
Roma - Come da copione. Jobs sale sul palco in orario, lascia la parola ai suoi collaboratori per raccontare i numeri record di Apple degli ultimi mesi, poi eccolo di nuovo in cattedra per illustrare le novità: che sono riservate alla
fascia media dei portatili di casa, due della linea MacBook e due della linea MacBook Pro. Poi c'è uno schermo, qualche optional in più per MacBook Air e nient'altro. Come detto, tutto da copione, ovvero tutto esattamente come previsto dagli addetti ai lavori.

Vale forse la pena cominciare proprio dai numeri di Apple:
Tim Cook, il COO che è il vero e proprio deus-ex-machina che fa girare la locomotiva di Cupertino, racconta delle vendite record fatte registrare dai prodotti con la mela.
Ogni giorno transitano 400mila potenziali clienti nei 250 store Apple in giro per il mondo, molti dei quali decidono di acquistare il primo Mac della loro vita digitale: a dimostrarlo ci sarebbero i due milioni e mezzo di computer venduti nell'ultimo quarto, nonché gli enormi passi avanti fatti nel settore scolastico con una quota pari al 39 per cento, superiore - secondo i dati forniti da Apple - al diretto concorrente Dell.
Risultati lusinghieri arrivano anche dal resto del mercato, che vede l'azienda di Cupertino crescere costantemente al doppio del ritmo dei competitor, affermandosi come fornitrice di quasi
1/5 dei computer venduti negli Stati Uniti. Una parte di questo successo, ammette Cook, è diretta
conseguenza di Vista: "Vista non ha soddisfatto tutte le aspettative di Microsoft. E ha aperto le porte a molti passaggi a Mac: ci ha offerto una opportunità, di cui Apple sta beneficiando".

Cifre da capogiro per una azienda come Apple, che tuttavia Jobs e un rilassato e quanto mai espansivo
John Ive spiegano che non faranno calare la tensione a Cupertino. Ecco dunque la già anticipata
nuova tecnica costruttiva dei notebook, "una svolta" secondo i due, che consente di produrre laptop più sottili (il MacBook Air sarebbe il capostipite di questa nuova generazione), più leggeri e al contempo più resistenti: "Cercavamo un approccio migliore, e crediamo di averlo trovato" dichiarano entusiasti dal palco, affrettandosi a precisare che si tratta di un procedimento attento all'
ecologia (anche le confezioni dei prodotti sono sempre più compatte e coerenti con questa visione) e che consente di riciclare gli scarti di lavorazione.
I filmati che vengono mostrati non forniscono alcun dettaglio aggiuntivo rispetto a quanto
svelato nelle scorse settimane. I nuovi MacBook sono ricavati dal pieno a partire da blocchi di alluminio (i mattoni,
brick appunto, ma la definizione ufficiale dell'approccio costruttivo è
unibody), sono composti da meno parti e - a giudicare dal parere di chi in sala ha avuto la possibilità di toccare con mano alcuni prototipi della scocca - pure più resistenti. Esaurite le premesse, è ora di parlare dei MacBook in
carne e ossa alluminio e silicio.