massimo mantellini
lunedì 20 ottobre 2008

Contrappunti/ Questa spaventevole Internet

di Massimo Mantellini - Il Garante della Privacy ha finalmente individuato la Grande Soluzione: usa un nickname e passa la paura

Contrappunti/ Questa spaventevole InternetRoma - Il Garante della Privacy Francesco Pizzetti nel corso della settimana appena terminata ha consigliato agli utenti italiani dei social network di registrarsi ad essi utilizzando uno pseudonimo. Secondo il nostro garante, Facebook ed i suoi fratelli mettono a rischio i nostri dati e espongono informazioni riservate al voyeurismo di aziende e curiosoni vari. Tale affermazione è stata rilasciata a margine di un incontro fra i garanti europei, intenzionati ad imporre norme che tengano le informazioni che gli utenti caricano sul loro profili sui software di rete sociale al di fuori della indicizzazione dei motori di ricerca, tentando così di riservare simili private informazioni solo ai nostri "amici" di rete.

Non è ben chiaro se il consiglio di Pizzetti debba essere inteso come l'intuizione di un utente appena sbarcato in rete con il suo inevitabile bagaglio di incertezze e punti interrogativi o se vada considerata una affermazione meglio strutturata e come tale basata su un assunto discutibile: quello che Internet sia un incidente marginale piombato nelle nostre vite e dal quale sia necessario difendersi.

Nel primo caso diamo il benvenuto al neo-utente Internet Pizzetti, rammentandogli che l'etica del nickname è non solo vecchia di oltre un decennio, ma rappresenta ormai un giardino spoglio e poco frequentato. Nascondere la propria identità dietro un nome di fantasia è il residuo storico di una idea che era un tempo saldamente condivisa (quella che in rete valessero più le parole delle facce e che su tale nuova scala di valori si potesse costruire un mondo meno imperfetto di quello fino ad allora noto) ma poi gradualmente superata dalla constatazione che Internet non sia più un circolo ricreativo dove si va a rappresentare una parte di se stessi differente da quella reale ma che incarni, banalmente, una quota organica della nostra identità sociale.
C'è da chiedersi: perché Pizzetti non suggerisce l'utilizzo dei nickname per esempio negli elenchi del telefono? Non sarebbe un'ottima idea? Solo io potrei sapere che "anatrella63" è mia zia e nessun martire del telemarketing potrebbe chiamare all'ora di cena chiedendo di poter interloquire col signor o la signora "anatrella63". Purtroppo "anatrella63" è uscita - si potrebbe rispondere - ma se vuole può parlare con me che sono "sepultura85".

La tutela della privacy è certamente sacrosanta e vale forse la pena ricordare che Internet ci ha fornito strumenti inediti e potentissimi per tutelarla, ma certe affermazioni, anche se apparentemente di buon senso, hanno purtroppo una sola concreta spiegazione: sono fatte da persone che rifiutano Internet come parte integrante della nostra identità individuale.

E su queste tematiche oggi Facebook sembra essere diventato il nuovo bersaglio sul quale focalizzare l'attenzione. L'alcolizzato cocainomane che uccide a colpi di mannaia la moglie lo ha fatto, secondo i media impazziti, per una sola ragione: perché la moglie ha mutato il suo status su Facebook tornando single. L'eco mediatica di queste e altre stupidaggini non può non avere un immediato riscontro istituzionale.

Il Garante della Privacy negli ultimi mesi ha individuato una serie di punti di debolezza della nostra privacy online: prima ha inneggiato ad un diritto all'oblio degli utenti dei motori di ricerca, quasi che il pagerank avesse una anima e dovesse decidere di caso in caso cosa evidenziare e cosa no con la "diligenza del buon padre di famiglia". Poi ha focalizzato la sua attenzione sulle piattaforme sociali e solo qualche mese fa dichiarava al Corriere della Sera che l'uso di YouTube e dei social network "può determinare in futuro, specie nel momento dell'accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza".

