mercoledì 22 ottobre 2008

No, la crisi non risparmia l'IT

Non solo aziende che licenziano, ma anche produttori che tirano il freno, start up che vedono evaporare gli investimenti, società dell'energia alternativa che lasciano il mercato. Il momento è difficile, ma non è disperato

No, la crisi non risparmia l'ITRoma - L'Italia si scopre a rischio recessione in una congiuntura difficile per le economie mondiali, con una proiezione di -0,1% nel PIL 2008 secondo il Fondo Monetario Internazionale. Ma i problemi sono imponenti per tutti, e non risparmiano il settore tecnologico, che pure mantiene una centralità nello sviluppo di tutti i paesi che non è eguagliata da alcun altro comparto.

cubicoli vuotiNegli Stati Uniti, dove la crisi ha assunto prima che in Europa un aspetto preoccupante, dall'inizio dell'anno le imprese dell'IT che vengono considerate "in seria difficoltà" sono aumentate a dismisura con una accelerazione piuttosto impressionante nell'ultimo mese. Basta dare un'occhiata ai licenziamenti effettuati o previsti da alcuni dei più importanti player di mercato: colossi come Yahoo o eBay sono in piena ristrutturazione, ma ancora di più lo sono le promettenti start-up che fin qui hanno potuto contare su investitori interessati, capital venture che da qualche settimana si sono fatti assai più timidi. Aziende vitali come Pandora e Lulu si preparano a tagliare. Se i grandi tremano dinanzi alla riduzione del fatturato, i piccoli vedono a rischio i progetti di sviluppo e, in certi casi, l'esistenza stessa dell'impresa.

A colpire queste realtà non è solo l'incertezza del domani ma anche le certezze dell'oggi: gli ordini vanno riducendosi fortemente, gli acquisti diminuiscono, le transazioni commerciali anche e si fanno più schivi gli inserzionisti. I budget che finora hanno garantito opportunità di crescita alle nuove idee della tecnologia si riducono ed è più difficile accedervi, proprio nel paese che su queste opportunità ha costruito una Silicon Valley invidiata da tutto il Mondo.Secondo gli analisti, negli Stati Uniti nel terzo trimestre i fondi di venture capital sono scesi del 7 per cento a quota 7,4 miliardi di dollari: in particolare nel settore IT nel trimestre sono stati stretti 270 accordi di investimento, contro i 260 registrati nel primo trimestre 1996. Dopo tanti anni di "boom" degli investimenti, si è tornati ai livelli precedenti alla diffusione di una Internet di massa dentro e fuori dagli Stati Uniti. Se si riducono le disponibilità si riducono le opportunità ma si tratta di somme ancora consistenti, dalle quali i più ottimisti prevedono possa provenire, in tempi oggi non definibili, almeno una parziale riscossa alle difficoltà del momento.

Il venture capital nell'IT è particolarmente rilevante perché riflette anche le aspettative attorno al settore, quello che gli analisti e gli investitori si attendono, ed è dunque desolante che il cosiddetto confidence index dei fondi dedicati di Silicon Valley sia il più basso degli ultimi cinque anni, a quota 2,9. Capital venture da quelle parti però significa soprattutto partecipazione al management e alle startup tecnologiche viene ora consigliato dai soci di capitali di ridurre subito i costi, da qui l'aumento dei tagli del personale, e di cercare ulteriori fondi; più in generale, di fare tutto ciò che serve per strutturarsi a sopravvivere in un mercato che potrebbe non sollevare la testa ancora per lungo tempo.

Tutto questo si riflette non soltanto sulle startup internettiane, ma anche sull'indotto di quell'industria dell'IT che nei settori dell'automotive piuttosto che della pubblicità ha acquisito una rilevanza sempre maggiore: i binari su cui correvano ricchi treni merci ora sono meno trafficati, i treni stessi sono formati da meno vagoni e in ogni vagone la quantità di merce è scesa. Ma questo interessa soprattutto chi non ha puntato sulla qualità: la merce di chi lo ha fatto ha ancora un valore rilevante anche se è in quantità minore, tanto più che viene riconosciuto da tutti il ruolo trainante dell'IT anche in questa fase congiunturale.

