venerdì 19 settembre 2008

Mozilla depenna l'EULA di Firefox

In risposta alla forte reazione negativa con cui gli utenti di Ubuntu hanno accolto le recenti modifiche all'Eula di Firefox, Mozilla ha deciso di cancellarla del tutto. Basterà per placare gli animi della comunità di Ubuntu?

Roma - Con una mossa pensata per placare gli animi dei sostenitori di Ubuntu, negli scorsi giorni il CEO di Mozilla, Mitchell Backer, ha deciso di cancellare la nuova EULA (End User License Agreement) di Firefox e di eliminare l'obbligo, per le distribuzioni Linux come Ubuntu, di visualizzare il testo della licenza al primo avvio del browser.

Di fatto, dunque, Backer ha ritrattato tutte le novità all'EULA di Firefox che avrebbero dovuto accompagnare l'imminente versione 3.0.2. Quelle stesse novità che, all'inizio della settimana, hanno scatenato una forte ostilità da parte della comunità di Ubuntu: tanto che Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu, è dovuto intervenire in veste di paciere e promettere l'avvio di una discussione con Mozilla per risolvere la questione.

Nel proprio blog, Backer afferma di comprendere "che qualsiasi tipo di EULA è fastidiosa, persino quando il contenuto è basato su codice FLOSS". Il boss di Mozilla sostiene che quella inclusa di recente in Firefox non era una vera e propria EULA, ma un semplice avviso con cui la propria società voleva informare gli utenti sul tipo di licenza che accompagna Firefox e sui servizi che questo integra.
Da un lato Backer ha acconsentito ad eliminare l'EULA - pardon, l'"avviso" - dall'altro ritiene però che ci sia ancora la necessità di informare gli utenti sulla natura e i contenuti di Firefox, nonché sul fatto che il nome e il logo del browser sono un marchio registrato di Mozilla.

Su quest'ultimo punto si era già scontrata Debian, che per aggirare le imposizioni di Mozilla ha sfornato una versione di Firefox con un logo e un nome - IceWeasel - differenti. Questo è stato fatto anche per Thunderbird, SeaMonkey e Calendar, diventati rispettivamente IceDove, IceApe e IceOwl.
67 Commenti alla Notizia Mozilla depenna l'EULA di Firefox
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  • Non sarebbe molto più semplice se Ubuntu adottasse come browser standard Epiphany, peraltro perfettamente integrato nel "look and feel" di Gnome, e lasciasse Mozilla come browser opzionale, con tutte le sue licenze del caso? Newbie, inesperto
    non+autenticato
  • ...aspettiamo il momento in cui anche MS ritirerà una delle sue fetentissime EULA perché non gradita dai suoi utenti e/o partner.
    non+autenticato
  • Mozilla ha le sue buone ragioni per la "simil-EULA" ma non dimentichiano che è una delle poche ad ascoltare i suoi utenti.
    Dubito che su altri OS le software-house (ovviamente NON opensource) abbiano lo stessa attenzione....o qualcuno può sostenere il contrario???
    non+autenticato
  • La cosa mi fa tanto ridere.
    Bastava riscriverla meglio.
    La Eula mica era malvagia diceva solo quello che grantisce e vieta la licenza Mpl ( licenza comunque libera ).
    Averla tolta non cambia una cippa, solo meno trasparenza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: filippo colombo

    > Averla tolta non cambia una cippa, solo meno
    > trasparenza.

    Semmai è l'esatto contrario: maggiore chiarezza.

    Tutte queste polemiche sono servite a capire che in realtà non si trattava di una EULA, nel suo unico significato che qui interessa: ovvero l'introduzione di limitazioni per l'utente all'utilizzo del software.

    Tutto è bene quel che finisce bene.
    non+autenticato
  • Qual era il problema? Ti informo che licenza uso, mi pare bene no?

    P.S. FORSE perché la EULA in questione era scritta male! Ecco qual è il punto! Tant'è che Baker ha detto "è stato un madornale errore!"
    Mi spiace essere franco ma, controllate meglio le fonti, cacchio.
    non+autenticato
  • Il punto e' che qualsiasi EULA entra in conflitto con la definizione di FOSS: il software libero non puo' mettere alcuna restrizione al suo utilizzo, quindi non puo' chiedere all'utente (End User) un qualsiasi accordo (License Agreement), nemmeno quello di dover premere un pulsante per accettarla. Le clausole "restrittive" (in qualsiasi senso) posso solo essere solo su chi ridistribuisce il codice.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lufo88
    > Qual era il problema? Ti informo che licenza uso,
    > mi pare bene
    > no?

    In effetti se uno ha letto solo questo articolo non è che si capisca molto.
    Il problema è che NON VOLEVANO INSERIRE UNA SEMPLICE NOTA INFORMATIVA, ma una licenza NON LIBERA. Per chi scarica i sorgenti e li compila sul suo computer non sarebbe cambiato niente, ma per chi usa gli eseguibili precompilati (dire "quasi tutti" sarebbe riduttivo) Firefox sarebbe diventato un programma non libero soggetto a restrizioni da software commerciale.
    non+autenticato
  • Cioè? La trasparenza serve quando non è possibile verificare il codice sorgente, quando si può non hai bisogno di trasparenza ma di utenti capaci di verificare ciò che è stato scritto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Cioè? La trasparenza serve quando non è possibile
    > verificare il codice sorgente, quando si può non
    > hai bisogno di trasparenza ma di utenti capaci di
    > verificare ciò che è stato
    > scritto.
    Certo perché secondo te tutti gli utenti sono programmatori o hanno il tempo di interpretare o studiare il codice sorgente?


    PS: perché non mandiamo una mail alla redazione per nascondere i commenti degli utenti dal resto dell'articolo?
    Allo stato attuale uno legge gli ottimi articoli di PI, poi sotto vede i commenti, e qualcuno potrebbe anche credere erroneamente che quanto scritto nei commenti sia vero o perdere tempo nel rispondere come nel mio caso, o leggere discussioni degne del forum di Disney channel, con tutto il rispetto per quest'ultimo.
    Dico solo che molti commenti e non mi riferisco solo a questo articolo diminuiscono l'importanza e l'attendibilità di un ottimo sito come Punto Informatico.
    non+autenticato
  • e cosa c'entra se tutti gli utenti sono programmatori? E' sufficiente che lo sia qualcuno (basta anche 1, eh!) e che se c'è qualcosa che non va lo scriva da qualche parte. Hai presente cos'è Internet? Mi sa proprio di no. Se vuoi abolire i commenti insulsi, comincia dai tuoi.
  • Per me no problem, chiudiamoli pure i commenti, ma non credo di essere stato insulso o offensivo nei confronti di davide.

    Ho chiesto cosa intendesse e ho spiegato per quale motivo la trasparenza, se intensa come garanzia, sia data dalla natura stessa del software open source, e non da un contratto.

    Tu puoi anche avere un eula che ti dice cosa fa e non fa il software, cosa ci puoi fare e non fare ma non avendo accesso ai sorgenti non avrai mai alcuna garanzia che ciò che viene dichiarato corrisponda a piena verità.

    Il codice io lo so leggere, ma questo non significa che chiunque sia obbligato a saperlo fare. Dire che il codice sorgente è accessibile a tutti non comporta che tutti debbano saperlo leggere. Non è una pretesa, è solo un concetto di garanzia differente dalle soluzioni closed source.
    non+autenticato
  • La trasparenza non c'entra. Quella che volevano inserire era una licenza, nonuna nota informativa. Le informazioni sul copyright ci sono lo stesso, come in tutti i programmi.
    non+autenticato
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