È certamente vero: eppure questa attenzione così insistita ha qualcosa di paradossale. Viviamo in un mondo nel quale soggetti terzi maneggiano quotidianamente tonnellate di nostre informazioni personali al di fuori del nostro controllo: le banche sanno tutto di noi, il marketing disattende qualsiasi norma imposta, le aziende vengono fin dentro le nostre case a presentarci i propri prodotti non richiesti ed il Garante della Privacy, come un tipo strano che raccoglie margherite sotto il bombardamento, si preoccupa delle nostre pratiche di rete. E come lo fa poi? Insegnandoci la magia del No index nelle pagine web? Invitando le scuole a sensibilizzare gli studenti sulle buone abitudini in rete? Macché. Francesco Pizzetti ci suggerisce di sceglierci un nickname e con quello navigare felici fra i marosi.

E mentre ce lo suggerisce, ci avvisa paterno che Internet è un giochetto a doppio taglio, che si corrono rischi, che domani poi avremo di che pentirci della nostra sprovvedutezza. Invece di leggersi quello che da anni scrive per esempio Danah Boyd sulla sostanziale irrilevanza che gran parte dei giovani navigatori riserva alla propria privacy in rete, un campo amplissimo sul quale lavorare per sviluppare domani una coscienza collettiva, Pizzetti alza l'ennesimo grido di allarme su quanto Internet sia pericolosa. Mentre sul nostro telefono, dal quale si affacciano centinaia di rompiscatole ogni sera, su quello invece, misteriosamente, no.

Massimo Mantellini
Manteblog

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41 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Questa spaventevole Internet
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  • come da subject? Chi l'ha disegnata?
    non+autenticato
  • - Scritto da: lurker
    > come da subject? Chi l'ha disegnata?

    Schiavoni, come sempre.
    non+autenticato
  • "La tutela della privacy è certamente sacrosanta e vale forse la pena ricordare che Internet ci ha fornito strumenti inediti e potentissimi per tutelarla, ma certe affermazioni, anche se apparentemente di buon senso, hanno purtroppo una sola concreta spiegazione: sono fatte da persone che rifiutano Internet come parte integrante della nostra identità individuale."

    ehssì

    il telefono è parte della mia identità individuale?
    è mio, il numero è mio, ma è parte della mia identità individuale?
    l'indirizzo di casa mia è parte della mia identità individuale? no, sono cazzi miei, il che è differente.

    sono cose che potrebbero portarti a me, non sono parti della mia identità individuale.

    l'autobus è parte della mia identità individuale?
    la mia macchina da scrivere è è parte della mia identità individuale?

    la mia morosa e quello che ci faccio insieme è è parte della mia identità individuale?

    non so... sono talmente delle supercazzole...

    I fatti miei attengono alla mia sfera privata, ma non sono parte della mia identità individuale.

    Insomma internet è un mezzo, le mie e-mail passano attraverso internet e sono fatti miei, ma non sempre mi è necessario (anzi, devo dire RARAMENTE mi è necessario) identificarmi personalmente. Tant'è vero che posso tranquillamente firmarmi John Smith con gli americani e Mario Rossi con tutti gli altri. Hanno solo bisogno di non chiamarmi "Mante111n1" , preferiscono "Massimo M."Sorride

    Anche a telefono 'sto problema dell'identificazione... sarà più utile che ti dica che stanno rubando, o che IO ti dica che stanno rubando?
    Se non ti dico chi sono NON agisci?
    Allora è un TUO problema, perché io, chiunque io sia, il mio dovere ho cercato di farlo.

    E allora dico che sono Armando Derazza, chiamo da una cabina e saluti.
    Oppure non segnalo i problemi.
    Meglio?

    Lo stesso vale per i feedback nei siti.

    Preferisci l'identificaione e la fidelizzazione al feedback?

    E allora addio feedback.

    Come mai nasce mailinator e cloni simili? Perché l'identificazione e le registrazioni hanno rotto le palle, nella maggior parte dei casi.

    La gente, quando VUOLE dire chi è, lo fa e non puoi nemmeno fermarla, eccome se lo fa.

    Pensate a quante volte dei skyapparello@hotmail.com hanno scritto a PI per anni e anni segnalando notizie, errori, considerazioni, facendo domande.

    Era inferiore il loro valore, non sapendo che erano "Gianfranco Burelli" e "Gina Lanfranchi" ?
    Ma chi se ne frega! Quando serve il timbro dell'autorevolezza, allora cercheremo anche un ID.