La situazione è in bilico, gli osservatori dichiarano che tutto può ancora accadere. Secondo Hans Swildens di Industry Ventures "non siamo ancora in una situazione di panico. Ma c'è una corsa alla sicurezza, e vediamo la prima ondata di singoli investitori che tentano di far uscire il proprio denaro dalle holding che gestiscono i fondi di investimento". Eppure, in questo bailamme in cui chi ha il collo meno lungo fatica ad arrivare alle foglie, tanto che per molte imprese è già suonata la campana, settori forti della tecnologia e della ricerca non segnano il passo: le società della biotecnologia, ad esempio, nell'ultimo trimestre hanno visto alzarsi del 21 per cento gli investimenti, ed è accaduto anche a chi è impegnato nella cosiddetta tecnologia pulita (investimenti in salita del 17 per cento a quota 1 miliardo di dollari secondo PricewaterhouseCoopers.

Le ricadute della congiuntura finanziaria rimangono però complesse: la caduta del prezzo del petrolio, che nonostante qualche rialzo delle ultime ore rimane molto al di sotto delle soglie record dei mesi scorsi, rischia di impattare pesantemente in uno dei settori più importanti delle nuove tecnologie, quello che si proietta verso la costruzione di un nuovo mondo dell'energia. Improvvisamente, infatti, e proprio nel momento in cui il cash flow si fa incerto, il petrolio è nuovamente accessibile, e a questo si aggiunge il congelamento del credito: due elementi che possono nuocere moltissimo nell'immediato alle startup tecnologiche dedite allo sviluppo di solare e eolico. Si tratta di industrie che richiedono forti investimenti, denari la cui redditività è proiettata sul lungo termine. Tutte qualità che fanno a botte con la concreta immediatezza del petrolio e la difficoltà in cui si dibattono i grandi capitali. Senza contare che saranno proprio i consumatori, in particolare quelli statunitensi, a preferire le fonti di energia tradizionale se queste costeranno di meno, condizionando a loro volta l'intera filiera degli investimenti. Ciò che si rischia, dicono gli osservatori, sono altri anni di "stop", similmente a quanto avvenne negli anni '80. Sta già avvenendo: nell'ultimo trimestre i fondi degli investitori rivolti a questo settore nel mondo sono scesi a quota 17,8 miliardi di dollari dai 23,2 miliardi del trimestre precedente, e per il prossimo trimestre gli analisti si attendono un'ulteriore contrazione.

A offrire altri elementi di riflessione sull'andamento del settore IT in queste settimane è l'annuncio di Texas Instruments del licenziamento imminente di oltre 600 lavoratori. Un annuncio rilevante per il ruolo di TI nella fornitura di chip per l'industria tecnologica e in particolare per quella del mobile, un settore che da anni conosce una espansione senza sosta in tutto il Mondo. Texas spiega nello specifico che gli ordinativi vanno riducendosi in qualità e quantità e che questa riduzione va accelerando: è il sintomo di come anche quell'ambiente a metà tra IT e TLC stia subendo la congiuntura. I risparmiatori vivono una maggiore incertezza, i consumatori selezionano i propri acquisti, e le spese di tutto questo le coprono in primis beni non essenziali. A colpire Texas è naturalmente anche la riduzione degli ordinativi Motorola, che deve affrontare problemi strutturali nel settore dei cellulari da lungo tempo, ma il problema è generale. Sono passati solo pochi giorni da quando un competitor di Texas, Linear Technologies, ha ammesso un drastico calo degli ordini.

Non che vada molto meglio in Europa, come segnalano gli studi più aggiornati. Nel Regno Unito nell'ultimo trimestre le aziende IT in difficoltà sono aumentate del 627 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: l'accelerazione è evidente e viene attribuita in particolare alla riduzione della spesa da parte delle imprese, oggi più che mai disposte a fare i conti con l'infrastruttura IT di cui dispongono piuttosto che pianificare imponenti operazioni di aggiornamento. Il fatto che la congiuntura tocchi orizzontalmente quasi tutti i settori industriali si traduce in una contrazione generale della spesa IT: la tecnologia rimane un fattore centrale per lo sviluppo ma investirci sopra adesso è tutto un altro paio di maniche.

