Luca Annunziata

Torino, un netbook a ogni studente

Avviata una sperimentazione che affida ad ogni alunno di due scuole primarie il suo laptop personale. Per vedere l'effetto che fa. Punto Informatico ne parla con i promotori

Torino, un netbook a ogni studenteRoma - Un anno scolastico all'insegna dell'informatica. Due scuole piemontesi, la Don Milani di Torino e la Alfredo D'Andrade di Pavone Canavese, sperimenteranno nei prossimi mesi la presenza in aula di un computer per ogni studente: un vero e proprio affiancamento di libri e quaderni con un laptop personale. Con l'obiettivo di capire cosa possa fare davvero l'informatica per l'istruzione, e come possa farlo: le somme si tireranno alla fine dell'anno, assieme alle pagelle.

La consegna dei netbook agli studentiIl progetto si chiama un computer per ogni studente, è promosso dalla Regione Piemonte e vanta tre sponsor di prima grandezza: Intel, che con il suo progetto Classmate investe da tempo in questo settore, Microsoft, che fa altrettanto da anni, e Olidata. L'azienda italiana ha messo a disposizione i computer per 55 alunni di tre classi (due terze e una quinta elementare), che per tutto l'anno nel proprio zainetto, oltre ai testi scolastici, avranno anche un notebook.

"Abbiamo privilegiato l'idea di un kit, e non di un semplice computer - racconta a Punto Informatico il professor Dario Zucchini, tra i docenti impegnati nel progetto - Sulle macchine, affidate in comodato gratuito ai ragazzi, abbiamo installato un pacchetto di software freeware e open source. Abbiamo anche aggiunto delle schede didattiche per i docenti, in modo tale che riescano ad sfruttarlo al meglio in tempi rapidi".
Il modello prescelto è il netbook della scuderia Olidata: JumPC. La moda dei netbook impera, ma la decisione di optare per un portatile di dimensioni ridotte non è casuale: gli organizzatori spiegano a Punto Informatico che si è voluto privilegiare un prodotto pensato a misura di bambino, anche nel peso, con a bordo il software adatto a contribuire all'attività scolastica invece che ostacolarla.

Una delle differenze rispetto alle sperimentazioni passate, svolte all'ITIS Ettore Majorana dove lo stesso Zucchini insegna, è comunque il principio del computer personale: "Siamo partiti dall'idea di creare una configurazione affidabile sotto ogni aspetto: se a scuola il professore decide che è ora di disegnare, basta un click per cominciare a farlo. A casa - prosegue Zucchini - i ragazzi possono navigare facilmente e con sicurezza: abbiamo aggiunto anche una white list con 800 siti giudicati sicuri, che si aggiungono a 70 attività online selezionate e inserite tra i Preferiti del browser".

Basandosi sull'interfaccia Magic Desktop installata di default su JumPC, il professor Zucchini si augura di ridurre al minimo i tempi di manutenzione: "Una cosa che ho imparato dall'assistenza ai laboratori scolastici è che spesso i laboratori stessi sono sottoutilizzati: il problema è fornire macchine efficienti e sicure. Abbiamo delle soluzioni tecniche, che però non sempre vengono implementate: molte scuole allevano virus o si perdono dietro soluzioni server-client molto complesse".

In questo caso, invece, si è lavorato affinché il computer "fosse davvero utile": secondo Zucchini si tratta di "un lavoro importante, che generalmente non viene fatto". La mente corre immediatamente al recente progetto di introduzione delle lavagne interattive, e al riguardo l'opinione del professore è netta: "Su quelle installazioni non hanno consultato nessuna scuola, non sanno quale sia la configurazione migliore: c'è il rischio che rimangano spente da qualche parte".

"Quando le cose si fanno calare dall'alto - prosegue - con partner aziendali che non si confrontano con le scuole e che si fanno avanti con lo spirito del colonizzatore, molto spesso le forniture finiscono inutilizzate". Con questo progetto si è voluto invece puntare alla praticità: "Abbiamo fatto di tutto perché i computer fossero semplici da gestire e da usare: abbiamo lavorato per dare quello che serve in quel tipo di scuola (le primarie, ndr) perché ogni scuola ha delle esigenze: cogliere quali sono, lavorare con chi è già impegnato in quell'istituto, è l'unico modo per trovare la soluzione ideale".

Gli chiediamo dunque quali passi siano stati fatti per preparare gli insegnanti all'arrivo dei netbook: "Il lavoro di preparazione è stato fatto con loro: in ogni caso, si tratta di una sperimentazione, non credo che il computer possa rivoluzionare le ore di lezione da subito. Puntiamo piuttosto a scoprire cosa succederà, analizzeremo il comportamento degli alunni e degli insegnanti anche grazie a personale esterno che ci garantirà un'analisi obiettiva e scientifica di quanto accadrà".
309 Commenti alla Notizia Torino, un netbook a ogni studente
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  • Ecco un caso esemplificativo di dogmi, insulti biliosi e fraintendimenti. Ma me l'aspettavo.
    non+autenticato
  • questo è il programma di una classe
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/PROGET...

    queste le schede di alcuni programmi installati
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/Schede...

