Luca Annunziata
venerdì 24 ottobre 2008

Come ti creo un Qubit

Si moltiplicano gli studi in grado di trasformare il quantum computing in realtà. Tra grafene superconduttivo e atomi cassaforte

Roma - Il santo graal della computazione, il sogno di ogni informatico. La computazione quantica, destinata a rivoluzionare il concetto stesso di calcolo binario, si sta trasformando lentamente da affascinante teoria a solida realtà: c'è chi ha cominciato a farci i conti, chi si è inventato anelli di diamante microscopici per generare i fotoni necessari alla trasmissione delle informazioni, ma all'appello mancavano ancora le strutture necessarie a custodire gelosamente e con precisione i preziosi qubit - vale a dire i tasselli fondamentali del calcolo quantistico.

Mancavano, perché ora pare che per tenere al sicuro le informazioni dell'elaboratore quantistico si sia trovata una soluzione: quale posto migliore per un elettrone - tipico recipiente del qubit - che un atomo? Nessuno, almeno secondo gli scienziati di Princeton, Oxford e del Lawrence Berkeley National Laboratory che hanno pubblicato un articolo al riguardo sull'ultimo numero di Nature: al calduccio in un atomo, il qubit è al sicuro dalle influenze esterne ma al contempo è facilmente in grado di interagire con l'universo fisico.

La soluzione adottata dai ricercatori consiste di un atomo di fosforo, composto dai suoi normali protoni, neutroni ed elettroni, infilato all'interno di un cristallo di silicio: mentre gli elettroni, che sono la parte più periferica e "condizionabile" dell'atomo vengono utilizzati per comunicare con l'esterno, le informazioni - quando disponibili - vengono invece archiviate all'interno del nucleo. Gli elettroni fanno insomma da messaggeri tra il nucleo e il mondo esterno, garantendo rapidità di trasmissione, mentre i nucleoni offrono storage a lungo termine con garanzia di coerenza.Con "lungo termine" gli scienziati si riferiscono a intervalli di tempo compresi tra 1 e 4 secondi: una eternità, se paragonati ai pochi decimillesimi di secondo raggiunti fino ad oggi dai tentativi precedenti. Con questi tempi di storage dovrebbe essere possibile lavorare alla costruzione di un autentico registro di memoria quantica, in grado di operare all'interno di un più vasto elaboratore quantico ibrido basato sia sull'approccio quantistico che sulla più tradizionale elettronica digitale a base di silicio.

Se poi ci si fosse stufati del silicio e si volesse tentare qualche nuova strada, ecco tornare alla ribalta il grafene: un nuovo studio di Jiannis Pachos e Colin Benjamin dell'Università di Leeds dimostrerebbe l'utilità della particolare incarnazione del carbonio nella generazione di qubit. Si parla, ancora una volta, di minuscoli anelli di resi superconduttivi grazie ad un drogaggio dei materiali o mediante il cosiddetto "effetto di prossimità".

Secondo Pachos e Benjamin, grazie all'applicazione di una tensione su due para-giunture (più precisamente delle giunzioni di Josephson) sarebbe possibile utilizzare l'anello per generare due qubit: il vantaggio nell'utilizzo del grafene garantirebbe inoltre una facile manipolazione delle giunture stesse grazie alla semplice applicazione di un flusso elettrico esterno. Ma soprattutto, a differenza degli studi precedenti, non sarebbe necessario introdurre elementi ferromagnetici per garantire il funzionamento della struttura.

Proprio come nel caso precedente, le caratteristiche dell'anello di grafene dei due ricercatori britannici permetterebbero un'ottima difesa contro la decoerenza, vale a dire lo spauracchio della computazione quantistica. Gli scienziati si dicono convinti che questa teoria possa portarli lontano, e hanno avviato ulteriori studi per valutare la possibilità di utilizzare diversi anelli per costruire autentiche porte logiche come quelle già impiegate nell'elettronica digitale tradizionale.

