Alessandro Bottoni
martedì 14 ottobre 2008

Pile a Combustibile, la grande promessa

di Alessandro Bottoni - Tutto quello che c'è da sapere su una tecnologia emergente, che promette una rivoluzione nel modo in cui si utilizza la tecnologia. Ma cosa è davvero lecito attendersi?

Roma - Grazie a Toshiba, a partire dal primo trimestre del 2009 potremo finalmente vedere sul mercato i primi dispositivi commerciali alimentati da pile a combustibile (fuell cell). Si tratta della prima apparizione pubblica di una tecnologia lungamente attesa e dalla quale ci si aspetta molto. Ma come funzionano questi "cosi" ed in quale modo possono cambiare la nostra vita?

una fuel cellPile e Pile a Combustibile
Le normali pile a ioni di litio usate sui telefoni cellulari e sui computer portatili sono accumulatori di energia elettrica. Per caricarle si fornisce loro energia elettrica fino a "riempirle". Questa energia viene usata per alimentare una reazione chimica che procede finché sono disponibili i reagenti. Quando la batteria viene utilizzata, una reazione chimica inversa alla precedente fornisce l'energia elettrica di cui abbiamo bisogno. La pila si scarica quando si esauriscono i reagenti necessari alla reazione. A quel punto, la pila è "vuota" e la si può nuovamente caricare. Di conseguenza, una pila è solitamente un dispositivo chiuso, sigillato, da cui non entra e non esce niente (a parte la corrente elettrica). Lo si può concepire come un "contenitore riutilizzabile" di energia elettrica.

A dispetto del suo nome, una pila a combustibile è invece un motore a tutti gli effetti. Più esattamente, si tratta di un generatore di corrente elettrochimico. Si tratta cioè di un dispositivo che converte energia da una forma all'altra (energia chimica in energia elettrica, nel nostro caso). Si alimenta la pila con un combustibile (da cui il nome) e questa fornisce energia elettrica. Quando si smette di fornire il combustibile, la pila smette di produrre energia elettrica. La pila accetta in ingresso un combustibile (nel nostro caso una miscela di alcol metilico al 3% in acqua distillata), un comburente (l'ossigeno contenuto nell'aria atmosferica) e rilascia allo scarico un flusso di aria calda che contiene l'acqua (vapore) e l'anidride carbonica prodotte dalla combustione. La pila a combustibile è quindi attraversata da un flusso di sostanze e produce un flusso di energia.
funzionamento


In altri termini, una pila a combustibile funziona esattamente come un normale motore a scoppio collegato ad un generatore di corrente.
La differenza, naturalmente, è che non c'è nessuno scoppio. La produzione di energia elettrica è resa possibile da una apposita membrana e da un apposito catalizzatore che si trovano all'interno della pila. Il combustibile e il comburente vengono portati sui due lati della membrana ed entrano in contatto tra di loro grazie ai pori della membrana stessa. Un apposito catalizzatore (platino + rutenio) "stimola" la reazione tra l'alcol metilico e l'ossigeno atmosferico. Questa reazione rilascia degli elettroni che vengono catturati, incanalati lungo dei fili di rame e portati al telefono cellulare. Questo flusso di elettroni è, appunto, la corrente elettrica (a 3,6 volt) che alimenta il dispositivo. La stessa reazione chimica produce anche un flusso di protoni (nuclei di idrogeno) che attraversano la membrana, completando la reazione sull'altro lato.

Si tratta quindi di una reazione controllata, che avviene all'interno di una soluzione acquosa, non di una combustione libera ed esplosiva come quella che ha luogo all'interno di un motore a scoppio.
44 Commenti alla Notizia Pile a Combustibile, la grande promessa
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  • Mi è sembrata assai interessante la sua osservazione che la cella a combustibile è un "MOTORE" . Partendo proprio da questa osservazione le dico subito che da qualche anno eseguo esperimenti per bruciare alluminio con l'ossigeno dell’aria in un sistema a fuel cell. Uso come tester proprio un motorino cui ho applicato un'elica. Per quanto io sia una persona di sessant'anni appena vedo girare il motorino mi emoziono proprio come un bambino. La facilità con la quale riesco a produrre circa 200 mA e 1,00 Volt circa per un periodo di tempo variabile tra un'ora e due ore mi ha così entusiasmato che ho fatto l'esame di dottorato presso l’università di Messina nel dipartimento di “Scienze e tecnologie chimiche innovative” (superandolo) proprio per dedicarmi a questo progetto. Nel mio sistema i metalli pesanti (come catalizzatori) sono assenti. Mi piacerebbe sentire un suo pare sulle prospettive future delle Al/air fuel cell di cui si parla troppo poco.
    Distinti saluti
    non+autenticato
  • ...che il contrario di accumulatori è sparpagliamucche!!
    Ora potete continuare a dibattere, grazie per la cortese attenzione!

    :fab:
    non+autenticato
  • Lascio il cellulare collegato al caricabatteria solare ho in macchina o in ufficio oppure mentre cammino per strada costa 40 euro e cambio solo le normali pile
    non+autenticato
  • Fuori tempo massimo. Fosse uscita all'epoca delle ni-mh, avrebbe fatto faville. Adesso non riesco a vederci applicazioni pratiche.
    Argomento:
    Non sono in molti a richiedere per un cellulare un'autonomia superiore alle 4 ore in conversazione (al di fuori del mio capo si intende). Per costoro conviene procurarsi una batteria di scorta a relativamente pochi euro, o un nuovo cellulare, probabilmente più grosso, possibilmente senza poter scegliere il modello di cellulare preferito, quasi sicuramente di gran lunga più costoso (all'inizio in particolar modo a causa di fenomeni di economie di scala, immagino già un costo *10)? L'unico vantaggio che avrebbero sarebbe poter mantenere continuità di servizio (aka: parlare all'infinito), ricaricando di tanto in tanto. Non un gran vantaggio. Pure il mio capo preferirebbe comunicare all'interlocutore di turno che gli si sta scaricando la batteria, la cambia un attimo e lo richiama.

    Sui portatili è già più sensato perché ritengo che le dimensioni siano meno critiche e quindi già si possa produrre qualcosa di analogo in termini di volume alle batterie al litio utilizzate adesso.
    Rimane da capire tutta questa necessità di dover utilizzare in continuazione, per 15 ore e passa, senza alcuna presa di corrente nelle vicinanze, compresi generatori a gasolio o celle solari o altro di simile.
    Onestamente non vedo granché di applicazioni che giustificano tutti questi investimenti, al di fuori del militare o simili, tipo il documentarista nel bosco che sta cercando di filmare qualche copula orsina e non può certo interrompere sul più bello la ripresa per andare al gruppo elettrogeno a ricaricare le batterie.

    Imho, epic fail.
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    Modificato dall' autore il 14 ottobre 2008 17.37
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  • Andare in giro con la bomboletta pronta per fare la ricarica di energia al cellulare...
    Ma siamo scherzando Rotola dal ridere
    Lasciamo che queste pile le usino solo sui sommergibili (tra l'altro di uno di questi sommergibili con soli 27 uomini di equipaggio ne ha parlato oggi il TG1 delle 13:30)...
    perché altrimenti rischiano di restare veramente sommerse... si, ma dalle critiche ! Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere
    non+autenticato
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