Alfonso Maruccia
mercoledì 15 ottobre 2008

Quando la pirateria cambia gli artisti

La dura lotta alla pirateria digitale perde di senso se gli autori sfruttano lo sharing per conquistarsi nuovi fan?

Roma - Il presidente George Bush ha firmato l'Enforcement of Intellectual Property Rights Act (EIPRA), aumentando le pene per i condivisori e costituendo infine un organo di controllo alle dirette dipendenze della Casa Bianca responsabile della lotta alla pirateria, definito, per l'ampiezza di poteri che detiene, zar della proprietà intellettuale. Già c'è chi prospetta un orizzonte di caccia ai downloader senza quartiere, di pressioni lobbistiche, di cooperazione con i governi stranieri: un tale dispiegamento di forze si rivelerà davvero utile ora che gli artisti iniziano ad abbracciare la rete come canale per distribuire gratuitamente le loro opere?

Il clima sta dunque cambiando per la legione di utenti che, in barba a regolamentazioni sempre più stringenti, continua a intasare la rete con i download a mezzo BitTorrent, eDonkey2000 e Gnutella. Ma a cambiare sono anche gli artisti, impugnati dalle major per giustificare la crociata legale contro i fan e i consumatori: al contrario delle etichette discografiche, gli autori dimostrano di voler definitivamente adottare il file sharing come veicolo di promozione musicale.

Questo è quanto sostiene una generazione di artisti cresciuta con Napster, che ha scaricato gli album preferiti con i primi tool di P2P decentralizzato e non considera fondamentale avere un contratto monolitico con le Big Four, alle quali sostanzialmente finirebbero per svendere i diritti di sfruttamento della loro musica. Una generazione di cui fa parte anche la band The Pragmatic, che con TorrentFreak parla di BitTorrent, del supporto dei fan e del successo che può arrivare dal P2P indipendentemente dal volere di Sony, EMI, Universal e Warner.
La band"Le etichette si lagneranno e denunceranno la propria audience base solo per ricavarne un dollaro - racconta André, un membro della band - Non posso biasimarli, è così che hanno costruito il proprio business". La lettura della situazione in cui versa l'industria della musica è comprensiva: "Il cambiamento li spaventa, soprattutto quando non lo possono controllare". Il primo album della band, Circles, è stato distribuito su rete BitTorrent perché "il file sharing non ha mai riguardato il furto di musica, quanto piuttosto la ricerca di musica che ami". "Onestamente - continua André - io credo che oggi non sarei un musicista se non ci fosse stato Napster"

Le major potranno anche continuare a sbattere la testa contro protezioni DRM sempre più detestate, i governi potranno anche impegnarsi attivamente a fare da spalla alle lobby dell'industria multimediale. Se i consumatori più attenti, o tecnologicamente più consapevoli, continueranno a sentirsi trattati sempre e comunque come criminali, la "pirateria" finirà per essere percepita come una consuetudine più che un reato. Con o senza zar in quel di Washington.

Alfonso Maruccia
14 Commenti alla Notizia Quando la pirateria cambia gli artisti
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  • Questa storia l'ho gia' sentita: avete le armi chimiche, lo sappiamo e noi, preventivamente, vi radiamo al suolo.

    Adesso gli irakeni di turno sono il popolo di Internet, sui loro pc c'e' di sicuro materiale non in regola con il copyright e quindi stanno per iniziare i bombardamenti a tappeto. Se poi si sono sbagliati e' lo stesso, se in Irak c'era il petrolio e lucrosi contratti per molte aziende amiche per la ricostruzione, nelle nostre tasche ci sono, forse, dei soldi e comunque una buona scusa per controllare ulteriormente tutto e tutti.

    In Irak sono impantanati e non sanno come andarsene, da uno stato dittatura (spregevole certo) ne hanno fatto una regione terrorista. Questa volta sul serio e non da finti rapporti CIA. Nel frattempo il petrolio e' andato alle stelle e l'economia a rotoli. Questa volta ce la faranno a far guerra agli straccioni (che saremmo noi) e vincerla allegramente o se la dovranno filare con la coda tra le gambe avendo allevato nel frattempo una generazione di ex pacifici fruitori di tecnologia diventati cracker per rabbia e reazione di fronte a certe ingiustizie???
    non+autenticato
  • La spinta verso l'AntiPirateria, visto il contesto e lo sviluppo dello stesso non ha mai avuto senso, ideologico forse, ma pratico proprio no!

    Io, IMHO, vedo solo un immensa tecnica di marketing nata ed alimentata dietro il "principio" tanto decantato da questi "falsi fautori" del giusto(o presunto tale..)

    Quello che mi fà paura, è proprio questa tendenza al mascherare una seria minaccia alla libertà di ogni individuo da innocuo e benvoluto "principio morale"..

