Gaia Bottà
martedì 21 ottobre 2008

RIAA: siamo vessati da una ragazza che abbiamo denunciato

A fronte dell'eventualità che una corte stabilisca che mettere a disposizione non significa distribuire e quindi violare il diritto degli autori, RIAA le tenta tutte

Roma - Il rischio di un capitombolo giudiziario incombe su RIAA, il terrore di vedersi sgretolare l'aura di invincibilità costruita con anni di processi e minacce è troppo forte: l'industria della musica rinuncia ad incaponirsi e ripiega, accettando da una utente colpevole di violazione del copyright un risarcimento irrisorio.

Whitney Harper aveva 16 anni quando il sistema di monitoraggio di MediaSentry aveva scandagliato la sua macchina e aveva rinvenuto dei file scaricati a mezzo Kazaa e messi a disposizione degli utenti nella cartella condivisa del client P2P. Il padre della ragazza era stato trascinato in tribunale, ma la strategia difensiva adottata dai legali della famiglia aveva consigliato alla ragazza di assumersi le responsabilità del download. Harper aveva ammesso di aver scaricato dei brani con Kazaa, ma aveva spiegato di non aver avuto alcuna intenzione di violare i diritti di nessuno: non conosceva le dinamiche sulle quali si reggono i software P2P, non aveva idea del fatto che i file che fluiscono fra gli utenti possano essere scambiati in violazione della legge, Kazaa non l'aveva informata del fatto che il materiale scambiato avrebbe potuto essere "rubato o frutto di abusi".

Data la giovane età di Harper, dato il disorientamento mostrato dalla ragazza, il giudice incaricato di valutare il caso le aveva concesso l'attenuante dell'inconsapevolezza: RIAA avrebbe potuto sveltire le procedure giudiziarie e sarebbe potuta uscire a testa alta dal caso accettando un rimborso di 200 dollari per ciascuno dei 37 brani trovati sull'hard disk della ragazza, per un totale di 7400 dollari, quanto sarebbe bastato ad Harper per imparare la lezione e a insegnarla ad amici e compagni di scuola. RIAA aveva però promesso di non accettare di appianare il contenzioso: Harper sarebbe inequivocabilmente colpevole e consapevole della violazione in quanto informata del regime del copyright dalle informazioni che ha sempre potuto trovare sui CD e sulle opere che ha acquistato nella sua breve vita; Harper avrebbe dovuto rinfondere l'industria con un minimo di 750 dollari per brano e per questo motivo RIAA aveva intenzione di sottoporre il caso ad un'altra giuria.La risolutezza di RIAA, però, non si è dimostrata incrollabile: ora fa marcia indietro, preme perché Harper consegni il risarcimento e perché il caso si chiuda in tutta fretta. Harper si è dichiarata pronta a confrontarsi con un altro giudice, pronta a giocarsi una nuova carta per dimostrare la propria innocenza. La nuova strategia difensiva che Harper vorrebbe portare in tribunale è edificata sopra recenti pronunciamenti di giudici disseminati per gli States e incaricati di valutare casi di violazione del diritto d'autore, da quello che ha coinvolto mamma Jammie Thomas, che verrà completamente ridiscusso, a quello che ha offerto un appiglio alla famiglia Howell. I legali di Harper avrebbero l'opportunità di spiegare ad un altro giudice che non tutti i file messi a disposizione nella cartella condivisa di Kazaa rappresentano necessariamente un caso di distribuzione e quindi di violazione. L'industria, in questo modo, potrebbe dimostrare che l'atto di condividere compiuto da Harper si sia tradotto in un effettivo trasferimento di contenuti e quindi in una violazione solo nel caso in cui gli investigatori di MediaSentry possano dimostrare di aver attinto alla cartella di Harper.

RIAA sta tentando in ogni modo di scongiurare il prossimo confronto in tribunale, che potrebbe non vertere semplicemente sulla quantificazione dei danni e sulla discussione dell'attenuante dell'inconsapevolezza. "I continui tentativi della difesa di sollevare la questione sono vessatori": non ci sono motivi, spiegano da RIAA, per cui un magistrato debba considerare ulteriormente la questione della effettiva colpevolezza di Harper di aver distribuito i file, una questione già sviscerata in precedenza e ormai data per assodata. Se però la corte dovesse tornare a valutare il caso nella sua pienezza, l'efficacia e la deterrenza delle accuse di RIAA potrebbero risultare vanificate.

