un elicottero autonomo, che può esibirsi in un completo e appassionante airshow di evoluzioni, facendo tutto da solo. Tali acrobazie sono "senz'altro le più complesse manovre acrobatiche svolte con un elicottero controllato da computer", ha detto Andrew Ng, il docente che ha diretto il lavoro di ricerca dei laureandi Pieter Abeel, Adam Coates, Timothy Hunter e Morgan Quigley.

Il sistema di intelligenza artificiale concepito dall'Ateneo ha "imparato" come far fare acrobazie a dei droni da oltre 1 metro di lunghezza osservando come li radiocomandava il pilota Garrett Oku. A "fine apprendimento", in totale autonomia, gli elicotteri dotati di nuovi skill hanno messo in scena un'esibizione entusiasmante, con manovre pericolosissime, alcune delle quali sono state realizzate addirittura meglio di quanto non sia riuscito a fare lo stesso esperto pilota. "Penso che le manovre di cui sono capaci siano senz'altro molto complesse - ha detto Eric Feron, professore di aeronautica e astronautica del Georgia Tech - Ma ciò che più colpisce è la tecnologia dietro a tutto ciò. In una parola, la macchina insegna a se stessa come farlo guardando il volo di un pilota esperto. Ciò è impressionante".Durante il volo, parte della strumentazione risiede a bordo, parte a terra. Insieme, esse monitorano continuamente la posizione, la direzione, l'orientamento, la velocità e l'autorotazione dell'elicottero in più dimensioni. Il sistema a terra elabora i dati, svolge velocemente i necessari calcoli e comunica via radio le nuove indicazioni di volo all'elicottero per ben 20 volte al secondo.

Sul velivolo ci sono accelerometri, giroscopi e magnetometri. Questi ultimi utilizzano il campo magnetico terrestre per capire in che direzione è puntato l'elicottero. La posizione esatta è determinata con un GPS e/o con una telecamere a terra ma con un velivolo più grande, tutto potrebbe stare a bordo, specificano gli scienziati.

Molteplici sono i campi in cui una simile scoperta potrebbe trovare applicazione: ricerca delle mine, mappatura degli incendi in tempo reale e molte altre. "Per affidarci a simili strumenti in missioni reali dobbiamo disporre di esemplari molto robusti e particolarmente affidabili, che possano volare meglio di quanto non potrebbe fare il miglior pilota del mondo", ha riferito il docente. Il lavoro della Stanford, secondo il luminare, è stato un enorme passo avanti proprio in questa direzione.

Marco Valerio Principato

(fonte immagine)
23 Commenti alla Notizia Quando il robot impara a volare
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  • si va verso cio che e ' raccontato nei film di terminator macchine che autoapprendono e magari un giorno si rivolteranno contro la razza piu' dannosa del pianeta.. l ' uomo. E' incredibile come anche la fantascienza piu' estrema sta diventando quasi attuale.
    non+autenticato
  • Se per "fare acrobazie" si intende volare in tondo, andare a destta e sinistra come un'antra ubriaca, volare sbilenchi tentando di non schiantarsi ed infine, puntare altrove la telecamera per non far vedere che si schianta... allora, si l'elicotterino "fa acrobazie".
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > Se per "fare acrobazie" si intende volare in
    > tondo, andare a destta e sinistra come un'antra
    > ubriaca, volare sbilenchi tentando di non
    > schiantarsi ed infine, puntare altrove la
    > telecamera per non far vedere che si schianta...
    > allora, si l'elicotterino "fa
    > acrobazie".


    evidentemente non hai capito nulla di quelle acrobazie....
    un volo rovesciato con un elicottero o avvitamenti multipli (verticali e orizzontali), nonchè gli stazionamenti a 90° non sono certo un "volare sbilenchi".....
    per te magari che non ne capisci una cippa di elicotteri e di fisica, si, è uno volo sbilenco... per chi fa quelle manovre avendo per tutto il tempo il pieno controllo del velivolo, sono un pelo più complicate. ma giusto un pelo.
    non+autenticato
  • <flame on>
    Tu sei ingegnere aereonautico, giusto?
    <flame off>
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > <flame on>
    > Tu sei ingegnere aereonautico, giusto?
    > <flame off>

    no... ma sono comunque ingegnere.
    non+autenticato
  • attonito (per cosa poi), non concepisco per quale ragion d'essere ti ostini a "criticare" un progetto di tale rilevanza quando è più che palese che sei del tutto ignorante in merito. è chiaro che questo articolo non fa che stimolare la curiosità del lettore poiché ti introduce una notizia, la rende leggibile e decifrabile a tutti. Non ha senso che ti impunti su parole che non sono di un gergo tecnico specifico e ci costruisci la tua bella casetta di paglia..rileggiti un po' la storiella dei tre porcellini, che è perfetta per esorcizzare queste tue smanie da critico di sti'cca.
    E mettiti l'animo in pace, per carità.

