Giuseppe Cubasia
venerdì 26 settembre 2008

Lavoro IT/ Leone in gabbia

di Giuseppe Cubasia - Rassegnarsi alla cattività? Farsi ammansire dai contentini? Chi sa di valere sa di poter scegliere. E magari decide di mettersi in proprio

Roma - Siete seduti sulla vostra console e vi fermate un attimo ad osservarvi. Vi rendete conto che adesso lavorate molto più di prima, ma non solo, quello che fate non vi gratifica.

Certo, il vostro lavoro è importante, e senza di voi molte cose non andrebbero avanti, è probabile che nessuno possa sostituirvi e che anche un solo giorno d'assenza possa causare pesanti disagi all'azienda o al cliente, eppure tutto questo non è riconosciuto da nessuno. Non è riconosciuto dal Cliente per cui siete un fornitore come un altro, non è riconosciuto dalla vostra azienda per cui siete "merce sostituibile". Siete soli. Certo la vostra condizione non è dissimile da quella di molti altri che lavorano nell'ICT, e di sicuro è uguale a quella dei vostri colleghi di lavoro, ma nessuno alza la testa, nessuno protesta. Si potrebbe certo fare qualcosa per cambiare la situazione, ma occorrerebbe unione, collaborazione ed anche una certa determinazione, ma nessuno prende l'iniziativa. Troppo rischio, troppa paura.

Allora provate a portare le ragioni del vostro disagio al vostro diretto superiore, ma le risposte sono vaghe, indirette. Al massimo si ottiene un contentino, assolutamente insufficiente a sollevarvi da quello stato di apatia e di frustrazione che ormai da un po' è il vostro tono di fondo.Cercate allora di rivedere l'intera situazione dall'inizio. L'annuncio parlava di un posto stimolante, per una persona dinamica, capace, esperta. Voi lo siete e siete anche di più di questo. Portate a termine il lavoro sempre e dove non sapete vi informate, imparate, studiate, capite e risolvete, perché un Bravo IT è come l'angelo che sbriglia la matassa dei problemi. Dopo questi fatti vi sentite più forte, ed allora provate con maggiore determinazione a chiedere di più a pretendere di più, ma la risposta che ricevete è sempre la stessa: "Se non ti sta bene, quella è la porta".

Poi un giorno, senza nessun preavviso, quella porta la prendete davvero, ed allora ecco che vi corrono dietro cercando di fermarvi. All'improvviso si sono accorti che senza di voi le cose non si possono più fare e, non si sa perché, vi offrono lo stesso trattamento che degli sconosciuti non hanno avuto problemi a riconoscervi, il tutto con fare ragionevole, in modo affabile e con un'espressione sincera. Delle persone sorde e cieche alle vostre richieste ora non vi è traccia.

Il vostro corpo vi trasmette una strana sensazione: adesso per la prima volta da quando siete lì avete forza contrattuale. Ma più che una controparte interessata a quanto potete offrire sembrano solo interessati ad ammansirvi. In realtà, più che fermarvi, cercano di prendere tempo, di ritardare l'inevitabile uscita dalla gabbia. Non provano a rilanciare, non vi danno maggiori possibilità di quelle che avete già in mano, il loro è un bluff e lo sanno, ma qualcuno ogni tanto ancora ci casca e sceglie di rimanere. Sembrerebbe una buona scelta, il futuro è sempre incerto, ma è una scelta perdente e la leggete negli occhi di chi è rimasto lì al palo.

Una maggiore consapevolezza vi sovviene, sapete di valere. Qualcuno l'ha riconosciuto, avete delle qualità, lo avete sempre saputo, ma ora ne avete la conferma ed alla fine rifiutate la controproposta perché ora siete saliti ad un maggiore livello di coscienza. Vi rendete conto che rimanere ancora lì dove siete solo per una questione economica è insufficiente a ridarvi slancio e vitalità. Avete bisogno di aria e di libertà, avete bisogno di vivere.

Non tutti però riescono a fuggire da questo stato di "Leone in gabbia", eppure ne avrebbero le potenzialità.

Esiste un'arte per convincere le persone a fare qualcosa e si chiama Retorica, esiste una tecnica per vincere le battaglie e si chiama l'Arte della Guerra. Una delle massime dell'Arte della Guerra dice: non costringere mai il tuo avversario con le spalle al muro, concedigli una via di fuga, altrimenti ti si rivolterà contro infliggendoti pesanti perdite. Ma questo è ignorato dai più. Molte aziende, spesso piccole e padronali, spremono, spremono, fino a (quasi) far perdere alle persone la speranza di una qualità di vita migliore.