Le conseguenze dell'incertezza sono varie e sono destinate a ridisegnare il comparto IT anche in Europa. Secondo gli esperti della britannica Begbies Traynor "ci sono segnali che molte aziende IT sembrino ancora nascondere il deterioramento dell'attività commerciale e per questo sono in ritardo nell'assumere strategie di riduzione dei costi. Questo rischia di aumentare il fardello dei problemi di domani e rendere quelle società più vulnerabili all'acquisto da parte di entità IT più grandi e consolidate, spingendo così ulteriormente sul consolidamento dell'industria tecnologica".

Ci sono naturalmente società IT, come Red Hat, che invece si attendono di crescere nella difficoltà grazie alle specificità del proprio business, in questo caso rivolto all'open source, spesso percepito come una alternativa al software proprietario che introduce anche elementi di riduzione dei costi. Tra tutti il nome più grosso nel settore, quello di Google, ha già fatto sapere di affrontare la crisi con prudenza, soprattutto nelle acquisizioni, ma senza paura: secondo Eric Schimidt, CEO di BigG, "siamo tutti vulnerabili, è una corsa tra la contrazione della pubblicità, destinata a colpire tutti, e un trasferimento molto positivo su Internet degli investimenti offline". Come a dire che non c'è solo l'IT al centro dello sviluppo e della ripresa di domani ma c'è soprattutto l'ambiente-mercato della Rete, dove ci si attende un trasferimento di investimenti tradizionalmente rivolti ai settori "offline". Ma l'ottimismo di Schmidt è tutto nei piani di Google: nessuna riduzione del personale, investimenti ulteriori nel cloud computing e attese più che ottimistiche per la riuscita di Android, che proprio in queste settimane giunge sul mercato.

Forse anche per questi segnali gli osservatori più attenti avanzano un prudente ottimismo. Ad esempio, e per concludere, c'è chi fa notare come i licenziamenti attesi nel settore non saranno quelli già visti nello sboom del 2001. Le statistiche del Dipartimento del Lavoro statunitense parlano chiaro: si prevedono lay-offs ma i posti di lavoro perduti non lo saranno a lungo, la centralità dell'IT è mantenuta, le imprese in questi anni, quelle "post-sboom", si sono mosse sulla base di criteri economici più solidi che in passato, quei posti di lavoro torneranno a contare con il ritorno della domanda. Come a dire, dunque, che l'IT subirà la contrazione di questi mesi e dei prossimi trimestri, ma lo farà probabilmente in modo meno cruento che in altri settori, con la speranza di una ripresa anche occupazionale anticipata rispetto ad altri comparti. Non sarà molto ma è almeno qualcosa.

(fonte immagini qui)
92 Commenti alla Notizia No, la crisi non risparmia l'IT
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  • ... e tanto per garantire la ripresa, la Scuola Reiss Romoli, che è stato uno dei centri di formazione principali sull'ICT nel nostro paese, chiude:
    http://reissromolichiude.splinder.com/
  • Il vero problema è che rimmarranno solo gli "Sbuccia Banane" cazzoni e buffoni invece quelli che sanno fare bene e si fanno pagare bene rimarranno a piedi...
    non+autenticato
  • Sbagliato... chi sa lavorare emigra!Sorride
    E chi non lo voleva fare si ritrovera' costretto, a meno che non tornera' a campare con la pensione di mamma e babbo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Calibano
    > Sbagliato... chi sa lavorare emigra!Sorride

    Dove? Alla Leemhan Brothers? Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
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    Rotola dal ridereRotola dal ridereCylonCylonCylonCylon
    CylonCylonCylon
    non+autenticato
  • concordo Metalmeccanico, pero' dimentichi (come ho scritto sopra) la cosa peggiore, e cioe' che i migliori se ne vadano via. E perchè non dovrebbero farlo?

    Quando all'estero sentono gli stipendi che prendono i nostri informatici si mettono a ridere. Per non parlare delle condizioni di lavoro (rapporto con i colleghi e i superiori)

    Dovremmo parlare anche di questo, visto che qui (e vale per tutti i lavori) la condizione percepita sul posto di lavoro e' di totale impotenza. A meno che non sei "sopra" qualcun'altro e allora sei tu che rompi il c...o agli altri, e se non lo fai (o ti comporti in maniera amichevole con i tuoi "secondini") rischi pure te il licenziamento. In molti lavori purtroppo l'aria che si respira e' questa. E di certo la situazione attuale non ci aiuta, anzi...

