Vincenzo Gentile
lunedì 6 ottobre 2008

Musica, gli artisti UK vogliono affittare i brani alle major

Si prepara una rivoluzione: musicisti di primo piano decidono di cambiare passo, di non aspettare le etichette e di muoversi in autonomia. Si preparano ad imporre nuove condizioni all'industria

Roma - La musica made in UK si coalizza: è ora di cambiare le normative sui diritti d'autore, di adeguarsi al mercato digitale. Sono oltre 60 i nomi riuniti a formare la Featured Artist Coalition, associazione nata tra gli artisti britannici e per gli artisti britannici. Tra nomi di assoluto rilievo si chiede a gran voce più controllo della propria musica e più voce in capitolo nelle strategie di marketing.

i RadioheadA formare la coalizione quasi tutto il meglio della musica britannica: Radiohead, Iron Maiden, Robbie Williams, Billy Bragg, David Gilmour, The Verve, Kaiser Chiefs, Paul Oakenfold, Travis... un coro di voci eccelse per cambiare il volto della musica odierna. Sabato scorso l'annuncio della joint venture di artisti, una forte risposta come reazione ai profondi cambiamenti subiti dall'industria musicale nell'ultimo decennio. In particolare l'associazione chiede che l'artista sia messo in primo piano nella negoziazione dei contratti derivati dalla flessibilità digitale che assume la musica, come ad esempio il settore delle suonerie musicali per cellulari e la distribuzione via Internet. Cambia il contesto della distribuzione, cambiano le regole: questa la filosofia alla base della FAC, sul cui sito web campeggiano i sei punti intorno ai quali deve essere incentrata la svolta.

FAC preme affinché i diritti delle produzioni rimangano ai musicisti, per poi poterli affittare successivamente alle label. Questa sarebbe una vera e propria rivoluzione, poiché ad oggi sono le etichette discografiche a detenere i diritti legati alla musica dei propri artisti. La FAC indica il modello tedesco tradizionale, nel quale si tende a far rimanere i diritti in mano agli artisti. Ma non solo: vogliono sapere cosa viene venduto, a chi e in che modo, in quale contesto e soprattutto sperano di ottenere una fetta più grande del ricavato. Vogliono dettare legge, piuttosto che essere sfruttati dalle major, diventando un punto di riferimento per tutti gli artisti, per garantire i diritti di tutti.
"La tecnologia digitale ha trasformato il modo in cui compriamo e ascoltiamo musica, alterando radicalmente i rapporti economici tra artisti e pubblico, ed il mondo del business che opera tra loro" - si legge sul sito della Featured Artist Coalition. "Gli artisti hanno bisogno di una voce collettiva che li rappresenti a tutti gli effetti e possa plasmare il futuro dell'industria".

Effettivamente qualcosa è cambiato: la repentina ascesa del web ha inevitabilmente aperto nuovi mercati e nuovi scenari, rendendo spesso ambigui i rapporti tra artista e casa discografica. Semplificando, gli artisti hanno capito di poter sfruttare autonomamente i nuovi canali, mentre le major sono poco inclini a vedere intaccato il proprio campo d'azione. Ed è così che nascono esperimenti di web-marketing come nel caso dell'ultimo disco dei Radiohead. Sempre più artisti tentano di uscire dagli schemi classici legati alla produzione e alla promozione degli album: l'hanno fatto i Marillion e i Nine Inch Nails, lo stanno facendo gli Oasis, senza contare il settore delle label indipendenti.

Vincenzo Gentile

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52 Commenti alla Notizia Musica, gli artisti UK vogliono affittare i brani alle major
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  • oh no! povere major?
    adesso non avranno piu' quei ricavi stratosferici che le hanno sempre contraddistinte!
    direi che come minimo ci tassiamo tutti quanti volontariamente, e paghiamo il doppio dell'equo conpenso sui CD e DVD, per rinvigorire le casse delle major che altrimenti sarebbero vuote.

    che ne dite? lo facciamo tutti?
    (daltronde loro lo farebbero se noi fossimo in difficolta'...)
    non+autenticato
  • Semplicemente le case discografiche non hanno + ragione di esistere.

