martedì 21 ottobre 2008

Banda Larga, l'Italia è divisa in due

Così rileva Between nel rapporto trasmesso all'Authority TLC, da cui emerge che gli investimenti delle telco vengono fatti dove rendono. L'Italia è tredicesima in Europa per penetrazione della banda larga

Roma - Il digital divide italiano è all'esame dell'Autorità delle Comunicazioni: Between ha trasmesso all'Authority il rapporto Analisi sulle determinanti del processo di sviluppo della banda larga, da cui emerge uno sviluppo del broad band non uniforme che rischia di portare - ma per certi versi ha già portato - ad una vera e propria spaccatura del Paese.

Lo sviluppo di infrastrutture volte ad una fruizione ottimale di Internet non è per nulla omogeneo e condizionato "innanzitutto da logiche di redditività degli investimenti", si legge nel rapporto, che evidenzia come i denari delle telco prendano generalmente una direzione: quella che li porta verso il maggior numero di clienti sicuri. Questo va però a svantaggio di chi vive in aree meno interessanti perché meno remunerative (soprattutto in aree demograficamente o industrialmente depresse, o dove l'orografia è sfavorevole) e, affinché il disagio degli utenti svantaggiati si riduca, si rende necessario "un intervento di sistema".

Nel rapporto si evidenzia anche la scarsa incisività degli operatori alternativi all'incumbent, non per demerito delle aziende, ma per la situazione contingente del mercato a cui si sono affacciati: Telecom Italia, nonostante la liberalizzazione di tale mercato iniziata dieci anni da, rimane l'operatore con posizione dominante che si è posto l'obiettivo dichiarato di portare, entro il 2010, la copertura ADSL al 99% delle linee telefoniche. Sul fronte dei competitor, Between osserva che "i piani finora presentati evidenziano un consolidamento degli investimenti e la focalizzazione sulle aree a maggiore potenziale di mercato", il che si traduce però in un target che copre circa il 50% della popolazione, ossia quella parte del bacino di utenza che risiede nelle principali aree urbane.I numeri parlano di 10,1 milioni di accessi broad band a fronte di complessivi 20 milioni di utenti a fine 2007, con previsioni di arrivare a 14 milioni di accessi broad band per il 2010. I dati complessivi del mercato attuale posizionano il Belpaese al tredicesimo posto in Europa, dove il podio è occupato da Danimarca, Finlandia e Olanda, ma sul fronte del broad band i 10 milioni di accessi in Italia formano un mercato che, per dimensioni, è il quarto in Europa, alle spalle di Germania, Regno Unito e Francia.

Il rapporto completo di Between è pubblicato dall'Authority TLC a questo indirizzo.
81 Commenti alla Notizia Banda Larga, l'Italia è divisa in due
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  • 10 milioni di Italiani senza internet e il wi-max viene boicottato....
    non+autenticato
  • hanno la faccia come il c**o.
    "portare l'adsl sul 99% delle linee telefoniche"????


    Ha, ha, ha, ha, ha, ha, ha, ha, ha, ha, hhhaaarrrrghhh!!

    A me non me ne frega niente, ho estirpato il telefono fisso 6 mesi fa e ora vivo felice con una connessione wifi di una piccola società.

    Non voglio vedere nenache le chiavette delle varie tim, vodapone, wind e compagnia cantante, anche loro hanno la faccia come il c**o!!
    da me non c'è nessuna copertura di questo tipo (abito in pianura, nel "sviluppato" nord-est)

    Andassero a fare in c**o!
    non+autenticato
  • Non è che sei in mezzo alla campagna di rovigo?
  • è che con la privatizzazione di telecom abbiamo creato un monopolista delle reti e del servizio, che i quanto azienda privata ha tutto l'interesse a non mettere dslam dove c'è poca richiesta... la rete doveva stare in mano allo stato, piuttosto appaltando la sua gestione in maniera da poter investire sull'estensione e garantire la concorrenza.
    Così siamo costretti a pagare telecom cifre mostruose come successo in piemonte per estendere la rete...
    non+autenticato
  • L'analisi è talmente banale da risultare semplicemente ridicola!

    E' perfettamente palese che gli investimenti, una SPA, li faccia dove prevede di avere maggior redditività... ROTFL...