    In merito al post di prima aggiungo che, questo amico, per avere il codice fiscale (che in Inghilterra come in Olanda ha valore di "libretto di lavoro") ci ha messo un giorno. nel senso che l'indomani (oltre ad avere la tesserina in mano) era già abilitato per lavorare.

    E allora mi chiedo (visto che anche nell'IT esiste la famosa "concorrenza") come si fa a competere con altri paesi quando qui: Ti alzi la mattina e già sei preoccupato per il lavoro, per l'affitto (o il mutuo), per il capo che rompe i c.....i, ecc.ecc.
    Non sembra ma molte cose influiscono sul rendimento delle persone che lavorano, sopratutto con la fantasia e l'ingegno.
    Vivere con maggiore tranquillita' comporta naturalmente molti vantaggi, anche in campo lavorativo.

    In un paese con un gap generazionale di oltre 35 anni, che passa da una popolazione media di pensionati, ai ragazzini che vediamo in giro; Con cittadini che (non si capisce come) dopo i 40 anni non li vedi più in giro la sera, come se avessero smesso di vivere, di sognare...

    Siamo un popolo invecchiato prematuramente...e a chi la facciamo la concorrenza?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Metalmeccan ico
    > Il vero problema è che rimmarranno solo gli
    > "Sbuccia Banane" cazzoni e buffoni invece quelli
    > che sanno fare bene e si fanno pagare bene
    > rimarranno a
    > piedi...


    sono quelli che fanno i prezzi migliori, e alle aziende(realta' medio-piccole, quindi la stragrande maggiornaza)fa comodo.....Non penso verranno toccati come pensi.............
    non+autenticato
  • Vorrei suggerirvi una semplice domanda :
    chiedetevi ( leggete su internet ) , qual'è l'azienda che in italia fattura di più.

    Dopo di che ,avrete le risposte a tutte le vostre (nostre) domande
    non+autenticato
  • Qual'è l'azienda che in italia fattura di più?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuseppe
    > Qual'è l'azienda che in italia fattura di più?

    Ma noi ovviamente!!!

    Apropos, mi devi 1 euro ogni post, hai 2 ore per pagare mezzo postepay (siamo tecnologgicci noi).

    Fonte ufficiale

    http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/...

    Quindi a qualcuno non venga in mente di dire che ce l'ha piu' lungo di noi, e' avvertito ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuseppe
    > Qual'è l'azienda che in italia fattura di più?

    Una che e' gia' fallita, il nero e' la base dell'economia nazionale!!! Lo dice anche Silvio

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/0...

    E sia chiaro, ogni centesimo che vogliono da me e' esagerato per definizione io do' lavoro e vogliono pure dei soldi?

    (Sono sempre lupara ma in versione grande imprenditore a questo punto hai due ottime risposte alla tua domanda)
    non+autenticato
  • EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEKKKKKKKKKKKK!
    Se non fosse vero ti farei una statua!
    Ma siccome è vero, o meglio son vere entrambe, ti faccio una lapide....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Evasore

    > Una che e' gia' fallita, il nero e' la base
    > dell'economia nazionale!!! Lo dice anche Silvio

    Meno male che Silviooooo c'èèèèèèèèèèèèè, alè!
    Dove Prodi non era arrivato... verso il crack e oltre, alla via cosi! Mi consenta cribbio!
    non+autenticato
  • Problemi economici? Tagliare i costi. Quali sono questi costi? I dipendenti della propria azienda.

    Ma porc* di una miseria possibile che nei master di economia tutto il manuale sia di due sole righe? Licenzia, licenzia, licenzia?

    Se uno non ha reddito come compera?

    Qualche proposta alternativa.

    Tagliare meglio e spendere meglio:

    l'amministratore delegato passa da uno stipendio di qualche centinaiaia di migliaia di euro (i piu' barboni, qualcuno ce l'ha di milioni) a alcune decine di migliaia. Certi fanfaroni di top manager a pioggia che si passano le carte l'un l'altro e non producono effettivamente con stipendi poco inferiori vanno a casa direttamente.

    Poi tagliamo i viaggioni in business class, i macchinoni aziendali, i convegnoni in localita' turistiche in alberghi a 5 stelle per i suddetti, i mega uffici con poltrone in pelle umana. I grattaballe o combinadanni qualunque figli, parenti e amici dei sopraddetti che infestano le aziende. Le tangenti necessarie a sovvenzionare altri passa carte per assicurarsi mani libere pur violando parecchie leggi.

