Open Source a Torino, continua la polemica

Dopo la risposta del consigliere Ventriglia pubblicata da Punto Informatico ecco una presa di posizione del GNUG di Torino. Contestata anche la criminalizzazione del netstrike

Roma - In una particolareggiata replica all'interpellanza sull'Open Source presentata a Torino da alcuni consiglieri di Alleanza Nazionale, esponenti del GNUG e del LUG di Torino, entrambi gruppi legati al Software Libero e a Linux, precisano e contestano alcune affermazioni.

I firmatari della replica da un lato negano che nelle conferenze tenute in occasione del Linux Day 2002, descritto come evento non profit e del tutto slegato da logiche commerciali, sia emerso in qualsiasi modo un interesse o una proposta di tipo commerciale da parte di qualsiasi società nonché qualsiasi legame non cristallino con altri consiglieri comunali che hanno partecipato all'evento; dall'altro evidenziano come tra i co-organizzatori della conferenza non figurava il gruppo "Underscore_TO" a cui hanno invece fatto riferimento i consiglieri.

Inoltre il GNUG contesta vigorosamente quanto affermato dai rappresentanti di AN e ribadito dal consigliere Ventriglia su queste pagine nei giorni scorsi, e cioè che il netstrike contro il sito del Ministero di Grazia e Giustizia rappresenti un reato. "Non risponde al vero - si legge nella replica - come si puo' facilmente evincere dalla vigente normativa nel campo dei reati informatici, in particolare dagli Art.56, 110, 112 e 617 quater - 'Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematichè che non fa menzione di alcun oggetto nominato 'netstrikè la cui esistenza e natura resta da indagare."
"Ci rammarica - conclude la nota del GNUG - sapere che vengano diffuse all'interno del Consiglio Comunale idee secondo cui saremmo un gruppo con "finalità discutibili di attacco alle Istituzioni", e a maggior ragione, ci rammarica il fatto che queste dichiarazioni vengano fatte con così tanta leggerezza nei confronti di persone che con la loro opera volontaria, portano la cultura informatica tra la popolazione torinese, con beneficio di tutti, al di la di ogni schieramento politico, e, non ultimo, gratuitamente."
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30 Commenti alla Notizia Open Source a Torino, continua la polemica
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  • Leggendo fra i vari interventi noto sempre un rimpallarsi di accuse tra destra (fascista mascherata) e sinistra istituzionale (venduta ai potenti). Tutti fanno finta di non vedere che fino a quando i mezzi di produzione rimarranno in mano privata non può esistere democrazia. Credo che la novità vera del movimento del software libero e del progetto GNU in particolare, sia proprio il volersi riappropriare della libertà. Qesta esperienza non verrà appoggiata nenache dalla sinistra (quella istituzionale), perché mina le fondamenta di questo sistema. Siamo solo macchine da produzione e da consumo in mano a farabutti che perseguono solo il profitto con qualunque mezzo ed a qualsiasi costo.
    non+autenticato

  • buttarla sulla politica ?
    mi sembra che il problema non sia : SX (open source) vs
    AN (M$)
    ma sia piu' del tipo    comune -> favoreggiamento amichetti -> amichetti con azienda O.S. ma l'importante e' che siano amichetti ..


    E invece sempre con ste guerre ideologiche.. Coppi Bartali,
    Milan Inter, Juve Toro, Sx Dx... ecc ecc ...
    non+autenticato
  • sante parole...
  • Diversamente da quanto sostiene, nella sua replica, il GNUG, il Netstrike configura un reato, perdipiù molto grave, o - quantomeno - il suo tentativo (comunque punito dal c.p., art. 56).
    Premesso che è errato il riferimento del comitato all'art. 617 quater c.p., che non c'entra niente, il reato configurabile nel caso di specie è quello più grave previsto dal 635 bis c.p., comma secondo, che punisce con la reclusione da 1 a 4 anni chi - tra l'altro - rende in tutto o in parte inservibile un sistema informatico o telematico altrui, commettendo il fatto su cose destinate a pubblico servizio o pubblica utilità.
    Si tratta proprio di uno dei cosidetti "cybercrimes", introdotti con la L. 547/93.

