mercoledì 10 settembre 2008

Firma digitale, falsificata? No, documenti alterati

Francesco Buccafurri è tra gli esperti che hanno individuato una falla potenziale nella firma digitale. Su PI spiega perché è sbagliato parlare di firma falsificata. L'attacco, peraltro, ha successo su diversi sistemi operativi

Roma - Qualche mese fa è stato divulgato attraverso un articolo su Panorama (numero 26, di giugno 2008) una recente indagine sulla firma digitale, che scopre una vulnerabilità del meccanismo utilizzato per generare e verificare i documenti firmati. Tale risultato è stato originariamente presentato nell'articolo A new Attack on Digital Segnature, autori Francesco Buccafurri, Gianluca Caminiti, e Gianluca Lax (Università di Reggio Calabria), apparso negli atti della "IEEE International Conference on the Applications of Digital Information and Web Technologies" (Agosto 2008). Sul sito www.unirc.it/firma possono essere trovate ulteriori notizie a riguardo.
Punto Informatico ha a suo tempo ripreso la notizia, attraverso un articolo di Diego Zanga, dal titolo: Firma digitale falsificata? È solo falsa la notizia. Svariati siti, successivamente, hanno riportato l'articolo di Zanga, che è quindi divenuto molto diffuso nel Web.
L'articolo tuttavia offre un quadro inesatto circa la natura del risultato, che, non per spirito polemico, ma solo per correttezza scientifica, ritengo opportuno correggere. Ciò soprattutto perché la descrizione di Zanga mortifica il valore del risultato scientifico e non chiarisce quale sia il problema che è stato affrontato.

Ma andiamo per ordine, descrivendo dapprima brevemente il risultato.
L'attacco, assolutamente mai documentato prima (inspiegabilmente Zanga nel suo articolo usa l'affermazione "anziano exploit" e si riferisce a presunti precedenti risultati sloveni di cui però nessuno ha traccia) si basa sulla considerazione che l'utente che firma un documento ne conosce il contenuto sulla base di ciò che è visualizzato sullo schermo del PC. Ovviamente, il documento (cioè il file) sottoposto a firma consiste dei bit di cui è composto, ma il significato del documento - che dipende dal modo con cui il documento è mostrato al sottoscrittore - dipende dal software usato per la sua decodifica. Quindi le informazioni che riguardano il tipo del documento (che dipende direttamente dal modo con cui le informazioni incluse nel documento sono codificate e, conseguentemente, dal formato del file e dal software capace di gestirlo) non sono prese in considerazione durante il processo di firma, e quindi non sono in nessun modo incluse nella busta crittografica.

Ad esempio consideriamo un utente che firma un file "contratto.bmp". Dopo l'applicazione della firma digitale a questo file verrà generata la busta crittografica in formato PKCS#7 che sarà salvata con nome contratto.bmp.p7m, perché il software di firma aggiunge l'ulteriore estensione.p7m al nome iniziale del file. Se l'utente estrae il documento dalla busta crittografica, il nome del file firmato è ottenuto da quello della busta dopo la rimozione della seconda estensione (.p7m), visto che l'informazione relativa al nome del file non è memorizzata nella busta. Di conseguenza il software di verifica non può rilevare una eventuale modifica fatta al nome del file. Nel caso in cui il file contratto.bmp.p7m sia (per errore o volontariamente) rinominato, ad esempio in contratto.htm.p7m, la procedura di verifica della firma ha ancora successo, ed il file è estratto e rinominato in contratto.htm.L'indipendenza della firma dal nome del file non è stata ritenuta mai una debolezza, in quanto relativamente al legame tra documento e firma, quest'ultima deve essere connessa solo ai bit contenuti nel documento. Ciò potrebbe non sembrare un rischio per la robustezza della firma digitale in quanto è prevedibile che una sequenza di bit significativa in un certo formato non lo è in un altro. Ad esempio, nel caso precedente, i bit del file contratto.bmp interpretati in formato HTML non producono alcun significativo risultato.
Alla base dell'attacco vi è la (palese) falsità di questa assunzione. Infatti, ovviamente, una prefissata sequenza di bit potrebbe essere interpretabile in formati differenti producendo contenuti molto diversi.
Vediamo come è realizzato l'attacco sul file bitmap considerato prima, supponendo che esso rappresenti il testo I. Con un editor esadecimale modifichiamo alcuni byte inserendo il tag HTML per l'apertura di commento (). Infine accodiamo il file HTML al file modificato dell'immagine. Il file risultante è visualizzato correttamente da un visualizzatore bitmap che mostra l'immagine I. Cambiando l'estensione da.bmp a.htm, il file verrà aperto dal browser che mostrerà il testo T anziché il testo I. Ciò avviene su qualsiasi Sistema Operativo che riconosce il tipo di file attraverso l'estensione, come Microsoft Windows, Linux/KDE, MacOsX, etc.

È da notare che l'approccio utilizzato è abbastanza generale. Infatti questa procedura di attacco è stata realizzata e testata, dagli autori del lavoro, con gli opportuni adattamenti, anche su altri formati quali.pdf,.tif,.ps,.rtf,.doc. È da notare che anche il formato.tif, ampiamente utilizzato nella conservazione sostitutiva, e suggerito come formato sicuro, può essere oggetto dell'attacco in questione. Si noti infatti che in generale i formati immagine sono considerati sicuri, in quanto non possono avere comportamenti dinamici derivanti dalla esecuzione di istruzioni (come invece accade per molti formati usati per i testi - primo fra tutti Word, che può includere macroistruzioni).

Cosa succede se Tizio firma il documento contratto.bmp e produce la busta crittografica con nome contratto.bmp.p7m? Poiché la firma è stata correttamente generata ed il documento non è stato alterato, il processo di verifica della firma ha ovviamente successo.
A questo punto si completa l'attacco semplicemente modificando il nome della busta crittografica da contratto.bmp.p7m a contratto.htm.p7m. Poiché la verifica della firma è fatta sulla base dei bit contenuti nella busta crittografica, che non contiene il nome del file, il cambio del nome del file non modifica l'esito della verifica. Infatti, la verifica effettuata sulla busta rinominata ha successo.

