Gaia Bottà
venerdì 26 settembre 2008

Brevettare è un crimine contro l'innovazione

A denunciarlo è StopSoftwarePatents, che ha celebrato la giornata mondiale contro i brevetti software e ha lanciato una petizione. Dicono la loro anche i revisori dell'EPO: ci spingono a brevettare di tutto e di più

Roma - I brevetti software non devono attecchire in Europa, devono essere sbaragliati nel resto del mondo: brevettare le idee non alimenta il sapere, ma rimpingua semplicemente le tasche dei patent troll. E quelle delle istituzioni presso le quali i brevetti vengono depositati. Sono denunce e rivendicazioni scaturite da StopSoftwarePatent, una coalizione che raccoglie 80 softwarehouse e frotte di sviluppatori: si rivolgono alle istituzioni di tutto il mondo perché chiariscano le normative e perché smettano di arginare l'innovazione concedendo brevetti sulla conoscenza. Il 24 settembre, anniversario del giorno in cui l'Unione Europea ha sancito la brevettabilità di "prodotti specifici" e non di stringhe di codice, è stata la giornata mondiale contro i brevetti software: sperano al più presto di non dover celebrare la ricorrenza, sperano che la petizione che hanno indetto sensibilizzi le autorità.

"Il regime dei brevetti software non crea benefici per l'economia, sono inconsistenti le prove economiche a supporto di un sistema di brevetti sul software - recita la petizione - al contrario, esistono numerosi studi che suggeriscono che i brevetti software ingabbino l'innovazione". Le procedure burocratiche sottese dai brevetti software non si conciliano con i rapidi tempi dell'innovazione, i brevetti software rappresentano un campo minato per gli sviluppatori, un deterrente per l'innovazione incrementale, finiscono per favorire coloro che rivendicano la paternità di idee di cui si sono appropriati, per avvantaggiare coloro che hanno il denaro per affrontare spese legali che le piccole aziende non possono sostenere.

Per questo motivo StopSoftwarePatent e i firmatari della petizione chiedono che le istituzioni facciano chiarezza: le autorità europee dovrebbero sgombrare definitivamente il campo dai dubbi, confermare che l'ufficio brevetti europeo, l'EPO, non accetta brevetti software e fugare le paure nutrite nei confronti di una possibile armonizzazione con il sistema brevettuale degli States. Gli States e il resto del mondo, da parte loro, dovrebbero smettere di cristallizzare il software nei brevetti e di racimolare denari a spese degli sviluppatori.
Sciopero dei revisoriLa lotta contro un sistema dei brevetti incapace di assolvere al proposito di stimolare l'innovazione si combatte da tempo: a farlo sono lobby come End Software Patents sotto la cui egida opera Richard Stallman, e pilastri della rete come Tim Berners-Lee. Ma a pronunciarsi sono anche gli stessi dipendenti degli uffici brevetti: i revisori dell'European Patent Office (EPO) hanno scioperato per dimostrare che sono semplici ingranaggi di una macchina che trita i diritti degli innovatori per produrre denaro e farlo fluire nelle casse degli stati. Ritengono che l'amministrazione dell'EPO non agisca negli interessi della scienza, della ricerca e dell'industria europea, che non si preoccupi di vigilare su un sistema brevettuale che sappia innescare l'innovazione. L'amministrazione, denuncia il sindacato SUEPO, è composta da rappresentanti degli uffici brevetti nazionali che spingono i revisori a non curarsi della qualità e a concedere il maggior numero possibile di brevetti affinché l'Office si assicuri i cospicui contributi di coloro che li registrano. La metà del denaro incamerato dall'EPO viene redistribuita agli uffici brevetti dei paesi europei che sovente contano su queste rendite per il proprio sostentamento.

I brevetti proliferano, la qualità dei brevetti peggiora, le sovrapposizioni si moltiplicano. Per questo motivo un manipolo di dipendenti dell'ufficio brevetti europeo si è riversata a Bruxelles e ha chiesto di conferire con i rappresentanti dell'Unione Europea per illustrare loro il meccanismo che rischia di svilire la competizione e di fagocitare l'innovazione nel vecchio continente: l'EPO chiede che le autorità UE monitorino il lavoro dell'ufficio brevetti e vigilino sulle dinamiche che rischiano di innescarsi con questo tipo di gestione. Altrimenti, spiegano i revisori ribelli, si creerebbe una situazione disastrosa: "In una situazione in cui molti dei monopoli per lo sfruttamento della proprietà intellettuale fossero garantiti in modo ingiustificato e lo scopo di questi monopoli divenisse sfumato - ha denunciato Sylvie Jacobs, rappresentante del SUEPO - le grandi aziende finirebbero per detenere posizioni dominanti sui mercati puramente in virtù della mole della loro proprietà intellettuale e del loro potere economico".