    Sul sito del progetto c'è tutto, se uno è interessato legge.
  • sperperare danari pubblici in dei giocattoliPerplesso
  • Posso assicurare che nessun danaro pubblico è stato speso o maltrattato in questo progetto. I PC sono offerti in comodato gratuito da olidata.

    PS.
    il pc non è un giocattolo, e la versione data alle scuole ha pure il disco rigido. Ci gira qualsiasi software senza problemi e con ottime prestazioni...da provare
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dario Zucchini
    > Posso assicurare che nessun danaro pubblico è
    > stato speso o maltrattato in questo progetto. I
    > PC sono offerti in comodato gratuito da
    > olidata.
    >

    si, li hanno prodotti gratuitamente utilizzando gratuitamente quello che il pianeta gli recapitava direttamente agratis davanti la porta, e tutto ciò l'hanno fatto assolutissimamente aggratis, immaginoSorride

    > PS.
    > il pc non è un giocattolo, e la versione data
    > alle scuole ha pure il disco rigido. Ci gira
    > qualsiasi software senza problemi e con ottime
    > prestazioni...da
    > provare

    in compenso sembra un play-mobil o un clementoniSorride
    (almeno il magic desktop si poteva evitare, i ragazzini detestano essere trattati da scemi)
  • Un altro che non legge tutto. I pc sono in comodato gratuito.
    non+autenticato
  • Tradotto in termini semplici:
    noleggiati a gratis...
    non+autenticato
  • Ho letto l'articolo e devo dire di essere rimasto un pò perplesso nel senso che l'idea di per se non è male, ma cosa ci faranno, io non l'ho mica capito, lo usano per prendere appunti?E poi i laptop ormai sono nelle case di tutti, secondo me sarebe stato molto piu utile dare il laptop a chi relamente non lo possiede e crare una sorta di cd, dvd per uniformare tutti i laptop anche quelli di marche diverse degli alunni che magari lo hanno già(dato che come è scritto sono software open source).
    Per il resto mi sembra un ottima mossa, per cercare di incentivare l'uso dei pc in età cosi basse,anche se credo sia nettamente piu usato da loro con dai così detti "adulti"
    Saluti
    non+autenticato
  • La cosa ideale sarebbe stata integrare "l'uso" del laptop con il programma che seguiranno gli alunni:
    cosa infattibile viste le immani conoscenze "di cotali apparecchi" da parte del corpo docente (a cui fra le altre cose non dovrebbero essere richieste).
    non+autenticato
  • questo è il programma di una classe
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/PROGET...

    queste le schede di alcuni programmi installati
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/Schede...
  • Credo sia molto valido sia il programma didattico, e sia pur ei software installati, a questo punto mi è molto piu chiaro l'utilizzo di questo pc, e sono molto favorevole al progetto, complimenti
    non+autenticato
  • ... a parlar di scuola, come al solito. In questo Paese tutti allenano la nazionale di calcio e tutti si intendono di didattica. Quando poi si parla di computer e apprendimento, le cose peggiorano in modo esponenziale. In primo lugoo si affollano i dogmaticiX (dogmatici in versione Linux, quelli che tutti devono programmare e sviluppare, che tutti devono impazzire a installare una stampante, che tutti devono scrivere linee di comando, che guai imparare a schiacciare bottoni e così via), i quali leggono solo le parole che li interessano (maledetto Windows e maledetti i suoi complici!) e la menano sul software opensource e così via. E magari calano l'asso di Wikipedia, notoriamente così piena di errori che sono inorridito quando il mio medico mi ha fatto vedere una sua scheda per confermarmi una diagnosi; infatti esalta una visione amatoriale, falsamente democratica e inclusiva della conoscenza. E maledicono i consumatori. E dicono che i videogiochi ci sono anche per Linux - e che sono anche meglio. E così via. La solita solfa, di quelli che non capiscono che con i mezzi multimediali (quali che siano) i bambini devono fare bene italiano, matematica, scienze, geografia e così via. Ma questo a loro non interessa. Devono mostrare i oro muscoli (non dico altro per evitare la censura del messaggio) tecnologici, la loro capacità di usare il gergo. Poi arrivano gli apocalittici (o mio dio... dove andrà a finire il libro?) e gli integrati (basta con libri e quaderni!) e anche loro leggono solo il pezzo che fa comodo alla loro voglia di sputare sentenze; qualcuno di costoro si è accorto che nell'intervista di parla di integrazione tra i vari studenti. E' assolutamente vero che ci sono riflessioni sui carichi cognitivi non pertinenti implicati dalle tecnologie (Linux compreso, con buona pace dei presuntuosiX): si veda per esempio "tecnologia, scuola, prcessi cognitivi", Angeli, 2006; ma non per questo si deve buttare il bambino con l'acqua sporca. Potrei continuare, ma credo basti così. Dimenticavo: faccio il prof; mi occupo da più di 20 anni di "nuove" (sic!) tecnologie; a casa ho 1 mac; due pc con windows e due con linux.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Guastavign a
    > ... a parlar di scuola, come al solito. In questo
    > Paese tutti allenano la nazionale di calcio e
    > tutti si intendono di didattica.