    I megacomputer cambiati spesso e volentieri con ultime tecnologie esistenti per passarli al figlio. I computer normalissimi che funzionano benissimo per passare tutti, chesso', all'ultimo quadcore con 4 GB di RAM e a Vista e Office 2007 con aumento produttivita' 0,000000 (e anzi negativo perche' devono imparare a usare un sistema nuovo). Un po' piu' di open a cominciare da OpenOffice e magari favorire lo sviluppo di applicazioni custom che servono davvero al business e non ci sono (perche' ti sei speso tutti i soldi per licenze di software banali), per esempio dei CMS aziendali dove puoi avere direttamente un preventivo on-line, fare un ordine, seguire la consegna, aprire una chiamata di assistenza (troppe sono le aziende che ne sono prive e si trovano magari le stanze piene di inutilissimi quadcore per far girare il vecchio gestionale DOS).

    Piu' ricerca e sviluppo per prodotti innovativi e di qualita' da vendere al giusto prezzo (e meno pubblicita' fuffa per piazzare prodotti di dubbia qualita' prezzo).

    Questo e' solo qualche esempio.

    Se poi tutto questo non basta passiamo pure agli schiavi giu' in stiva. Ma deve essere l'ultima risorsa. Per intanto avete fatto il contrario, avete subito tagliato gli schiavi delle stive per poi raddoppiare e triplicare lo stipendio ai produttori di carta perche' hanno ridotto i costi.

    Insomma cari manager plurimaster, cercatevi un manuale diverso da quello che dice: tagliare il personale e spostare la produzione in paesi dove produrre costa meno non funziona e ve lo rispiego:

    A) se si licenzia le persone non hanno reddito
    B) se per esempio hai licenziato per andare a produrre all'estero a costi minori ha senso solo se abbassi il prezzo, ma a meno che vendi maggiori quantita' se abbassi il prezzo si riduce il tuo profitto e in effetti lo sapete benissimo, siete andati all'estero e la roba made in China ma marchiata con grandi nomi costa anche di piu' di prima (lo avete fatto per aumentarli i profitti non diminuirli altrimenti non valeva la fatica), temporaneamente avete aumentato i profitti ma quando la gente ha cominciato a non avere piu' soldi vi siete trovati nelle peste, adesso che fate vendete ai Cinesi per guadagnare lo stesso di quando avevate la produzione in casa? O non riuscite a fare nemmeno questo in quanto i Cinesi cominciano a volere piu' soldi in busta paga? Bravissimi avete affamato i vostri vicini di casa per far mangiare i Cinesi.
    C) se le persone non hanno reddito non comperano, non possono farlo
    D) tutto questo produrre all'estero poi alla fine aumenta i costi, dalla Cina all'Europa non sono due metri, ci sono i costi di trasporto (e pure l'inquinamento che ne deriva ammazza anche voi, avrete una villa da 20 milioni di euro ma l'aria circola ...)