Gaia Bottà
17 Commenti alla Notizia Brevettare è un crimine contro l'innovazione
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  • Chi impedisce a me di fare movimenti con il mio corpo in casa mia e senza che io aggredisca nessuno, come ad esempio suonare una certa combinazione di tasti su un pianoforte o costruire un certo oggetto in un certo modo, è uno schiavista. Ci si appropria di una percentuale del mio reddito si appropria di una percentuale del mio lavoro e quindi di una percentuale delle azioni del mio corpo è uno schiavista.
    Copyright, brevetti, tasse.. sono tutte limitazioni alle mie azioni e come tali sono schiavismo.
    non+autenticato
  • Così se qualcun'altro vuole fare una crociata antibrevetti ci guadagnerebbero!
    non+autenticato
  • Per chi non lo sapesse la M$ detiene il brevetto sui tasti di page up e page down, per i quali ha avuto la brillante ed innovativa idea di associare la funzione di far scorrere il testo visualizzato di mezza pagina in alto o in basso.

    Pensate un po' che progresso!
    E con le tastiere M$ vi verra' automaticamente prelevato un cent dalla carta di credito ogni qual volta pigerete quei tasti.

    Leggere:

    http://www.google.it/search?q=patent+page+down+key
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bash

    > E con le tastiere M$ vi verra' automaticamente
    > prelevato un cent dalla carta di credito ogni
    > qual volta pigerete quei
    > tasti.

    E io che pensavo non fossi un troll...
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Bash
    >
    > > E con le tastiere M$ vi verra' automaticamente
    > > prelevato un cent dalla carta di credito ogni
    > > qual volta pigerete quei
    > > tasti.
    >
    > E io che pensavo non fossi un troll...

    Dove starebbe la trollata?

    Il brevetto e' vero (ho postato un link che produce centinaia di articoli in riguardo).

    La M$ produce anche tastiere e mouse.
    Vuoi che non sia capace di fare tastiere che riconoscono il sistema operativo installato e se non e' winsozz o non ha pagato il brevetto, allora i tasti pgup e pgdn non funzionano?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bash

    > Dove starebbe la trollata?

    Nel testo che ho citato.


    p.s.
    il fatto che m$, IBM, Apple a tante grandi aziende brevettino di tutto è conseguenza del fatto che esiste appunto tale legge in USA, non viceversa.
    In pratica, con quella legge che p'ende sul capo, brevettare serve principalmente per pararsi il culo.
    Tant'è che fin'ora le denunce sono sempre state fatte da aziende piccole/inesistenti contro aziende grandi (dove stanno i soldi da spillare secondso te?)
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    Modificato dall' autore il 26 settembre 2008 15.41
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    Modificato dall' autore il 26 settembre 2008 15.41
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  • - Scritto da: unaDuraLezione

    > p.s.
    > il fatto che m$, IBM, Apple a tante grandi
    > aziende brevettino di tutto è conseguenza del
    > fatto che esiste appunto tale legge in USA, non
    > viceversa.
    > In pratica, con quella legge che p'ende sul capo,
    > brevettare serve principalmente per pararsi il
    > culo.

    Esiste anche la prior art e il pubblico dominio.
    Per pararsi il culo, invece di brevettare l'acqua calda potrebbero semplicemente renderla prior art cosi' non e' brevettabile da altri e loro si sono tutelati dai piccolo avvoltoi e il mondo e' piu' contento.

    Ti pare che io possa sviluppare software con l'angoscia che il doppio click e il pgup sono brevettati per l'uso che l'utente si aspetta che facciano?

    E se un domani il mio software diventasse il piu' usato al mondo e la mia azienda la piu' ricca che cosa succede? Che viene panzo' ballmer alla mia porta a reclamare i $$$ di royalty ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bash

    > Esiste anche la prior art e il pubblico dominio.

    beh.. ho scritto "principalmente".
    La prior art va dimostrata comunque in tribunale, e il modo più semplice è avere già il brevetto pronto.
    Quanto al pubblico dominio, sono aziende ed è loro diritto scegliere come invesitre i soldi.
    Io sinceramente sono contro la legge sui brevetti software (al limite la applicherei ad algoritmi molto complessi e specifici) e contor i patent-troll... ma non vedo delle mostruosità nel comportamento di M$, IBM e Apple che non fanno altro che prendere atto di quella legge per coprire i prori interessi.
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Bash
    >
    > > Esiste anche la prior art e il pubblico dominio.
    >
    > beh.. ho scritto "principalmente".
    > La prior art va dimostrata comunque in tribunale,

    Mah...
    Brevettare il fatto che il tasto PAGE UP faccia salire di una pagina, e il tasto PAGE DOWN faccia scendere di una pagina equivale a brevettare il fatto che il tasto A inserisca una A.
    Cioe' non sono tasti strani, sono tasti che si chiamano PAGINA SU e PAGINA GIU.
    E' ovvio che pigiandoli si vada su e giu di una pagina, come e' altrettanto ovvio che il tasto A produca una A.

    In questo senso e' gia' diverso il doppio click, che non e' cosi' ovvio che apra l'oggetto del desktop cliccato.
    E' consuetudine, ma almeno non lo dice la parola stessa, come nel caso dei tasti PGUP e PGDN.

    > e il modo più semplice è avere già il brevetto
    > pronto.

    Anche produrre del software del 1982 che gia' utilizzava quei tasti in quel modo e' altrettanto semplice.