Ma cosa succede quando viene chiesto al software di verifica della firma di visualizzare il documento firmato? Se il sistema operativo riconosce il tipo di file sulla base dell'estensione, verrà automaticamente invocato il browser, in quanto il nome del documento "estratto" dalla busta è contratto.htm. Di conseguenza verrà visualizzato il testo T e non il testo I originariamente firmato da Tizio. Non siamo quindi di fronte ad una falsificazione di firma ma ad una alterazione di documento, quindi ad una tecnica che consente di realizzare falsificazioni di documenti informatici con una tecnica discretamente insidiosa. Si tenga conto anche del fatto che non è possibile stabilire quale dei due contenuti sia stato presentato all'utente all'atto dell'apposizione della firma. Pertanto tale tecnica potrebbe essere utilizzata anche per precostituire un ripudio.

Ribadiamo che l'attacco ha successo su qualsiasi Sistema Operativo che riconosce il tipo di file attraverso l'estensione, come Microsoft Windows, Linux/KDE, MacOsX, etc.
Cosa viene invece erroneamente affermato nell'articolo di Punto Informatico di Diego Zanga? Che il bug evidenziato "è di Windows". Cioè che il problema non riguarda la firma ma "il visualizzatore di Windows". E che Microsoft dovrebbe "correggere Windows". Poi si riferisce anche ad un non meglio identificato "software di verifica made in USA" che sarebbe responsabile della vulnerabilità in quanto non compliant con la normativa europea (leggere per credere).
In realtà, invece, l'attacco è stato testato con software europei, in particolare con il software ufficiale del CNIPA oltre che con software di verifica di certificatori accreditati.

Per quanto riguarda invece le affermazioni che riguardano il Sistema Operativo, come visto prima, l'attacco ha successo non solo su Windows (che per altro è il più diffuso SO per PC al mondo), ma anche con altri Sistemi Operativi come Linux/KDE, free BSD/KDE e MacOSX. In secondo luogo l'attacco "sfrutta" una caratteristica comune a molti Sistemi Operativi (in quelli Unix-like la cosa dipende dal window manager) - e non certo una debolezza del visualizzatore - per la quale il tipo di file viene riconosciuto attraverso l'estensione. Di per sé essa non è ritenuta una vulnerabilità né in contesto scientifico né in contesto commerciale. Non si può quindi affermare che ciò che documentiamo nel lavoro sia una vulnerabilità dei Sistemi Operativi (men che meno solo di Windows).
Infatti un sistema software è sicuro se non è possibile sfruttare sue debolezze intrinseche o sfruttare caratteristiche dell'ambiente in cui è eseguito per determinarne un comportamento malicious.

La vulnerabilità che abbiamo rilevato riguarda il sistema di firma (non certo gli algoritmi e gli hash utilizzati - cosa che non è mai stata affermata dagli autori del lavoro), in quanto sfruttando le (lecite) caratteristiche dei Sistemi Operativi (l'ambiente in cui è eseguito) è possibile determinare un comportamento malicious.

Per convincersi di questo è sufficiente considerare la seguente metafora. Se il 90% delle strade del mondo presenta dossi (o buche), e viene progettata un'autovettura che appena incontra un dosso esplode, e per evitare questo sarebbe sufficiente una minima modifica nel progetto dell'autovettura, il problema riguarda la strada o l'autovettura? La risposta è immediata. Le strade, nella metafora, sono i SO su cui sono elaborati i documenti. Quelli su cui ha successo l'attacco coprono forse più del 90% dei PC in uso. L'autovettura è il sistema di firma. Che si intende non soltanto gli algoritmi, ma il modo con cui li usiamo. Perciò busta, software di generazione e verifica, etc.
Cioè ciò che rende diversa la teoria dalla pratica, che alla fine è quella che riguarda tutti.

Francesco Buccafurri
F.B è Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria
96 Commenti alla Notizia Firma digitale, falsificata? No, documenti alterati
Ordina
  • Ahem la chicca sulla conservazione me l'ero persa:
    avendo dato DISPONIBILITA' al CNIPA per aiutarli, ha provveduto a segnalare loro che il problema in oggetto mette in pericolo la conservazione sostitutiva?
    (l'ho letto nella lettera a Panorama... Panorama non ha risposto al CNIPA ma vedo che ha provveduto lei, dando disponibilita')

    (ahem, gia' che c'e' gli chieda di che hanno discusso in ambito ETSI e come mai danno credito a Peter Rybar)

    E' solo una semplice domanda, dopotutto il 25/6/8 non ho avuto lumi in proposito: ha richiamo il CNIPA oppure no?

    Dopotutto in due mesi abbiamo scoperto che KDE non usa il magic number(ne e' valsa la pena)
    non+autenticato
  • "Gentile" Zanga,

    non ho intenzione di continuare il dibattito con lei, evidentemente inutile.
    Chiarisco, e con questo chiudo, solo alcune cose.