    Il nocciolo della questione resta sempre e solo uno: chi ci mette i SOLDI per cablare le aree non redditizie?

    Per la rete telefonica generale esiste un solo Gestore obbligato, per legge, a fornire il cosiddetto "servizio universale": Telecom. Gli altri gestori nemmeno si sognano di tirare RTG ed ISDN a casa dei Clienti non "interessanti".

    Vogliamo imporre la banda larga come "servizio universale"?

    Benissimo... Ma allora bisogna ridisegnare completamente i contratti di servizio e stanziare i fondi, anche pubblici.

    Il resto è aria fritta...

    Cordiali Saluti
    Fulcrum
  • - Scritto da: fulcrum
    > Per la rete telefonica generale esiste un solo
    > Gestore obbligato, per legge, a fornire il
    > cosiddetto "servizio universale": Telecom. Gli
    > altri gestori nemmeno si sognano di tirare RTG ed
    > ISDN a casa dei Clienti non "interessanti".
    Mica vero, Telecom non è obbligata a portarti a casa niente
    Ho amici senza telefono per scelta, non è come per la corrente o l'acqua che sei obbligato altrimenti non ti danno l'abitabilità.
    Che poi lo Stato consenta alla Telecom di monopolizzare tutto ed impedisca a gestori di terze parti di collegarti con loro è da vedere

    > Vogliamo imporre la banda larga come "servizio
    > universale"?
    >
    > Benissimo... Ma allora bisogna ridisegnare
    > completamente i contratti di servizio e stanziare
    > i fondi, anche pubblici.

    No, bisogna scorporare la Telecom .
    Le infrastrutture devono ritornare statali e lo stato deve affittarle a tutti gli operatori e deve fare lui i lavori (tramite i comuni) quando glie lo si chiede.
    Wolf01
    3276
  • E' vero: Telecom Italia è obbligata a fornire l'accesso base al servizio telefonico (una linea RTG, per intenderci) su richiesta del Cliente.

    Se poi il Cliente NON la richiede, ovviamente, è un'altra questione.

    Ma se tu, persona fisica o giuridica che sia, chiami 187 o 191 per chiedere l'accesso al servizio telefonico Telecom Italia NON PUO' dirti: "No, a te non porto la linea perchè non mi conviene".
    Potrà dirti che ti costerà una barca di soldi, perchè bisogna tirare 4 km di paline o, magari, dirti che un ampliamento rete è previsto solo a settembre del 2009 e prima non se ne parla.

    Ma non può dire: "no". Sorride

    Cordiali Saluti
    Fulcrum
  • > Potrà dirti che ti costerà una barca di soldi,
    > perchè bisogna tirare 4 km di paline o, magari,
    > dirti che un ampliamento rete è previsto solo a
    > settembre del 2009 e prima non se ne
    > parla.
    >

    Si ma poi quando si arriva a settembre del 2009 e si ritelefona, non diventa ottobre del 2010, poi novembre del 2011 e dicembre 2012
  • Quando ho chiesto "Ma mi cambi la torretta di distribuzione che quando piove fa contatto e l'adsl si auto-attiva anche per i miei vicini di casa, oltre al fatto che basta tirar su la cornetta per far squillare i telefoni di tutto il vicinato...?" Mi hanno detto direttamente "NO, NON SI PUO', non chiamarci più o dal prossimo intervento tecnico ti facciamo pagare"

    Poi al tecnico ho detto che la prossima volta non serve che li richiami, verranno loro perchè non troverebbero più la torretta (sto ancora decidendo se incatenarla e trascinarla via con la macchina, darle fuoco, a cosa poi che è un pezzo di ferro arrugginito, o legare un filo di ferro fino in cima all'albero vicino e pregare in un fulmine)
    Wolf01
    3276
  • Per quello che serve, anche se attualmente è il massimo che possiamo permetterci, metti di mezzo i giornali, le associazioni dei consumatori e striscia (non quella dei politici, quella che ahi noi riesce a rintracciare perfino quei mafiosi che secondo la giustizia sono latitanti ed irreperibili da vent'anni)