    Non sono conveniente per gli artisti e non convengono neppure a noi utenti.
    In più sono riuscite a farsi odiare da tutti.

    Se un artista è famoso guadagnerà con i concerti e con il marketing (suonerie, gadget, etx).

    Una artista alle prime armi grazie al web ha modo di diffondere la propria musica e farsi conoscere.

    Non servono sanguisughe di mezzo, ci vuole un rapporto più diretto con i fan.
    (un fan è legato e deve essere FEDELE solo all'artista)
    non+autenticato
  • Fedele mi sembra esagerato... se ti piace la musica di un gruppo la compri, altrimenti la ignori. Era una provocazione Rotola dal ridere ma un buon fan segue il gruppo preferito anche nei concerti e compra le loro cose, ma non devono diventare un idolo (discorso OT).

    Se il prezzo della musica è buono, la gente sarà molto più invogliata a comprarla.

    Viceversa se il prezzo è da ladri come attualmente, sia che i soldi finiscano alle major oppure direttamente tutto agli artisti, non mi fa differenza e semplicemente acquistero' molto meno (o niente del tutto).

    Come se li spartiscono i soldi cavoli loro, a me importa il costo finale.
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    Modificato dall' autore il 06 ottobre 2008 13.46
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  • mah non so.. ma se un artista non e' famoso l'etichetta gli serve.. Poi quando e' famoso puo' fare il figo anti-major amico dei fans.

    tanto per fare un esempio col cinema, diceva uno l'altro giorno alla radio che per comprare gli spazi sui giornali per promuovere il suo film i flani costano migliaia di euro al giorno per poche righe.
    Se sei con una casa di distribuzione te la paga lei lo spazio e ti fanno una pubblicita anche di meta pagina'.

    Mi piacerebbe sentire un musicista che e' diventato famoso senza una casa di distribuzione....
  • - Scritto da: mirkojax

    > Mi piacerebbe sentire un musicista che e'
    > diventato famoso senza una casa di
    > distribuzione....

    Bach
  • uno un po' piu' recente?

    a mi vengono in mente solo i gemboy, ma non e' che siano a livello dei radiohead.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mirkojax
    > uno un po' piu' recente?

    Non lo so.. non seguo molto la musica.
    Dal lato cinematografico ci sarebbe "italian spiderman"... vedremo se rientreranno nei costi... o se il loro prossimo prodotto li ripagherà.
  • Se parliamo di autoproduzioni ne esistono molti, ma tutti cercano i "famosi" che però non sono sinonimo di "qualità", basta girare su Myspace e se ne trovano (autoproduzioni) centinaia di ottima fattura.
  • Bach...
    italian spiderman...

    cos'è sta roba? unaDuraLezione di trollaggio?
  • - Scritto da: braincrash.it

    > cos'è sta roba? unaDuraLezione di trollaggio?

    chiedilo alle milioni di persone che hanno seguito la miniserie...
  • ho detto cosi perchè dopo che avevano chiesto un qualcosa di più recente (di bach), hai tirato fuori una produzione degli anni 70...

    P.S. Milioni di persone quella roba? Mamma mia, siamo messi male...Sorride
  • Si chiama diritto d'AUTORE e non di DISTRIBUTORE.
    E' giusto che resti in mano all'autore.
    H5N1
    1598
  • Semplicemente viene replicato alle case di distribuzione lo stesso schema che viene applicato agli utenti, ad ognuno la sua croce....
    non+autenticato
  • l'artista affitta alla major, la major affitta al distributore, il distributore affitta al cliente

    insomma è tutto un affitto Sorride
    non+autenticato
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