    1. il nostro risultato è valido, originale (vedi punto 2) e significativo (se il CNIPA intende fare qualcosa, come lei dice, questa ne è la dimostrazione -- sul discorso dei tempi tenga conto che non è per nulla banale modificare i sw di tutti i certificatori e la quasi totalità della NORMATIVA EUROPEA (fonte, membro ETSI), quindi dubito che la cosa si farà, probabilmente verranno adottate soluzioni diverse, che potrà capire quali sono, se si sforza un poco (fonte autorevole)).
    2. non esiste nessuno straccio di documento, nè scientifico, nè tecnico, nè condominiale, di Rybar o di altri in cui si documenta l'attacco prima della nostra divulgazione, in particolare prima della nostra comunicazione al CNIPA (avvenuta molto tempo prima della pubblicazione su Panorama) - è vero che la normativa Slovacca è l'unica ad prevedere già l'inclusione del mime-type nella busta, ma la prescrizione, come si legge nei documenti originali a firma di Rybar, è generica, non basata sulla conoscenza di attacchi concreti. Prova di questo è che l'HTML del nostro attacco è perfettamente compliant con la normativa slovacca (quindi Rybar non poteva avere in mente l'attacco). Seconda prova è che se Rybar avesse divulgato in ambito europeo l'attacco, il CNIPA e gli altri membri europei avrebbero affronatato il problema prima. Invece non lo hanno fatto.
    Inoltre le faccio osservare che nel nostro articolo pubblicato negli atti della conferenza, la normativa Slovacca è citata, quindi non ci dice nulla di nuovo, e nulla che possa invalidare originalità e significatività del risultato (senno' prima di lei i revisori del nostro articolo lo avrebbero osservato).
    3. il fatto che abbiamo realizzato l'attacco su formato TIFF è reale, ed è stato valutato estremamente significativo da un esperto di incontestabile valore, che lei conosce sicuramente, e che ha un ruolo di riferimento nel panorama nazionale sulla firma. A breve vi saranno evidenze di quello che dico (abbia qualche giorno di pazienza).
    4. Il fatto che l'attacco non funziona solo su Windows, non l'abbiamo capito dolo 2 mesi, ma subito. Tanto è vero che gliel'ho fato notare per mail e lei ha risposto che aveva sbagliato, perchè aveva confuso il nostro problema con un altro problema su cui stava lavorando. Lo stesso ha fatto circa il famigerato sw "made in USA", frase priva di fondamento. D'altra parte, indipendentemente dal SO, il problema non puo' essere attribuito ai visualizzatori, perchè i nostri BMP, TIFF, HTML sono perfettamente legali, per cui i rispettivi visualizzatori fanno il loro onesto lavoro. Solo che il suo errore ha continuato a girare impunemente per la Rete senza adeguato contraddittorio, quindi ho ritenuto giusto e utile chiarire le cose. Ringrazio la redazione di PI che con estrema correttezza, e senza alcuna insistenza da parte mia, mi ha concesso lo spazio per il chiarimento. Adesso non si innervososca più di tanto. Tra l'altro io le avevo chiesto di fare lei stesso una rettifica, ma non ha inteso farlo.
    5. sul suo blog potrà scrivere quello che vuole, ma sempre rispettando gli altri e senza offendere nessuno. Se mi accusa di dover riempire le giornate all'università rispondendo alle sue false argomentazioni, non solo dice una cosa che è mille miglia lontana dalla verità, ma dice una cosa altamente offensiva, in quanto mi accusa di non svolgere con serietà e correttezza il mio ruolo, quello per cui sono pagato e per il quale dedico mediamente 10 ore al giorno. E questo non puo' farlo.


    Come nota finale, se pensa possa accettare un mio consiglio, per il suo bene e per il bene delle riviste in cui scrive, prima di mandare un articolo, faccia un minimo di riflessione e di verifiche. Senno' poi è costretto ad offendere le persone.

    Buon lavoro



    - Scritto da: Diego
    > Ahem la chicca sulla conservazione me l'ero persa:
    > avendo dato DISPONIBILITA' al CNIPA per aiutarli,
    > ha provveduto a segnalare loro che il problema in
    > oggetto mette in pericolo la conservazione
    > sostitutiva?
    > (l'ho letto nella lettera a Panorama... Panorama
    > non ha risposto al CNIPA ma vedo che ha
    > provveduto lei, dando
    > disponibilita')
    >
    > (ahem, gia' che c'e' gli chieda di che hanno
    > discusso in ambito ETSI e come mai danno credito
    > a Peter
    > Rybar)
    >
    > E' solo una semplice domanda, dopotutto il 25/6/8
    > non ho avuto lumi in proposito: ha richiamo il
    > CNIPA oppure
    > no?
    >
    > Dopotutto in due mesi abbiamo scoperto che KDE
    > non usa il magic number(ne e' valsa la
    > pena)
    non+autenticato
  • Il problema di fondo è che l'implementazione della firma digitale è stata basata sull'idea che un software proprietario di cui sono noti solo sommariamente i meccanismi possa risolvere il problema.
    In palese contraddizione ai principi secondo i quali è stata concepita la crittografia asimmetrica.

    Un link per capire di cosa sto parlando:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Kerckhoffs%27_princip...
    certo l'affermazione non è stata fatta di recente e la sua revisione più famosa risale comunque a più di mezzo secolo fa. E ci si arriva anche ragionando a spanne se è per questo.

    Inutile dire su windows è possibile, su linux dipende, diciamo che in ogni caso l'applicativo dedicato, imposto, fa quel che vuole. Dovrebbe essere affidabile solo perchè nessuno ne conosce il codice?
    Non facciamo ridere. Non è questione di open source contro closed source.
    Basare l'affidabilita di un sistema crittografico sulla segretezza del suo funzionamento è un grave errore.

    Devo eccepire, tra l'altro, che AES, RSA, PGP ed ogni altro algoritmo hanno delle chiare stime dei limiti temporali di affidabilità (valutazione importante ma citata marginalmente nella documentazione ufficiale) eppure in linea teorica un bilancio "firmato" dovrebbe far fede all'infinito, come per il cartaceo. Il tutto con i noti problemi di querela di falso legati alla firma digitale.

    Le ragioni di questa scellerata soluzione adottata potrebbero essere tanto nella palese corruzione degli enti coinvolti quanto nell'incapacità dei loro vertici a comprendere le reali implicazioni delle loro azioni (personalmente opto per l'idiozia, l'incompetenza e la faciloneria ma è una opinione personale, indimostrabile, che lascia il tempo che trova), poco importa, ciò che è gravissimo è l'errore di fondo, che in ogni caso tra tante polemiche rimane immutato, ad oggi.

    Tacendo ovviamente sui gravissimi abusi che vengono perpetrati in sede fiscale e previdenziale attraverso simili dispositivi.

