Roma - Lo spam telematico, quel flusso senza fine di posta spazzatura, pillole azzurre, metodi naturali per l'allungamento del pene e appuntamenti facili con belle biondine dell'est Europa, è già di suo una delle peggiori piaghe della Internet odierna. Non bastasse, in quelle mail da filtrare
aumenta anche il numero di missive con malware incorporato.
Lo sostiene
Symantec, che nell'ultimo update del suo rapporto mensile sullo
stato dello spam parla, nel complesso, del
78% di tutte le e-mail in circolazione composto da spam. Lo spam è in aumento, un aumento cominciato a maggio del 2008 e tutt'ora in divenire.
Quel che è peggio, è che lo spam non viaggia più da solo, ma
si fa accompagnare da malware vari nella forma di archivi compressi, link a codice malevolo o, nella variante più pericolosa del fenomeno, direttamente integrati nel codice del messaggio.
Attualmente l'1,2% dei messaggi-spazzatura contiene malware, un numero enorme se si considerano le proporzioni dello spam in gioco. In questo 1,2% si trova praticamente di tutto, dai trojan "lisci" (13,4%) ai trojan-downloader (11,8%) ai "ruba-password" (11,1%) e via di questo passo. Le pesti peggiori sono quelle del trittico composto dai malware
Pandex (anche noto come "Cutwail"),
W32.IRCBot e sue varianti e
Goldun.
Lo spam, cresce, e tra
i paesi maggiormente coinvolti nell'invio di mail spazzatura spiccano gli Stati Uniti (29%), la Russia (7%), la Cina (4%) e il resto a seguire.
Munnezzaware cresce e
non sparisce soprattutto online, e a poco è servito il fatto che Intercage / Atrivo, noto pusher di schifezze telematiche
messo a tacere dall'azione di forza di Spamhaus nei confronti del provider di connettività
Pacific Internet Exchange e poi riapparso online, sembra sia stato
cancellato ancora una volta dalla rete e questa volta per non farvi mai più ritorno.
L'abbassamento vertiginoso di spam e malware in circolazione coinciso con la terminazione di quei servizi è stato solo temporaneo, e i trend
hanno ricominciare a correre verso una crescita senza freni favorita dalla
duttilità delle botnet attualmente a disposizione della cyber-mafia, i
nuovi assalti ai CAPTCHA di Microsoft e Google e le falle in questo o quel software, sempre più usate come vettori d'attacco da cui far passare i bot spara-spam.
Alfonso Maruccia