    Altro è il problema di provare dolo ecc., ma questo è un altro discorso, qui si parla se costituisca o no un reato.

    Spero quindi di aver chiarito il problema.

    Ciao

    Marco (avvocato)
    non+autenticato
  • Piccolo problema: il suffisso è .it, pertanto non identificabile.
    La tua osservazione sarebbe valsa se fosse stato .gov
    O forse lo stato italiano è al di sopra dei meccanismi di funzionamento di Internet ?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Piccolo problema: il suffisso è .it,
    > pertanto non identificabile.
    > La tua osservazione sarebbe valsa se fosse
    > stato .gov
    > O forse lo stato italiano è al di sopra dei
    > meccanismi di funzionamento di Internet ?

    Il problema è effettivamente piccolo (anzi, non si pone): per il diritto penale, infatti, vale la situazione di fatto, non esclusivamente formale: pertanto, qualsiasi servizio che viene dato al pubblico dallo stato o suoi organi rientra sicuramente nei criteri previsti dall'aggravante.
    Oltretutto si tende (correttamente, a mio avviso) a considerare addirittura qualsiasi sito internet che fornisca al pubblico un servizio (perdipiù gratis), come un servizio di pubblica utilità.
    In ogni caso, si tratta solo di un'aggravante, il reato sussiste indipendentemente da essa.
    Spero di esserti stato utile.
    Ciao
    Marco
    non+autenticato
  • Non capisco:

    se io singolo insieme a altro 10000 singoli, ognuno a casa sua, cliccko o digito l'url di un sito in contemporanea e quel sito non riesce a gestire questo traffico, in che modo sono autore di un illecito?

    Io vado a vedere un sito...
    Se il sito non regge le nostre visite, legittime, non sono problemi miei.

    Se cerrco di accedere illegalmente al server, si, commetto un reato, ma non se vi accedo secondo i modi e le forme previste dall'autore del sito...

    Wish
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non capisco:
    > se io singolo insieme a altro 10000 singoli,
    > ognuno a casa sua, cliccko o digito l'url di
    > un sito in contemporanea e quel sito non
    > riesce a gestire questo traffico, in che
    > modo sono autore di un illecito?

    La differenza sta nel dolo, cioè nella coscenza e volontà di rende in tutto o in parte inservibile un sistema informatico o telematico altrui; è per questo che dicevo che il difficile verrebbe nel provare proprio questo dolo (ma è un altro discorso, qui discutevamo solo se è reato o no).
    I delitti (cioè i reati più gravi), tranne in alcuni casi, sussistono solo in caso di dolo.
    Se invece uno ha provato "legittimamente" l'accesso al sito e questo non ha più retto, non c'è nessuna responsabilità, ci mancherebbe.
    Se, da ultimo, non vi è il dolo, ma si ha comunque una colpa (ad esempio conosco bene la situazione critica in quel momento, ma, pur non volendo buttare giù il sito, non ci penso e provo ad accedervi con conseguente crash), allora potri essere responsabile civilmente, per un qualche risarcimento dovuto alla mia condotta negligente (ma qui non si tratta più di reato).

    >
    > Io vado a vedere un sito...
    > Se il sito non regge le nostre visite,
    > legittime, non sono problemi miei.
    >

    Esatto, v. sopra.

    Ciao
    Marco

    non+autenticato
  • Credo che la questione possa vertere su chi
    organizza il netstrike.. forse questi potrebbero essere
    accusati di associazione a delinquere per interruzione
    di pubblico servizio. Se con intercettazioni riescono
    a individuare gli organizzatori questi possono passare guai.

    cmq la questione e' un'altra, anche chi sciopera in Sicilia
    e blocca ferrovie e aereoporti interrompe un pubblico servizio
    ma nessuno si azzarda a tacciarli di associazione criminale
    come ha fatto quello di AN!

