Gaia Bottà
martedì 14 ottobre 2008

UK, l'emorragia di dati non si rimargina

Un altro hard disk perso, altre centinaia di migliaia di dati in circolazione. La responsabilità? Dei dipendenti poco consapevoli e negligenti

Roma - L'hard disk si è volatilizzato, è scomparso, è andato perso. Conteneva dati relativi ai dipendenti del Ministero della Difesa britannico e a coloro che avevano fatto domanda per diventarlo. Non è dato sapere che fine abbia fatto: il Ministero della Difesa punta il dito contro EDS, l'azienda incaricata di gestirli.

Nomi e cognomi, indirizzi e coordinate bancarie, date di nascita e dettagli dei documenti: nei giorni scorsi si stimava che l'identità di 100mila dipendenti, di 600mila aspiranti dipendenti della forze armate e dei membri delle loro famiglie avrebbe potuto riversarsi nelle mani di malintenzionati di tutto il mondo. Ora il bilancio si è aggravato: sono a rischio i dati di un milione e 700mila individui. L'hard disk portatile che conteneva i record non avrebbe dovuto varcare i confini di un ambiente accessibile al solo personale autorizzato: è possibile che sia stato portato a casa da un funzionario, è possibile che sia stato trasferito in un altro ufficio dell'azienda incaricata di gestire i dati. Le autorità stanno indagando.

La fuga di dati che ha colpito l'Esercito britannico non è un caso isolato: in 4 anni il ministero della Difesa ha smarrito 747 laptop e 121 dispositivi di archiviazione portatili. Nei mesi scorsi, inoltre, un impiegato aveva lasciato incustodito un notebook all'interno di un'automobile. Il ladro che se ne è appropriato si è ritrovato fra le mani informazioni relative a 600mila persone che avevano compilato il modulo per entrare a far parte dell'esercito nei 10 anni precedenti. Era scattata un'indagine a riguardo, dalla quale era emerso che le misure di sicurezza adottate dal Ministero si dimostravano lasche e poco puntigliose: i dati erano troppo spesso in chiaro, i dipendenti poco responsabili e consapevoli. Dall'indagine si erano tratte anche delle raccomandazioni e dei codici di condotta da mettere in atto per tutelare la mole di dati depositata presso i server delle istituzioni. Nonostante il paese vanti sistemi di archiviazione sofisticatissimi e avidi di dati, l'invito alla responsabilizzazione non è bastato: il mese scorso sono andati persi tre laptop ministeriali, ora la scomparsa dell'hard disk.Il Regno Unito, sull'onda montante delle polemiche per la colossale fuga di 25 milioni di dati avvenuta in seno all'Her Majesty's Revenue and Customs, è stato costretto a fare ammenda: la circostanza si sarebbe potuta evitare. Ora non è più sufficiente porgere delle scuse: "è vitale che ci sia un cambiamento culturale nelle istituzioni - ammonisce Nigel Evans, a capo della commissione parlamentare che si occupa dei furti d'identità - che tutti i professionisti siano consapevoli delle loro responsabilità di proteggere e gestire i dati pubblici".

I dati parlano chiaro: se nel mondo si vaporizzano 4 record al secondo, se su scala globale i furti d'identità sono una pratica comune, la responsabilità è di chi gestisce archivi e custodisce record. Non sono infidi cracker ad insinuarsi nei database e a violare sofisticati sistemi di protezione: a mettere a rischio le informazioni sembrano essere gli stessi dipendenti delle strutture colabrodo. In un'indagine commissionata da Cisco che ha coinvolto aziende di tutto il mondo è emerso che sono i dipendenti l'anello debole della catena della sicurezza: si scambiano hardware e password, fanno uso di applicazioni non autorizzate, si portano a spasso i dispositivi di storage forniti dall'azienda per cui lavorano. L'Italia non fa eccezione: sono in molti coloro che appuntano le password su foglietti disseminati sulla scrivania, il 49 per cento dei professionisti IT è convinto che i dipendenti abbiano alterato le impostazioni di sicurezza delle proprie macchine per fruire di applicazioni vietate, il 27 per cento degli impiegati italiani porta fuori dall'ufficio l'hardware aziendale. La differenza è altrove: al contrario di quanto accade nel Regno Unito, nel Belpaese le fughe di dati non sono argomento che guadagna l'attenzione delle cronache.

Gaia Bottà
11 Commenti alla Notizia UK, l'emorragia di dati non si rimargina
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  • Ma tutti questi "smarrimenti" non vi fanno pensare che magari sotto sotto ci sia l'escamotage per fottere i bravi cittadini U.K.. Smarrisco dei dati, ci faccio quello che voglio sensa leggi o leggine alla faccia della privacy!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Super pippo
    > Ma tutti questi "smarrimenti" non vi fanno
    > pensare che magari sotto sotto ci sia
    > l'escamotage per fottere i bravi cittadini U.K..
    > Smarrisco dei dati, ci faccio quello che voglio
    > sensa leggi o leggine alla faccia della
    > privacy!!

    ...ma torna a Paperopoli, va...
    non+autenticato
  • superpippo abita a Topolinea non a Paperopoli
  • La faccenda e' questa: chi decide nella maggior parte dei casi percepisce solo se una cosa funziona o non funziona, non percepisce se funziona veramente bene (e nel funzionare bene ci mettiamo pure se funziona in maniera sicura).

