Vincenzo Gentile
giovedì 23 ottobre 2008

Cina, il WGA è un bel problema

La denuncia di un avvocato: i netizen cinesi mal sopportano il programma che verifica l'autenticità del software prodotto da Microsoft. Ferve il dissenso, mentre a Redmond si cerca di contrastare l'enorme sommerso cinese

Roma - Rabbia e indignazione: sono questi in sintesi i sentimenti espressi dai netizen cinesi dopo la notizia del lancio in Cina da parte di Microsoft del programma Windows Genuine Advantage, tool ideato dal colosso di Redmond per combattere il mercato nero di sistemi operativi Windows e di software compatibile, che in Cina assume proporzioni impressionanti. Infuria la protesta degli utenti che rivendicano il diritto di disporre a proprio piacimento dell'hardware acquistato, arrivando persino ad accusare Microsoft di essere un autentico "hacker".

clicca che ti passaIl sistema WGA è l'ultima frontiera per combattere la pirateria: il programma si installa tramite gli aggiornamenti automatici forniti da Microsoft e viene eseguito all'avvio del sistema operativo, controllando che la Product Key sia originale. In caso di copia pirata, il PC impazzisce, mandando in blackout il monitor ogni tot di minuti e visualizzando in maniera ossessiva messaggi pop-up che avvertono l'utente che la copia del sistema operativo in uso potrebbe essere illegale.

Microsoft punta al cuore del mercato nero cinese, sperando di uscirne vittoriosa. Del resto i numeri parlano da soli: stando ad un sondaggio online effettuato di recente da un sito web locale, la percentuale di utenti che utilizzano una copia pirata di Windows si aggira intorno al 75%. Numeri impressionanti e soldi che non si materializzano nelle casse di Microsoft. Le motivazioni? Perché craccato è bello e conveniente: "In Cina una copia originale di Windows costa più di 1000 yuan, mentre ogni copia pirata venduta agli angoli della strada costa al massimo 5 yuan, equivalenti a pochi centesimi di euro - spiegano dalla Cina - Inoltre, la copia è identica all'originale in quasi tutte le sue funzionalità, poiché può essere aggiornata via Internet e per di più ha un aspetto migliore e piena compatibilità".L'annuncio del lancio del programma - già diffuso da tempo in molte parti del globo - ha dato il via ad una serie di reazioni immediate: in breve tempo la rete si è riempita del dissenso da parte dei netizen. Tra di loro c'è anche chi definisce l'azienda di Redmond come "il più grande hacker della Cina: si intrufola nel sistema del computer degli utenti senza averne il consenso o l'autorità giuridica per farlo". A dichiararlo è Dong Zhengwei, avvocato di Pechino, che incalza: "Le misure adottate da Microsoft causeranno seri danni funzionali ai computer degli utenti e, secondo la legge cinese, l'azienda potrebbe essere accusata per atti di violazione e hacking". E non finisce qui: il legale ha presentato una denuncia al Ministero della Sicurezza Pubblica cinese.

Non è la prima volta che accade, soprattutto se si parla di WGA: già nel 2006 fu richiesta la class action contro Microsoft, rea secondo molti utenti di aver introdotto un vero e proprio spyware nel computer di milioni di persone. Dal canto suo, l'azienda si difende dalle nuove accuse sostenendo che "Il programma è solo una parte dell'impegno di Microsoft per garantire la protezione della sua proprietà intellettuale e per consentire agli utenti di evitare i problemi ben prima del loro insorgere".

Vincenzo Gentile

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