lunedì 15 settembre 2008

Stallman: sperando che Chrome cambi rotta

Guido Iodice intervista Richard Stallman su libertà e condivisione, sui driver proprietari e su Google Chrome e sui sistemi operativi aperti pre-installati sui computer in vendita. XO? Meglio un Lemote

Stallman: sperando che Chrome cambi rottaRoma - Guido Iodice: Mr. Stallman, il progetto GNU ha 25 anni e i nostri lettori conoscono bene la sua storia. Hai detto: "Il mondo libero è un nuovo continente nel cyberspazio". Nel 1983, avresti immaginato che questo continente sarebbe cresciuto così tanto? Quali sono gli obiettivi più importanti nel movimento del software libero oggi?
Richard Stallman: Nel 1983 non ho cercato di prevedere cosa sarebbe successo dopo il completamento del sistema GNU.
Ho pensato attentamente sulle principali difficoltà nello sviluppo del sistema, ma non ho tentato di anticipare cosa sarebbe successo dopo, come gli ostacoli che le società del software proprietario avrebbero posto sul nostro cammino, o che avremmo incominciato ad influenzare la legislazione in alcuni paesi. E così non ho mai immaginato che qualcun'altro avrebbe aggiunto l'ultimo pezzo e la maggior parte delle persone avrebbe dato a lui il merito per il tutto. (Stallman si riferisce al kernel Linux e al fatto che la maggioranza delle persone immagina che l'intero sistema sia opera di Linus Torvalds, nda).

Oggi GNU/Linux è un sistema operativo libero completo, ma ci sono migliaia di "distribuzioni" differenti, la maggior parte delle quali non sono libere: esse includono o indirizzano la gente verso i programmi non liberi. Di conseguenza, la maggior parte degli utenti di GNU/Linux non ha raggiunto del tutto il mondo libero. La maggior parte di loro non sta cercando di raggiungere il mondo libero e non conosce nemmeno la sua esistenza: nessuno ha mai suggerito loro che c'è una questione di libertà in gioco.
Questo perché la maggior parte della discussione sul sistema GNU/Linux non parla di libertà. Le società coinvolte in GNU/Linux preferiscono parlare di vantaggi pratici, piuttosto che di etica. Molte di loro usano il termine "open source", che è stato promosso come un modo di evitare il tema della libertà degli utenti. Leggete qui.

GI: Alcuni sostenitori di GNU/Linux e del software libero pensano che le copie non autorizzate del software proprietario (largamente diffuse nel nostro Paese) siano un freno alla diffusione del software libero. Quando la polizia colpisce chi usa tali copie non autorizzate, questi attivisti se ne dicono felici, pensando: "Bene, ora questi utenti di Windows crackato installeranno software libero". È davvero così?
RS: A livello tattico la loro conclusione è logica: se ci fosse maggiore difficoltà a copiare Windows, sarebbe più costoso da usare, e il prezzo dirotterebbe alcuni utenti verso GNU/Linux e altri sistemi liberi.
Se il mero incremento dell'uso di questi sistemi fosse il nostro scopo finale, sarebbe razionale applaudire la repressione della condivisione del software non libero.
Ma questo modo di pensare è amorale. Noi non dobbiamo applaudire un atto di repressione, anche se pensiamo che sia controproducente e indirizzi le persone verso la ribellione.
L'idea basilare del movimento per il software libero è che impedire alla gente di condividere e cambiare il software sia un'ingiustizia. Quando la polizia colpisce qualcuno a causa della condivisione, commette un'ingiustizia. Non dobbiamo dire che è una cosa buona!
Se riesci a copiare Windows, ciò non significa che sia effettivamente software libero. Non hai anche il codice sorgente, quindi non puoi cambiarlo. Non puoi eliminare le sue caratteristiche malevoli (sorveglianza, restrizioni per l'utente, nonché backdoors, e ce ne possono essere altre che non conosciamo).

Non dobbiamo applaudire la repressione, ma possiamo parlarne. Quando la polizia colpisce qualcuno a causa della condivisione, noi dovremmo dire: "Attento, se usi copie proibite di Windows, i bulli della Microsoft ti possono prendere e attaccare. Fuggi da Windows, fuggi da Mac OS, fuggi dal software non libero e unisciti a noi nel Mondo Libero!"

