Roma - Puntano agli
altri tre miliardi, mirano alla popolazione disconnessa. Lo fanno con una costellazione di 16 satelliti: Google, il colossale provider nonché media company
Liberty Global, il gruppo bancario HSBC, la banca d'affari Allen & Co., uniti in
O3B Networks (O3B,
Other 3 Billion) intendono colmare il digital divide fornendo connettività a basso costo ai paesi emergenti.
Dall'Asia all'America Latina, dall'Africa alle isole dell'Oceania: sono numerosissime le
aree geografiche isolate rispetto all'infrastruttura globale che innerva il mondo ricco. Si sopperisce all'esigenza di connettività
a mezzo rete mobile, ci si arrabatta con costose connessioni satellitari, auspicando che proiettarsi in rete
permetta di proiettarsi verso un futuro di sviluppo.
O3B si pone l'obiettivo di
accelerare questo processo:
ha commissionato a Thales Alenia la costruzione di 16 satelliti low-earth orbit che
offriranno collegamenti a bassa latenza che potranno raggiungere i 10 Gbps. Potranno garantire connettività alimentando l'infrastruttura WiMax installata a terra, potranno sostituirsi alla rete 3G e alla rete in fibra in caso di disservizi.
Promettono di rivoluzionare la struttura economica delle TLC nei paesi raggiunti
vendendo connettività a basso costo ai provider locali, che ora propongono ai propri utenti tariffe
inaccessibili. "I provider compreranno accesso a Internet a un costo più basso e venderanno a un prezzo più basso -
ha annunciato Greg Wyler, fondatore di O3G - La competizione livellerà i prezzi, finché sarà una competizione aperta e onesta". "Il prezzo della banda si abbatterà del 95 per cento sui mercati raggiunti",
rilancia Larry Adler, responsabile di Google per il progetto.
Sono già stati messi sul piatto 43 milioni di euro: ne servono altri 400 per portare a termine il progetto e per dargli il via, nel 2010. Google ha comunicato che il piano perseguito da O3B si concilia appieno con la missione che Mountain View sta portando avanti nei paesi emergenti: la Grande G
sta allungando tentacoli di fibra verso l'Asia e verso la costa occidentale dell'Africa.
Si profila un'indubbia
opportunità per Google: tre miliardi di utenti sono in attesa.
Gaia Bottà