    *G
    non+autenticato
  • WOW interessantissimo
    chi ha fatto un po' di studi a riguardo sa quanto sia difficile stabilizzare un controllo retroazionato per il volo dell'elicottero, anzi se le cose non sono cambiate ultimamente un controllo completo per il volo di un elicottero che sia stabile in retroazione non c'è. Sarei curioso di sapere come hanno fatto il controllore, se buttando i poli instabili molto lontano e facendo saltare di tanto in tando in una catena aperta. Mi metto alla ricerca di qualcosa a riguardo. cmq figata
    non+autenticato
  • "Durante il volo, parte della strumentazione risiede a bordo, parte a terra. Insieme, esse monitorano continuamente la posizione, la direzione, l'orientamento, la velocità e"

    Quindi il "cervello" sta a terra e i sensori a bordo del veicolo.
    Quando il cervello stara' a bordo del veicolo, allora si che sara' un veicolo autonomo, fino a quel punto, restera' una macchi radiocomandata da terra (ancorche da un sistema di IA)

    Forse non hanno messo il cervello a bordo perche' consuma come un ferro da stiro o pesa troppo... non so... comunque e' un passo avanti di sicuro verso l'automazione.
    non+autenticato
  • Non è esatto quello che dici.
    Radiocomandato per necessità di spazio a bordo. Comandato a distanza si, ma sempre da un calcolatore.. _non_ da un umano. Il che rende il radiocomando un bit differente da come siamo abituati ad intenderlo.
    non+autenticato
  • radiocomandato: comandato via radio.
    si veda: http://it.wikipedia.org/wiki/Radiocomando

    Che il "comandante" sia di carne o di silicio, non cambia il significato di "radiocomandato": se la gente capisce male, non e' colpa mia. Sorride
    non+autenticato
  • Non è esatto.
    La parte in cui il sistema è radiocomandato, riguarda la fase di training del sistema; cito l'articolo:
    'A "fine apprendimento", in totale autonomia, gli elicotteri dotati di nuovi skill hanno messo in scena un'esibizione entusiasmante, con manovre pericolosissime, alcune delle quali sono state realizzate addirittura meglio di quanto non sia riuscito a fare lo stesso esperto pilota.'

    A seguito di ciò, nella fase reale, quella di test, in cui si osserva e si analizza ciò che il sistema ha "appreso", senza alcun ausilio di un radiocomando esterno, esso ha tentato di riprodurre autonomamente ciò che "gli era stato mostrato".

    Ecco perché il titolo di questo commento è fuoriluogo: implica una ingenua ignoranza in merito alle basi del machine learning.
    non+autenticato
  • > Forse non hanno messo il cervello a bordo perche'
    > consuma come un ferro da stiro o pesa troppo...
    > non so... comunque e' un passo avanti di sicuro
    > verso
    > l'automazione.
    Forse più semplicemente, trattandosi di una ricerca, hanno preferito evitare di investire in uno step (la miniaturizzazione) che probabilmente non ha alcun senso: una volta davanti ad un sistema in grado di pilotare un elicottero da 1mt il passo successivo sarà portarsi su dispositivi (magari anche 1:1) dove il problema dello spazio non sarà più un problema. Vedo scarsa utilità infatti nel fare un elicottero da 1mt completamente autonomo.
    non+autenticato
  • Poi prendono coscenza e con le pale iniziano ad ammazzare i loro costruttori ?
    non+autenticato
  • io ho gia un po paura... ghghgh
    non+autenticato
  • Il giorno che a bordo di un aereo di linea ci sarà un robot al posto del pilota manderò la mia copia robotica a bordo per farsi le vacanze...
    non+autenticato
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