Gaia Bottà
venerdì 24 ottobre 2008

Quando il social network tradisce

Conversava con i suoi studenti a mezzo MySpace, si è lasciato trascinare dal tono informale delle chiacchierate. La scuola presso cui insegnava non gli ha rinnovato il contratto

Roma - Nel tentativo di catturare la simpatia dei suoi studenti e di far sfogare il loro rumoreggiare fuori dalle aule scolastiche, Jeffrey Spanierman gestiva un account su MySpace e vi intesseva conversazioni sbarazzine con i discenti. Ora non insegna più, il suo contratto non è stato rinnovato. Il tribunale a cui si è appellato conferma: il suo atteggiamento non si è dimostrato professionale.

Il professor Spanierman, altresì noto come Mr. Spiderman, chiacchierava con i ragazzi di magagne adolescenziali, li intratteneva in facezie goliardiche infarcite di acronimi e colorate dallo slang giovanilistico, li invitava a non chiamarlo "signore" perché in caso contrario sarebbero stati condannati a una punizione "cooooosì lunga che avrebbero dovuto terminare di scontarla i loro nipotini. LOL". Un consigliere scolastico si è imbattuto nel profilo personale di Spanierman e vi ha rinvenuto foto del professore in tenera età e chiacchiere più che adeguate fra amici, ma dissonanti in una relazione fra docente e discente: ha così diffidato Spanierman dall'impersonare Mr.Spiderman.

L'insegnante ha rimosso il profilo da supereroe e ha travasato la propria identità in Apollo68. Terminato l'anno scolastico, nonostante gli anni di onorata carriera, la scuola non gli ha rinnovato il contratto. Spanierman si è allora rivolto ad un tribunale per ottenere spiegazioni dall'istituto. Il giudice ha comunicato al professore che la scuola ha agito legittimamente: Spanierman, probabilmente incoraggiato dall'informalità con cui gli utenti comunicano su MySpace, ha varcato la linea della professionalità.Passi che "le regole ortografiche e grammaticali non sono sempre strettamente rispettate in questi scambi comunicativi casuali o informali", passino "certe frasi abbreviate", è il comportamento del docente che appare ingiustificabile alla corte: "Dalla revisione del testo, emerge che l'accusato intendesse comunicare con gli studenti come fosse un loro pari, non come se fosse il loro insegnante". La scuola ha il pieno diritto di decidere della carriera di Spanierman.

Non è il primo caso in cui i docenti si scontrano con i social network e con il tono informale delle relazioni che vi si intrattengono: in Ohio ai professori viene esplicitamente sconsigliato di impiegare certi canali comunicativi, come se bastasse un profilo su MySpace a screditare la loro autorità e la loro rispettabilità. Ma gli studenti non sono da meno: è noto da tempo che i datori di lavoro pattuglino le reti sociali online alla ricerca di indizi sulla personalità dei candidati, tanto da spingere le autorità a dispensare consigli e a regolamentare questa realtà magmatica. Ora più che mai, la vita sociale di rete è diventata un'arma a doppio taglio, un machete che studenti e genitori brandiscono per sfoltire la concorrenza: le lettere anonime e le email fatte di link a profili personali riempiono le caselle dei docenti incaricati di stilare le liste di ammissione alle università.

Gaia Bottà
25 Commenti alla Notizia Quando il social network tradisce
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  • Il rispetto ottenuto attraverso l'autoritarismo è un rispetto solo di facciata, dettato dalla paura.

    Il vero rispetto lo si ottiene quando si viene stimati.
    non+autenticato
  • Geniale! e come si fa?
    non+autenticato
  • - Scritto da: marco
    > Geniale! e come si fa?
    Facendosi stimare nel modo di porsi nei confronti dell'interlocutore?
    Non e' poi cosi' difficile eh..
    non+autenticato
  • per esempio trattando i propri studenti come *pari* (entro certi limiti, ovvio), e dimostrando *sul loro terreno* che probabilmente hai qualcosa da dire più di loro.

    e poi basta ricordarsi quello che si provava nei confronti dei prof quando si era studenti, ed evitare di commettere gli stessi errori. il primo di questi è credere di essere *superiori* allo studente *solo perchè* lavori come insegnante a scuola =)
    non+autenticato
  • Quando tutti i ragazzini o la stragrande maggioranza di essi avra' scritto cose "imbarazzanti" su myspace verra' il momento che le aziende dovranno per forza ignorare la cosa, se interessate ad assumere.
    Poi verra' il momento in cui molti di quei ragazzini prenderanno il posto dell'attuale generazione di dirigenti.
    E via andare...
  • Bah, sti siti di social networking proprio non mi convincono Rotola dal ridere preferisco tenere i miei dati personali e le mie opinioni dietro un nick anonimo.

