Europarlamento, affossata la Dottrina Sarkozy

Il voto sul Pacchetto Telecom è andato in modo del tutto contrario a quanto auspicato dalla presidenza di turno francese

Roma - Era un passaggio essenziale, una verifica sul campo di una svolta possibile per l'industria multimediale e il governo francese, sarebbe stato il voto che avrebbe sancito per l'Europa il via libera alla Dottrina Sarkozy: temutissimo, giunto quasi sotto silenzio al momento chiave delle decisioni dell'Europarlamento, il Pacchetto Telecom è stato spogliato delle politiche antiP2P e antiprovider e reso pressoché innocuo per i diritti degli utenti.

Ne informa tra gli altri IPTegrity, che evidenzia come l'Assemblea comunitaria abbia emendato il Pacchetto cancellando la politica dei 3 colpi: gli utenti "colpevoli" di condivisione illegale secondo la Dottrina ispirata dal presidente francese Sarkozy avrebbero dovuto essere avvertiti una prima volta, poi una seconda e alla terza venir buttati fuori dalla rete. Così non sarà.

Non solo: è stata cancellata l'ipotesi di trasformare gli Internet Service Provider in poliziotti della rete. Non sarà concesso ai detentori dei diritti di accedere in alcun modo ai dati del traffico né di partecipare attivamente all'attività istituzionale di repressione degli illeciti.
In buona sostanza, gli emendamenti propongono una visione libera dell'utente Internet, i cui diritti di accesso non possono essere negati in alcun modo. Come avevano richiesto i pochi che si erano occupati di questo voto decisivo, il Parlamento chiede che contro chi viola siano adottate misure proporzionate agli abusi commessi e, soprattutto, dietro la garanzia dell'ordine del magistrato.

La buona notizia per i sostenitori delle libertà degli utenti sta nel fatto che la Dottrina Sarkozy potrebbe sì venire riproposta in seconda lettura al Parlamento Europeo, ma questo difficilmente potrà avvenire prima della fine dell'anno, quando "scade" il semestre di presidenza francese, quello considerato maggiormente "a rischio" vista la posizione così netta espressa più volte dall'attuale presidente francese. Il semestre successivo sarà gestito dalla presidenza svedese, che potrebbe peraltro avere tutt'altre priorità all'ordine del giorno.

A travolgere le speranze francesi è stato il senso del diritto dei parlamentari europei guidati dal relatore Catherine Trautmann, che in una mail dell'ultimo minuto ai suoi colleghi ha fatto notare come l'accesso a Internet sia un diritto fondamentale dell'individuo e come tale debba e possa essere trattato solo con adeguato procedimento giudiziario e certo non finire nelle more di sanzioni disciplinari per violazioni di un meno rilevante diritto d'autore.

A passare è stata anche la misura che chiede agli ISP di provvedere a comunicare agli utenti eventuali messaggi governativi di interesse pubblico ma si tratta esclusivamente di messaggi destinati "a tutti gli utenti": cancellata dunque la misura che prevedeva messaggi "per scopi specifici", una dicitura pensata per consentire la trasmissioni di warning agli utenti incappati in violazioni del diritto d'autore.

Non tutto è ancora chiaro, ci sono emendamenti e note al Pacchetto Telecom che andranno ulteriormente analizzate. Ma al momento l'affossamento della Dottrina Sarkozy in Europa non potrebbe essere più evidente e rimbalza rapidamente in tutta la Francia. Qualcuno a Parigi dovrà digerire l'accaduto.
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