È così che i rappresentanti dell'industria, nonostante abbiano a disposizione una strategia legale ancora da mettere alla prova, si sono dimostrati disponibili ad accettare il risarcimento di Harper. Ma i legali della ragazza non sembrano disposti a cedere: le ragioni di Whitney Harper non sono le semplici ragioni di una 16enne tentata dal P2P, ma sono quelle di decine di migliaia di utenti usati da un'"industria da 18 miliardi di dollari" in una "campagna di massa mirata a preservare un modello di business che ora domina nell'industria della musica".

Gaia Bottà
29 Commenti alla Notizia RIAA: siamo vessati da una ragazza che abbiamo denunciato
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  • e' vero i brani si devono pagare!
    il diritto d'autore e' giusto, perche chi ha una buona idea e' giusto che abbia un compenso.
    In questo le Major sono la via di mezzo tra il "Genio" e noi che dobbiamo dare il compenso.
    Probabilmente quello che e' ingiusto sono le dimensioni del compenso che noi diamo e che viene in minima parte dato al "Genio" di turno a favore delle enormi e lussuose casse delle Major.
    Probabilmente si deve rivedere questo lato della cosa, dove e' scritto che chi distribuisce musica deve fare fantistigliardi?
    Chi distribuisce noccioline sta bene, guadagna , ma non si sogna nemmeno di far i soldi che fanno le major! infondo che fanno in piu del distributore di noccioline le major?

    se un cd costasse quanto un pacchetto di noccioline nessuno si sognerebbe di rubarlo! cosi avremmo risolto il problema delle major!Occhiolino se il problema e' quello che gli viene rubato e non quello, piu nascosto e subdolo, di quanto loro vogliano rubare dalle nostre tasche con i prezzi esagerati che propongono...

    Saluti
    non+autenticato
  • - Scritto da: AlexdelVier o
    > e' vero i brani si devono pagare!
    > il diritto d'autore e' giusto, perche chi ha una
    > buona idea e' giusto che abbia un
    > compenso.
    [CUT]

    Si, una volta o due e non certo a vita.
    E' ora di piantarla con questa frase che sembra volta al sacro ed all'intoccabile.
    Vi sono migliaia di lavori che necessitano dell'ingegno dell'uomo per creare dei prodotti unici che non fanno la ricchezza di chi li ha creati (e non li alimenta a vita) nemmeno se hanno migliorato l'esistenza di molte persone.
    Per cui: ci hai messo due anni per creare un prodotto? Bene, per 6 anni avrai i diritti su quel prodotto, poi lavori per campare o se sei fortunato avrai già guadagnato tanto per vivere...