    Tutti quelli che sbandierano il loro profilo sono solo degli "attention whores".


    Ahhh l'ego... Sorpresa
  • Sono perfettamente d'accordo.
    Sono anche curioso di vedere se questa generazione superera' la tipica schizofrenia che coglie le persone quando superata una certa eta' "devono" essere serie e assumono le caratteristiche odiose di chi li ha preceduti e che fino al giorno prima contestavano.
  • e dove sta scritto? io sono cresciuto ma piu' continuo a crescere e piu' penso che siamo noi a sbagliare completamente tutto.

    Non è mica legge divina che noi "adulti" facciamo sempre la cosa giusta
    non+autenticato
  • La mia era appunto una critica della trasformazione che molte persone hanno quando passano dal "non adulto" all' "adulto". Cambiando valori e modi di fare senza una vera ragione salvo quella del "si deve fare cosi'".
  • dove? ma in che mondo vivi?
    non+autenticato
  • Penso che certi manager dell'istruzione dovrebbero rivedere certi classici del cinema.
    Se Dead Poets Society (L'attimo fuggente in italiano) fosse ambientato oggi, i metodi alternativi del professor Keating includerebbero sicuramente l'interazione tramite gli strumenti della rete.
    Ma allora come adesso la scuola non è gestita dagli alunni nè dagli insegnanti, ma da burocrati dalla vista troppo corta.
    Quello che non capisco è se l'insegnante aldilà della sua attività online fosse valido nelle sue lezioni. QUESTO dovrebbe essere veramente importante.
  • Non per fare l'avvocato del diavolo, ma ritengo ci sia una cosa sulla quale non è ancora stata posta attenzione:

    "Dalla revisione del testo, emerge che l'accusato intendesse comunicare con gli studenti come fosse un loro pari, non come se fosse il loro insegnante"

    La questione a mio modo di vedere è questa:

    Se l'insegnante ha trovato effettivamente il modo di avvicinarsi agli studenti fuori dall'ambiente scolastico e così estendere l'educazione (intesa come crescita del ragazzo, non come nozionistica) all'esterno delle mura scolastiche e di "scendere dalla cattedra" per avvicinarsi ai ragazzi e non trattarli, come fanno alcuni, come dei tacchini da farcire di informazioni, allora meriterebbe un premio e sarebbe da elogiare e da prendere come esempio per gli altri insegnanti.

    Se viceversa questo insegnante ha sfruttato questo canale esterno per scendere allo stesso livello dei ragazzi, nel senso che si comporta come un ragazzino, con gli stessi atteggiamenti, nell'intenzione esclusiva di ingraziarseli e di fare l'amicone... beh, evidentemente diventa diseducativo e hanno fatto bene ad allontanarlo da lì, anche perché in questo caso è molto probabile che anche nell'ambiente scolastico non si comportasse in maniera positiva per l'educazione dei ragazzi
    non+autenticato
  • Ricordo che lo stesso film fu interpretato da altri come esempio di plagio demagogico...
    Magari questo americano è stato un po' fesso. E anche un po' triste. Non aveva proprio niente di meglio da fare?
    non+autenticato
  • magari, e magari no...
    perche' giudicare a tutti i costi?
    in realta' dalla notizia ne sappiamo assai poco (sempre che le notizie vengano riportate nel modo corretto, esaustivo ecc.)
    non+autenticato
  • Ancora mi chiedo fino a che punto sia in grado di arrivare l'idiozia buonista (che a mio avviso è una delle cause scatenanti del degrado scolastico italiano) di chi ha deciso di escludere dall'insegnamento questo professore, che a mio avviso, a differenza di molti suoi indolenti colleghi, ha scelto di utilizzare "uno strumento" per massimizzare la sua capacità di insegnare, ma soprattutto, per trasmettere valori costruttivi tramite un mezzo molto diretto e direttamente comprensibile dai suoi alunni..

