Roma - Nella giornata di ieri
Asus ha ammesso che alcune unità del proprio nettop
Eee Box contengono
un virus per Windows. A mitigare la portata della gaffe c'è il fatto che gli Eee Box "con sorpresa"
sarebbero stati venduti solo in Giappone.

Secondo quanto spiegato da un'imbarazzata Asus Japan, il virus che ha infestato la versione giapponese dell'Eee Box B202 è contenuto in un file denominato
recycled.exe. Tale file si trova sul volume
D: del disco interno e, se eseguito,
copia automaticamente se stesso sulla partizione C: e su qualsiasi unità disco presente nel sistema, inclusi eventuali drive USB e schede SD.
Il produttore taiwanese
non ha ancora fornito una spiegazione di quanto è accaduto, ma dal momento che tutte le unità giapponesi sembrano infette, gli esperti sospettano che
il virus si trovi all'interno dell'immagine utilizzata da Asus per installare il software sui propri nettop.
Secondo alcuni osservatori, il fatto che l'allarme sia stato lanciato da Asus Japan
non escluderebbe che il virus possa celarsi anche sugli Eee Box destinati ad altri mercati. Per tale ragione gli esperti invitano tutti i possessori di Eee Box ad eseguire una scansione antivirus del disco.
La celebre società di sicurezza
Symantec sostiene che l'identità del codicillo è con tutta probabilità quella del worm
W32/Usbalex, considerato una minaccia di basso rischio.
Il primo allarme virus era arrivato la scorsa settimana da The Register, che aveva scovato il worm
W32/Taterf (
kavo.exe) all'interno dell'Eee Box ricevuto in prova da Asus. Il celebre sito britannico, tuttavia, non è riuscito ad appurare se il virus sia stato introdotto da un precedente recensore o si trovasse già lì quando l'Eee Box è uscito dalla fabbrica.
Questo incidente sembra destinato a
rafforzare la posizione di chi contesta l'assenza di una versione Linux-based di Eee Box, versione che risulterebbe del tutto immune ai diffusi malware per Windows.