    Il problema di sicurezza evidenziato dal prof. Biuccafurri non è il solo errore commesso (le camere di commercio volevano accettare bilanci redatti in formato excel o word, ovvero documenti che potevano alterare automaticamente le informazioni contenute in essi alla sola apertura; ricordiamola questa idiozia) e diversi problemi di natura legale e pratica sono stati evidenziati ogni volta che è stato annunziato un nuovo dispositivo "telematico" ma le voci discordi sono state sempre ignorate o messe in disparte, compiacenti i vertici delle organizzazioni datoriali e di categoria (i cui rappresentanti erano in aperto conflitto d'interesse) e gli organi di stampa più acclamati.
    non+autenticato
  • Io ho da poco iniziato ad utilizzare GnuPG (per chi non lo conoscesse, è uno dei software che usano lo standard OpenPGP) col quale, grazie al sistema della cifratura asimmetrica, dato un documento da inviare, si riesce sia a cifrarlo che a firmarlo. Da quanto ho compreso, il problema riguarda (giustamente) soltanto i documenti firmati ma non crittografati (dato che, evidentemente, sarebbe impossibile modificare un documento cifrato). E perchè allora non risolvere alla radice anche crittografando il documento, oltre che firmarlo? Essendomi da poco avvicinato ai sistemi di cifratura, non vorrei mi sfuggisse qualcosa: come mai non viene fatto quanto ho detto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: newbie
    > Io ho da poco iniziato ad utilizzare GnuPG (per
    > chi non lo conoscesse, è uno dei software che
    [..]
    > oltre che firmarlo? Essendomi da poco avvicinato
    > ai sistemi di cifratura, non vorrei mi sfuggisse
    > qualcosa: come mai non viene fatto quanto ho
    > detto?

    la discussione non e' tanto sulla SOLUZIONE, perche' il CNIPA ha gia' detto, almeno durante la mia intervista che intende usare la soluzione Slovacca, inserendo il MIME-TYPE tra gli attributi firmati: io e Buccafurri avevamo proposto di salvere il nome del file ma non e' una idea tanto geniale Sorride (almeno la mia)
    Questo perche' poi serve anche la codifica del nome del file e quanto altro: inoltre una soluzione era gia' stata studiata (l'uso del MIME-TYPE appunto).

    La discussione verte altri puntiSorride
    I commenti qui ed altrove sono abbastanza ripetitivi:
    del tipo "se uso GNOME non si verifica" e "ma windows copre il 99% dell'installato", passando poi per "la mia ricerca e' svilita, mi scherniscono su interlex", a "la ricerca e' valida, ma la pericolosita' non c'e'"... etc

    Pero' tra poco avrai un'altra lista di esempi Sorride

    NB
    in termini generici, criptare non risolve il problema ma aumenta la dimensione del file ed impedisce a terzi di accedere al file (se non al proprietario del certificato pubblico con cui hai criptato il file): quindi non e' quel che si dice una soluzione valida.

    Tu firmi per dare la paternita' ad un file, cripti per renderlo leggibile ad una sola persona (e' un po semplicistico, ma spero renda l'idea).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Diego
    > NB
    > in termini generici, criptare non risolve il
    > problema ma aumenta la dimensione del file ed
    > impedisce a terzi di accedere al file (se non al
    > proprietario del certificato pubblico con cui hai
    > criptato il file): quindi non e' quel che si dice
    > una soluzione
    > valida.
    >
    > Tu firmi per dare la paternita' ad un file,
    > cripti per renderlo leggibile ad una sola persona
    > (e' un po semplicistico, ma spero renda
    > l'idea).

    Scusa l'insistenza ma, essendo un novizio di questo argomento, temo di non aver capito. Se io, come tu dici, cripto il documento e lo rendo illeggibile (e quindi inalterabile) a chiunque si volesse frapporre fra me, mittente, e il destinatario, non abbiamo raggiunto il nostro scopo, ossia la certezza che il contenuto di quel documento non possa essere modificato?
    non+autenticato
  • Il punto è che firmare un documento e cifrare un documento hanno due obbiettivi diversi. Firmando(solamente) un documento tu lasci la possibilità a chiunque di leggerlo ma allo stesso tempo dai la garanzia di essere tu ad aver scritto il documento. Se tu volessi distribuire online un tuo documento firmato che fai?
    non+autenticato
  • Il principio della firma digitale è garantire anche l'autenticità del documento ed il suo contenuto.

    Si possono fare bei guasti (truffe) se il contenuto visualizzato dal destinario è difforme.

    Metti caso che depositi un bilancio in passivo e "miracolosamente" viene registrato alla camera di commercio come in attivo. Una banca lo scarica quando chiedi un prestito e pensa che sei solvibile mentre non lo sei.

    Oppure firmi un contratto di acquisto mentre tutto il resto del mondo lo vedrà come contratto di vendita o le cifre sono dimezzate a seconda di chi lo legge...

    Sono prospettive a dir poco terrificanti e la legge in materia è molto carente.
    non+autenticato
  • > Scusa l'insistenza ma, essendo un novizio di
    > questo argomento, temo di non aver capito. Se io,
    > come tu dici, cripto il documento e lo rendo
    > illeggibile (e quindi inalterabile) a chiunque si
    > volesse frapporre fra me, mittente, e il
    > destinatario, non abbiamo raggiunto il nostro
    > scopo, ossia la certezza che il contenuto di quel
    > documento non possa essere
    > modificato?

    il problema di cui parliamo non rende il documento alterabile: al contrario il trucco e' su un documento che non e' alterabile Sorride
    non c'e' una falsificazione della firma, ma la firma vera di un documento truffaldino.

    la firma non viene in qualche modo "adulterata": la firma e' apposta su un documento che all'origine e' un documento con un "doppio contenuto" ... la frode nasce prima della firma, la firma sigilla la frode.

    In nessun caso la frode di cui parliamo si puo' realizzare se il documento in origine non e' "truffaldino": dunque proteggere il documento dopo la firma non serve Sorride

    In questo senso pero' la frode e' sciocca: non si puo' nascondere, perche' non esiste mezzo per evitare che il documento si possa verificare e la frode possa essere scoperta.

