Luca Annunziata
venerdì 24 ottobre 2008

itsme, un futuro senza desktop

Niente icone e cartelle. Largo alle storie e ai luoghi della vita reale. Un computer di nuova concezione prodotto in Italia, con la collaborazione dei suoi futuri utenti. Punto Informatico ne parla con gli sviluppatori

Roma - Il desktop, metafora che ormai identifica il concetto stesso di interfaccia grafica, ha circa 30 anni di vita. L'hanno inventata i ricercatori di Xerox, che finirono con alterne vicende per concederne l'utilizzo a Apple. Forse, dice qualcuno, dopo tutto questo tempo è ora di pensare a qualcosa di diverso: e quelli di itsme, startup italiana che nasce da una costola dell'Università Bicocca di Milano, stanno provando proprio a farlo. Con l'aiuto, però, di coloro che in futuro quell'interfaccia dovranno usarla.

Copyright itsme - tutti i diritti riservati"La metafora del desktop su cui si basano i sistemi operativi odierni è ormai datata - racconta a Punto Informatico Giandomenico Sica, direttore delle comunicazioni di itsme - In questi anni abbiamo avuto letteralmente un'esplosione di informazioni da gestire, ma la metafora è rimasta sempre la stessa". Il problema, spiega Sica, è che in alcuni frangenti questo tipo di approccio può rivelarsi inadeguato: "È un problema noto, anche ai player più affermati".

Per questo, ci spiega, molte aziende famose si stanno muovendo. Per trovare un modo di raccogliere e classificare i dati in modo diverso, per trovare un modo di rendere più accessibili le informazioni che ciascuno archivia nel proprio computer: "Basti pensare a Google - prosegue - che ha scelto di potenziare gli algoritmi dei suoi motori di ricerca per migliorare la reperibilità dei dati all'interno di un computer".
Nel caso di itsme, invece, si è scelto di seguire un approccio differente: "Nel nostro caso adottiamo una metafora detta venues and stories, vale a dire dei luoghi e delle storie. In questo modo diventa possibile generare dei collegamenti tra singole informazioni in maniera contestualizzata, non ci si trova davanti ai soliti desktop con cartelle ma a veri e propri luoghi delle storie: email, documenti, file, risorse, contatti collegati a quel singolo evento".

Copyright itsme - tutti i diritti riservati


L'idea della nuova interfaccia, racconta Sica, è del professor Giorgio De Michelis, già direttore del Dipartimento di Informatica dell'Università Bicocca: "itsme è una azienda giovane, è nata appena nell'aprile del 2008: tuttavia la decisione del professore di tentare di creare questo nuovo tipo di computer - spiega a Punto Informatico lo stesso Sica - è arrivata dopo un anno di confronto con colleghi, investitori e venture capitalist: un confronto necessario a garantire che il sogno si trasformasse in una reale impresa aziendale".

Sì perché itsme, ci tiene a precisare il suo rappresentante, è senz'altro una iniziativa nata nell'orbita di un campus universitario, ma punta a trasformarsi in una solida realtà industriale: al momento allo studio ci sono le interfacce, su cui lavorano spalla a spalla interaction designer e sviluppatori. Una volta completato questo compito si passerà a realizzare il codice vero e proprio dell'applicazione, di cui è previsto un emulatore nel 2009, per poi passare all'integrazione con l'hardware per la creazione di un prototipo entro il 2010.

"Stiamo lavorando alla costruzione di una rete di contatti, in parte già avviati, con una serie di sviluppatori di hardware per dare vita ad un computer vero e proprio - racconta ancora Sica - che poi intendiamo immettere sul mercato". Per la workstation itsme, che costituirà un prodotto unico che comprende interfaccia e hardware, non esistono ancora specifiche precise, ma solo un'idea di massima pronta ad essere modificata in base alle esigenze dei partner e all'andamento del mercato: "A livello progettuale abbiamo definito un dispositivo modulare e mobile, una sorta di iPhone un po' più grande con schermo da 8 o 9 pollici".

Su questo dispositivo, che nelle forme ricorda vagamente anche i MID (Mobile Internet Device) di recente presentati da Intel, girerà un kernel linux al di sopra del quale verrà costruita la nuova interfaccia. Ed è proprio su quest'ultima che itsme concentra le sue attenzioni, seguendo un approccio cosiddetto top-down nel tentativo di realizzare qualcosa il più possibile rispondente alle esigenze dell'utilizzatore finale.