    Macs
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Credo che la questione possa vertere su chi
    > organizza il netstrike.. forse questi
    > potrebbero essere
    > accusati di associazione a delinquere per
    > interruzione
    > di pubblico servizio.

    Purtroppo no: essere i "capi" o gli organizzatori è un'aggravante (art. 112, comma primo, n. 2, c.p.), ma il reato è commesso, in concorso (art. 110), da tutti.


    > Se con intercettazioni
    > riescono
    > a individuare gli organizzatori questi
    > possono passare guai.

    Non c'è il caso di intercettare necessariamente: se mi piombano in casa e aprono il PC, leggono tutte le email che io e te ci siamo mandati, dove ci sono tutte le prove che vogliamo.



    > cmq la questione e' un'altra, anche chi
    > sciopera in Sicilia
    > e blocca ferrovie e aereoporti interrompe un
    > pubblico servizio
    > ma nessuno si azzarda a tacciarli di
    > associazione criminale
    > come ha fatto quello di AN!

    La norma è specifica per chi rende in tutto o in parte inservibile un sistema informatico o telematico altrui, non può essere estesa ad altri casi.
    In ogni caso, anche gli scioperi devono essere autorizzati, se non son guai.
    Per il resto, sull'opportunità o meno di una denuncia, se ne può parlare, io mi riferivo alla configurabilità del reato.
    Ciao
    Marco
    non+autenticato

  • > Purtroppo no: essere i "capi" o gli
    > organizzatori è un'aggravante (art. 112,
    > comma primo, n. 2, c.p.), ma il reato è
    > commesso, in concorso (art. 110), da tutti.
    >

    Si ma per gli altri e' difficile provarlo, mentre per un organizzatore
    che si prodiga con mail e altro e' piu' semplicemente
    provate il dolo.


    > La norma è specifica per chi rende in tutto
    > o in parte inservibile un sistema
    > informatico o telematico altrui, non può
    > essere estesa ad altri casi.
    > In ogni caso, anche gli scioperi devono
    > essere autorizzati, se non son guai.
    > Per il resto, sull'opportunità o meno di una
    > denuncia, se ne può parlare, io mi riferivo
    > alla configurabilità del reato.
    > Ciao
    > Marco

    L'interruzione di pubblico servizio e' un reato pre-esistente
    di molti anni di cui l'estenzione in ambito telematico e'
    solo la piu' recente.
    Per gli scioperi immagino intendessi le manifestazioni
    in quanto nessuno puo' impederti di scioperare e non devi
    chiedere permesso a nessuno. Per l'organizzazione
    di cortei e altro c'e' effettivamente da richiedere un'autorizzazione, ma questa e' una sorta di avviso alle autorita che cosi' possono organizzarsi per la logistica e il
    traffico ma che non possono rifiutare a meno di gravissimi
    motivi di ordine pubblico comprovati e basati su motivazioni
    concrete e circostanziate, in quanto il diritto a manifestare
    e' sancito dalla costituzione e come tale non puo' essere
    limitato se non magari per difendere diritti pari o superiori.

    Macs
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Purtroppo no: essere i "capi" o gli
    > > organizzatori è un'aggravante (art. 112,
    > > comma primo, n. 2, c.p.), ma il reato è
    > > commesso, in concorso (art. 110), da
    > tutti.
    > >
    >
    > Si ma per gli altri e' difficile provarlo,
    > mentre per un organizzatore
    > che si prodiga con mail e altro e' piu'
    > semplicemente
    > provate il dolo.

    Questo è un altro discorso, su cui concordo pienamente.