Luca Annunziata
11 Commenti alla Notizia Come ti creo un Qubit
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  • mentre gli elettroni, che sono la parte più periferica e "condizionabile" dell'atomo vengono utilizzati per comunicare con l'esterno, le informazioni - quando disponibili - vengono invece archiviate all'interno del nucleo. Gli elettroni fanno insomma da messaggeri tra il nucleo e il mondo esterno

    Come si archivierebbe una informazione dentro un nucleo?
    Funz
    9137
  • - Scritto da: Funz
    > mentre gli elettroni, che sono la parte più
    > periferica e "condizionabile" dell'atomo vengono
    > utilizzati per comunicare con l'esterno, le
    > informazioni - quando disponibili - vengono
    > invece archiviate all'interno del nucleo. Gli
    > elettroni fanno insomma da messaggeri tra il
    > nucleo e il mondo
    > esterno

    >
    > Come si archivierebbe una informazione dentro un
    > nucleo?

    mi associo nel modo più completo nel dichiarare che non ho assolutamente capito quale sia il meccanismo indicato.

    in realtà non ho mai neanche capito, nonostante tutti gli articoli letti su "Le Scienze" sull'argomento, come dovrebbe funzionare un computer quantistico.

    Ho sempre letto di quanto si fico non doversi limitare a due singoli stati, 1/0, ma poter utilizzare una gradazione infinita di stati...

    ma... ora che ci penso... questa cosa non mi torna nuova... tanti anni fa... quando ero piccolo... si chiamava "analogico"????

    la cosa più credibile/comprensibile che ho letto su "Le Scienze" è che un computer quantistico sarebbe eccellente per risolvere problemi di tipo quantistico, e non sto scherzando, il che mi pare equivalente a dire che un computer quantistico in effetti non sia altro che un modello fisico in scala e misurabile (Heisemberg permettendo).

    Una cosa che mi piacerebbe tantissimo sarebbe vedere un software tradizionale che emuli un computer quantistico, giusto per capire, a bocce ferme, come dovrebbe funzionare: dopo quasi cinquanta orbite intorno al sole comincio ad aver dubbi sulla buona fede e sulla distribuzione di fuffa a 360 gradi degli enti di ricerca qua e là sparsi per il mondo!!!!
    non+autenticato
  • Si lo so... dal titolo sembra un flame ma non lo e'.
    Baso il mio commento su di un recente articolo di "Le Scienze" che spiega, in poche parole, che esistono varie classi di problemi matematici complessi.
    I computer quantici ci permetteranno di risolvere in tempo accettabile una classe di problemi che oggi e' inarrivabile per i computer normali.
    Ma NON potranno risolvere la classe dei problemi matematici piu complessi, come, ad esempio, un algoritmo per poter vincere una partita a schacchi giocata su una schacchiera arbitrariamente grande. E questo e' un fatto acquisito su cui la comunita scientifica e' d'accordo.
    L'autore dell'articolo, poi, si azzarda a dire che probabilmente non sara MAI possibile realizzare sistemi in grado di risolvere ogni tipo di problema complesso.
    La cosa buffa e' che alla fine l'autore fa un ragionamento di questo tipo: se si potesse realizzare una macchina del tempo, che va nel futuro, prende il risultato del calcolo (realizzato da computer normali, in tempi biblici) e lo riporta indietro al tempo presente, bene, allora avremmo un computer in grado di risolvere velocemente i problemi complessi di ogni tipo. Quindi (dice lui), probabilmente non saremo mai neppure in grado di creare le macchine del tempo!
    Mi han distrutto 2 miti della fantascenza in un colpo solo... come li odio Arrabbiato
  • - Scritto da: brunposta_is_back
    >
    > schacchi giocata su una schacchiera
    >