    ...possibile che debba pagare per disegnare in pubblico un "topolino" (con la "T" maiuscola) che mi ha ossessionato per tutta la vita trovandosi un po' ovunque!?
    E solo perché a qualcuno è venuto in mente che invece di creare qualcosa di meglio è bene sfruttare, mediante delle leggi vincolanti, un lavaggio del cervello che solo una persistenza nelle menti delle persone per molto tempo può fare (la presenza di "Topolino" per molto tempo in molti luoghi).
    non+autenticato
  • Le Nazioni Unite dovrebbero enunciare delle leggi universali tra cui la prima e' che la liberta' e' un diritto assoluto. Una delle piu' importanti sarebbe anche che l'arte, la creativita' sono beni collettivi. Quindi di tutti. Cio' distinguerebbe il supporto fisico, il cd come proprieta' di chi lo produce e lo vende, quindi non duplicabile a fini di lucro esattamente come dice la legge... Ma il brano inteso come file, soggetto solo alla presenza o meno di un supporto che appartiene a chi lo acquista, quindi la memoria di un apparecchio elettronico e' disponibile all'intera umanita' in quanto espressione artistica. Quindi chi compra il cd e vuole mettere a disposizione di altri i files senza vendere a sua volta sarebbe nella legalita'. Quello che non tengono presente le industrie e' che se riuscissero come per incanto a bloccare la possibilita' di copia, le loro stime di perdite gigantesche per colpa del p2p risulterebbero una bolla di sapone. Chi andrebbe a comprare quello che prima copiava? Uno copia quello che fondamentalmente non vuole possedere. Se un artista, un gruppo musicale mi piace veramente, compro le sue opere. Per possedere fisicamente un oggetto che rappresenta l'artista stesso. Questo vale per la muscia come per il film o il software. E' quello che fanno tutti. Le gigantesche collezioni scaricate dalla rete sono velleitarie. Non indispensabili. Quello che sta veramente a cuore al consumatore viene acquistato. Anzi, il libero scambio di brani favorisce la conoscenza, quindi l'eventuale acquisto. Piuttosto portino un semplice file di poche migliaia di byte a costare sulla rete pochi centesimi, non UN EURO a singolo brano. Allora vedrebbero che chiunque per avere la praticita' di trovare facilmente e scaricare magari 100 brani non a 100 euro ma a 10.. o 5 euro. Le case discografiche moltiplicherebbero le vendite, guadagnerebbero di piu' risolvendo una volta per tutte la questione dei diritti. Ma sappiamo che l'avidita' uccide la ragione...
    non+autenticato
  • Ma visto che gli artisti (veri ed unici detentori del copyright visto che musica e parole le scrivono loro e non le major...) beccano dalla vendita di un loro CD molto meno del 5% della cifra che spendiamo noi per acquistarlo, perchè non si propongono direttamente loro invece di passare per 'ste Major che di Major sembrano avere solo il conto in banca e i diritti davanti ai tribunali? Io personalmente trovo le soluzioni alla iTunes la via ottimale (ovviamente ESCLUDENDO TASSATIVAMENTE dalla filiera artista - fan, le case discografiche). Le Major avevano senso trent'anni fa quando una sala di registrazione costava un patrimonio e anche solo pensare di autodistribuirsi con una buona capillarità era un'eresia, ma con Internet oggi posso farlo anch'io: basta un PC (noleggiare le sale di registrazione non ha più costi inarrivabili...)
    non+autenticato
  • Le Major sono dei veri e propri parassiti sociali, dove i governi di tutto il mondo, anzichè pensare a risolvere i problemi delle persone che tra poco non potrà nemmeno permettersi il pane, continua a fare delle leggi che difendono sti parassiti ROVINANDO INTERE FAMIGLIE per dar da mangiare a tutte queste persone INUTILI e che non danno nessun contributo di sviluppo al MONDO, ma solo alle loro tasche anche a costo di ROVINARE la vita di un'intera famiglia.

    TUTTO CIO' E' VERGOGNOSO!!
    non+autenticato
  • attenzione però, mi sento di precisare che secondo me produrre musica non è male (ANZI)

    è male fare i capitalisti riempirsi la bocca di parole come mercato concorrenza etc e poi fare cartello per vendere tutti allo stesso prezzo - indubbiamente esagerato - e difendere le proprie "posizioni dominanti" (oltre che farsi da sé le procedure di ripartizione del DDA, almeno qui in italia)

    e poi lamentarsi se la gente cerca scappatoje, vista pure la crisi che c'è, i prelievi preventivi sui supporti etc

    arrivando anche a usare mezzi che per altri reati, quelli veri, sono stati dichiarati illegali, scoprendo la verità di pulcinella, ossìa che il fatto che "la legge è uguale per tutti" nasconde che "qualcuno è più uguale degli altri"
    non+autenticato
  • - Scritto da: 01234
    > attenzione però, mi sento di precisare che
    > secondo me produrre musica non è male
    > (ANZI)
    >

    Due precisazioni :
    1) Il copyright andrebbe applicato solo verso altri musicisti ( cioe', io non posso copiare un brano di jovanotti cambiandogli le ultime strofe o alcune rime e spacciarlo per mio )
    2) I musicisti ( e tutta la filiera ) dovrebbe puntare al guadagno da "concerto" e non da "disco".
    Il disco e' un mezzo pubblicitario, mentre il concerto dovrebbe essere la massima aspirazione per i fan e la massima fonte di reddito degli artisti.
    Quindi, piu' concerti e spettacoli e meno balzelli sugli utenti finali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mi scoccio di loggare

    > Il disco e' un mezzo pubblicitario, mentre il
    > concerto dovrebbe essere la massima aspirazione
    > per i fan e la massima fonte di reddito degli
    > artisti.
    > Quindi, piu' concerti e spettacoli e meno
    > balzelli sugli utenti
    > finali.

