Luca Annunziata
venerdì 10 ottobre 2008

Torino, un netbook a ogni studente

Avviata una sperimentazione che affida ad ogni alunno di due scuole primarie il suo laptop personale. Per vedere l'effetto che fa. Punto Informatico ne parla con i promotori

Torino, un netbook a ogni studente"Non crediamo che il computer in aula cambierà tutto - ribadisce Zucchini - però è una novità importante che sia sempre disponibile per i ragazzi: di informatica a scuola se ne fa poca perché gli insegnanti portano poco i ragazzi in laboratorio". In questo modo sarà il laboratorio ad andare da loro, ma senza intralciare la normale attività scolastica: "È uno strumento con cui fare ricerca e tentare qualche tipo di apprendimento interattivo - continua - sempre limitati dalla durata della batteria che è di circa 3 ore. Che sono comunque di più delle classiche 1 o 2 ore settimanali di informatica che si fanno di solito".

I ragazzi dell'ITIS impegnati nella configurazioneL'obiettivo è anche scoprire cosa è possibile fare con il computer in classe: "Il computer non può sostituire gli insegnanti delle elementari: non si può fare - precisa Zucchini a Punto Informatico - non attecchirà mai. Chi lo propone si deve essere dimenticato come funzionava quando andava a scuola". Per Zucchini, l'e-learning non è adatto alle scuole primarie: "Il modello che proponiamo è un computer che consenta di divertirsi, di prendere appunti. Di certo non un computer che eroghi corsi e proceda alla valutazione automatica dei rendimenti".

Nella pratica i ragazzi avranno a disposizione una ventina di software oltre al browser di navigazione: si va da Tux Paint a Google Earth, passando per programmi di scrittura come Scribus o per fare di conto come Macchine Operatrici. C'è Freemind per creare mappe concettuali, Kompozer per costruire le pagine web, Audacity per registrare ed editare tracce audio e così via. La preparazione delle macchine è stata affidata agli studenti dell'ITIS Majorana, che garantiranno anche l'assistenza tecnica laddove si renda necessaria."Il nostro impegno maggiore - precisa Zucchini - è stata la creazione della white list per navigare e dell'elenco dei siti sicuri da inserire tra i Preferiti del browser (SeaMonkey, ndr)". Il professore ci tiene a chiarire questo punto: "Secondo noi basta questo ad abbassare di molto il rischio per i ragazzi su Internet: si fanno spesso convegni per parlare di cyberbullismo, ma non si parla mai delle soluzioni. Questa, secondo noi, è la soluzione". Fermo restando che i genitori hanno una password per consentire agli alunni di poter anche spaziare oltre la lista dei siti consentiti.

L'unica cosa che manca sui netbook sono i libri di testo: "Convincere gli editori non è facile - spiega Zucchini - per legge esiste l'obbligo di mettere a disposizione i testi in formato elettronico, ma manca la definizione di un formato ufficiale: una vera e propria giungla di estensioni". In ogni caso, spiega il professore, limitarsi a leggere su uno schermo potrebbe banalizzare l'utilizzo del computer in classe: "Se devo spiegare la fisica con un computer perché limitarsi a leggere le leggi? Con un giochino che mostra le cose, magari in maniera interattiva, il computer si trasforma in uno strumento per apprendere emozionandosi".

Non ci sono risposte definitive, chiarisce il professore, il discorso è ancora aperto: "Noi puntiamo ad espandere questa sperimentazione, a diffondere questa esperienza per spingere al cambiamento: certe cose cambiano perché il mondo cambia". Altrimenti c'è il rischio di allontanarsi troppo dalle esigenze degli alunni: "I ragazzi vivono in un mondo tecnologico - conclude il professore - ma il mondo formativo non comprende fino in fondo questa realtà e non ne parla: la migliore riforma possibile per la nostra scuola è probabilmente un buon insegnante al passo coi tempi".

a cura di Luca Annunziata
309 Commenti alla Notizia Torino, un netbook a ogni studente
Ordina
  • Ecco un caso esemplificativo di dogmi, insulti biliosi e fraintendimenti. Ma me l'aspettavo.
    non+autenticato
  • questo è il programma di una classe
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/PROGET...

    queste le schede di alcuni programmi installati
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/Schede...

    Sul sito del progetto c'è tutto, se uno è interessato legge.
  • sperperare danari pubblici in dei giocattoliPerplesso
  • Posso assicurare che nessun danaro pubblico è stato speso o maltrattato in questo progetto. I PC sono offerti in comodato gratuito da olidata.