    Un esempio di frode difficile da dimostrare ed individurare e' se mi presento con un documento che ufficalmente sembra firmato da te: ma in realta' sono passato dal tuo commercialista, ti ho fregato smartcard e pin, in bella vista in qualche faldone. Fatto questo mettto tutto a posto, poi tra due anni mi ripresento con il documento firmato... se non mi colgono sul fatto, vai tu a dimostare che la firma e' frutto di un illecito.
    non+autenticato
  • In riferimento alle osservazioni dell'esperto Diego Zanga sulla pericolosità dell'attacco (che io non ritengo al momento essere alta, ma neppure trascurabile come lui si sforza di dimostrare in questo post), vorrei osservare che anche un falso informatico basato su macro-istruzioni (es. Word), che tanto ha preoccupato gli addetti ai lavori tanto da indurre il legislatore dapprima a limitare i formati (deliberazione CNIPA 51/2000 e norme sulla conservazione sostitutiva) e successivamente anche a sancire l'invalidità di siffatti documenti (Art. 3 comma 3 del DPCM del 13 gennaio del 2004) è rilevabile a posteriore con estrema semplicità. Cio' tra l'altro accade spesso nei falsi di documenti anche cartacei. Il problema è che una volta prodotti gli effetti illeciti (per esempio un indebito profitto) non è sempre facile rimettere le cose a posto, anche quando si rilevi il falso sul documento di un autore che magari ha preso il volo... Si pensi che il nostro "trucchetto" puo' essere usato anche su TIFF, adottato per legge nella conservazione sostitutiva... Mgarai in mezzo a migliaia di documenti, uno è corrotto... Non direi che sia il caso di minimizzare.

    Ma d'altra parte, lo stesso autore del post (Diego Zanga), che oggi ci tranquillizza cosi' tanto sull'asserita idiozia dell'attacco, qualche giorno fa, in una discussione pubblica (discussione in una lista che si puo' trovare con google), ha scritto qualcosa con un tono un po' diverso (un po' di coerenza logica non guasterebbe):


    "facciamo un esempio di truffa futura:
    Il formato XYZ viene inventato nel 2010 assieme al formato ABC.

    Ho un piano regolatore, della dimensione di 50 giga, in formato XYZ.

    La legge prescrive nel 2010 che il piano regolatore, sia archiviato su
    un server nazionale, <fuori dal comune> che lo ha preparato. Per
    archiviarlo e dargli validita' il documento va firmato con firma digitale.

    Un truffatore, si organizza in comune, e produce un file di 80 giga,
    in doppio formato XYZ e ABC, come per il "trucco" html+bmp.

    La variazione nel piano regolatore e' minima: un colore per un'area
    che trasforma il 2% della superficie descritta dal piano regolatore da
    terreno agricolo a terreno edificabile.

    Il file viene visualizzato, verificato, firmato. All'archiviazione il
    file viene
    "rinominato": dopo 11 anni, il trucco viene usato per edificare su terreno
    agricolo."

    scritto da Diego:
    > il problema di cui parliamo non rende il
    > documento alterabile: al contrario il trucco e'
    > su un documento che non e' alterabile Sorride
    >
    > non c'e' una falsificazione della firma, ma la
    > firma vera di un documento
    > truffaldino.
    >
    > la firma non viene in qualche modo "adulterata":
    > la firma e' apposta su un documento che
    > all'origine e' un documento con un "doppio
    > contenuto" ... la frode nasce prima della firma,
    > la firma sigilla la
    > frode.
    >
    > In nessun caso la frode di cui parliamo si puo'
    > realizzare se il documento in origine non e'
    > "truffaldino": dunque proteggere il documento
    > dopo la firma non serve
    > Sorride
    >
    > In questo senso pero' la frode e' sciocca: non si
    > puo' nascondere, perche' non esiste mezzo per
    > evitare che il documento si possa verificare e la
    > frode possa essere
    > scoperta.
    >
    > Un esempio di frode difficile da dimostrare ed
    > individurare e' se mi presento con un documento
    > che ufficalmente sembra firmato da te: ma in
    > realta' sono passato dal tuo commercialista, ti
    > ho fregato smartcard e pin, in bella vista in
    > qualche faldone. Fatto questo mettto tutto a
    > posto, poi tra due anni mi ripresento con il
    > documento firmato... se non mi colgono sul fatto,
    > vai tu a dimostare che la firma e' frutto di un
    > illecito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco Buccafurri
    > In riferimento alle osservazioni dell'esperto
    > Diego Zanga sulla pericolosità dell'attacco (che
    > io non ritengo al momento essere alta, ma neppure
    > trascurabile come lui si sforza di dimostrare in
    > questo post), vorrei osservare che anche un falso

    e' bassa non significa che e' trascurabile: io non trovo affatto strano che il CNIPA mi abbia detto che intende porre rimedio al problema (certo non trovo strano neanche che ad oggi non lo ha ancora fatto, ma forse ORA c'e' anche un'altro problema O NO?)


    [..]
    > autore che magari ha preso il volo... Si pensi
    > che il nostro "trucchetto" puo' essere usato
    > anche su TIFF, adottato per legge nella
    > conservazione sostitutiva... Mgarai in mezzo a

    storiella azzardata:
    io prima di buttarla su un post, mi preoccuperei di documentarla meglio o qua ripartiamo peggio di prima:
    la risposta del CNIPA a Panorama e' proprio sulla conservazione sostitutiva...

    ahem... che faccio se viene la guardia di finanza a guardare un documento, gli dico un'attimo che cambio l'estensione?
    o meglio ancora: scusa ma che frode metto inpiedi?
    GIS e contratti erano un argomento "tangibile", questo ... che roba e'?


    > Ma d'altra parte, lo stesso autore del post
    > (Diego Zanga), che oggi ci tranquillizza cosi'
    > tanto sull'asserita idiozia dell'attacco, qualche
    > giorno fa, in una discussione pubblica
    > (discussione in una lista che si puo' trovare con
    > google), ha scritto qualcosa con un tono un po'
    > diverso (un po' di coerenza logica non
    > guasterebbe):
    >
    >
    > "facciamo un esempio di truffa futura:
    > Il formato XYZ viene inventato nel 2010 assieme
    > al formato
    > ABC.


    ahem, una cosa che potrebbe accadere nel 2010 e' urgente?
    l'esempio <nuovo formato>, <piano regolatore con firma digitale> non e' previsto che capiti a breve...

    non c'e' un fisico li da voi che magari ci fa una lezione sullo spaziotempo cosi' capiamo chi si e' perso?

    NB sull'RcLug non hanno moderato tutti i post Sorride, mandare la gente a caccia di messaggi e' una cosa un po bizzarra...