    Insomma la morale della storia e' questa: non siete dei grandi, siete dei c..... vi siete mangiati l'uovo perche' avevate tanta di quella fame (pur avendo gia' una tavola imbandita) che non potevate farne a meno, ma a questo punto stanno estinguendosi le galline da spennare. Tutto quello che dovete sapere insomma e' di lasciar crescere qualche uovo. Continuerete a riempirvi le tasche anche in futuro, piu' lentamente ma costantemente e con la coscienza un po' piu' pulita. Ma sto sprecando il fiato, siete solo dei c...... e quindi non avete capito una mazza, pensate solo a una cosa: io intanto mi riempio le tasche il piu' in fretta possibile se no lo fa qualcun altro al posto mio e spero di avere gia' un bel gruzzolo in cassaforte prima del disastro che mi auguro colpira' tutti gli altri ma non me.
    non+autenticato
  • Keynes, tanto citato dai ns politici, dice esattamente il contrario!
    Assumere, assumere assumere...
    Perché è meglio pagare un operaio anche poco che avere un nullatentente...
    E se ricordi Adam Smith (La "mano invisibile" del mercato) capirai che avendo anche poco da spendere si avrà un riequilibirio dei costi dei beni....
    Ford siceva che produceva solo ciò che i suoi operai potevano acquistare.
    Non è liberismo quello che dice di licenziare, è finanza suicida che pensa a fare utili oggi ma se ne fotte, scusate ma ci vuole, del domani!
    Il "new deal" era basato su occupazione e aiuto alle famiglie, sulla nazionalizzazione delle banche e sulla regolamentazione delle borse....
    Non mi sembra che oggi abbiamo politici come Rooswelt ne economisti come Keynes o anche come Smith, figuriamoci imprenditori come Ford, che , ricordo, era anche un simpatizzante del totalitarismo.....
    Saranno due tre anni duri ma ne uscirà una societa più pulita, questa è una certezza, e lo sarà per almeno un paio di decenni salvo qualche pazzo che decida soluzioni "definitive (leggi una guerra , ma Bush non avrà più il comando della stanza dei bottoni e Putin e i Cinesi non sono così coglioni da usare le armi).
    E' un ciclo la storia , non a caso si dice che sia "magistra vitae" ma se ci sono persone che pensano ad accumulare senza capire che si stanno ammazzando beh, peggio per loro...
    Il popolo pazienta fino a che non esplode e quando esplode so ca..i amari per chi ha sbagliato!
    non+autenticato
  • - Scritto da: filosofo
    > Keynes, tanto citato dai ns politici, dice
    > esattamente il
    > contrario!

    E a me lo dici, anche se da un punto di vista economico la sua logica del deficit ha qualche pecca comunque il lavoro il dare lavoro e' importante, solo che non serve fare buche e riempirle di lavoro utile da fare (e che produce valore) ce n'e' tantissimo.

    > E se ricordi Adam Smith (La "mano invisibile" del
    > mercato) capirai che avendo anche poco da
    > spendere si avrà un riequilibirio dei costi dei
    > beni....

    Il buon vecchio Adam sono un'altro paio di maniche, il punto vero per lui e' che se hai monopoli o oligopoli va tutto a pallino e noi li abbiamo, e' stato uno degli effetti primi della globalizzazione. Altrimenti come mai preglobal la vita era meno cara e con piu' concorrenza lo e' molto di piu'? Ma perche' la concorrenza con il global e' molto di meno. Un sistema meno globale permetteva piu' attori sul mercato, ognuno si scavava una nicchia nazionale. Adesso i prezzi li fanno come e quando vogliono.

    > Saranno due tre anni duri ma ne uscirà una
    > societa più pulita, questa è una certezza,

    Io non ce l'ho, la capacita' di resistenza e' sotto 0, un sacco di barboni difendono i ricconi che se li mettono sotto i piedi, non vedo grande luce in fondo al tunnel ..

    > E' un ciclo la storia , non a caso si dice che
    > sia "magistra vitae" ma se ci sono persone che
    > pensano ad accumulare senza capire che si stanno
    > ammazzando beh, peggio per
    > loro...
    > Il popolo pazienta fino a che non esplode e
    > quando esplode so ca..i amari per chi ha
    > sbagliato!

    Quando esplode taglia le teste di chi capita, la rabbia del popolo e' cieca e sorda e non capisce una mazza. Peraltro in passato mica avevano il grande fratello, le mass lavatrici del cervello e tutto il resto, oltre che sistemi di armi perfezionate, se le avessero avute saremmo a Luigi XXX. La tua e' una speranza piu' che una lettura fattuale, ma non rinunciamoci in ogni caso dopotutto farlo significa essere praticamente morti.
    non+autenticato
  • Sei un grande.
    Cmq l'ultima volta a Report hanno fatto vedere un'azienda di Novara che pur di andare avanti e di non licenziare nessuno ha rinunciato a parte dei profitti.
    Facessero tutti così!!!
    non+autenticato
  • E' appunto un esempio pratico della teoria di keynes...
    Manca la volontà!
    Ma arriverà,non preoccuparti!
    non+autenticato
  • E' interessante quello che scrivi, e tuttavia forse ci siamo dimenticati di una cosa molto importante. E cioe' che non possiamo rapportare il nostro (bel)paese al resto dell'Europa o addirittura a qualche paese oltre Oceano.
    Voglio dire, per rimanere in tema, che il problema dell'IT noi lo abbiamo sempre avuto qui e ora certo è peggiorato. Ma saremmo rimasti sempre ultimi, anche senza crisi.
    Un esempio? In Romania hanno una adsl più potente della nostra. O vogliamo parlare del fatto che in itaglia la fibra ottica esiste da molto prima che FW la portasse agli utenti finali; E di fatto non è sfruttata come dovrebbe ma anzi... Rispetto poi all'IT di cosa vogliamo parlare? Del sito itaglia.it? Basta quello per capire come siamo messi e come viene considerato il settore.