GI: Alcuni giorni fa Google ha rilasciato un web browser, Google Chrome. Il suo codice sorgente è software libero (qui la licenza), ma i binari sono sotto una licenza restrittiva. Electronic Frontier Foundation ha parlato dei pericoli per la privacy per chi usa Chrome. Qual è la tua opinione?
RS: La licenza di quei binari è inaccettabile per diverse ragioni. Per esempio dice che dai a Google il diritto di cambiare il tuo software e richiede che accetti qualsiasi cambiamento Google decida di imporre. Proibisce il reverse engineering. E inoltre usa il termine "proprietà intellettuale", un termine propagandistico, tendenzioso, che confonde (si veda http://www.gnu.org/philosophy/not-ipr.it.html sul perché questo termine non dovrebbe essere usato).

Non si dovrebbero accettare questi vincoli.
Google sta seguendo i passi di Firefox. Firefox ha fatto questo sin dalla sua prima apparizione: il codice sorgente è libero, ma i binari rilasciati dalla Mozilla Foundation sono forniti con una licenza per l'utente finale (EULA) inaccettabile.

(NdA: nella prossima versione di Ubuntu, per rispettare i termini di Mozilla Foundation, gli utenti potrebbero essere costretti a cliccare in un form per accettare l'EULA di Mozilla. Ma dovrebbe essere possibile comunque installare una versione de-brandizzata di Firefox che non richiede questa cosa, francamente ridicola)

GI: Il progetto GNU rilascierà un browser completamente libero basato sul sorgente di chromium.org, così come GNU IceCat è basato sul codice di Firefox? Se no, pensi che una versione completamente libera di Chrome sarebbe una buona cosa?
RS: Spero che qualcuno distribuirà dei binari liberi fatti con il codice sorgente di Chrome. C'è chi lo ha fatto con Firefox per anni. Non c'è bisogno che a farlo sia il progetto GNU.
La ragione per la quale abbiamo sviluppato GNU IceCat da Firefox è più specifica. Le varianti libere di Firefox rilasciate da altri, con nomi come IceWeasel e BurningDog, già evitano l'EULA dei binari di Firefox. Ma Firefox ha un altro problema: offre l'installazione di plug-in non liberi. I nostri principi dicono che non possiamo offrire o raccomandare software non libero. Abbiamo sviluppato IceCat per offrire solo plug-in liberi e non menzionare quelli non liberi. Non so se Chrome abbia questo tipo di problemi.

GI: Google sembra essere una società dai due volti. Aiuta la comunità e gli sviluppatori di software libero (attraverso donazioni o strumenti come Google code) ma non accetta la GNU Affero GPL e utilizza EULA problematiche per la privacy. Qual è il tuo punto di vista su Google?
RS: Google fa cose buone, neutrali e cattive. Distribuisce programmi non liberi, incluso il client Google Earth e i Javascript usati per Google Docs ed altri servizi. Questo è senz'altro negativo.
Penso sia utile giudicare queste attività separatamente, nel caso di Google o altre società le cui attività includono cose buone e cattive.

GI: Alcuni produttori di hardware si stanno spostando su driver liberi (ad esempio Atheros adesso ha un suo driver libero "ufficiale"). È una vittoria per il movimento del software libero?
RS: È un importante passo in avanti. Non so in che misura il movimento possa pretenderne i meriti.

GI: Cosa pensi del "Position Statement on Linux Kernel Modules" firmato da alcuni sviluppatori del kernel Linux?
RS: Non ne so nulla.

GI: E rispetto agli accordi di non divulgazione sull'hardware (NDA)? Uno sviluppatore di driver potrebbe sottoscrivere un NDA sulle specifiche hardware se esso gli permettesse di scrivere un driver libero?
RS: Nel caso specifico, penso sia un male minore giustificabile, poiché il rilascio del driver libero rende pubbliche le informazioni sull'hardware di cui abbiamo davvero bisogno. In effetti, il male minore è usato per fare qualcosa di buono che in gran parte cancella le conseguenze di questo male.

GI: Alcuni produttori di pc vendono i loro computer con un sistema GNU/Linux preinstallato sul mercato di massa. È un bene?
RS: È un passo nella direzione giusta, ma questi sistemi preinstallati non sono liberi. Contengono programmi proprietari. Alcuni di questi sistemi non partono finché l'utente non accetta l'EULA per il software non libero. Non accettate l'EULA.
È meglio prendere una macchina con un sistema GNU/Linux non libero preinstallato, piuttosto che una con Windows o Mac OS. Ma non dovreste usare effettivamente questi sistemi non liberi. Installate un sistema GNU/Linux interamente libero sulla macchina e utilizzatela in questo modo.