    Ho pero' una domanda:
    esimio Professore, ancora non mi ha detto se ha richiamato il CNIPA per sapere quali informazioni ha reperito il CNIPA in ambito ETSI dopo la sua segnalazione
    non+autenticato
  • Scusate l'ignoranza se dico castronerie, ma mi chiedevo, non sarebbe posibile tagliare la testa al toro e fare così: ho un file chiamato contratto.doc, lo firmo e mi viene generato un file chiamato contratto.doc.p7m con una piccola header contenente il vero nome del file. Finito.
    non+autenticato
  • Ma questo

    Francesco Buccafurri
    F.B è Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria

    POTEVA METTERSI IN CONTATTO E FARSI SPIEGARE BENE IL PROBLEMA, avrebbe evitato di spargere tanto inchiostro e di fare una brutta figura prima di scrivere su Punto Informatico !

    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: 6C8SO1
    > Ma questo
    >
    > Francesco Buccafurri
    > F.B è Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle
    > Informazioni presso l'Università Mediterranea di
    > Reggio Calabria
    >
    >
    > POTEVA METTERSI IN CONTATTO E FARSI SPIEGARE BENE
    > IL PROBLEMA, avrebbe evitato di spargere tanto
    > inchiostro e di fare una brutta figura prima di
    > scrivere su Punto Informatico!

    Buccafurri cita e citava il CNIPA come riferimento:
    ente a cui e' stato segnalato il problema, Buccafurri non era riperibile fino alle 19.00 il giorno in questione, ma il CNIPA lo era(Buccafurri dimentica di citare tante e tante cose).In serata era un fatto noto che l'articolo di Panorama avrebbe avuto risposta dal CNIPA.
    Data la differenza tra la notizia su Panorama e la ricerca originale, il documento originale e' stato linkato. Su interlex si sono divertiti di piu' perche' hanno linkato il documento VUOTO che ancora oggi persiste nel sito della documentazione, e che originalmente doveva fornire spiegazioni.

    Il CNIPA ha segnalato che il problema e' grave quanto un raffreddore(fatto ovvio): detto questo il CNIPA ha fornito anche segnalazione su come Peter Rybar abbia individuato prima il problema.
    Ovviamente ha anche segnalato che il problema c'e': come riportato nell'articolo originale.

    Ancora oggi Buccafurri dice che non si capisce quale sia la fonte della notizia: e' scritto ovunque che la fonte e' il CNIPA. Bastava Buccafurri richiamasse, perche' la sua soggettiva idea su cosa e' pericoloso o non lo e', e' stata oggetto del divertimento su Interlex.

    Ad oggi usando Gnome il problema non sussiste, i fatti non sono certo cambiati, salvo aver appurato che KDE non segue piu' la "convenzione" del magic number: buono a sapersi, anche se per ora non sappiamo ancora che ne pensano quelli di KDE (vedo qualcuno settimana prossima).

    Detto questo: il paragone in termini di sicurezza fa pena, e' stato oltremodo ribadito da ogni fonte, e forse ti sfugge qual'e' l'unica dichiarazione ufficiale del CNIPA...
    http://www.cnipa.gov.it/HTML/rs/Lettera%20FP_PANOR...

    Il documento di Buccafurri non c'e' sul sito del CNIPA: c'e' solo panorama e questo gravissimo problema non viene segnalato a nessuno, mentre il richiamo a Panorma non e' una gentile risposta di cortesia...

    Dal punto di vista della ricerca era interessante, tanto da dedicargli 5 minuti, ma da quello della sicurezza non e' mai stato in alcuna forma oggettivamente pericoloso, ma si e' solo chiaccherato su possibili FUTURI problemi.

    Detto questo il titolo "per fortuna non mi ha sfidato a duello" non e' una frase citata per caso Sorride
    non+autenticato
  • Diego Zanga da una parte dice che il CNIPA dice che la cosa è poco piu' di uno starnuto, dall'altra dice che intende modificare la normativa (in particolare la deliberazione n. 4 del 2004, in materia di busta crittografica), in linea con quanto da noi suggerito. E' possibile che lo faccia, infatti, cosi' come mi aveva comunicato il CNIPA non appena avevo segnalato la nostra indagine. L'adeguamento della busta con l'inclusione del mime-type negli attributi firmati della busta dovrebbe chiaramente essere corredata dalla modifica dei sw di verifica e generazione della firma, e di quasi tutta la normativa europea. Se questo è uno starnuto!

    - Scritto da: Diego
    > - Scritto da: 6C8SO1
    > > Ma questo
    > >
    > > Francesco Buccafurri
    > > F.B è Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle
    > > Informazioni presso l'Università Mediterranea di
    > > Reggio Calabria
    > >
    > >
    > > POTEVA METTERSI IN CONTATTO E FARSI SPIEGARE
    > BENE
    > > IL PROBLEMA, avrebbe evitato di spargere tanto
    > > inchiostro e di fare una brutta figura prima di
    > > scrivere su Punto Informatico!
    >
    > Buccafurri cita e citava il CNIPA come
    > riferimento:
    > ente a cui e' stato segnalato il problema,
    > Buccafurri non era riperibile fino alle 19.00 il
    > giorno in questione, ma il CNIPA lo
    > era(Buccafurri dimentica di citare tante e tante
    > cose).In serata era un fatto noto che l'articolo
    > di Panorama avrebbe avuto risposta dal CNIPA.
    >
    > Data la differenza tra la notizia su Panorama e
    > la ricerca originale, il documento originale e'
    > stato linkato. Su interlex si sono divertiti di
    > piu' perche' hanno linkato il documento VUOTO che
    > ancora oggi persiste nel sito della
    > documentazione, e che originalmente doveva
    > fornire
    > spiegazioni.
    >
    > Il CNIPA ha segnalato che il problema e' grave
    > quanto un raffreddore(fatto ovvio): detto questo
    > il CNIPA ha fornito anche segnalazione su come
    > Peter Rybar abbia individuato prima il
    > problema.
    > Ovviamente ha anche segnalato che il problema
    > c'e': come riportato nell'articolo
    > originale.
    >
    > Ancora oggi Buccafurri dice che non si capisce
    > quale sia la fonte della notizia: e' scritto
    > ovunque che la fonte e' il CNIPA. Bastava
    > Buccafurri richiamasse, perche' la sua soggettiva
    > idea su cosa e' pericoloso o non lo e', e' stata
    > oggetto del divertimento su
    > Interlex.
    >
    > Ad oggi usando Gnome il problema non sussiste, i
    > fatti non sono certo cambiati, salvo aver
    > appurato che KDE non segue piu' la "convenzione"
    > del magic number: buono a sapersi, anche se per
    > ora non sappiamo ancora che ne pensano quelli di
    > KDE (vedo qualcuno settimana
    > prossima).
    >
    > Detto questo: il paragone in termini di sicurezza
    > fa pena, e' stato oltremodo ribadito da ogni
    > fonte, e forse ti sfugge qual'e' l'unica
    > dichiarazione ufficiale del
    > CNIPA...
    > http://www.cnipa.gov.it/HTML/rs/Lettera%20FP_PANOR
    >
    > Il documento di Buccafurri non c'e' sul sito del
    > CNIPA: c'e' solo panorama e questo gravissimo
    > problema non viene segnalato a nessuno, mentre il
    > richiamo a Panorma non e' una gentile risposta di
    > cortesia...
    >
    > Dal punto di vista della ricerca era
    > interessante, tanto da dedicargli 5 minuti, ma da
    > quello della sicurezza non e' mai stato in alcuna
    > forma oggettivamente pericoloso, ma si e' solo
    > chiaccherato su possibili FUTURI
    > problemi.
    >
    > Detto questo il titolo "per fortuna non mi ha
    > sfidato a duello" non e' una frase citata per
    > caso
    > Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco Buccafurri
    > Diego Zanga da una parte dice che il CNIPA dice
    > che la cosa è poco piu' di uno starnuto,