    In termini diretti, abbiamo un insegnante che è sceso dal podio conferitogli dal suo grado, per trasporre i suoi insegnamenti, su un piano diretto, di positiva relazione interpersonale..

    Inutile dire che per questa (a mio parere encomiabile) azione è stato punito, anzichè premiato..

    Il problema della scuola italiana, IMHO, non è da ricercare nella scuola stessa, ma nella scarsa capacità di interrelazionare da parte dei professori, con i propri studenti, e viceversa naturalmente.

    Il professore in questione ha adottato un comportamento "obliquo" che di fatto ha abbattuto questo concetto riuscendo a "entrare" nella vita sociale stessa dei propri alunni, non come fautore di un semplice servizio (l'insegnamento) in maniera disinteressata e menefreghista come fanno molti dei suoi colleghi, ma in maniera diretta chiara, diventando a tutti gli effetti, un mezzo di diffusione non solo di materie di studio, ma anche di principi, quegli stessi principi che oggi come oggi, vengono imposti da un lato, e vista l'insistenza e l'intransigenza con cui ciò viene fatto, rifiutati dall'altro.

    Certo, si potrebbe dire che un tale comportamento potrebbe mettere (forse) i professori che lo attuano in grado di inculcare valori magari "troppo propri" e distorcere l' armoniosa comprensione dei concetti.. Ma questo è sempre successo! Chi di noi non ha mai avuto il professore che non si tirava di certo indietro nel manifestare le proprie ideologie politiche o sociali?

    Ma a parte questo, mi sembra l'unica "pecca", che questo comportamento potrebbe (potenzialmente) avere..

    Lo so, sembra una cavolata, ma l'avere un professore che ha il buon senso di avvicinarsi in tal modo ai suoi alunni, in un piano "umano" oltre che professionale, secondo me, è una delle cose che un alunno potrebbe avere nella sua intera carriera scolastica...

    Vi ricordo che siamo esseri umani, dopotutto.

    E mi duole vedere che dei principi di "socialità" umana, vengano calpestati così da semplici (e in questo caso, meri) principi di "comportamentali"...

    Io sono dalla parte del professore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: XYZ
    > Ancora mi chiedo fino a che punto sia in grado di
    > arrivare l'idiozia buonista (che a mio avviso è
    > una delle cause scatenanti del degrado scolastico
    > italiano)
    > Io sono dalla parte del professore.
    OK.
    Ma non hai capito che il fatto e' accaduto negli USA, non in Italia.
    non+autenticato
  • "come se bastasse un profilo su MySpace a screditare la loro autorità e la loro rispettabilità. " avere un profilo su myspace e' a demerito della propria rispettabilita'.Sorride
    Per tutto il resto sono ovviamente totalmente contrario.. pura ipocrisia wasp americana.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > "come se bastasse un profilo su MySpace a
    > screditare la loro autorità e la loro
    > rispettabilità. " avere un profilo su myspace e'
    > a demerito della propria rispettabilita'.
    >Sorride

    Il problema vero è che non si è ancora capito quale sia il grado di esposizione di questo tipo di siti. E' ormai prassi, prima di assumere una persona, controllare nei vari siti se ha un profilo, che profilo ha, se è popolare, se i suoi amici sono popolari...insomma, tutte le fisse demenziali degli usa (ormai importate pari pari da noi).

    > pura ipocrisia wasp americana.

    su questo non ci piove, se fosse andato con gli studenti in qualche poligono di tiro ad insegnare come usare una rivoltella non ci sarebbe stato questo pandemonio.
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    Modificato dall' autore il 24 ottobre 2008 09.27
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  • - Scritto da: LeoC

    > se fosse andato con gli
    > studenti in qualche poligono di tiro ad insegnare
    > come usare una rivoltella non ci sarebbe stato
    > questo
    > pandemonio.

    Infatti avrebbe fatto bene. Almeno avrebbe insegnato loro qualcosa di utile.

    MySpace é una scemenza per sfigati dove gli sfigati possono sentirsi sfigati e parlare di roba per sfigati con altri sfigati.
    non+autenticato
  • > MySpace é una scemenza per sfigati dove gli
    > sfigati possono sentirsi sfigati e parlare di
    > roba per sfigati con altri
    > sfigati.

    Sono d'accordo. Meno sull'utilità della rivoltella ma sono americani.
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