Ed è a questo punto che si cercano (e si devono cercare) strade nuove e nuove opportunità professionali. Ovviamente si può fare anche di più di avere una nuova opportunità: esiste la possibilità di crearsi da soli il proprio futuro. Ci si può mettere in proprio, o meglio ancora, si può realizzare una propria idea, un'idea vincente, magari insieme a qualche altro che, come voi, ha un sogno in un cassetto.

Sono nate cosi alcune grandi corporate americane. A volte può bastare un prodotto semplice da usare e corrispondente alle tasche ed alle necessità del cliente. Insomma, basta un obiettivo alla vostra portata e la consapevolezza dei propri mezzi e grazie alla vostra preparazione i risultati arriveranno. L'importante è che nel vostro cervello vi sentiate sempre liberi e mai in gabbia, solo in questo modo non potranno mai farvi sparire dalla faccia quell'aria soddisfatta di chi sa che Vale.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

I precedenti interventi di G.C. sono disponibili a questo indirizzo
166 Commenti alla Notizia Lavoro IT/ Leone in gabbia
Ordina
  • Siamo nel 2008 gente, la comunità europea è una realtà.
    Puio girare l'europa con la carta d'identità e lavorare in ambito UE senza alcun permesso particolare.
    Sapete l'inglese? o lo spagnolo? masticate il francese?
    Usate internet (noi gente IT dovrebbe saperlo usare no?) e mandate CV FUORI dall'Italia!

    Il mondo è grande gente, e la gabbia del Cubasia non è mica solo in azienda, le sbarre sono intorno a tutta la penisola!

    Venite in Italia in vacanza, a spendere i soldi guadagnati all'estero... dopo qualche mese di astinenza la pizza il caffè e il bellini sono una meraviglia!

    Gente, l'Italia non esite! ANDATEVENE!!!!
    MeX
    16229
  • Ben detto ... io spero l'anno prossimo di andare a lavorare in Irlanda.
    Però .... è triste se passa l'idea che ormai in Italia non c'è più nulla da fare e che sarà sempre una merda.
    A costo di lamentarmi per tutta la vià, spererò sempre che le cose migliorino.
    A questo punto dovremmo finire in politica, perchè non si può pensare che i datori di lavoro cambino da un giorno all'altro senza essere supportati da una VERA strategia del lavoro.
    Ma questo è un discorso luuuuuuungo .... hanno paura a farlo persino i "Montecitoriani"....

    Buon Sabato Mattina Lavorativo (ufffff ... ci si lamenta sempre!)
  • - Scritto da: informaBlu
    > Ben detto ... io spero l'anno prossimo di andare
    > a lavorare in
    > Irlanda.
    bravo che bella idea
    meravigliosa
    www.barbaropoli.com
    www.vivereinirlanda.splinder.com
    che bella scelta complimenti!
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > Siamo nel 2008 gente, la comunità europea è una
    > realtà.
    > Puio girare l'europa con la carta d'identità e
    > lavorare in ambito UE senza alcun permesso
    > particolare.
    > Sapete l'inglese? o lo spagnolo? masticate il
    > francese?
    > Usate internet (noi gente IT dovrebbe saperlo
    > usare no?) e mandate CV FUORI
    > dall'Italia!
    >
    > Il mondo è grande gente, e la gabbia del Cubasia
    > non è mica solo in azienda, le sbarre sono
    > intorno a tutta la
    > penisola!
    >
    > Venite in Italia in vacanza, a spendere i soldi
    > guadagnati all'estero... dopo qualche mese di
    > astinenza la pizza il caffè e il bellini sono una
    > meraviglia!
    >
    > Gente, l'Italia non esite! ANDATEVENE!!!!