    > > La norma è specifica per chi rende in
    > tutto
    > > o in parte inservibile un sistema
    > > informatico o telematico altrui, non può
    > > essere estesa ad altri casi.
    > > In ogni caso, anche gli scioperi devono
    > > essere autorizzati, se non son guai.
    > > Per il resto, sull'opportunità o meno di
    > una
    > > denuncia, se ne può parlare, io mi
    > riferivo
    > > alla configurabilità del reato.
    > > Ciao
    > > Marco
    >
    > L'interruzione di pubblico servizio e' un
    > reato pre-esistente
    > di molti anni di cui l'estenzione in ambito
    > telematico e'
    > solo la piu' recente.

    Non è un'estensione di altri reati, non c'entra niente!
    Attenzione: il 635 bis è intitolato "danneggiamento di sistema informatico o telematico": l'interruzione del P. S. è solo un'aggravante.


    > Per gli scioperi immagino intendessi le
    > manifestazioni
    > in quanto nessuno puo' impederti di
    > scioperare e non devi
    > chiedere permesso a nessuno.

    No, non posso fare liberamente (senza alcun limite) e senza accordi scioperi che interrompano un servizio pubblico essenziale.
    Comunque, ripeto, questo non c'entra niente col "nostro" reato, di cui rappresenta solo una circostanza aggravante.

    Spero di esserti stato utile.
    Ciao
    Marco
    non+autenticato
  • Non c'è peggior sordo di chi non vuole intendere. Mi sembra che Marco sia stato chiaro.
    Berri
    non+autenticato
  • > > L'interruzione di pubblico servizio e' un
    > > reato pre-esistente
    > > di molti anni di cui l'estenzione in
    > ambito
    > > telematico e'
    > > solo la piu' recente.
    >
    > Non è un'estensione di altri reati, non
    > c'entra niente!
    > Attenzione: il 635 bis è intitolato
    > "danneggiamento di sistema informatico o
    > telematico": l'interruzione del P. S. è solo
    > un'aggravante.
    >

    e chi parlava del 635.. io mi riferivo all'interruzione
    di Pubblico Servizio che e' un reato a se stante e che
    ora e' inteso anche in ambito telematico.

    > No, non posso fare liberamente (senza alcun
    > limite) e senza accordi scioperi che
    > interrompano un servizio pubblico
    > essenziale.

    appunto chi ha detto che devi interrompere un pubblico
    servizio? Uno sciopero si puo' fare comunque anche senza
    interrompere nulla...

    ma non mi hai risposto sul fatto che nessuno ha niente
    da dire quando gli operai fiat bloccano autostrade,
    aereoporti, porti.. quelle sono interruzioni di pubblici servizi,
    mentre c'e' chi ci gioca e dice criminali a chi fa un NetStrike.