    Non che non sia d'accordo in ogni campo in cui ciò viene fatto, ma rimango dell'idea, che è quel che si sceglie oggi che caratterizzerà ciò che avremo domani, e questo, sinceramente mi fà paura.
    non+autenticato
  • non so se questa sarà la piattaforma musicale del futuro ma secondo me la direzione da prendere è questa:

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    personalmente ho trovato mota musica interessante iscrivetevi e conoscerete un mondo di persone e artisti con tanta voglia di condividere emozioni sonore.
  • Le ultime parole dell'intervento riassumono la realtà dei fatti:

    """"""
    Le major potranno anche continuare a sbattere la testa contro protezioni DRM sempre più detestate, i governi potranno anche impegnarsi attivamente a fare da spalla alle lobby dell'industria multimediale. Se i consumatori più attenti, o tecnologicamente più consapevoli, continueranno a sentirsi trattati sempre e comunque come criminali, la "pirateria" finirà per essere percepita come una consuetudine più che un reato. Con o senza zar in quel di Washington.
    """"""

    GLi utenti che oggi scaricano musica dai siti di P2P sono i musicisi/artisti di domani, è quindi impensabile l'idea di voler negare a loro la possibilità di ricevere feedback dagli utenti solo perché le major in questo modo non ricevono il compenso DA LORO stabilito.

    Le major se ne approfittano della loro posizione predominante. Se gli artisti si organizzassero senza dover stipulare contratti con le case discografiche potrebbero baipassare questi "massi" e procedere con la produzione dei loro brani.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Colui
    > Le ultime parole dell'intervento riassumono la
    > realtà dei
    > fatti:
    >
    > """"""
    > Le major potranno anche continuare a sbattere la
    > testa contro protezioni DRM sempre più detestate,
    > i governi potranno anche impegnarsi attivamente a
    > fare da spalla alle lobby dell'industria
    > multimediale. Se i consumatori più attenti, o
    > tecnologicamente più consapevoli, continueranno a
    > sentirsi trattati sempre e comunque come
    > criminali, la "pirateria" finirà per essere
    > percepita come una consuetudine più che un reato.
    > Con o senza zar in quel di
    > Washington.
    > """"""
    >
    > GLi utenti che oggi scaricano musica dai siti di
    > P2P sono i musicisi/artisti di domani, è quindi
    > impensabile l'idea di voler negare a loro la
    > possibilità di ricevere feedback dagli utenti
    > solo perché le major in questo modo non ricevono
    > il compenso DA LORO
    > stabilito.
    >


    > Le major se ne approfittano della loro posizione
    > predominante. Se gli artisti si organizzassero
    > senza dover stipulare contratti con le case
    > discografiche potrebbero baipassare questi
    > "massi" e procedere con la produzione dei loro
    > brani.

    Si e con quali soldi? Quelli che arrivano con i "feedback" come dici tu? Così semplicemente avremo tanti sfigati che si credono musicisti/artisti solo perchè hanno un myspace.

    Enry
    non+autenticato
  • Lol perchè secondo te oggi al soldo delle major non abbiamo tanti sfigati che si credono musicisti perchè hanno appunto un contatto con una casa discografica?
    E quegli che tu chiami sfigati all'inizio saranno pure sfigati, ma se la musica loro la distribuiscono col p2p e la gente li apprezza avranno il loro successo comunque perchè sarà la gente a decretare il loro successo e non certo una casa discografica.
    non+autenticato
  • complottismo?

    vedete voi: tutti a bistrattare il CD, che attualmente è il metodo più semplice per guadagnare E CONTEMPORANEAMENTE farsi le copie in modo tranquillo (come metodo e come numeri) ...

    ... quindi per farlo sparire?

    perfetto, cosa resterà se cinesizzano il metodo di censura ed invasione della privacy spionistico in tutto il pianeta?

    resterà il download cosiddetto legale (legale solo per chi lo ha votato non rappresentando la volontà popolare) che naturalmente avrà il DRM.

    chiude la ditta che fa il controllo online e tu non hai più niente.

    perfetto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: doodie
    > complottismo?
    >
    > vedete voi: tutti a bistrattare il CD, che
    > attualmente è il metodo più semplice per
    > guadagnare E CONTEMPORANEAMENTE farsi le copie in
    > modo tranquillo (come metodo e come numeri) ...
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    >
    > ... quindi per farlo sparire?
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    > perfetto, cosa resterà se cinesizzano il metodo
    > di censura ed invasione della privacy spionistico
    > in tutto il
    > pianeta?
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    > resterà il download cosiddetto legale (legale
    > solo per chi lo ha votato non rappresentando la
    > volontà popolare) che naturalmente avrà il
    > DRM.
    >
    > chiude la ditta che fa il controllo online e tu
    > non hai più
    > niente.
    >
    > perfetto.