    Scrivo questo perche' proprio ieri mi e' capitato di sentire un amico su messengier che si e trasferito da poco a Londra. Premesso che e' letteralmente scappato perche' qua non riusciva piu' neanche a pagarsi l'affitto. Anni di esperienza di computer-graphic con MAC. Lavori per aziende italiane che (spesso) venivano pagati in ritardo (e, ahime', in alcuni casi mai)...poi ieri sera mi scrive che ha finalmente trovato lavoro (li a Londra) e che, siccome e' nuovo nell'azienda, partira' con uno stipendio "base" ma che (gli garantiscono) crescera' presto man mano che lui si ambienterà. Stipendio base corrispondente a circa 1500 euro. (e si sono anche scusato con lui per questo)
    Si ma Londra e' cara? Non e' vero. L'unica cosa cara sono gli affitti e i mezzi pubblici (che vanno 24 ore su 24)

    Una domanda che mi premeva fargli era la situazione internet. Allora, lui paga l'equivalente di 30 euro mensili per: adsl 8Mega (120Kb in Up) - telefonate urbane gratutite 24 ore su 24, Scai Tv pacchetto cinema (tanto per migliorare la lingua)

    Questo per dire che, stimo molto chi lavora qui e cerca di fare del suo meglio per cambiare le cose, ma non mi sento di biasimare chi decidesse di partire verso migliori lidi.
    non+autenticato
  • > Voglio dire, per rimanere in tema, che il
    > problema dell'IT noi lo abbiamo sempre avuto qui
    > e ora certo è peggiorato. Ma saremmo rimasti
    > sempre ultimi, anche senza
    > crisi.

    Certo non ci piove. E non per fare i megalomani ma quando dico tagliare e spendere meglio pure l'IT ha il suo ruolo, noi eravamo, siamo e saremo sempre indietro anche perche' l'IT e' trattato come e' trattato nell'ambito delle strategie aziendali. L'unico IT che capiscono molti tipi e': ferro. Spesa per apparecchi e non per idee, persone, software (che non sia quello della pubblicita' e che si da' per scontato).

    > Scrivo questo perche' proprio ieri mi e' capitato
    > di sentire un amico su messengier che si e
    > trasferito da poco a Londra.

    In una ditta in crisi chi salta per primo, il vecchio fidate e fedele dipendente o l'ultimo arrivato (posto che non si toccano gli sprechi veri per primi e subito si licenzia)? In base alla mia formula (ma che come abbiamo visto non e' applicata) la risposta dovrebbe essere quello che rende di meno, ma molti preferiscono quell'altra ovvero quello che conosco da piu' tempo. Auguri al tuo amico quindi.

    >
    > Questo per dire che, stimo molto chi lavora qui e
    > cerca di fare del suo meglio per cambiare le
    > cose, ma non mi sento di biasimare chi decidesse
    > di partire verso migliori
    > lidi.

    Ovvio ma chi resta non lo fa mica perche' vuole aumentare il PIL nazionale, non e' una faccenda di stima, di solito gli rompe lasciare parenti e amici e poi magari ha poco ma di la' cosa trova? Io stimo molto invece chi ha il coraggio di andarsene. Forse la soluzione piu' facile. Ma le persone pensano prima al portafogli e poi ai massimi sistemi. E' giusto. L'unico vero errore che fanno e' che alle volte i massimi sistemi e il loro portafogli sono la stessa cosa, ci sono dentro anche loro nei massimi sistemi. Guardare il Grande Fratello in TV anziche' cercare di capire da che parte ti stanno sparando non e' furbo per niente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Keynes
    > P.............. e quindi non avete capito una
    > mazza, pensate solo a una cosa: io intanto mi
    > riempio le tasche il piu' in fretta possibile se
    > no lo fa qualcun altro al posto mio e spero di
    > avere gia' un bel gruzzolo in cassaforte prima
    > del disastro che mi auguro colpira' tutti gli
    > altri ma non
    > me.