    qualcuno ha scritto a Panorama? il CNIPA forse?
    parlava di problemi gravi? urgenti? noooooooooooAnnoiato

    un esempio di problema urgente?: quando hanno beccato il problema sui DNS non l'hanno pubblicato hanno fatto una patch, poi hanno cominciato a parlarne.

    Ad oggi il CNIPA non lo ha corretto urgentemente: a me hanno detto che lo correggono comunque Sorride

    Ora ti svelo come funziona un'intervista: parlo con un uno, gli chiedo CONFERME, quindi scrivo... se me mi piacesse la fuffa, non avrei telefonato 4 volte nell'ufficio dove nessuno ha risposto presso il dipartimento di blah blah blah dell'universita' di reggio, prima di proporre l'articolo per la pubblicazione.

    Hai richiamato il CNIPA o no, per sapere se a fronte della segnalzione aveva avuto dei riscontri?
    non+autenticato
  • aggiungo che il discorso di Rybar è privo di fondamento,

    Per chi dovesse essere interessato a questa (insignificante) questione, puo' consultare

    1. il nostro sito www.unirc.it

    2. Il link dallo stesso Zanga citato, leggendo pero' tutti i commenti:
    http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutt...


    3. Il sito polacco:
    http://ipsec.pl/podpis-elektroniczny/2008/atak-na-...


    Inviterei Zanga, piuttosto che fare polemiche scoordinate ed infondate, di farmi notare eventuali errori del mio articolo di Punto Informatico, cosi' come ho fatto io del suo articolo.


    - Scritto da: Diego
    > - Scritto da: 6C8SO1
    > > Ma questo
    > >
    > > Francesco Buccafurri
    > > F.B è Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle
    > > Informazioni presso l'Università Mediterranea di
    > > Reggio Calabria
    > >
    > >
    > > POTEVA METTERSI IN CONTATTO E FARSI SPIEGARE
    > BENE
    > > IL PROBLEMA, avrebbe evitato di spargere tanto
    > > inchiostro e di fare una brutta figura prima di
    > > scrivere su Punto Informatico!
    >
    > Buccafurri cita e citava il CNIPA come
    > riferimento:
    > ente a cui e' stato segnalato il problema,
    > Buccafurri non era riperibile fino alle 19.00 il
    > giorno in questione, ma il CNIPA lo
    > era(Buccafurri dimentica di citare tante e tante
    > cose).In serata era un fatto noto che l'articolo
    > di Panorama avrebbe avuto risposta dal CNIPA.
    >
    > Data la differenza tra la notizia su Panorama e
    > la ricerca originale, il documento originale e'
    > stato linkato. Su interlex si sono divertiti di
    > piu' perche' hanno linkato il documento VUOTO che
    > ancora oggi persiste nel sito della
    > documentazione, e che originalmente doveva
    > fornire
    > spiegazioni.
    >
    > Il CNIPA ha segnalato che il problema e' grave
    > quanto un raffreddore(fatto ovvio): detto questo
    > il CNIPA ha fornito anche segnalazione su come
    > Peter Rybar abbia individuato prima il
    > problema.
    > Ovviamente ha anche segnalato che il problema
    > c'e': come riportato nell'articolo
    > originale.
    >
    > Ancora oggi Buccafurri dice che non si capisce
    > quale sia la fonte della notizia: e' scritto
    > ovunque che la fonte e' il CNIPA. Bastava
    > Buccafurri richiamasse, perche' la sua soggettiva
    > idea su cosa e' pericoloso o non lo e', e' stata
    > oggetto del divertimento su
    > Interlex.
    >
    > Ad oggi usando Gnome il problema non sussiste, i
    > fatti non sono certo cambiati, salvo aver
    > appurato che KDE non segue piu' la "convenzione"
    > del magic number: buono a sapersi, anche se per
    > ora non sappiamo ancora che ne pensano quelli di
    > KDE (vedo qualcuno settimana
    > prossima).
    >
    > Detto questo: il paragone in termini di sicurezza
    > fa pena, e' stato oltremodo ribadito da ogni
    > fonte, e forse ti sfugge qual'e' l'unica
    > dichiarazione ufficiale del
    > CNIPA...
    > http://www.cnipa.gov.it/HTML/rs/Lettera%20FP_PANOR
    >
    > Il documento di Buccafurri non c'e' sul sito del
    > CNIPA: c'e' solo panorama e questo gravissimo
    > problema non viene segnalato a nessuno, mentre il
    > richiamo a Panorma non e' una gentile risposta di
    > cortesia...
    >
    > Dal punto di vista della ricerca era
    > interessante, tanto da dedicargli 5 minuti, ma da
    > quello della sicurezza non e' mai stato in alcuna
    > forma oggettivamente pericoloso, ma si e' solo
    > chiaccherato su possibili FUTURI
    > problemi.
    >
    > Detto questo il titolo "per fortuna non mi ha
    > sfidato a duello" non e' una frase citata per
    > caso
    > Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco Buccafurri
    > aggiungo che il discorso di Rybar è privo di
    > fondamento,
    >
    > Per chi dovesse essere interessato a questa
    > (insignificante) questione, puo'
    > consultare

    1) Esimio prof. del dipartimento dell'universita', della citta', etc etc:
    ha richiamato il CNIPA o no, per sapere se a fronte della segnalazione aveva avuto dei riscontri?