GI: So che hai un OLPC XO
RS: XO era sconveniente per diversi motivi, ma l'ho adottato ugualmente perché ha un BIOS libero. Al momento della mia decisione ogni altro laptop aveva un BIOS proprietario ed ero disposto ad accettare alcuni problemi pratici pur di sfuggire ad essi.
Ma appena ho finito di migrare a XO, Negroponte ha annunciato che le future versioni sarebbero state progettate per Windows. Così mi sono sentito obbligato a spiegare a tutti quelli che vedevano l'XO che io non appoggiavo il progetto OLPC.
Il mese seguente ho trovato una società cinese, Lemote, che costruisce macchine che non hanno software non libero, almeno per ciò che ne sappiamo, e che non supportano Windows.
Così adesso uso una macchina Lemote. È un prototipo ed ha alcuni inconvenienti ma non mi vergogno di promuoverla.

GI: Alcuni produttori, come Dell e Asus, invitano gli utenti ad "aggiornare" a Windows XP...
RS: Davvero dicono questo? Che tristezza. Anche per l'OLPC sarà facile l'"upgrade" a Windows. Mi attendo che Microsoft renderà semplice per i bambini ottenere copie di Windows da mettere nei loro XO.

GI: Un'ultima domanda, tecnica ma anche un po' filosofica. Ho provato a rimuovere alcune componenti GNU dal mio sistema GNU/Linux. È stata una pessima idea! Per esempio, se rimuovo glibc (detta anche libc6) ciò è distruttivo come un "rm -rf /".
RS: È un po' un'esagerazione. Se cancelli tutti i file sulla tua macchina, uno di questi è glibc.

GI: Sì, ma se rimuovo glibc con il mio gestore pacchetti (APT) tutti gli altri pacchetti (tranne quelli non-software) verranno rimossi, poiché glibc è la libreria fondamentale di GNU/Linux come altre libc sono le librerie fondamentali degli altri sistemi Unix-like. Poiché glibc è un componente principale di un sistema GNU/Linux, e glibc è software GNU, credo che "GNU/Linux" sia il nome corretto per ragione tecniche, oltre che storiche. Ho ragione?
RS: Sono d'accordo con questa affermazione, ma non vorrei basare l'intero argomento su glibc. Ci sono molti pacchetti GNU importanti in un sistema GNU/Linux.

PI: In altre parole, un sistema GNU/Linux è un sistema GNU che gira sul kernel Linux?
RS: Questo è fondamentalmente ciò che è. Naturalmente al giorno d'oggi ci sono migliaia di altri programmi a cui contribuiscono migliaia di sviluppatori e non voglio mancare di riconoscere l'importanza dei loro contributi.

GI: Quindi la domanda è: nonostante l'evidenza, perché alcune persone non sono d'accordo quando chiami l'intero sistema "GNU/Linux"?
RS: Non è razionale. La gente impara a chiamare il sistema "Linux" e costruisce una sua immagine del sistema e della sua storia a partire da questo. È un'immagine sbagliata, ma la gente vi si aggrappa e inventa delle ragioni per giustificarla. Leggete http://www.gnu.org/gnu/gnu-linux-faq.html per avere una lista di tali ragioni e le risposte.

a cura di Guido Iodice
Il blog di Guido Iodice
238 Commenti alla Notizia Stallman: sperando che Chrome cambi rotta
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  • basta con quest'intervista! ce l'avete fatte a peperini!
    è una settimana che leggo la stessa cosa dappertutto, basta!
    tra un po' la tradurrete pure in turco!

    una decina di domande banali se non addirittura idiote, stallman che risponde nella maniera più prevedibile possibile e pure le traduzioni!

    lo volete intervistare? andate a trovarlo a casa sua a roma o andate alla sapienza dove ogni tanto tiene discorsi

    volete intervistare chi vi pare? andate su freeprojects e fate domande a chi vi pare! sempre che siate capaci di non farvi mandare a quel paese!

    ma fatevi una vita perdenti!
    non+autenticato
  • Penso che questa intervista sia dimostrativa di quanto un atteggiamento radicale, quasi integralista, sia un legaccio anche quando si tratta della libertà.
    Usare codice libero al 100% impone restrizioni: sull'hardware da scegliere; sui software da utilizzare; sui contenuti che si possono usufruire.
    Per me la vera libertà è l'interoperabilità, poter scegliere fra software libero e chiuso senza limitazioni per l'uso che ne intendo fare.
    Ad oggi questo non è possibile perché molte aziende preferiscono vivere di rendita da posizione piuttosto che vincere in una vera competizione di mercato, massimizzando i guadagni alle spalle degli utenti.
    Bisogna dare il merito a Stallman che molta della libertà di cui godiamo oggi nel mondo del software la dobbiamo a lui.
    Bisogna anche dire che chi oggi vuole scegliere il software libero in modo radicale subisce pesanti limitazioni.
  • - Scritto da: caiodark
    > Penso che questa intervista sia dimostrativa di
    > quanto un atteggiamento radicale, quasi
    > integralista, sia un legaccio anche quando si
    > tratta della
    > libertà.
    > Usare codice libero al 100% impone restrizioni:
    > sull'hardware da scegliere; sui software da
    > utilizzare; sui contenuti che si possono
    > usufruire.
    > Per me la vera libertà è l'interoperabilità,
    > poter scegliere fra software libero e chiuso
    > senza limitazioni per l'uso che ne intendo
    > fare.

