
In chiusura ad Apple non resta che chiarire il
fattore prezzo: nessuna novità in questo settore, resta tutto com'era o quasi.
I nuovi MacBook Pro costano 1.799 e 2.249 euro, rispettivamente per la versione da 2,4 e quella da 2,53GHz: la prima monta 2GB di RAM e HD da 250GB, la seconda 4 gigabyte di memoria e disco da 320.
Per i MacBook ci vogliono invece 1.199 euro per la versione da 2GHz con 2GB di RAM e 160GB di hard disk (c'è il SuperDrive),
1.499 euro per quella che in più ha 400MHz di processore e 90GB di disco.
Se poi si vuole spendere di meno, Apple ha pensato anche a questo: a
949 euro è in vendita una specie di dinosauro, quel che resta dell'era geologica precedente. Un MacBook vecchio tipo, con
châssis bianco e SuperDrive, processore da 2,1GHz ma FSB a 800MHz, disco da 120GB e due moduli da 512MB per un totale di 1 gigabyte di RAM. Ha pure la porta Firewire: insomma, non proprio da buttare via.
Come nel caso del MBP da 17" sorge spontanea una domanda:
cos'è che ha impedito ad Apple di fare qualcosa di più, di completare cioè la transizione dei propri laptop economici alla nuova versione? La risposta più ovvia è che i nuovi MacBook siano in realtà ben più costosi di quanto il prezzo non lasci immaginare: una conferma delle fosche previsioni di
contrazione degli utili pronosticata dal CFO Oppenheimer qualche mese fa e che, complice la situazione complessiva del mercato finanziario, suggeriscono di procedere lentamente e di tentare di non osare troppo.
È presto per valutare l'impatto delle novità Apple sulla salute del titolo in borsa, la giornata a Wall Street va maluccio per tutti: forse occorrerà attendere i
risultati di vendita del periodo natalizio per tirare davvero le somme. E poi allora sarà già tempo di MacWorld: e quindi sarà anche tempo per un nuovo keynote di Steve Jobs. La giostra ricomincia.
Luca Annunziatafonte immagine:
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