    PS.
    il pc non è un giocattolo, e la versione data alle scuole ha pure il disco rigido. Ci gira qualsiasi software senza problemi e con ottime prestazioni...da provare
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dario Zucchini
    > Posso assicurare che nessun danaro pubblico è
    > stato speso o maltrattato in questo progetto. I
    > PC sono offerti in comodato gratuito da
    > olidata.
    >

    si, li hanno prodotti gratuitamente utilizzando gratuitamente quello che il pianeta gli recapitava direttamente agratis davanti la porta, e tutto ciò l'hanno fatto assolutissimamente aggratis, immaginoSorride

    > PS.
    > il pc non è un giocattolo, e la versione data
    > alle scuole ha pure il disco rigido. Ci gira
    > qualsiasi software senza problemi e con ottime
    > prestazioni...da
    > provare

    in compenso sembra un play-mobil o un clementoniSorride
    (almeno il magic desktop si poteva evitare, i ragazzini detestano essere trattati da scemi)
  • Un altro che non legge tutto. I pc sono in comodato gratuito.
    non+autenticato
  • Tradotto in termini semplici:
    noleggiati a gratis...
    non+autenticato
  • Ho letto l'articolo e devo dire di essere rimasto un pò perplesso nel senso che l'idea di per se non è male, ma cosa ci faranno, io non l'ho mica capito, lo usano per prendere appunti?E poi i laptop ormai sono nelle case di tutti, secondo me sarebe stato molto piu utile dare il laptop a chi relamente non lo possiede e crare una sorta di cd, dvd per uniformare tutti i laptop anche quelli di marche diverse degli alunni che magari lo hanno già(dato che come è scritto sono software open source).
    Per il resto mi sembra un ottima mossa, per cercare di incentivare l'uso dei pc in età cosi basse,anche se credo sia nettamente piu usato da loro con dai così detti "adulti"
    Saluti
    non+autenticato
  • La cosa ideale sarebbe stata integrare "l'uso" del laptop con il programma che seguiranno gli alunni:
    cosa infattibile viste le immani conoscenze "di cotali apparecchi" da parte del corpo docente (a cui fra le altre cose non dovrebbero essere richieste).
    non+autenticato
  • questo è il programma di una classe
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/PROGET...

    queste le schede di alcuni programmi installati
    http://share.dschola.it/olpc/Schede%20JumPC/Schede...
  • Credo sia molto valido sia il programma didattico, e sia pur ei software installati, a questo punto mi è molto piu chiaro l'utilizzo di questo pc, e sono molto favorevole al progetto, complimenti
    non+autenticato
  • ... a parlar di scuola, come al solito. In questo Paese tutti allenano la nazionale di calcio e tutti si intendono di didattica. Quando poi si parla di computer e apprendimento, le cose peggiorano in modo esponenziale. In primo lugoo si affollano i dogmaticiX (dogmatici in versione Linux, quelli che tutti devono programmare e sviluppare, che tutti devono impazzire a installare una stampante, che tutti devono scrivere linee di comando, che guai imparare a schiacciare bottoni e così via), i quali leggono solo le parole che li interessano (maledetto Windows e maledetti i suoi complici!) e la menano sul software opensource e così via. E magari calano l'asso di Wikipedia, notoriamente così piena di errori che sono inorridito quando il mio medico mi ha fatto vedere una sua scheda per confermarmi una diagnosi; infatti esalta una visione amatoriale, falsamente democratica e inclusiva della conoscenza. E maledicono i consumatori. E dicono che i videogiochi ci sono anche per Linux - e che sono anche meglio. E così via. La solita solfa, di quelli che non capiscono che con i mezzi multimediali (quali che siano) i bambini devono fare bene italiano, matematica, scienze, geografia e così via. Ma questo a loro non interessa. Devono mostrare i oro muscoli (non dico altro per evitare la censura del messaggio) tecnologici, la loro capacità di usare il gergo. Poi arrivano gli apocalittici (o mio dio... dove andrà a finire il libro?) e gli integrati (basta con libri e quaderni!) e anche loro leggono solo il pezzo che fa comodo alla loro voglia di sputare sentenze; qualcuno di costoro si è accorto che nell'intervista di parla di integrazione tra i vari studenti. E' assolutamente vero che ci sono riflessioni sui carichi cognitivi non pertinenti implicati dalle tecnologie (Linux compreso, con buona pace dei presuntuosiX): si veda per esempio "tecnologia, scuola, prcessi cognitivi", Angeli, 2006; ma non per questo si deve buttare il bambino con l'acqua sporca. Potrei continuare, ma credo basti così. Dimenticavo: faccio il prof; mi occupo da più di 20 anni di "nuove" (sic!) tecnologie; a casa ho 1 mac; due pc con windows e due con linux.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Guastavign a
    > ... a parlar di scuola, come al solito. In questo
    > Paese tutti allenano la nazionale di calcio e
    > tutti si intendono di didattica.