    Dovresti innanzitutto definire cosa intendi con la parola "uso", é da lì che derivano i problemi.
    Mi sembra che se vogliamo agire su una base di reciprocità
    e impedire, per esempio, che un programma a codice libero subisca restrizioni non desiderate da chi l'ha creato, sia inevitabile stabilire dei limiti su tali restrizioni e sull'riuso di binari/sorgenti. Altrimenti per paradosso potresti da un giorno all'altro scoprire che quel fantastico programma di libero dominio è stato fagocitato da un'azienda privata che, oltre a lucrarci sopra, ti toglie la libertà di usarlo come hai fatto finora.

    > Ad oggi questo non è possibile perché molte
    > aziende preferiscono vivere di rendita da
    > posizione piuttosto che vincere in una vera
    > competizione di mercato, massimizzando i guadagni
    > alle spalle degli utenti.

    E' l'annosa diatriba relativa ai diritti d'autore, etc.
    Questo tipo di "rendita di posizione" ha ancora chance di sopravvivenza nella societa in cui viviamo?
    Io direi di no e i segnali sono chiarissimi.

    > Bisogna dare il merito a Stallman che molta della
    > libertà di cui godiamo oggi nel mondo del
    > software la dobbiamo a
    > lui.
    > Bisogna anche dire che chi oggi vuole scegliere
    > il software libero in modo radicale subisce
    > pesanti
    > limitazioni.

    La libertà è sempre frutto di una conquista: tu quelle le chiami limitazioni, qualcun'altro potrebbe definirle un barlume di luminosa libertà in un mare di tenebre (o grigi non bene identificati e sospetti...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: caiodark
    > Penso che questa intervista sia dimostrativa di
    > quanto un atteggiamento radicale, quasi
    > integralista, sia un legaccio anche quando si
    > tratta della
    > libertà.
    > Usare codice libero al 100% impone restrizioni:
    > sull'hardware da scegliere; sui software da
    > utilizzare; sui contenuti che si possono
    > usufruire.

    beh ma queste sono proprio le lacune che il software libero si prefigge di colmare, fare si che i programmi closed abbiano un'alternativa libera valida di modo che l'utente per fare quello che desidera non sia obbligato a utilizzare roba closed che lo legherebbe al produttore

    > Per me la vera libertà è l'interoperabilità,

    ottimo, ma solo il software aperto può garantire una totale interoperabilità, col software chiuso a meno che le specifiche di formati e protocolli siano note te la scordi l'interoperabilità (e anche un libero mercato concorrenziale, credi sia un caso il monopolio ms?)


    > poter scegliere fra software libero e chiuso
    > senza limitazioni per l'uso che ne intendo
    > fare.

    che è come dire scegliere tra la libertà e le manette, ha senso secondo te?

    in quest'ottica ti sembra integralista la posizione di uno che difende la tua libertà?
    se è così viva gli integralisti e i talebani, ce ne fossero di più
    non+autenticato
  • vabbe'... ora finisco di leggere... ma quando sento queste frasi...

    Stallaman e' il vero colosso del nostro tempo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio Macchi
    > vabbe'... ora finisco di leggere... ma quando
    > sento queste
    > frasi...
    >
    > Stallaman e' il vero colosso del nostro tempo.
    Io sostituirei "losso" con "glione", ma sono gusti personali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blackstorm

    > Io sostituirei "losso" con "glione", ma sono
    > gusti personali.

    occhio che non ti si infili da
    qualche parte, losso Occhiolino
    non+autenticato
  • La libertà vera è poter dire quello che si vuole, avere un lavoro che permetta di vivere e rincorrere la propria felicità.

    In altre parole la libertà è nei contenuti, non negli strumenti.