    Hai perfettamente ragione!
    non+autenticato
  • con 2 anni di esperienza a cui viene solo e continuamente proposto un cococo con gioco al ribasso (sei giovine, questo non lo conosci, questo non l'hai mai visto, te lo facciamo vedere noi ecc ecc.........) leggendo ste cose si puo solo incazzare.........tanto anche........
    non+autenticato
  • ti capisco, io ne ho 24, sono in proprio e mi sto facendo un mazzo².Se non avessi gia' investito capitali qui sarei emigrato, magari a fare il dipendente, ma almeno vivrei senza stress.
    non+autenticato
  • penso che la situazione che si descrive nell'articolo ognuno di noi l'ha provata sulla propria pelle!Non credo sia solo un problema del mondo It.
    Passando da un'azienda all'altra al massimo migliori la condizione economica se ti vendi bene, il resto rimane! Nelle aziende che ho girato , non ho visto nessuno che venisse gratificato per qualcosa, sei ammirato finchè servi e non "rompi" ! Quando cominci a chiedere "gratificazioni" ti rispondono che l'azienda non se lo può permettere ...e il resto ve lo faccio dedurre! Chi deve stabilire quanto vale una risorsa? e soprattutto quali parametri fanno peso? La formazione? il Know-how? Fa più peso conoscere piattaforme web, grandi sistemi "old" , sei più fico se sei sistemista di rete oppure Sap, o in alternativa qualche altra cosa più di moda? Allora abbiamo una persona che sa fare una corretta valutazione e trattenere una risorsa perchè vale? Secondo me è difficile, anche perchè se dici che vale allora la devi anche pagare! Ma pagare in Italia è una parola che pochi volgiono sentire... e allora...? Fate voi...
    ciao a tutti
    non+autenticato
  • Che si credono Leoni.

    E quando escono a ruggire nella savana il primo che passa se li mangia.
    CSOE
    728
  • - Scritto da: CSOE
    > Che si credono Leoni.
    >
    > E quando escono a ruggire nella savana il primo
    > che passa se li
    > mangia.

    Parli proprio tu che sei il classico pollo che si crede un'aquila, visto che propagandi la security through obscurity???
    non+autenticato
  • > Parli proprio tu che sei il classico pollo che si
    > crede un'aquila, visto che propagandi la security
    > through obscurity???


    Diciamo che a parità di programma è più facile craccarlo se è open.
    CSOE
    728
  • - Scritto da: CSOE
    > > Parli proprio tu che sei il classico pollo che
    > si
    > > crede un'aquila, visto che propagandi la
    > security
    > > through obscurity???
    >
    >
    > Diciamo che a parità di programma è più facile
    > craccarlo se è
    > open.

    Certo, tanto è vero che tutti gli algoritmi di crittografia sono a codice aperto...li riesci a craccare?
    non+autenticato
  • > Certo, tanto è vero che tutti gli algoritmi di
    > crittografia sono a codice aperto...li riesci a
    > craccare?

    algoritmi <> programmi

    infatti il buco lo trovi nel software a corredo e non nell'algoritmo. Vedi ssh e Debian.
    CSOE
    728
  • Ciao CSOE !

    > Diciamo che a parità di programma è più facile
    > craccarlo se è
    > open.

    BOOOOOOOOOM !!!!!!!!!

    Stai cercando di ritagliari un posticino qui ?
    http://www.attivissimo.net/quotes_and_mistakes/era...

    Bè poi certo se il codice da crattacare è scritto da un cretino non c'è open che tenga ... ma questo è un' altro paio di maniche ...
  • > Bè poi certo se il codice da crattacare è scritto
    > da un cretino non c'è open che tenga ... ma
    > questo è un' altro paio di maniche

    La maggior parte del codice è scritta da cretini, ecco perchè è meglio che non si veda.
    CSOE
    728
  • Bravo Cubasia (nonostante i suoi detrattori).
    E' normale ... i suoi discorso sono un po generici e, come al solito, è facile parlare, ma quando si tratta di agire sono altre le problematiche.

    Questo però non vuol dire che non ci si debba provare. Il discorso di Cubasia era semplicemente un discorso (ormai un po ritrito, sono tutti di questo stile i suoi articoli) sulla necessitò di valorizzare se stessi e soprattutto prendere coraggio per cambiare.

    Io l'ho fatto, con molta fatica ma sono riuscito. Probabilmente avessi letto questo articolo tempo fa mi avrebbe dato la spinta prima.

    Il problema mio è che ... mi vergogno ma è così ... ho fatto la strada al contrario.
    Ovvero: mi son licenziato da un contratto a tempo interminato e mi sono infilato nel magnifico mondo dei contratti a progetto. Sono furbo eh?
    Bhe... non mi sono mai pentito di questa scelta. Prima ero infelice, poco valorizzato e mi sentivo professionalmente vecchio all'età di 24 anni, ora (quasi 27) sono molto più felice, vengo apprezzato di più e ho davabti a me (spero) tante altre possibilità.
    E dimenticavo ... il passaggio è stato positivo, per lo meno per l'aspetto economico.
    Essere a progetto già è una merda, se poi ci si svende pure....