    Come non quotarti?
    Il primo discorso sensato da anni a questa parte.

    QUOTATO AL 100%.

    Ma purtroppo i cretini sono troppi ....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Keynes
    >
    > Ma porc* di una miseria possibile che nei master
    > di economia tutto il manuale sia di due sole
    > righe? Licenzia, licenzia,
    > licenzia?
    >
    Noo, c'è anche la terza riga:
    cassa integrazione e mobilità......
    non+autenticato
  • Non mi sembra che ci sia granché di nuovo in questa crisi...
    Mi spiego: già ora in Italia si arriva a fine mese tra mille difficoltà e non davvero se ci sarà la recessione per i molti del ceto medio che in recessione ci sono ormai da anni!
    Si, sono fallite grosse banche ma queste banche erano ormai dei dinosauri piene di debiti!
    Cosa si è ottenuto con il loro fallimento?
    Beh, prima di tutto capitali freschi da parte degli stati, cosa che facevano da anni le "democrazie" visto che gran parte del debito USA è in mano cinese, e soprattutto un ridimensionamento delle indistrie cinesi e dei paesi emergenti,ora hanno la strada libera visto che producono a prezzi più bassi ...
    Ricordo che si è assistiti a diverse "bolle" , quella degli alimentari la ricordate?
    Ora il grano costa la metà ma il pane è diminuito?
    O quella del prezzo del petrolio...
    Siamo a 75 $ e l'euro è in salita verso 1,30...ma la benzina costa ancora troppo!
    Se si vuole uscire dalla crisi bisogna togliere di mezzo una "casta" di figli di pu...na che anzicché lavorare specula sui prezzi dei beni e delle materie prime delle industrie e delle famiglie!
    Ma chi si farebbe nemica wallstreet?
    Non è la crisi del '29 come questi ci dicono, magari lo fosse , ma è la crisi della politica che non riesce più a dialogare con chi l'ha foraggiata, in USA come da noi, Mediobanca docet!
    In questa crisi le famiglie ridurrano gli acquisti e le piccole e medie imprese falliranno...
    Le prove?
    Nei paesi dove vige un'economia basata su criteri etici, veri non di facciata, come quelli arabi e dell'Asia dell'est, la crisi si avverte appena....
    Finiremo in mano agli arabi?
    Lo siamo stati per secoli, almeno qua al mezzogiorno...
    E loro hanno portato innovazione, vedi i numeri che attualmente usiamo e parte della filosofia greca che la Chiesa di Roma ci aveva occultato....
    Mamma li turchi, ci occuperanno,diranno gli stolti!
    No ragazzi, credo e spero che ci libereranno da una politica e da una finanza che ha fallito...
    A chi mi parlerà di sharia e legge islamica riporto l'esempio della Giordania , dell'Arabia e della Turchia...
    Stati a religione ed economia islamica che però in politica e nella vita cercano compromessi, come il non far indossare il burqa alle donne ad esempio.....
    E non parliamo dell'India e di Tata, che riesce a contenere la Cina e la sua egemonia in Asia...
    Stiamo assistendo a un cambiamento epocale, un avvicendamento sul trono di comando, noi Italiani siamo spettatori...
    Bush ha lanciati messaggi di guerra e ha tolto i paesi più integralisti, Iraq e Afghanistan, anche grazie all'appoggio della Lega Araba ma ha portato gli USA vero la fine della loro egemonia politico finanziaria.
    Speriamo in Obama, ma non credo che riuscirà a invertire la tendenza!
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > http://www.google.it/search?q=sciopero+engineering
    >
    > 250 persone a casa ...
    Consolati, sei fortunato: in EDS saranno molti, ma molti di più.
  • - Scritto da: afiorillo
    > - Scritto da: anonimo
    > >
    > http://www.google.it/search?q=sciopero+engineering
    > >
    > > 250 persone a casa ...
    > Consolati, sei fortunato: in EDS saranno molti,
    > ma molti di
    > più.

    Hahahahahha!!! EDS gli schiavisti dell'IT!!! Ahahahahahah!!!

    Scusa la risata... ma mi sono salvato da EDS per un pelo di f*ca!!!
    I manager dell'EDS sono capaci di valorizzarti meno di un tubetto di noce moscata della Coop!
    non+autenticato
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