markvp
giovedì 16 ottobre 2008

IPv4 potrebbe reggere più a lungo del previsto

Gli studiosi dell'Information Sciences Institute statunitense ne sono sicuri: il passaggio a IPv6 è importante, ma i profeti di sventura esagerano. La cosa da fare, dicono, è gestire meglio lo spazio di indirizzamento

Roma - L'apocalisse dell'IP, la fine di ogni cosa digitale, l'esaurimento degli indirizzi IPv4 potrebbe non verificarsi così presto come temuto. In tanti, finora, hanno sottolineato il problema, e precisato quanto tempo rimanga prima che IPv4 riveli le sue insufficienze e la crescita dello spazio digitale arrivi ad uno stop. Se c'è chi parla di rischi esagerati nell'immediato, ora l'Information Sciences Institute (ISI) pubblica per la prima volta le proprie approfondite rilevazioni, sostenendo che la situazione non sarebbe poi così grave.

Questo mese, alla conferenza ACM Internet Measurement, un team di esperti presenterà quello che sostiene essere il primo censimento completo dell'intera rete Internet IPv4. Un sistema di rappresentazione grafica, le cui basi sono da tempo già accessibili al pubblico sul sito ISI, in diverse e dettagliate pagine, sembra dare per certa l'esistenza di molti spazi il cui impiego è non ben definito o, comunque, sprecato: "Molti si preoccupano per l'approssimarsi della fine dello spazio IPv4", dice John Heidemann, ricercatore e professore associato presso la Southern California University e principale autore dello studio. "Dai nostri dati emerge che probabilmente ci sono cose migliori che potremmo fare nel gestire lo spazio di indirizzamento IPv4".

Il luminare sta dunque diplomaticamente redarguendo tutti coloro che, sino ad oggi, hanno deciso le politiche di gestione dello spazio di indirizzamento IPv4 e le hanno adottate. Riflettendo, in effetti, basterebbe osservare il comportamento delle industrie produttrici di apparecchiature per telecomunicazioni Internet ad uso consumer: sono ben poche quelle che si fregiano di essere IPv6 Ready o, almeno, che pubblicizzano upgrade pronti nel cassetto per l'imminente "emergenza buio indirizzi".
il graficoÈ dal 2003 che, invece, ISI scandaglia l'intera rete ogni quadrimestre - illustra Technology Review - ma solo recentemente lo studio è stato reso noto (vedi figura). Si tratta di un'iniziativa seconda solo a quella di David Smallberg, che dopo lo switch di ARPANET del 1983 censì gli allora circa 300 server presenti su Internet.

Puntigliosamente, lo studio di oggi dell'ISI è arrivato alle sue conclusioni pingando (e non solo) IP per IP, subnet per subnet, blocco per blocco ed è giunto a stabilire che gli indirizzi IP sempre attivi sono 112 milioni, di cui 60 milioni sono assegnati ad host contattabili per il 95 per cento del tempo. Come accaduto in altre occasioni, restano i molti computer protetti da firewall - o impostati per non rispondere a ping o altri meccanismi di contatto - su cui permangono dubbi, come dubbie restano tutte quelle grandi reti - pur dotate di IP pubblici - ma comunque celate dietro inespugnabili guardiani di bit.

Ma avanzano pur sempre milioni di indirizzi, più o meno reserved, più o meno preallocated, in un modo o nell'altro preassigned, che forse meriterebbero altre destinazioni, lasciando spazio per una seppur piccola crescita, una boccata d'aria per "non fare le corse" nel transito verso IPv6. Lo dice Gordon Lyon, il papà di NMAP: "Ci sono grosse fette di spazio di indirizzamento IP ancora non allocate e grossi settori allocati con nessun criterio di efficienza. Per esempio, Xerox, GE, IBM, HP, Apple e Ford hanno tutti più di 16 milioni di indirizzi assegnati, solo perché li hanno chiesti quando Internet era ai primordi".

Marco Valerio Principato
20 Commenti alla Notizia IPv4 potrebbe reggere più a lungo del previsto
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  • e dare delle date magari??
    "L'IPv4, piuttosto che finire nel 20xx, finirà nel 20yy"? Troppo difficile?
    non+autenticato
  • Trova chi sa le date e linka no? Opure leggi l'articolo
    non+autenticato
  • Presso il sito del CAIDA è disponibile un video che mostra la crescita dell'occupazione dello spazio di indirizzamento IPv4.

    http://www.caida.org/research/id-consumption/censu...
    non+autenticato
  • L'esaurimento degli indirizzi IPv4 e' come l'innalazamento dei mari causa global warming

    tutti lo preannunciano, ma probabilmente non accadra' mai

    ----

    solo col tempo sapremo se questa mia e' una trollata, o una preveggenza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio Macchi
    > L'esaurimento degli indirizzi IPv4 e' come
    > l'innalazamento dei mari causa global
    > warming
    >
    > tutti lo preannunciano, ma probabilmente non
    > accadra' mai

    Con la "piccola" differenza che per il global warming ci si basa su analisi statistiche, mentre il pool di indirizzi è di dimensioni fisse e finite (32bit sono 32bit, non c'è ambiguità).
    La discussione non è sul *se* si esauriranno gli indirizzi, ma sul *quando*
    non+autenticato
  • No, è pure sul SE, con il global warming non sappiamo fin dove possiamo spingerci, con gli IP sappiamo appunto quando finiscono.
    SE vogliamo farli finire li finiamo
    Se vogliamo far alzare il livello dei mari è tutto da vedere, magari la Terra si autodifende in qualche modo e ci ammazza tutti prima che succeda
    Wolf01
    3223
  • Aspettare l'ultimo momento per passare a Ipv6 non e' cosa buona e giusta.

