YouTube: i video sono banner

Google non ha solo annunciato la tube-revolution ma ha anche aperto ad AdSense per i videogiochi, per non tralasciare pupille che ancora vedono troppi pochi spot - Su YouTube, Google, Hulu e contenuti il commento di Gabriele Niola

YouTube: i video sono bannerRoma - Monetizzare ogni canale, permeare di comunicati pubblicitari ogni flusso di contenuti: Google sfodera due nuovi ingranaggi pubblicitari, si insinua nei casual game e sfida le perplessità dell'industria dei contenuti architettando per YouTube un modello di business basato sulla vendita dei contenuti che gli utenti postano nel rispetto e in violazione del copyright.

Dita reattive su mouse e tastiera, il casual gamer vedrà irrompere il comunicato pubblicitario in attesa di ritagliarsi una pausa caffè videoludica, un nuovo traguardo raggiunto sarà sponsorizzato dall'inserzionista registrato a Google AdSense for Games: immagini, minivideo, link accattivanti popoleranno i livelli dei flash game, verranno integrati in maniera non invasiva nell'esperienza di gioco, peraltro decisamente meno immersiva rispetto a quella di tanta parte dei videogiochi tradizionali.

Ad annunciare l'irruzione della grande G in un mercato della videoludica casuale già colonizzato da Yahoo e da Microsoft è un post sul blog ufficiale di Google AdSense: BigG ricorda agli sviluppatori di giochi online che quanto sfornano è una potenziale mucca da mungere, che il 25 per cento dei netizen, 200 milioni di utenti in tutto il mondo, si intrattengono ogni settimana con i game online. Quella di Google è un'offerta che non si può rifiutare: gli sviluppatori di casual game che possono contare su almeno 500mila partite giocate e sull'80 per cento del traffico generato da cittadini della rete statunitensi o britannici potranno sperimentare con la pubblicità somministrata da Mountain View e mettere a frutto la propria opera.
Che Google meditasse di iniettare del fluido pubblicitario nei videogame è noto da tempo: a suggerirlo, una sperimentazione a numero chiuso iniziata lo scorso novembre, l'acquisizione di Adscape Media, la registrazione di un brevetto per profilare i gamer sulla base dei comportamenti assunti negli scenari di gioco. Pare però che l'intelligenza pubblicitaria di Google non intenda dispiegarsi al punto di sfruttare i casual game come test psicologici: gli annunci pubblicitari mireranno a un target, ma il bersaglio sarà inquadrato dalle caratteristiche sociodemografiche di chi si intrattiene nei giochini, dal sito nel quale è inserito il game.



"Gli inserzionisti si rivolgono a noi per una soluzione multipiattaforma che permetta loro di raggiungere una audience nell'ordine dei milioni ma che al tempo stesso si possa suddividere in target precisi" spiega Christian Oestlien, product manager di Google: i game online interpretano alla perfezione le richieste degli inserzionisti in quanto consentono di somministrare annunci obbligatori a "decine di milioni di player tra i 18 e i 35 anni, uomini e donne, che si lasciano avvincere in un'attività online". Nel futuro, Google potrebbe spingersi oltre: Oestlien accenna alla possibilità che Google faccia da intermediario fra gli sviluppatori e gli inserzionisti che desiderino costruire advergame attorno al loro brand.
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