    Si vede che ti sei alzato presto....
    non+autenticato
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    Rotola dal ridere
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    Modificato dall' autore il 24 ottobre 2008 11.06
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  • Se vuoi sul serio studiare quali sono i limiti e i vantaggi del quantum computing, http://www.scottaaronson.com/
    non+autenticato
  • Prima che si ideassero i quantum computer...cosa si faceva?
    Bhe...credo che si facesse quello che stiamo facendo adesso che i quantum sono piu' vicini.
    Non sappiamo cosa scopriremo in futuro e spesso anche gli scienziati migliori non hanno modo di prevedere le scoperte impensabili che abbiamo gia' visto saltar fuori dal cilindro fino ad oggi.
    Quindi,avendo vita a sufficenza, credo che arriveremo a scoprire ANCHE come computare usando deformazioni spazio/temporali ed ottenere ADESSO il risultato previsto per i prossimi N millenni di calcoloSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky
    > Prima che si ideassero i quantum computer...cosa
    > si
    > faceva?
    > Bhe...credo che si facesse quello che stiamo
    > facendo adesso che i quantum sono piu'
    > vicini.
    > Non sappiamo cosa scopriremo in futuro e spesso
    > anche gli scienziati migliori non hanno modo di
    > prevedere le scoperte impensabili che abbiamo
    > gia' visto saltar fuori dal cilindro fino ad
    > oggi.
    > Quindi,avendo vita a sufficenza, credo che
    > arriveremo a scoprire ANCHE come computare usando
    > deformazioni spazio/temporali ed ottenere ADESSO
    > il risultato previsto per i prossimi N millenni
    > di calcolo
    >Sorride
    ...Basta sopravvivere.... Occhiolino
  • > Se vuoi sul serio studiare quali sono i limiti e
    > i vantaggi del quantum computing,
    > http://www.scottaaronson.com/

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/I...

    E' l'autore dell'articolo su Le Scienze

    I limiti del computer quantistico

    Le Scienze, maggio 2008, n.477

    I computer quantistici sarebbero incredibilmente veloci per alcuni compiti, ma nella maggior parte dei casi sarebbero appena meglio dei computer attuali. Un dato che può portare alla scoperta di un nuovo principio fisico.

    Di Scott Aaronson

    I computer quantistici sfrutterebbero le strane regole della meccanica quantistica per elaborare l'informazione in modi che sono impossibiliper i computer di oggi. Risolverebbero alcuni problemi specifici, come la fattorizzazione di numeri interi, molto più velocemente rispetto ai computer attuali, ma le analisi suggeriscono che per molti altri problemi i computer quantisticisarebbero appena meglio di quelli tradizionali. Alterazioni esotiche delle leggi della fisica permetterebbero di costruire computer in grado di risolvere efficientemente un'ampia classe di problemi difficili. Ma queste alterazioni non sembrano plausibili. L'impossibilità di risolvere questi problemi in modo efficiente dovrebbe forse essere considerata un principio fisico di base.
    non+autenticato
  • > recente articolo di "Le Scienze"

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/I...

    I limiti del computer quantistico

    Le Scienze, maggio 2008, n.477

    I computer quantistici sarebbero incredibilmente veloci per alcuni compiti, ma nella maggior parte dei casi sarebbero appena meglio dei computer attuali. Un dato che può portare alla scoperta di un nuovo principio fisico. Di Scott Aaronson
    I computer quantistici sfrutterebbero le strane regole della meccanica quantistica per elaborare l'informazione in modi che sono impossibiliper i computer di oggi. Risolverebbero alcuni problemi specifici, come la fattorizzazione di numeri interi, molto più velocemente rispetto ai computer attuali, ma le analisi suggeriscono che per molti altri problemi i computer quantisticisarebbero appena meglio di quelli tradizionali. Alterazioni esotiche delle leggi della fisica permetterebbero di costruire computer in grado di risolvere efficientemente un'ampia classe di problemi difficili. Ma queste alterazioni non sembrano plausibili. L'impossibilità di risolvere questi problemi in modo efficiente dovrebbe forse essere considerata un principio fisico di base.
    non+autenticato
 

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