    ciao
    Macs
    non+autenticato
  • Sapete tutti il colore politico del sindaco di Venezia?
    Rosso di SX, come la giunta di Torino.
    E come la giunta di Torino per volere popolare innocente per definizione!
    Bè a Venezia accade che come molti sindaci anche questo abbia una moglie, ma non una moglie qualsiasi, ma una moglie titolare di varie imprese.
    Basti pensare che casualmente, ma molto casualmente, il comune di Venezia si è rivolto ad una delle 2 (sole?) ditte di studi di cui la "Siora" (cosi è soprannominata a Venezia) per ben 2 volte.
    Una per la ricostruzione del teatro della Fenice, prezzo = 2.000.000.000 £ire (non vi era l'?uro), un'altra per una valutazione sui canali, prezzo=1.000.000.000 £ire. E non è finita, vi sono appalti e appaltini che finiscono per essere valutati dalla "Siora". Si può allora pensare che visto che sono di partito la "siora" e consorte, già nella precedente amministrazione di SX di Venezia le ditte della "Siora" fossero cosi usate dal comune lagunare: macchè, la scoperta della "siora" è avvenuta con un tempismo degno della F1 proprio quando il gentil consorte varcò il portone del comune come sindaco.
    Penserete allora che nella giunta lagunare fiocchino interpellanze varie delle opposizioni, bè si fioccano, sono di AN; ma il sindaco e restante giunta non si degnano di rispondere ai perchè, ai come, alle ditte della "siora" piovano cosi tanti appalti e gli scarti alla concorrenza (in una interpellanza se ne sono addirittura andati via).
    Io che credo che la SX sia innocente per definizione, pur avendo nelle sue file gente che ha portato capitali illeciti dall'ex-URSS all'Italia come allegramente confessano, pur avendo tra le sue file (anche nei comuni) gente che ha riscattato una delle pensioni perchè lavorava nel sindacato e/o nel partito dalla tenerà età di 5 anni, etc.(reati che i magistrati milanesi hanno sempre giudicato di scarsa importanza davanti ad altri; e giustamente tutte le magistrature d'Italia si sono uniformate a questa corretta visione: e checa*zo poi, pensateci, che sono questi i reati?); ritengo che tutti gli appalti finiti alla "siora" siano frutto del caso e che sia tutto corretto.
    Cosi se una giunta comunale di SX, come quella di Torino pensa di rivolgersi ad aziende open source, fissando dei parametri che stranamente potrebbero tagliare le gambe ad alcune aziende (operanti sempre open source), mica sospetto: per definizione appunto.
    Non sospetto anche se la SX è quella che ha abbracciato B. G., che ha firmato con 2 presidenti del consiglio (Prodi - Dalema) la fornitura alla PA da parte di M$, e che ora grazie al decreto dell'attuale min. Stanca può permettersi di rivolgersi (le amministrazioni da lei controllate) se vuole all'open source.
    Ma poi, che ca+zo sono questi i reati?
    Cmq ci si può chiudere un'occhio, no?

    [...................................]
    non+autenticato
  • Ancora? Ma renditi conto che hai gia' scassato abbastanza con sta "Siora di Venezia" e che diamine!
    non+autenticato
  • Si scassa quando si mette in evidenza ciò che piace nascondere, o che piace che non si metta in evidenza.

    [..............................]
    non+autenticato
  • Io non lo sapevo, e mi è sembrato interessanteSorride

    Ciao
    Simo.
    non+autenticato
  • Peccato, sono di Venezia.
    Quelle interpellanze di AN sono cose che ti sei inventato., così chi si dichiara interessato almeno lo sa che racconti frottole.
    Il magna magna della fenice ha origine fuori Venezia. C'è uno che possiede 9/10 d'italia, caro amico di AN, che sta bloccando tutto. Non ha perso il vecchio vizio di ficcarsi negli appalti con modi pretangentopoli.
    Dicono che insisti da un pezzo, hai visto che l'hai trovato chi ti fa fare una BELLA figura.
    Fai nomi e cognomi se sai qualcosa, se non li fai vuol dire che ti inventi le cose per fare propaganda al tuo partito.
    Vergognati, te lo dice un anarchico, uno che si fa un baffo dei vostri squallidi partiti. E soprattutto mi schifano gli ex-fascisti, che fanno i democratici ma a roma inaugurano la prima mostra su mussolini, non perdono un omaggio a Salò, non c'è che dire, avete proprio voltato pagina. Potete anche giudicare quello che fanno gli altri, come non foste nemici della libertà (e alla TV l'abbiamo già visto)
    In rete è diverso, però. Qui c'è chi ti pettina come vuole, non ci sono i 4 suonati di Domenica In, pronti ad applaudire anche Marzullo.
    Morte ai conservatori.