    Io in quanto dj compro tutta la mia musica in modo legale dato che in caso di controlli devo risultare in regola con la SIAE, ecc... e molta di questa musica la compro anche da store online (BEATPORT per esempio) e ti assicuro che questi file non hanno DRM, sono liberamente copiabili, masterizzabili e hanno una qualità elevatissima (320Kbps) per degli mp3, quindi non è vero che tutti gli store mettono drm, anche juno.co.uk vende tranquillamente senza drm, sarò fortunato io che li trovo tutti oppure si cerca di far apparire la situazione + grigia di quella che è??

    Luca
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dj OX
    > - Scritto da: doodie
    > > complottismo?
    > >
    > > vedete voi: tutti a bistrattare il CD, che
    > > attualmente è il metodo più semplice per
    > > guadagnare E CONTEMPORANEAMENTE farsi le copie
    > in
    > > modo tranquillo (come metodo e come numeri) ...
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    > >
    > > ... quindi per farlo sparire?
    > >
    > > perfetto, cosa resterà se cinesizzano il metodo
    > > di censura ed invasione della privacy
    > spionistico
    > > in tutto il
    > > pianeta?
    > >
    > > resterà il download cosiddetto legale (legale
    > > solo per chi lo ha votato non rappresentando la
    > > volontà popolare) che naturalmente avrà il
    > > DRM.
    > >
    > > chiude la ditta che fa il controllo online e tu
    > > non hai più
    > > niente.
    > >
    > > perfetto.
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    > Io in quanto dj compro tutta la mia musica in
    > modo legale dato che in caso di controlli devo
    > risultare in regola con la SIAE, ecc... e molta
    > di questa musica la compro anche da store online
    > (BEATPORT per esempio) e ti assicuro che questi
    > file non hanno DRM, sono liberamente copiabili,
    > masterizzabili e hanno una qualità elevatissima
    > (320Kbps) per degli mp3, quindi non è vero che
    > tutti gli store mettono drm, anche juno.co.uk
    > vende tranquillamente senza drm, sarò fortunato
    > io che li trovo tutti oppure si cerca di far
    > apparire la situazione + grigia di quella che
    > è??
    >
    > Luca

    Inizio subito col dire che la SIAE è la più grande associazione a delinquere legalizzata che abbia mai visto, almeno in Italia (dopo alcune corporation si intende)..

    Riescono a raccimolare soldi, danneggiando artisti, rovinando feste, depravando ogni forma d'arte e incriminando semplici persone desiderose di cultura a una velocità davvero impressionante.

    Una sorta di Cerbero, dell'oscurantismo in cui siamo, purtroppo, caduti. O meglio, piu probabilmente il simbolo delle libertà che per un motivo, o l'altro non abbiamo mai avuto.

    Senza contare poi l'influenza che Siae, case di produzione cinematografiche e discografici hanno sui MassMedia!

    Anno dopo anno non fanno altro che inaridire Televisione, Cinema e Musica proponendo, anzi no, Forzando, tramite i canali (appunto) dei media, prodotti (non musica ne cinema) che hanno il solo scopo di garantire un introito piu alto possibile, in barba alla cultura, alla morale (quella vera, non la loro), e alla distribuzione..

    Il risultato?
    I veri artisti, e il loro modo di inventare e di trasmettere ciò che volta per volta creano, intanto non possono che scomparire lentamente, soverchiati cosi da un mercato che non rinnova se stesso per qualità, ma per mantenere quell'aria di nuovo che tanto piace e tanto fà guadagnare le Major e i suoi scagnozzi...

    L'Attuale Musica Italiana ne è un esempio lampante.


    @Luca

    Mi fà davvero molto male vedere come si sia ridotta oggigiorno la figura del Dj..
    Vorrei ricordare che un Mp3 "rippato" ad alta qualità mettiamo un 44.1khz a 320Kbps ha comunque una corposità sonora [10(in frequenza, se rapportata), n-1(in bitrate)] volte inferiore a quella di un onestissimo vinile.

    Questi erano concetti un tempo sacrosanti per chi metteva dischi, ora invece un dj ha la consolle con gli ipoddi al posto dei technics... Per non parlare della fine che ha fatto la Musica (soverchiata, appunto dai "prodotti" di cui parlavo prima..)

    Dammi retta! Un Vinile Usato è mille volte meglio che un cd nuovo (e milioni di volte meglio rispetto ad un Mp3, indipendentemente dalla qualità), e poi guarda il lato positivo, comprando dischi usati, non devi dare "la paghetta" al cerbero di turno!Sorride

    E te lo consiglio Io che sono artista iscritto(per forza) alla SIAE!
    non+autenticato
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