Virus/Arrivano gli anticorpi digitali

Concetti validi in biologia divengono buoni anche per l'informatica e così oggi possiamo assistere alla battaglia, tutta virtuale, fra virus e anticorpi digitali

Il gioco del guardia e ladri informatico dura ormai da quasi vent'anni, e chissà se avrà mai fine. Per la verità il concetto di virus informatico risale addirittura agli anni '70, ma si deve attendere l'avvento dei personal computer, e del PC IBM in particolare, perché i virus possano diffondersi a dismisura e costituire una vera e propria piaga nel mondo dei computer.

Se per buona parte dello scorso ventennio il mezzo di propagazione ideale dei virus era costituito dal famigerato floppy disk, da qualche anno a questa parte il veicolo d'infezione numero uno è diventata la rete, ultimamente soprattutto attraverso la posta elettronica.

In termini economici il problema dei virus non è certo cosa trascurabile, basti vedere il nutrito numero di marche di antivirus in circolazione: è stato stimato che ogni anno, in tutto il mondo, nel settore informatico vengono spesi ben 25 miliardi di dollari per prevenire e curare le infezioni dei computer.
Gli utenti di oggi sono senz'altro più consapevoli dei rischi che corrono quando frequentano zone dell'underground di Internet, ricevono file via IRC o aprono allegati di posta elettronica. Eppure questo non è bastato a impedire che cavalli di Troia come Happy99 e Melissa dilagassero in tutto il mondo attraverso "simpatici" allegati di posta elettronica.

Le tecnologie che stanno dietro ai motori di rilevamento dei virus non sono cambiate moltissimo in questi anni: si sono certamente evolute, affinate, ma nessuna grande rivoluzione. Oggi però la battaglia sta assumendo connotati del tutto nuovi e sta spostando il suo campo verso quella terra di nessuno che è la rete, una sorta di macroorganismo dove al suo interno qualcuno sta cercando di replicare una battaglia che nel corpo umano dura da millenni e che vede scontrarsi agenti patogeni contro anticorpi: nasce l'Artificial Immunology.