    Il che è quasi deprecabile quanto appunto essere tutti ct.
    Se non fosse oggettivo, e sarebbe onesto da parte di un prof come te, ammettere che tra gli insegnanti la stragrande maggioranza ne sa di didattica quanto io ne so di punto croce.


    > Quando poi si
    > parla di computer e apprendimento, le cose
    > peggiorano in modo esponenziale. In primo lugoo
    > si affollano i dogmaticiX (dogmatici in versione
    > Linux, quelli che tutti devono programmare e
    > sviluppare,

    Io non ne conosco,e non ne ho letti nemmeno nelle pagine di questo forum.
    Forse sarebbe il caso di procedere molto meno per luoghi comuni da 4 soldi, e cercare di non riversare il proprio senso di inadeguatezza tecnologica e culturale su chi si dimostra orgoglioso delle proprie conoscenze.

    >che tutti devono impazzire a
    > installare una stampante, che tutti devono
    > scrivere linee di comando, che guai imparare a
    > schiacciare bottoni e così via),


    Ma chi sarebbero questi? ando' stanno?

    > i quali leggono
    > solo le parole che li interessano (maledetto
    > Windows e maledetti i suoi complici!) e la menano
    > sul software opensource e così via.

    Definire "menarla con l'open source", prego.

    A me sembra che il tuo discorso sia molto aprioristico e poco oggettivo.

    Forse c'è una categoria di persone, che non è nè dogmatica nè fanatica come piace dipingerla a qualcuno, che sogna una umanità che è autocosciente di cio' che fa, e non è una scimmia ammaestrata abituata a cliccare gli stessi bottoni, sempre allo stesso modo, e che se si spostano di + di 10 cm non diventano introvabili.

    Io mi sento orgoglioso di appartenre a questa categoria di persone, che crede che se uno sa cosa sta facendo e cosa vuole ottenere, allora il come diventa un dettaglio, impegnativo in rari casi, ma certo stimolante. E non mi riferisco solo all'informatica.

    > La solita solfa, di quelli che non capiscono
    > che con i mezzi multimediali (quali che siano) i
    > bambini devono fare bene italiano, matematica,
    > scienze, geografia e così via.

    Bel controsenso, complimenti prof!!!
    Prima ci si scaglia contro i "dogmatici" poi per dogma si attribuiscono a questi pensieri, opere e omissioni che non fanno, ed infine sempre per dogma ritengono che certe cose con certi strumenti non si possono fare o sono complicatissime, e poi ancora per dogma, si afferma che chi non crede a questi dogma è perchè non da importanza alle cose che sono ritenute dogmaticamente impossibili.
    Che assurdità.
    Pensare che uno come te insegni a dei ragazzini fa venire letteralmente i brividi.
  • lui si sarà contraddetto nel finale, ma tu sei un maleducato da brividi dell'orrore
    non+autenticato
  • Infatti, ma fa "bella" compagnia alla massa di commenti che leggi qua. Come puoi notare, abbondano: commenti fatti a vanvera, senza informarsi, superficialmente, ma saccentemente, o tipicamente trolleschi, come va di moda fra queste pagine.
    Può essere interessante osservare il fenomeno, ma altrimenti i succitati commenti si possono ignorare, in quanto si dimostrano appunto privi di valore e di contenuto concreto: non aggiungono nulla agli articoli del sito.
    Anzi lo screditano, se è questo ciò che risultano essere i lettori, quindi il target, di Punto Informatico. Probabilmente è solo un'apparenza, ma il dubbio può venire. Allora la domanda la rivolgo direttamente allo staff del sito: davvero vi conviene, grazie all'accesso anonimo e lunghi flame senza moderazione che si noti, avere tanti commenti, ma di qualità risibile, contenuto nullo e a livello di giungla?
    non+autenticato
  • Maleducato io?
    E perchè?
    Non ho insultato nessuno, ho detto e motivato quello che pensavo.
    Evidentemente per gli ipocriti l'esercizio della libertà di pensiero è maleducazione
  • sono d'accordo con pressocchè tutto il commento...
    non+autenticato
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