"Il confronto con i nostri futuri utenti è fondamentale", chiarisce Sica. Per questo itsme ha provveduto a creare una sorta di demo dei primi layout dell'interfaccia, che sono stati mostrati ai visitatori dello SMAU ai quali è stato poi chiesto di compilare un formulario guidato nel quale suggerire se la soluzione mostrata fosse o meno compatibile con le loro esigenze. "È andata molto bene - spiega soddisfatto Sica a Punto Informatico - ci aspettavamo 25 persone al giorno al massimo, ne sono arrivate il doppio".

Ora itsme è pronta a replicare durante il prossimo weekend, al Festival della Creatività di Firenze: "Lì avremo uno stand più grande - prosegue - e tenteremo di riproporre la stessa iniziativa migliorandola un po'". I dati raccolti verranno esaminati con calma a partire dalla prossima settimana, ed entro un paio di mesi verranno messi a disposizione del pubblico su un nuovo sito a forte impronta social in via di ultimazione: "Quello che ci ha lasciato sorpresi - racconta Sica - è stato il fatto che i visitatori, dopo aver visto il filmato, avevano compreso cosa stiamo facendo e sembravano contenti: non ce l'aspettavamo, siamo ancora agli inizi, ma siamo stati felici".

Per questo tipo di soluzione, spiega, "esiste la domanda e l'esigenza". Quanto alle possibilità di successo, "Il mercato delle workstation è enorme. Riuscire ad agganciarne anche solo una minuscola fetta di mercato dell'1 per cento garantirebbe dei risultati impressionanti". Certo, come ogni iniziativa imprenditoriale ha un rischio: "Ma noi cerchiamo di creare interfaccia e interazioni semplici, che facilitino il cambiamento di metafora. E poi - prosegue - i personal computer con sistema operativo Linux hanno già fatto il loro ingresso sul mercato commerciale grazie ai netbook come l'EeePc".

Un'altra precisazione doverosa, continua Sica, è la natura fortemente open source del progetto, che nelle intenzioni di itsme "vivrà grazie alla comunità che saremo stati capaci di crearvi attorno": l'esperienza compiuta allo SMAU e del prossimo Festival della creatività servirà proprio ad entrare in contatto con nuove persone, per far conoscere a loro il progetto e tentare di migliorarlo. L'obiettivo è quello di creare una autentica innovazione che possa migliorare l'interazione tra uomo e macchina: magari con impresso il marchio del made in Italy.

a cura di Luca Annunziata
85 Commenti alla Notizia itsme, un futuro senza desktop
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  • come da oggetto...
    hai visto il video? sembra ben fatto...
    non è solo bello a vedersi, ma ha anche delle features apparentemente utili... boh chi vivrà vedràSorride
    non+autenticato
  • mh... avevo clickato su rispondi, è uscito un post nuovo...
    forse sono ubriaco.
    ignorate questo postA bocca aperta
    non+autenticato
  • se ho capito è un OS su base linux,
    di cui tutto ciò che vedi a schermo è una sorta di desktop search "sviluppato graficamente", un pò come una mappa concettuale...?

    non mi attizza, ma gli auguro tutto il bene possibile, davvero.
    non+autenticato
  • beh venerandi & galiazzo avevano già teorizzato la cosa nel 2006:

    http://lamerotanti.com/?p=497
    non+autenticato
  • Maaaaammma mia che str***ata... sembra Chico e Paco:

    FOCUS: un nuovo sistema operativo
    VENERANDI: non direi così, preferisco parlare di razionalizzazione di elementi virtuali

    FOCUS: ma come lo scelgo il luogo
    VENERANDI: tutto è grafico e gestuale. pensavo a potenziometri.
    FOCUS: non so cosa siano
    VENERANDI: non è importante

    Dàaaaaai. Smettetela di stare dietro a gente che fa dei soldi vendendo del fumo virtuale. Il fumo reale è molto più buono.
    non+autenticato
  • E vorrei aggiungere: ma uno che non sa cosa è un potenziometro, che esiste da che esiste l'elettricità più o meno, che sarebbe per esempio la manopola del volume della radio del nonno no, ci siamo intesi, ecco uno che non sa cosa sia un potenziometro che c***o la fa a fare una intervista sulla tecnologia?
    non+autenticato
  • ...ma a livello estetico preferisco pensare che il futuro prossimo sia più simile a BumpTop che non a qualcosa che si discosta troppo dal "classico" (xerox docet)

    http://bumptop.com/
    non+autenticato
  • hai visto il video? sembra ben fatto...
    non è solo bello a vedersi, ma ha anche delle features apparentemente utili... boh chi vivrà vedrà...
    certo potevi almeno dare un parere.
    non+autenticato
  • nn so, mi sembra che a medio lungo termine si possa pensare a quantità enorme di dati personali che dovremmo gestire sui nostri pc (non che gli strumenti via internet risolverebbe di molto il problema, anzi);

    ti immagini un bumptop con un qualche migliaio di oggetti?