    Chi vende si adegua al cliente, i piu' scrupolosi magari ci provano della serie, quello che chiede costa 100 ma pero' c'e' un altro insieme di aspetti da considerare sa la privacy, la sicurezza, la confidenzialita' insomma ecc. ecc. Costa 200.

    I dipendenti poi pensano allo stipendio e basta e anche a loro interessa funziona/non funziona, avere password difficili e da cambiare spesso, seguire procedure ecc. ecc. sono rotture di scatole in piu' che tollerano perche' costretti, se non li costringe nessuno non ne sentono la mancanza.

    Quasi immancabilmente il responsabile che ha un budget e su quello costruisce la sua fortuna sceglie la soluzione da 100. Se servono 20 persone nel reparto IT di cui 6 dedicate solo a costruire sicurezza se ne tiene 14, le altre 6 non producono roba che si vende e che aumenta i fatturati.

    Propostone, ma perche' la generazione di informatici piu' vecchia (ma non obsoleta ocio, e' un vizio anche di molti di noi aver programmato per lustri senza un occhio alla security, anche questi sono da evitare) non comincia a diventare CEO, del resto abbiamo una marcia in piu', e' una vita che siamo costretti a risolvere problemi di tutti i tipi e pensare in maniera strutturata, logica e razionale?

    Invece no, e' una professione cenerentola, non strategica, che si puo' dare in outsourcing, dove si puo' tirare sul prezzo, come per la ditta delle pulizie, come per i tizi che si occupano della manutenzione degli edifici, come i fattorini.

    Pazienza, ne leggeremo ancora tante di notizie di questo tipo.
    non+autenticato
  • A leggere "In un'indagine commissionata da Cisco che ha coinvolto aziende di tutto il mondo è emerso che sono i dipendenti l'anello debole della catena della sicurezza:" a nessuno viene in mente WarGames o Matrix? eheh.. l'uomo e' l'anello debole. Escludiamolo dai circuiti.. lasciamo che le macchine si occupino di noi.. eheh
    non+autenticato
  • Vi informo inoltre che se io da PRIVATO CITTADINO riesco a cifrare il contenuto del mio disco (preboot) grazie a software opensource di elevata qualità quale ad esempio Truecrypt, non vedo per quale motivo non può farlo un'ente governativo !!!

    Magari hanno anche il rilevatore d'impronta digitale sul notebook ultrafigo alla 007, ma debbono rendersi conto che se anche non riuscissi ad accendere il PC, posso sempre decidere di staccare il disco e di montarlo come slave per recuperare e curiosare nei dati !!!

    Con la crittografia invece tutto questo non avrebbe senso !
    Ti perdi un disco ?!?!? Pazienza ... cerchiamo se avevamo un backup ! Ma di sicuro la privacy degli utenti non viene violata !!!!!
    non+autenticato
  • > Con la crittografia invece tutto questo non
    > avrebbe senso
    > !
    > Ti perdi un disco ?!?!? Pazienza ... cerchiamo se
    > avevamo un backup ! Ma di sicuro la privacy degli
    > utenti non viene violata
    > !!!!!

    macché, gli utonti senza crittografia sono finiti, ma anche se l'avessero, userebbero "sex" come password...A bocca aperta
    Comunque un altro buon software come truecrypt è LUKS (che esiste da molti più anni ed è anche più testato), che però funziona per i sistemi linux.
    non+autenticato
  • io ho provato ad insegnare a un commerciale a usare truecrypt. il risultato è stato che riesce ad usare il disco solo in mia presenza
    che tristezza Triste
    non+autenticato
  • io ho insegnato ad un operaio dell'officina e ha imparato benissimo...magari aveva solo più voglia!!
    Sorride

    > io ho provato ad insegnare a un commerciale a
    > usare truecrypt....
    non+autenticato
  • nemmeno quello che mi capita a me ogni giorno per lavoro !!!

    Sapessi quante reti Wireless, quanti gestionali, quanti portali web di banche, assicurazioni, anagrafi ci sono bucabili li fuori, nella più banale delle ipotesi con 'OR 1='1 in una textbox !!!!!

    Altro che quello che dicono i giornali o quel che dicono le TV o volete darci a bere voi di PIA bocca aperta

    La verità è che ci sono un mare di dati spesso gestiti in modo SUPERFICIALE perchè appunto la sicurezza costa !!!

    E poi ? Vogliamo per caso raccontare degli "Insider Job" ossia di quei programmatori sistemisti con contatto a CO CO CO , CO.CO.PRO o con qualche cooperativa esterna che vengono PAGATI per rubare dati ?

    Facciamo un'"IPOTESI" : Tu azienda farmaceutica devi aumentare il fatturato, dunque devi fare un'indagine di mercato !!!

    Quale miglior modo dunque di fottere un DB sanitario regionale per verificare quanti utenti (potenziali CLIENTI) soffrono di Ipertensione piuttosto di quanti ne soffrano di stomatite ? Ed ecco indirizzata la Ricerca & Sviluppo (nonchè relativa produzione e relativi introiti) per gli anni seguenti !!!! E ovviamente se ne fregano delle malattie rare !!!!!!!

    Ma in fondo questa era solo un'ipotesi .... un'esempio !!!

    E se non lo fosse ?!?!?!?!?!?!

    A buon intenditor ....
    non+autenticato
  • e che non lo sai Marco? e' cosi che gira l'economiaSorride "l'insider job" come lo chiami tu, lo si faceva per sfizio (via internet, non parliamo poi in lan) gia' nel 1995.
    non+autenticato
 

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