Alfonso Maruccia
giovedì 18 settembre 2008

MediaDefender, in borsa l'anti-p2p vale quasi zero

Continua il tracollo finanziario di quello che un tempo è stato il florido mastino delle major contro gli utenti del file sharing. Il valore delle azioni in borsa è sceso a livelli ridicoli, e la bancarotta si fa sempre più vicina

Roma - È passato un anno da quando, il 15 settembre del 2007, il famigerato database delle email di MediaDefender fece la sua comparsa su rete BitTorrent, mandando gambe all'aria il business di contrasto al file sharing e il rapporto privilegiato tra la società e le major. MediaDefender ha sostanzialmente cessato di esistere in quel settembre 2007, ma certe volte ad accorgersi di essere morti ci vuole del tempo e così la parabola del mastino delle major prosegue lenta ma inesorabile.

I danni economici, come già è stato detto, sono stati ingenti, tali da mettere a rischio la sopravvivenza della società ArtistDirect proprietaria del "marchio" MediaDefender. Il lavoro dell'hacker noto come Ethan, che ha trovato il modo di penetrare indisturbato nei server dell'organizzazione sin dal 2006 e ha poi spalancato il vaso di Pandora con la distribuzione delle oltre 6.000 mail l'anno scorso, è costato quasi 1 milione di dollari in perdite portando in rosso i conti della società.

Tutto questo ha naturalmente influenzato il valore del titolo in borsa, che prima del leak equivaleva a 2,25 dollari ed è sceso poi a 0,63 centesimi di dollaro. Dopo un anno, evidenzia ora TorrentFreak, questo valore è sceso al meno che più meno non si può, un misero e sparuto centesimo di dollaro.A poco, in queste condizioni e considerando la tempesta che attualmente sta spazzando con forza inaudita Wall Street e le grandi capitali finanziarie del mondo, potrebbe servire il tentativo di farsi una nuova verginità distribuendo MP3 a destra e a manca come se nulla fosse successo. A poco servirebbero i segnali di vita di un'organizzazione apparentemente ancora operativa, come dimostra il sabotaggio del tracker BitTorrent Revision3 specializzato nella distribuzione di show televisivi.

A poco paiono valere le intenzioni di Eric Pulire e Teymour Boutros-Ghali, ex-membri dimissionari della board of directors di ArtistDirect che avrebbero espresso il vago desiderio di acquistare MediaDefender e con lei il business anti-pirateria correlato. Nel futuro di MediaDefender si profila sempre più la sagoma della bancarotta, confermando il vaticinio fatto da Peter Sunde di Pirate Bay tempo fa e ben prima della distribuzione delle mail aziendali riservate. Alla lunga l'anti-pirateria non paga.

Alfonso Maruccia
14 Commenti alla Notizia MediaDefender, in borsa l'anti-p2p vale quasi zero
Ordina
  • per quanto ne so un dipendente aveva girato tutta la posta su un account gmail ed è stato quello ad essere penetrato, non i loro server
    non+autenticato
  • La farina del diavolo va sempre in crusca!
    non+autenticato
  • Speriamo sia presto seguita da altre dello stesso tenore....
    Sony, Microsoft ed Apple, tanto per mandare un segno ai sostenitori del DRM a tutti i costi!
  • eh magari per quelli che dici ci vorrà molto tempo, ma è una buona notizia, su questo sono d' accordo
  • ATTENZIONE: Apple e' obbligata dalle major a mettere DRM, non e' certo per sua scelta ...

    Con le major ha fatto un bel braccio di ferro per mettere su itunes le versioni senza drm (li chiamano plus) di parecchie cose e alla fine ha dimostrato senza dubbio che la gente compera piu' volentieri brani senza drm

    questo nonostante il drm di apple sia molto di manica larga, 5 computer e un numero infinito di ipod/iphone Angioletto
    non+autenticato
  • certo la apple è superiore a tutto.

    Tanto che ha fatto del suo nuovo gioiellino telfonico un apparecchio completamente aperto dove puoi farci e installarci quello che vuoi!

    o no...apetta un minuto....

    Apple è una delle ditte più attive su drm e restrizioni hardware/software in generale.
    Ha combattuto per i brani plus su itunes semplicemente perchè vendono di più e questo si sapeva già da molto.

    A queste aziende (apple, microsoft etc...) non interessa un 3===D dei diritti d'autore sugli mp3 ma puntano a qualcos'altro? Cosa? Ad un fanatico come te inuitle spiegarloA bocca aperta
    non+autenticato
  • ... a quanto pare, erano ben in pochi a conoscere il sistema criminoso impiegato da MediaDefender, per proteggere le royality di quanto depositato, altrimenti non si spiegherebbe la caduta in borsa del titolo. Andiam proprio bene.

    Nella speranza di qualche altro hacker cazzuto che riesce a far luce anche su altre aziende del genere, intanto, ringraziamo chi ha fatto emergere la veritàSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo Veneziano
    > ... a quanto pare, erano ben in pochi a conoscere
    > il sistema criminoso impiegato da MediaDefender,
    > per proteggere le royality di quanto depositato,
    > altrimenti non si spiegherebbe la caduta in borsa
    > del titolo. Andiam proprio
    > bene.
    >
    > Nella speranza di qualche altro hacker cazzuto
    > che riesce a far luce anche su altre aziende del
    > genere, intanto, ringraziamo chi ha fatto
    > emergere la verità
    >Sorride

    1' regola dello spionaggio&sabotaggio : "tutto e' lecito sinche non vieni scoperto".
    Con il leak delle emails tutti hanno scoperto le pratiche talvolta illegali, talvolta al limite, della societa "a protezione dei diritti d'autore" cosi ben foraggiata dalla MPAA e parenti... e chiaramente ,una volta sputtanato il soggetto, i detentori dei diritti non potevano che passare al silenzio stampa o al pubblico biasimo per le tecniche utilizzate e passare ad un altra societa' similare (lasciando questa a morire).
    non+autenticato
  • > 1' regola dello spionaggio&sabotaggio : "tutto e'
    > lecito sinche non vieni
    > scoperto".
    > Con il leak delle emails tutti hanno scoperto le
    > pratiche talvolta illegali, talvolta al limite,
    > della societa "a protezione dei diritti d'autore"
    > cosi ben foraggiata dalla MPAA e parenti... e
    > chiaramente ,una volta sputtanato il soggetto, i
    > detentori dei diritti non potevano che passare al
    > silenzio stampa o al pubblico biasimo per le
    > tecniche utilizzate e passare ad un altra
    > societa' similare (lasciando questa a
    > morire).


    Appunto. Presente i film di spionaggio, vai agente 000 la missione predator e' tua ma ricorda, se il nemico ti becca noi negheremo di conoscerti e rimarrai solo.

    Quindi il copione e' perfettamente rispettato ma questo non significa che i mandanti non utilizzeranno qualche altro agente in questa guerra sporca. Considerato con chi abbiamo a che fare io non mi stupirei nemmeno dei picchiatori sotto casa.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)
 

La soluzione ideale per IBM Performance: Decisioni più intelligenti, migliori risultati.

Lavorare con SQL Server

Lavorare con SQL Server

Qualunque sia la vostra specializzazione come programmatori è molto probabile che prima o poi vi troverete a dovervi misurare con un qualche database. Fra i server di DB più rilevanti, [...]