    non+autenticato
  • Non mi sono inventato niente: era su un quotidiano nazionale e come tale se questi pubblica un dato e cioè che la gentil consorte del sindaco (o meglio le sue società) hanno ricevuto un appalto per 2.000.000.000 delle vecchie £ire è passabbile di denuncia dalla giunta comunale, al sindaco alla consorte. Ergo stai mentendo o sei poco informato.
    Quando mi riferivo alle interpellanze è vero che ho esagerato, ma il post era ironico. Vi sono state alcune interpellanze da parte di tutta l'opposizione, non solo di AN. Esageravo anche quando ho riportato che in una interpellanza "se ne sono andati via": in realtà ad andarsene è stato solo il sindaco, il resto della giunta è rimasta a rispondere.
    Questi sono i fatti come il quotidiano (che per inciso riporta anche che un quotidiano locale li ha riportati) li ha riportati (con la sempre grave menaccia di denuncia se fossero falsi).
    Altresì va detto che il quotidiano riportava anche ciò che dici, e cioè che il "magna-magna" sulla Fenice arriva da prima, ma ciò non giustifica che l'attuale sindaco abbia voluto far entrare nel "magna-magna" anche la sua gentil consorte.
    Dal punto di vista legale: poco da dire se non si trovano prove di concussione e/o corruzione, le società della "siora" hanno tutti i diritti di concorrere.
    Però, attenzione: come a Torino (se cosi fosse, come sospettano gli esponenti di AN) basta fare i parametri appositi per favorire le soc. della "siora" a scapito di altre, e tagliarle di fatto fuori legalmente dagli appalti.
    Sei un pò precisino, il post era ironico, inutile stare a fare precisazioni.
    E stai attento a dire è tutto falso e successivamente a contraddirti dicendo che "il magna-magna esisteva già da prima"; ripeto: ciò non giustifica che vi entri ache la "siora".
    non+autenticato
  • Su chi possiede i 9/10 d'Italia a tuo dire non entro, ma ciò che veramente fà pena è osservare che anarchici, Sx-strorsi etc., giudicano non punibili tutti quei reati ("siora" esclusa, che solo reato morale è) descritti, e con il tuo post lo confermi.
    Ma non ti preoccupare non siete i soli a pensarla cosi.
    Peccato che se vai in USA o in GB e gli raccontate che i finanziamenti dall'ex-URSS, o il riscatto di pensioni per il lavoro sindacale e/o partitico dalla tenerà età di 5 anni (ne cito alcuni di reatucci) non sono punibili, vi ridono in faccia.
    Solo nei paesi di cultura latina, potete dirlo e attuarlo, in quelli di cultura superiore come quella anglosassone potreste dirlo e basta.
    Poi d'interessante i fatti della "siora" non hanno niente, se ne verificano purtroppo ogni tanto; ciò che d'interessante ha è solo la lezione sullo stare attenti anche nel caso riportato nella notizia di PI. Aprire all'open source, non significa che non vi siano le possibilità per un "magna-magna" come nel caso della "siora": era questo che tu e i tuoi compagni dovevate capire!
    non+autenticato
  • Sei anarchico? E checcé frega? Se ti frega il Berlusca, organizzi una rivolta, mentre se ti frega uno della sinistra, ce l'hai con chi lo fa notare.
    Il tuo è solo un bla bla senza attinenza al discorso.
  • Ma proprio non se ne sentiva il bisogno di tali affermazioni che
    sanno solo di pretesto e di provocazione. Le sgomitate politiche e mediatiche servono a poco: il succo vero viene sempre a galla.

    Come giustamente qualcuno ha già affermato il problema non è ideale o politico ma semplicemente pratico: perché mai una pubblica amministrazione deve spendere xxx Euro per sistema operativo e xxx Euro per Office Automation se invece può ottenere lo stesso risultato a costo zero?

    Il Comune di Torino paga profumatamente ogni singolo PC (circa l'80% in più, diciamo 2000 euro a postazione, provate voi a confrontare tali prezzi con quelli di mercato....), e ne acquista a migliaia, giustificando il sovrapprezzo con la garanzia on site di 3 anni e con la fornitura completa di sistema operativo e programmi Office (ovviamente tutto targato Microsoft).