    Una sonora smerdata è l'unica anche perchè l'idea del fulmine, per quanto affascinante rischia di distruggere le apparecchiature che abbiamo in casa. A quel punto meglio un paio di tronchesi legate ad un lungo bastone...
  • >
    > Poi al tecnico ho detto che la prossima volta non
    > serve che li richiami, verranno loro perchè non
    > troverebbero più la torretta (sto ancora
    > decidendo se incatenarla e trascinarla via con la
    > macchina, darle fuoco, a cosa poi che è un pezzo
    > di ferro arrugginito, o legare un filo di ferro
    > fino in cima all'albero vicino e pregare in un
    > fulmine)

    Fagli un buchetto sopra e buttagli dentro acido solforico,osì sarann0 costretti a cambiarla.
    non+autenticato
  • infatti te lo porta fino ad una certa distanza, poi se vuoi paghi un tanto al km per l'allacciamento.
  • - Scritto da: AranBanjo
    > infatti te lo porta fino ad una certa distanza,
    > poi se vuoi paghi un tanto al km per
    > l'allacciamento.

    Appunto. Sorride

    Cordiali Saluti
    Fulcrum
  • E siamo nell'ordine di quanti euri ?
  • - collegamenti realizzati su circuito in cavo 31,92 EUR IVA esclusa ogni 200 metri di tratta o frazione;
    - collegamenti realizzati su circuito aereo individuale 124,57 EUR IVA esclusa per ogni tratta di 200 metri o frazione
    - collegamenti realizzati su ponte radio 4131,66 EUR IVA Esclusa

    Ovviamente oltre al costo base dell'attivazione.
    Questi costi sono calcolati se abiti "in c..o" al mondo.

    Ciao

    p.s.
    i costi sono nell'elenco telefonico.
  • ... peraltro... anche quando Telecom si mostra disponibile a portare la connessione verso un paese che non ne è dotato (vedere ad esempio l'ultimo piano di copertura su http://www.wi-pie.org/ e cercare ) il simpatico ufficio tecnico del comune (di centro destra, per dovere di cronaca) impone l'uso di sistemi di scavo particolari, negando il permesso alla telecom per il cablaggio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > ... peraltro... anche quando Telecom si mostra
    > disponibile a portare la connessione verso un
    > paese che non ne è dotato

    Dalle mie parti Telecom non ha neppure avuto l'educazione di rispondere (sì o no) alle richieste del comune. Come se non esistesse.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > - Scritto da: Nome e cognome
    > > ... peraltro... anche quando Telecom si mostra
    > > disponibile a portare la connessione verso un
    > > paese che non ne è dotato
    >
    > Dalle mie parti Telecom non ha neppure avuto
    > l'educazione di rispondere (sì o no) alle
    > richieste del comune. Come se non
    > esistesse.

    ecche 00!
    Magari invece di chiedere a Telecom si può chiedere a qualcun altro?
    non+autenticato
  • No, Telecom ha il monopolio dei fili del telefono.
    Ha brevettato "il segnale ADSL deve passare per i fili che io interro dalla centrale fino a casa dell'utente" e quindi nessun altro può scavare, interrare un pezzo di fil di ferro e farci passare un segnale adsl

    Se solo iniziassero a spuntare come funghi delle centrali di terze parti...
    Wolf01
    3276
  • Questo brevetto andrebbe invalidato in mezzo secondo
  • Veramente i vari operatori possono andare in co-location sulle centrali telecom con propri apparati.
  • - Scritto da: Wolf01
    > No, Telecom ha il monopolio dei fili del telefono.
    > Ha brevettato "il segnale ADSL deve passare per i
    > fili che io interro dalla centrale fino a casa
    > dell'utente" e quindi nessun altro può scavare,
    > interrare un pezzo di fil di ferro e farci
    > passare un segnale
    > adsl
    >
    > Se solo iniziassero a spuntare come funghi delle
    > centrali di terze
    > parti...

    A me risulta che chiunque (entro certi parametri, of course) possa realizzare reti telefoniche/telematiche (vedi Fastweb, Ferrovie, Albacom, Autostrade, per esempio).

    Che poi sia MOOOOLTO più economico, lato investimenti, utilizzare la rete preesistente piuttosto che farsene una di sana pianta è un altro paio di maniche... Occhiolino

    Ma non diamo colpe a leggi o brevetti inesistenti, sono le dure leggi dell'economia di mercato.

    Cordiali Saluti
    Fulcrum
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