    Come spesso molto dicono non ci sarà mai un D day dopo il quale si userà solo ipv6 ma occorrerebbe iniziare a educare le persone (IT) al nuovo piano di indirizzamento e iniziare a censire i propri apparati per capire quali siano quelli effettivamente Ipv6 Ready.

    Vi ricordo che secondo il Ripe (qualsiasi persona che ha seguito un loro corso ha sentito queste parole) una parte dei blocchi ancora liberi sono conservati per la futura crescita dell'Africa e dell'Asia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Network
    > Vi ricordo che secondo il Ripe (qualsiasi persona
    > che ha seguito un loro corso ha sentito queste
    > parole) una parte dei blocchi ancora liberi sono
    > conservati per la futura crescita dell'Africa e
    > dell'Asia.

    Ci rubano il lavoro ed ora anche gli IP! HWUHAHUAHUAHUAHUAHUA bocca aperta
    non+autenticato
  •  come dubbie restano tutte quelle grandi reti - pur dotate di IP pubblici - ma comunque celate dietro inespugnabili guardiani di bit.


    Ma che senso ha mettere degli IP pubblici nascosti dietro a dei firewall in reti praticamente private?
    192.168.x.x
    10.232.x.x
    A che servono? Se hanno paura di mettere il nasino fuori che usino le classi IP all' uopo invece di sprecare indirizzamenti pubblici. Bah
  • Si, perché leggendo qualcuno dei link potrà rilevare che è proprio questo l'assurdo: ci sono reti sconfinate (intere classi B o A, in qualche caso, di IP - sgrunt - tutti PUBBLICI) che MAI si sono affacciati su Internet: allora c'era abbondanza.
    All'inizio è stato tutto un "arraffa-tu-che-arraffo-anche-io", me lo ricordo benissimo, come ricordo l'inattaccabilità di IANA, che faceva - e fa - il bello e cattivo tempo. Per questo, meno male che qualcuno comincia a dire: "OK, dobbiamo darci da fare, la minestra sta finendo, però non ci prendiamo per i fondelli, perché da mangiare ce ne è ancora, e neanche poco". Quelle intere classi vengono sfruttate a tutti gli effetti come IP privati, ben nascosti dietro a firewall, ma sono classi pubbliche, ecco perché Lyon ha tuonato (e avendo scritto NMAP, lo sa bene).
    Saluti
    Marco V. Principato
  • Un tempo lavorarvo in un istituto che possedeva 2 classi e al quale sarebbero bastate poche classi C, poi cedettero una delle classi B perché gli venne chiesto.
    Queste razionalizzazioni si fanno un po' alla volta, ma molti sono gelosi delle lororo proprietà.
    Si dovrebbe fare come ad amsterdam con gli appartamenti sfitti, occuapre gli IP non utilizzatiSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Energy drink
    > Un tempo lavorarvo in un istituto che possedeva 2
    > classi e al quale sarebbero bastate poche classi
    > C, poi cedettero una delle classi B perché gli
    > venne
    > chiesto.
    > Queste razionalizzazioni si fanno un po' alla
    > volta, ma molti sono gelosi delle lororo
    > proprietà.

    nel caso gli ip siano proprieta' "pubblica" sarei daccordo
    invece non e' cosi' e comunque, sarebbe il caso di iniziare a passare ad ipv6 invece c'e' pure difficolta' a trovare tunnel ipv6
    samu
    504
  • - Scritto da: Alessandrox
    >
     come dubbie restano tutte quelle grandi
    > reti - pur dotate di IP pubblici - ma comunque
    > celate dietro inespugnabili guardiani di
    > bit.

    >
    > Ma che senso ha mettere degli IP pubblici
    > nascosti dietro a dei firewall in reti
    > praticamente
    > private?

    molto semplice: stai fornendo dei servizi soltanto a determinate sottoreti e tramite il firewall fai un drop di tutto il resto di "internet"
    samu
    504
  • Si insomma come dire: e' pubblico per pochi privati
    estimazzi...
    OK dipende anche da quante classi/sottoclassi complete si ha bisogno ma nn dovrebbero essere cosi' numerosi gli utilizzatori con queste particolari esigenze e in ogni caso queste dovrebbero essere dichiarate e certificate, altrimenti PUPPA...
  • - Scritto da: Alessandrox
    > Si insomma come dire: e' pubblico per pochi
    > privati
    > estimazzi...
    > OK dipende anche da quante classi/sottoclassi
    > complete si ha bisogno ma nn dovrebbero essere
    > cosi' numerosi gli utilizzatori con queste
    > particolari esigenze e in ogni caso queste
    > dovrebbero essere dichiarate e certificate,
    > altrimenti
    > PUPPA...
    non vedo perche', forse non lo sai ma gli ip sono in
    vendita (sotto determinate condizioni) e non vedo perche'
    qualcuno debba giustificare l'utilizzo che ne fa.

    Altra cosa interessante sono le frammentazioni delle "sottoclassi"
    da /24 a /32 per intenderci; ogni volta che crei una sottoclasse sprechi 1 ip per il broadcast
    samu
    504
  • tranquillo che prima di passare ad IPv6 gli ritireranno gli indirizzi
    non+autenticato
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