    Ebbene, se il SO fosse Linux e i programmi fossero Open Office (compatibili al 100% con formati DOC, XLS e PPT) vi sarebbe sicuramente un grande risparmio. Gran parte delle postazioni comunali lavorano infatti su posta elettronica, scrittura documenti in word processor ed elaborazione di fogli di calcolo, tutte operazioni perfettamente gestibili (a cost ozero e con miglior sicurezza) in ambiente Linux.

    A meno che non si voglia dimostrare (questa sì sarebbe una via plausibile) che tale scelta, pur costando zero come licenze, alla fine avrebbe un costoanalogo grazie agli interventi tecnici di installazione (che peraltro vengono già fatti anche per Windows e Office).

    Ma cosa dice invece An? Non solo gestisce come presidenza l'ente mezzo pubblico e mezzo privato che fornisce IN ESCLUSIVA (non è possibile fornirsi altrove per presunti motivi di economicità, ma nessuno riesce a capire come può un prezzo maggiorato dell'80%, pur con le debite forniture a corredo, essere economico) hardware e software al Comune di Torino, ma si permette pure di criticare una prospettiva di sistemi operativi e software Open Source con motivazioni che hanno il pesante sapore della provocazione politica.

    Ad esempio:

    "...La impostazione generale della mozione, che divide nettamente tra un Linux buono, vicino al popolo, e un Windows cattivo, strumento diabolico dei ricchi...."

    Caro Ventriglia, veramente nella mozione presentata dalla "sinistra" si afferma che Windows è uno strumento diabolico dei ricchi? Non le pare la sua un'affermazione un po' estremizzata ed avventata?

    "... Nei resoconti sul Linux Day ... la stampa locale ha immediatamente accostato la mozione dei colleghi della sinistra ad altri soggetti... le cui attività discutibili sconfinano talvolta nella fattispecie criminosa vera e propria (come nel caso del netstrike organizzato contro il sito del Ministero della Giustizia)..."

    Caro Ventriglia, la parola "criminosa" la vedo già usata dal SUO Presidente del Consiglio. E' stata il preludio della defenestrazione del famoso trio Biagi - Santoro - Luzzati. E poi non mi sembra un net-strike possa essere bollato come tale. A meno che non si voglia limitare questa pericolosa libertà di espressione che oggi le da' tanto fastidio. Forse ci sono delle nostalgie , da parte sua?

    "...Personalmente, non credo alla divisione tra tecnologie di sinistra e di destra, come viene presentata nella mozione DS-Margherita...."

    Ancora una volta le chiedo: la mozione DS-Margherita afferma veramente che vi sono tecnologie di destra e di sinistra?

    Insomma, questa presa di posizione mi puzza tanto di pretesto provocatorio, e mi sembra che gli interessi reali in gioco siano semmai proprio quelli di chi oggi accusa (è sempre il bue che da' del cornuto all'asino) e non di chi propone una via, che perlomeno andrebbe sperimentata, anche in scala ridotta.

    Ma il danno maggiore, come sempre accade quando entrano in scena gli eredi del ventennio, è che ormai un argomento come questo non può più essere discusso con obiettività: lo spirito è quello del tifo da stadio, e non del confronto politico.

    Forza Roma, Forza Lupi, so' tornati i tempi cupi.....
    non+autenticato
  • Bravo, concordo pienamente. Chiederei a PI, anche se il commento è anonimo, di girare questo ai diretti interessati.
    Jul
    28
  • Anche secondo me questo bel intervento andrebbe girato a chi scrive senza sapere di cosa si parla
  • Approvo. E non perchè sia si sinistra. Ritengo che abbia detto le cose giuste: è assurdo bollare Linux come tecnologia di sinistra.
    Qualsiasi politicante dovrebbe imparare a non cercare sempre il vile scontro destra - sinistra, ma di cercare l'utile per la collettività.
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