    Un software open source come wordpress non aumenta la nostra libertà, poterci scrivere si. Come è stata possibile una tale confusione ?
    CSOE
    728
  • - Scritto da: CSOE


    > Un software open source come wordpress non
    > aumenta la nostra libertà, poterci scrivere si.
    > Come è stata possibile una tale confusione
    > ?

    non concordo.
    sono due differenti libertà sommate che ti portano al risultato finale.

    essere libero di usare la macchina da scrivere ma non essere libero di scriverci le cose... sono due cose.
    tutte e due necessarie per arrivare al risultato finale.
    non+autenticato
  • > Un software open source come wordpress non
    > aumenta la nostra libertà, poterci scrivere si.
    > Come è stata possibile una tale confusione
    > ?

    Un software libero ti lascia libero:
    - di usarlo senza limiti
    - di modificarlo
    - di copiarlo e passarlo a un tuo amico
    - di migliorarlo e diffondere le tue modifiche

    Se a te non interessano queste libertà è un tuo diritto finché lasci libero me di interessarmene.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CSOE
    > [...]

    ma il tuo blog non lo pubblicizzi piu'?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ahio
    > - Scritto da: CSOE
    > > [...]
    >
    > ma il tuo blog non lo pubblicizzi piu'?

    No: è creato con software libero, una palese autocontraddizione.
  • > ma il tuo blog non lo pubblicizzi piu'?

    fermo restando che al giorno d'oggi tutti dovrebbero averne uno e pubblicizzarlo, stavolta me ne sono semplicemente dimenticato.

    Oltretutto il blog non aggiungerebbe niente a quello che ho detto, non mi va di rispondere a simili lettere.
    CSOE
    728
  • - Scritto da: CSOE
    > In altre parole la libertà è nei contenuti, non
    > negli strumenti.

    Se non hai strumenti, non sei libero di usarli.

    > Un software open source come wordpress non
    > aumenta la nostra libertà, poterci scrivere si.

    Senza un software open source come Wordpress, non puoi scriverci.

    > Come è stata possibile una tale confusione ?

    Quale confusione?
    Il codice è un prodotto immateriale dell'ingegno umano tanto quanto un testo, una musica, un dipinto, una ricetta di cucina. Allo stesso modo può essere libero oppure incatenato a restrizioni contrattuali. Oltre a questo è uno strumento per produrre nuove opere, a maggior ragione è necessario che sia libero come e più dell'espressione del pensiero.
  • che liberta' potra' mai essere una liberta' a pagamento?

    non e' un caso che in america free significhi libero e gratis... le due cose sono molto piu' legate di quanto non si creda a prima vista.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CSOE
    > La libertà vera è poter dire quello che si vuole,
    > avere un lavoro che permetta di vivere e
    > rincorrere la propria
    > felicità.

    La libertà vera è avere la possibilità di compiere le proprie scelte senza restrizioni, ed essere pronti ad accettarne le conseguenze.

    > In altre parole la libertà è nei contenuti, non
    > negli strumenti.

    La libertà è nella scelta e di conseguenza si trova sia negli strumenti che nei contenuti; esempio: io scelgo di usare wordpress per denigrare il movimento Opensource e quello del free software e accetto che tutti mi diano dell'ipocrita a causa di questa scelta a dispetto che io lo sia o meno.

    > Un software open source come wordpress non
    > aumenta la nostra libertà, poterci scrivere si.
    > Come è stata possibile una tale confusione
    > ?

    Un software Opensource come wordpress aumenta la nostra libertà perché ci da un alternativa ad altre piattaforme per scrivere ciò che scegliamo di scrivere, se non ci fosse l'alternativa non ci sarebbe scelta e di conseguenza libertà.
  • Come ti ho già scritto altrove, il lemming dovrebbe esclamare
    "W il close source" se vuoi essere coerente...
    non+autenticato
  • - Scritto da: CSOE

    >
    > Un software open source come wordpress non
    > aumenta la nostra libertà, poterci scrivere si.
    > Come è stata possibile una tale confusione
    > ?

    Qualcuno diceva "il mezzo è il messaggio". Non è un caso che le piattaforme blog, wikipedia e praticamente tutto il web 2.0 siano basati sul software libero.
    In questo campo il software proprietario è arrivato molto, ma molto dopo.
    non+autenticato
  • Credo solo che ormai sia vecchio.
    di gente così, che ricorda ancora che si vive anche eticamente, ce n'è poca.

    tanta gente che è pigra, che mors tua vita mea, che smagnazza sulla testa degli altri


    e poca
    poca
    poca informatica.

    io vorrei non accettare l'eula sui software sysinternals ... preferisco un eula contenitore, non sugli eseguibili...


    ma è vero che non sono open e ... che non c'entra un cazzoSorride
    non+autenticato
  • Stallman ha 55 anni. Né vecchio, né anziano ma ormai non più giovane.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman
    non+autenticato
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