    Si, e poi cosi' dovrebbero lavorare...
    non+autenticato
  • Scusate...fatemi capire...come fanno quelli che ti tracciano a sapere esattamente cosa scarichi e cosa metti in download?
    Ma sopratutto, come fanno a sapere SE qualcuno ha effetti vamente mai scaricato qualche cosa da te?
    E come possono sapere certe cose senza LEDERE I DIRITTI DI TUTTI I CITTADINI, non solo di quelli realmente coinvolti?
    In America si invalidano le prove e le testimonianze non appena qualche MICROBO di possibilita' di alterazione appare all'orizzonte lontano...per il P2P invece qualsiasi cosa va' bene?
    non+autenticato
  • tra l'altro....sbaglio o qui da noi le intercettazioni sono state rese praticamente impossibili? Sorride
    o fatemi capire: per i reati VERI (quelli che lo sono oltre per la legge anche per una sorta di "buon senso") no si possono fare, e per 'sta buffonata di "furti" (ma ROTFLISSIMO) invece sì?
    non+autenticato
  • - Scritto da: 01234
    > tra l'altro....sbaglio o qui da noi le
    > intercettazioni sono state rese praticamente
    > impossibili?
    > Sorride

    Impossibili solo se appartenenti a politici & co.
    Invece sono fattibili per tutto il popolo senza raccomandazioni & co.

    > o fatemi capire: per i reati VERI (quelli che lo
    > sono oltre per la legge anche per una sorta di
    > "buon senso") no si possono fare, e per 'sta
    > buffonata di "furti" (ma ROTFLISSIMO) invece
    > sì?

    Gia', perche' in un regime di dittatura internazionale, vale appunto questa legge.
    Noi siamo fubbi e cosi se sentiamo dire che stiamo in "dittatura", scateniamo un putiferio, mentre se invece diciamo di essere in "democrazia" ( con mani e piedi in manette ) siamo tutti contenti.
    non+autenticato
  • Ecco qui qualcosa da leggere attentamente.
    ciao =)

    http://www.avvocatogp.it/p2p_accertamento_reato.ht...
    non+autenticato
  • Infatti la questione "Come diavolo avete fatto a sapere che files ci sono in un computer?" è stata sollevata e discussa.

    La cosa strana è che in America questa dovrebbe essere una prova non ammissibile, tutto il processo si basa su questa prova e dunque il processo dovrebbe essere nullo. Un conto è la polizia che entra in casa e fa una perquisizione, un altro conto è un computer che si connette ad una rete P2P e si tiene i dati degli utenti che condividono files e che sceglie quali utenti denunciare e quali no.
    non+autenticato
  • Per altro, hanno verificato che effettivamente la ragazza ha scaricaato quei file senza avere i cd originali ? E se li aveva ? (come hanno verificato?)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky

    > Ma sopratutto, come fanno a sapere SE qualcuno ha
    > effetti vamente mai scaricato qualche cosa da
    > te?

    Beh, è semplice...
    Provano loro a scaricare qualcosa dal tuo computer, e se ci riescono tu hai commesso proprio in quel momento il reato. Poi se hai uploadato quel file anche altre volte non importa, già una è sufficiente.

    Comunque in effetti è tutto abbastanza fumoso, a meno che non ti vengono a perquisire a casa e ti trovano i file sul computer non è detto che sei stato tu a scaricarli e metterli in condivisione, basta per esempio dirgli che la tua connessione ad internet era condivisa con una rete wifi non protetta e che qualcuno si è connesso da fuori...
    Se loro non hanno altre prove in mano è difficile darti torto Occhiolino
    non+autenticato
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