    Qualcuno è stato interessato ad un ID check con Italo Svevo?
    non+autenticato
  • Ho sempre usato nickname per tutto ciò che riguarda internet.
    L'altro giorno ho voluto provare proprio Facebook (che non avevo mai visto), utilizzando un mio nickname...
    Dopo tre secondi mi sono reso conto che non aveva alcun senso usare un nickname per reperire fra i contatti persone che mi conoscono solo per il nome vero.
    Facebook è palesemente orientato al mondo reale... o lo si usa così oppure è totalmente inutile.
    Se non si vuole rischiare di perdere la privacy non lo si usi.
    Complimenti al garante della privacy per avere capito tutto Rotola dal ridere
  • Completamente d'accordo con te, soprattutto riguardo Facebook.
    Posso solo aggiungere che, per estrapolare qualcosa di sensato nelle dichiarazioni del garante, è indispensabile che un minore che chatti su irc o msn non pubblichi i propri dati sensibili: ma forse questo è tutto un altro discorso.
    non+autenticato
  • > Ho sempre usato nickname per tutto ciò che
    > riguarda
    > internet.
    > L'altro giorno ho voluto provare proprio Facebook
    > (che non avevo mai visto), utilizzando un mio
    > nickname...
    > Dopo tre secondi mi sono reso conto che non aveva
    > alcun senso usare un nickname per reperire fra i
    > contatti persone che mi conoscono solo per il
    > nome
    > vero.
    > Facebook è palesemente orientato al mondo
    > reale... o lo si usa così oppure è totalmente
    > inutile.
    > Se non si vuole rischiare di perdere la privacy
    > non lo si
    > usi.
    > Complimenti al garante della privacy per avere
    > capito tutto
    > Rotola dal ridere
    Vuoi dire che il signor macdonald è proprio lui?Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: unaDuraLezione


    > Facebook è palesemente orientato al mondo
    > reale... o lo si usa così oppure è totalmente
    > inutile.
    > Se non si vuole rischiare di perdere la privacy
    > non lo si
    > usi.

    su questo ho sorvolato.
    in effetti tutto ciò che è chiaramente legato al mondo reale va trattato come dite.
    Ma il social non è solo questo.
    Vedi myspace ... è solo una raccolta di siti legati a preferenze.

    Ovviamente linkedin e facebook non possono funzionare se slegati dalla persona fisica, vera.

    > Complimenti al garante della privacy per avere
    > capito tutto
    > Rotola dal ridere

    un complimento pure a me, in questo senso, per non aver messo in chiaro la mia opinione... Imbarazzato
    non+autenticato
  • Perché ci sono i forum sugli articoli di Mantellini?
    Tanto a che serve?

    Se risponde a UN thread c'è da appendere un ex voto
    non+autenticato
  • - Scritto da: m_o
    > Perché ci sono i forum sugli articoli di
    > Mantellini?
    > Tanto a che serve?
    >
    > Se risponde a UN thread c'è da appendere un ex
    > voto

    Se vuoi una risposta da lui, prima devi dimostrare di essere un blogger e non devi usare un nickname.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vogliounafa twa
    > - Scritto da: m_o
    > > Perché ci sono i forum sugli articoli di
    > > Mantellini?
    > > Tanto a che serve?
    > >
    > > Se risponde a UN thread c'è da appendere un ex
    > > voto
    >
    > Se vuoi una risposta da lui, prima devi
    > dimostrare di essere un blogger e non devi usare
    > un
    > nickname.

    :D
    non uso un nickname!Sorride
    mi chiamo così!

    e come ho già detto di blog ne ho due.

    ah si, ma non ho voglia di farli leggere a chi non ci capita per caso.
    non+autenticato
  • Non direi. Quando ho qualcosa da dire, riguardo ai commenti che riesco a leggere, commento. I forum comunque servono principalmente a commentare gli articoli, non all'autore a ribadire punti di vista che ha gia' espresso con sufficiente visibilita'. COsi' almeno la intendo io.

    saluti
  • - Scritto da: massimo mantellini
    > Non direi. Quando ho qualcosa da dire, riguardo
    > ai commenti che riesco a leggere, commento.

    Innanzitutto grazie.
    In secondo luogo, questo sembrerebbe "logico" ma ad una domanda spesso si riesce a rispondere, anche con un "non lo so".
    Ma di solito qui e a lei in particolare si chiedono opinioni, dato che opinioni sono quelle espresse.

    E non lo dico tanto per rompere, ma proprio perché, seguendo negli anni i suoi articoli, anche di interattività e peculiarità del mezzo tanto amato e guardato a tutto tondo ha parlato tante volte.