    Il che è quasi deprecabile quanto appunto essere tutti ct.
    Se non fosse oggettivo, e sarebbe onesto da parte di un prof come te, ammettere che tra gli insegnanti la stragrande maggioranza ne sa di didattica quanto io ne so di punto croce.


    > Quando poi si
    > parla di computer e apprendimento, le cose
    > peggiorano in modo esponenziale. In primo lugoo
    > si affollano i dogmaticiX (dogmatici in versione
    > Linux, quelli che tutti devono programmare e
    > sviluppare,

    Io non ne conosco,e non ne ho letti nemmeno nelle pagine di questo forum.
    Forse sarebbe il caso di procedere molto meno per luoghi comuni da 4 soldi, e cercare di non riversare il proprio senso di inadeguatezza tecnologica e culturale su chi si dimostra orgoglioso delle proprie conoscenze.

    >che tutti devono impazzire a
    > installare una stampante, che tutti devono
    > scrivere linee di comando, che guai imparare a
    > schiacciare bottoni e così via),


    Ma chi sarebbero questi? ando' stanno?

    > i quali leggono
    > solo le parole che li interessano (maledetto
    > Windows e maledetti i suoi complici!) e la menano
    > sul software opensource e così via.

    Definire "menarla con l'open source", prego.

    A me sembra che il tuo discorso sia molto aprioristico e poco oggettivo.

    Forse c'è una categoria di persone, che non è nè dogmatica nè fanatica come piace dipingerla a qualcuno, che sogna una umanità che è autocosciente di cio' che fa, e non è una scimmia ammaestrata abituata a cliccare gli stessi bottoni, sempre allo stesso modo, e che se si spostano di + di 10 cm non diventano introvabili.

    Io mi sento orgoglioso di appartenre a questa categoria di persone, che crede che se uno sa cosa sta facendo e cosa vuole ottenere, allora il come diventa un dettaglio, impegnativo in rari casi, ma certo stimolante. E non mi riferisco solo all'informatica.

    > La solita solfa, di quelli che non capiscono
    > che con i mezzi multimediali (quali che siano) i
    > bambini devono fare bene italiano, matematica,
    > scienze, geografia e così via.

    Bel controsenso, complimenti prof!!!
    Prima ci si scaglia contro i "dogmatici" poi per dogma si attribuiscono a questi pensieri, opere e omissioni che non fanno, ed infine sempre per dogma ritengono che certe cose con certi strumenti non si possono fare o sono complicatissime, e poi ancora per dogma, si afferma che chi non crede a questi dogma è perchè non da importanza alle cose che sono ritenute dogmaticamente impossibili.
    Che assurdità.
    Pensare che uno come te insegni a dei ragazzini fa venire letteralmente i brividi.
  • lui si sarà contraddetto nel finale, ma tu sei un maleducato da brividi dell'orrore
    non+autenticato
  • Infatti, ma fa "bella" compagnia alla massa di commenti che leggi qua. Come puoi notare, abbondano: commenti fatti a vanvera, senza informarsi, superficialmente, ma saccentemente, o tipicamente trolleschi, come va di moda fra queste pagine.
    Può essere interessante osservare il fenomeno, ma altrimenti i succitati commenti si possono ignorare, in quanto si dimostrano appunto privi di valore e di contenuto concreto: non aggiungono nulla agli articoli del sito.
    Anzi lo screditano, se è questo ciò che risultano essere i lettori, quindi il target, di Punto Informatico. Probabilmente è solo un'apparenza, ma il dubbio può venire. Allora la domanda la rivolgo direttamente allo staff del sito: davvero vi conviene, grazie all'accesso anonimo e lunghi flame senza moderazione che si noti, avere tanti commenti, ma di qualità risibile, contenuto nullo e a livello di giungla?
    non+autenticato
  • Maleducato io?
    E perchè?
    Non ho insultato nessuno, ho detto e motivato quello che pensavo.
    Evidentemente per gli ipocriti l'esercizio della libertà di pensiero è maleducazione
  • sono d'accordo con pressocchè tutto il commento...
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | Successiva
(pagina 1/7 - 35 discussioni)
 

La soluzione ideale per HP Software: Application Lifecycle Management

Wordpress: la guida

Wordpress: la guida

Dall'installazione all'uso dei post personalizzati, dai widget ai plug-in più usati, dai template ad-hoc fino alla realizzazione di un Super Admin per la gestione dei contenuti. Ecco [...]