    Insomma, non mi sento di consigliare nessuno a fare la mia stessa scelta, ma il concetto è ... abbiate coraggio e sappiate che valete. Fatevi il mazzo e riuscirete ad arrivare. Io ancora non sono arrivato (non so neanche dove devo arrivare) ma di sicuro la strada giusta l'ho presa.

    Buona fortuna
  • - Scritto da: informaBlu
    > Il discorso di Cubasia era semplicemente
    > un discorso (ormai un po ritrito, sono tutti di
    > questo stile i suoi articoli) sulla necessitò di
    > valorizzare se stessi e soprattutto prendere
    > coraggio per
    > cambiare.

    Infatti, ma dubito che lo abbiano capito.

    >
    > Io l'ho fatto, con molta fatica ma sono riuscito.
    > Probabilmente avessi letto questo articolo tempo
    > fa mi avrebbe dato la spinta
    > prima.
    >
    > Il problema mio è che ... mi vergogno ma è così
    > ... ho fatto la strada al
    > contrario.
    > Ovvero: mi son licenziato da un contratto a tempo
    > interminato e mi sono infilato nel magnifico
    > mondo dei contratti a progetto. Sono furbo
    > eh?

    Ho fatto la stessa identica cosa.
    L'obiettivo non è il contratto a tempo Indeterminato, ma cosa si fa e per quanti soldi.

    > Bhe... non mi sono mai pentito di questa scelta.

    Nemmeno io.
  • OK, siamo daccordo!
    Detto questo però non vorrei che passasse il concetto: "Quanto è bello il contratto a progetto, l'importante è che ci si mette di impegno e si fanno cose favolose".

    Molta gente su questo forum vedo che ancora non ha capito la differenza tra Flessibilità del mondo del lavoro e PRECARIATO.
    E' verissimo, io non mi sento un precario, ma solo perchè so che se a qualcuno gli venisse lo schizzo di lasciarmi a casa io potrei trovare altro e (forse) meglio.
    Ma la stessa cosa bisognerebbe chiederla magari alla ragazza madre di 26 anni che lavora come cassiera di un supermercato. Mi spiegate dove cazzo lo vedete il "Progetto" a fare una cassiera?
    NEgli altri paesi dove c'è flessibilità, in ogni modo le garanzie quali malattia e servizi assistenziali sono comunque garantiti, in Italia questo non succede.
    E poi le BodyRental non esistono, se non in Italia. O sbaglio?
  • Non so se all'estero esistono o meno le Body Rental.
    Il problema in Italia è che servono *anche* per far uscire soldi da intascare a *nero*.

    Inoltre, mentre all'estero il "progetto" e' realmente un "progetto", qui non viene richiesto *obbligatoriamente* di presentare un progetto da sviluppare ma si puo' essere estremamente generici.

    Inoltre, all'estero, se resti "a piedi" per qualche mese, e' lo Stato a presentarti eventuali offerte di lavoro da parte di aziende e nel frattempo ti passa dei soldi per poter "vivere".

    Insomma... perche' uno non va all'estero?
    1° Perche' non ha soldi da investire in probabili fallimenti
    2° Perche' magari è legato ad amici/parenti
    3° Perche' spera di trovare un contratto a 1000/1500 euro, e seppure in Germania, ad esempio, ti offrono 2500 euro, ci si fa il conto del : fitto + cibo + spese di viaggio e a si finisce sempre a 1000/1500 che restano e a quel punto dici " chi me lo fa fare se qui posso ugualmente trovare qualcosa che mi fa guadagnare 1000/1500 euro?
    non+autenticato
  • Condivido quasi tutto.
    Detto questo mi sa che l'anno prossimo lascio e me ne vado a lavorare in Irlanda. Bisogna osare a questo mondo....
    Ciao
  • - Scritto da: Mi scoccio di loggare

    > chi me lo fa fare se qui posso
    > ugualmente trovare qualcosa che mi fa guadagnare
    > 1000/1500 euro?

    E' una grande domanda: ne aggiungerei una ancora, ma siamo sicuri che per guadagnare il doppio all'estero valga la pena non potere uscire la sera con gli amici o vivere nell'ambiente dove siamo nati? Se i soldi sono necessari, la qualita' della vita non si misura dallo stipendio...
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | Successiva
(pagina 1/7 - 33 discussioni)
 

La soluzione ideale per HP Software: Application Lifecycle Management

Twitter Begins

Twitter Begins

Una guida su Twitter, il servizio di microblogging che sta conquistando tutti anche in Italia. Scritta con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, mette in evidenza i punti [...]