    > Quanto al pubblico dominio, sono aziende ed è
    > loro diritto scegliere come invesitre i
    > soldi.

    E quando potendo scegliere scelgono sempre la soluzione piu' restrittiva per la liberta' di tutti gli altri, io mi risento.

    > Io sinceramente sono contro la legge sui brevetti
    > software (al limite la applicherei ad algoritmi
    > molto complessi e specifici) e contor i
    > patent-troll...

    E fin qui siamo daccordo.

    > ma non vedo delle mostruosità nel
    > comportamento di M$, IBM e Apple che non fanno
    > altro che prendere atto di quella legge per
    > coprire i prori
    > interessi.

    Il fatto che esistano delle scappatoie legali non significa che uno sia obbligato a seguirle per forza.
    Non c'e' nulla di etico nel brevettare l'acqua calda, e il fatto che una legge lacunosa (volutamente lacunosa su pressione delle solite lobby) lo consenta, non fa che incrementare il risentimento nei confronti dei soliti noti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bash

    > Mah...
    > Brevettare il fatto che il tasto PAGE UP faccia
    > salire di una pagina, e il tasto PAGE DOWN faccia
    > scendere di una pagina equivale a brevettare il
    > fatto che il tasto A inserisca una
    > A.

    non sono assolutamente netrato nel merito del brevetto.
    Le aziende sanno perfettamente che quello sull'acqua calda verrebbe invalidato in giudizio, quindi non è per guadagnare che viene fatto.

    > Il fatto che esistano delle scappatoie legali non
    > significa che uno sia obbligato a seguirle per
    > forza.

    Non è una scappatoia legale è esattamente ciò che la legge dice.
    Non si tratta di forzarla o fare chissà che.
    Casomai, si critichi le legge e l'ufficio che accetta brevetti sull'acqua calda (che comunque verrebbero invalidati).
    Comunque, io non ho letto i brevetti su Pgup e down che hai citato, ma sei sicuro che riguardino il generico concetto di spostare il cursore su e giù?
    Magari è in un contesto in cui non è così ovvio.
  • Se non l'avesse ancora capito nessuno la brevettazione implica che nessuno oggi si inventi di tirar via quei 2 tasti da li e magari metterne altri 2 tra esc e F1 chiamati per esempio Scroll-TOP - Scroll-Bottom aventi la stessa funzione di PGUP - PGDOWN ad esempio, perchè facendo così hanno copiato un idea brevettata, poi sono fatti di Microsoft se non hanno mai voluto royalty quindi il problema non sussiste. Anche la GEOX ha il brevetto sul genere di scarpe che fa, però non dimentichiamoci che i brevetti hanno contribuito alla crescita dell'economia e delle aziende italiane. Quindi non è solo una limitazione, certo è che ci dovrebbe essere una regolamentazione più seria su certe cose sopratutto quando si parla di software.
    non+autenticato
  • i patent troll : aziende che basano il loro fatturato solo ed esclusivamente su brevetti software, avete visto che casino è successo negli Usa ?
    Vanno eliminati !
    non+autenticato
  • Non solo i troll, ma i brevetti software tutti, che sono un modo per minacciare, estorcere, derubare gli sviluppatori del loro lavoro, a vantaggio dei soliti "big", che fra loro non si mangiano scambiandosi "licenze incrociate".
    Brevettare le idee implementate nel software è un crimine contro l'umanità.
    non+autenticato
  • Brevettare le idee è un crimine contro l'umanità.
    Non solo se sono implementate nel software.
    I brevetti devono essere specifici, mirati e devono documentare perfettamente quello che proteggono per essere efficaci, altrimenti è troppo facile, come stanno facendo già da qualche tempo: "brevetto doppio click, brevetto menu contestuale che appare tenendo premuto qualcosa per un certo tempo, brevetto oggetto rettangolare bianco o nero con schermo che serve per telefonare, brevetto l'acqua calda, la ruota e la religione"
    Wolf01
    3223
  • Secondo me un ottimo compromesso sarebbe accorciare moltissimo la durata dei brevetti.
    non+autenticato
  • 5 o 6 giorni al massimo. Le festività contano.
  • Sarebbe carino che i brevetti cambiassero la loro indone,invece di essere solo un modo per lucrare sul lavoro altrui e sulle altrui idee, dovrebbero essere un modo per proteggere le invenzioni e permettere all'inventore di usufruire di una certa percentuale sul guadagno che la sua idea garantira' a molte ditte.
    Se un musicista fa un cd devi pagarlo anche DOPO MORTO per una amrea di anni, se un ricercatore ha una idea brillante non solo non becca una lira in vita ma non la puo' nemmeno usare per ragranellare qualche soldino.
    E la ricerca ha sempre meno soldi e vive solo dei "dividendi" dei potentati.
    Niente ricerca pura, solo commissionata da chi ha interessi spesso CONTRARI a quelli della gente comune.
    Porreianche attenzione alle invenzioni che portano beneficio all'intera umanita', vincolarle all'uso e' una barbarie.
    Piuttosto si preveda una sorta di "equo compenso" .
    O vale solo per la RIAA?!Essere inutile e dannoso?
    non+autenticato