    > I
    > forum comunque servono principalmente a
    > commentare gli articoli, non all'autore a
    > ribadire punti di vista che ha gia' espresso con
    > sufficiente visibilita'. COsi' almeno la intendo
    > io.

    E' interessante, ma chiedo (ecco che un forum diventa dialogo e non "spazio sfogo utenti") se sia sufficiente affermare che la sua visione sia questa per tappare la bocca a tutti.
    Ad esempio io la intendo nell'altro modo: quello dell'integrazione con domande e risposte.

    > saluti

    Grazie comunque (sinceramente!) per aver risposto, questa volta!
    non+autenticato
  • - Scritto da: m_o

    >
    > Innanzitutto grazie.
    > In secondo luogo, questo sembrerebbe "logico" ma
    > ad una domanda spesso si riesce a rispondere,
    > anche con un "non lo
    > so".
    > Ma di solito qui e a lei in particolare si
    > chiedono opinioni, dato che opinioni sono quelle
    > espresse.
    >
    > E non lo dico tanto per rompere, ma proprio
    > perché, seguendo negli anni i suoi articoli,
    > anche di interattività e peculiarità del mezzo
    > tanto amato e guardato a tutto tondo ha parlato
    > tante
    > volte.
    >

    la mia idea al riguardo e' semplice (e vale qui come nei commenti del mio blog). Io esprimo una opinione, ovviamente discutibile e chiunque ha la possibilita' di commentarla/confutarla/sbeffeggiarla/sposarla. Nella stragrande maggioranza dei casi questi ulteriori contributi completano e arricchiscono il pezzo (anche per esempio quando sono in larga parte dissenzienti) ma quasi mai, dal mio punto di vista, necessitano di miei ulteriori commenti.
    Anche volendo non avrei il tempo di rispondere a decine o centinaia di commenti. Tra l'altro. qui, ora, subito. Se lo scopo di un commentatore e' parlare con me e' sufficiente che mi scriva una mail. Alla quale, non qui, non ora, non subito quasi certamente rispondero'. Ma qui rispondo solo se mi pare che un mio ulteriore commento serva alla economia generale del discorso. E mai - ma proprio mai - per riaffermare qualcosa che ho gia' scritto nel pezzo.


    > > I
    > > forum comunque servono principalmente a
    > > commentare gli articoli, non all'autore a
    > > ribadire punti di vista che ha gia' espresso con
    > > sufficiente visibilita'. COsi' almeno la intendo
    > > io.
    >
    > E' interessante, ma chiedo (ecco che un forum
    > diventa dialogo e non "spazio sfogo
    > utenti") se sia sufficiente affermare che la sua
    > visione sia questa per tappare la bocca a tutti.
    >
    > Ad esempio io la intendo nell'altro modo: quello
    > dell'integrazione con domande e
    > risposte.

    avviene mi pare l'esatto contrario del "tappare la bocca" e come dicevo non vivo i commenti come uno spazio sfogo utenti. Ma rifiuto anche l'eventuale frustrazione di chi commenta aspettandosi comunque una risposta.

    saluti
  • Aggiungo una cosa.
    Usciamo oggi e compriamo 15 giornali, 15 quotidiani.

    Contiamo quanti articoli sono senza firma o con delle iniziali.

    Poco, ma davvero poco, mi importa sapere che il direttore se ne prende la responsabilità. In questa sede ci chiediamo "si ma chi lo ha detto? Anche se il direttore lo appoggia, io non so CHI E' STATO A DIRE".

    Eppure leggiamo.

    E dunque che importanza ha?


    Fatemi partire per la tangente ancora un po':

    spesso sulla stessa identità di personaggi storici si rivelano bufale galattiche, da pseudonimi, a persone completamente diverse, a ignoti dei quali dei Nominati si prendono i meriti (meriti dei quali nessuno intendeva fregiarsi), a donne coperte da identità maschili ... figure storiche, figure religiose, personaggi legati al mito o alla leggenda ... LUOGHI STESSI ...

    eppure questo non ci ha impedito di farci su millenni di ragionamenti o di costruirci addirittura dei fatti.

    Se siete più colti di me, certamente avete già in mente nomi e cognomi che NON ho citato.

    Ecco un altro caso in cui non è servito.
    non+autenticato
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