    2) ahem... cosa c'e' sul sito polacco?

    NB
    Peter Rybar e' Slovacco cosi', la NSA per cui ha prodotto i documenti datati 2007 e' Slovacca: e' un refuso il sito Polacco o c'e' davvero qualcosa di utile sul sito?

    http://www.nbusr.sk/en/electronic-signature/approv...
    non+autenticato
  • Ma Diego Zanga coincide con naarani, che nel suo blog:
    http://209.85.135.104/search?q=cache:s8i6D0aPUckJ:...

    ha scritto piu' o meno le stesse cose di questo post (ma con maggiore apparente nervosismo) con in piu' l'offesa nei miei confronti sulla mia serietà professionale?
    Il titolo del blog è infatti:
    Come rimpiere le giornate in universita'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco Buccafurri
    > Ma Diego Zanga coincide con naarani, che nel suo
    > blog:
    > http://209.85.135.104/search?q=cache:s8i6D0aPUckJ:
    >
    > ha scritto piu' o meno le stesse cose di questo
    > post (ma con maggiore apparente nervosismo) con
    > in piu' l'offesa nei miei confronti sulla mia
    > serietà professionale?
    > Il titolo del blog è infatti:
    > Come rimpiere le giornate in universita'.

    e' il bello di avere un blog: ci scrivo quello che mi pare e poi tocca usare i forum furi blog per i commenti
    non+autenticato
  • senta, perchè nel blog non prova a scrivere
    quello che mi ha scritto il 28 giugno 2008:

    "Le segnalo anche che non ho sotto mano una dichiarazione ufficiale di
    Peter Rybar, che per quanto ho avuto modo di verificare ha
    "IPOTIZZATO" il problema da voi DIMOSTRATO (in Slovacchia e di li in
    ambito ETSI(?) e FESA), ma le posso assicurare che tra l'altro Rybar
    non ha messo in discussione il fatto che il lavoro da voi svolto sia
    appunto VOSTRO e frutto del VOSTRO ingegno."


    forse non fa una bella figura....
    - Scritto da: Diego
    > - Scritto da: Francesco Buccafurri
    > > Ma Diego Zanga coincide con naarani, che nel suo
    > > blog:
    > >
    > http://209.85.135.104/search?q=cache:s8i6D0aPUckJ:
    > >
    > > ha scritto piu' o meno le stesse cose di questo
    > > post (ma con maggiore apparente nervosismo) con
    > > in piu' l'offesa nei miei confronti sulla mia
    > > serietà professionale?
    > > Il titolo del blog è infatti:
    > > Come rimpiere le giornate in universita'.
    >
    > e' il bello di avere un blog: ci scrivo quello
    > che mi pare e poi tocca usare i forum furi blog
    > per i
    > commenti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco Buccafurri
    > senta, perchè nel blog non prova a scrivere
    > quello che mi ha scritto il 28 giugno 2008:
    >
    > "Le segnalo anche che non ho sotto mano una
    > dichiarazione ufficiale
    > di
    > Peter Rybar, che per quanto ho avuto modo di
    > verificare
    > ha
    > "IPOTIZZATO" il problema da voi DIMOSTRATO (in
    > Slovacchia e di li
    > in
    > ambito ETSI(?) e FESA), ma le posso assicurare
    > che tra l'altro
    > Rybar
    > non ha messo in discussione il fatto che il
    > lavoro da voi svolto
    > sia
    > appunto VOSTRO e frutto del VOSTRO ingegno."

    ero impegnato a discutere di cose stupide, come il livello di pericolosita'

    il blog conteneva un post di puro diverimento, che era gia' stato cestinato Sorride
    dato che ->qualcuno<- ha linkato il contenuto della cache di google mi e' sembrato cortese rimettere il post originale Sorride


    > senta, perchè nel blog non prova a scrivere

    e' una richiesta che mi costa poco...
    sara' aggiornato in nottata
    non+autenticato
  • > il blog conteneva un post di puro diverimento,
    > che era gia' stato cestinato
    > Sorride
    > dato che ->qualcuno<- ha linkato il contenuto
    > della cache di google mi e' sembrato cortese
    > rimettere il post originale
    > Sorride


    non credo che lei si
    possa divertire offendendo le persone.
    Quando vuole venire a verificare se rubo
    o no lo stipendio faccia pure,
    o lo faccia tramite i suoi innumerevoli contatti.
    Ma non si permetta di insinuare che riempio
    le giornate rispondendo alle sue false affermazioni
    (anche se effettivamente avrei voluto
    dedicare quel tempo ad altra piu' construttiva
    attività, ma ahime' sonon stato costretto).

    Ho linkato la cache come chiunque altro avrebbe potuto fare. Il post è rimasto abbastanza per essere diffuso,
    letto da molti e "cachato". Quindi ha sortito il suo obiettivo offensivo, cosi' come il successivo sulla conservazione sostitutiva, che provava addirittura a mettermi in ridicolo.

    Vedo che ora ha messo un post molto più equilibrato.
    Forse ci avremmo guadagnato tutti (lei in immagine, io in tempo) se il suo atteggiamento fosse stato questo sin dall'inizio.


    >
    >
    > > senta, perchè nel blog non prova a scrivere
    >
    > e' una richiesta che mi costa poco...
    > sara' aggiornato in nottata
    non+autenticato
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