    carino si, ma poi rischi di perderti nuovamente..

    probabilmente la soluzione sta proprio nel trovare un modo per organizzarli in modo semplice, evitando di dover usare gli strumenti di ricerca, perché anche quelli ti restituiscono "tutto assieme" se non gli hai dato una tua organizzazione sensata
    non+autenticato
  • Una cassettiera li, un armadio la... fai la casetta di The Sims e sai dove trovare la roba: le foto? Secondo armadio in salotto, porta di mezzo, cassetto 3 partendo dall'alto, i video, il mobiletto su cui è appoggiata la tv-lettore multimediale (il problema sarà mettere una quindicina di tv in salotto per i vari lettori multimediali)
    Wolf01
    3223
  • - Scritto da: Wolf01
    > Una cassettiera li, un armadio la... fai la
    > casetta di The Sims e sai dove trovare la roba:
    > le foto? Secondo armadio in salotto, porta di
    > mezzo, cassetto 3 partendo dall'alto, i video, il
    > mobiletto su cui è appoggiata la tv-lettore
    > multimediale (il problema sarà mettere una
    > quindicina di tv in salotto per i vari lettori
    > multimediali)
    già mi immagino .. "Amoreeeeee dove sono i calzini??? E la discografia dei Led Zeppelin??? Quante volte ti ho detto di non metter mani nei miei cassetti!!!!" ghghghRotola dal ridere
  • con il loro concetto obsoleto di "contenitore di dati" e la struttura monodimesionale (ad albero) delle cartelle che regge il concetto "contenitore di contenitore di dati".

    Ad esempio, per la musica una gestione a "file" è quanto di più scomodo ed inefficente esista, stesso dicasi per foto e parzialmente per i video.

    I desktop poi hanno la tendenza a riempirsi di icone o cartelle o collegamenti, mentre dovrebbero restare più liberi possibile, specie se l'interazione si sposta sempre di più al touch (finalmente abbandonando l'obsoleto mouse!)...



    Vi posterei qualche mokup che ho fatto, perchè da quello che ho capito anche stavolta questi mi hanno fregato l'idea, ma forse non è detta l'ultima parola,
    questo paradigma delle "stories and venues" non mi convince (anche se sono simili alle mie "viste" o "proiezioni") Geek
  • Ma la descrizione così come appare dall'articlo non è ancora molto chiara e del resto è in via di evoluzione.
    Forse il sitema è preimpostato ove probabilmente vi è un numero preimpostato di directory generali quali ad esempio: "foto" "musica" "Testi" "documenti" "Film" "progetti"
    e qualche altra.
    Con un motore collegato ad un menù iniziale.
    Mi domando però se l'utente potrà aggiungere a queste directory principali delle sue a seconda delle personali esigenze.
    Ma il problema più importante nei Pc pare non viene mai affrontato, tanto meno, con questo progetto: ossia la sicurezza del sistema.
    Come sappiamo stiamo ancora avviando i nostri computer attraverso un byos spesso riscrivibile e attraverso le prima tracce di un HD.
    Ciò vuol dire che un esecutivo a livello di linguaggio macchina può essere avviato, quindi inizializzando la macchina col cambiamento di "interrupt", prima che il SO prenda "in mano" la macchina.
    Per coprire questa vulnerabilità si usano sistemi parziali, compreso l'occultamento di dati o dei linguaggi a basso livello.
    Ma è un pò come coprire con una coperta un ingresso secondario di casa nostra, lasciandola poi nella speranza che nessun ladro scopra questa entrata occultata.
    Perchè non si parla di nuovi Pc col Byos non scrivibile in grado di inizializzare un SO in un modo completo?
    Perchè quindi l'avviamento base della macchina non è protetta da una chiave hardware?
    Probabilmente è perchè questa vulnerabilità fa comodo a "qualcuno" che può in un certo frangente avvalersene per bloccare o per violare semplicemente la privacy (spiare).
  • Non ho capito un chezzo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: mah
    > Non ho capito un chezzo!
    Certo, devi conoscere come funziona un Pc, come parte, come si avvia leggendo le prime tracce sull'Hd e a cosa servono. Insomma come fa il boot un sistema operativo. Cosè un microcompuet, cosè il linguaggio macchina, i sistemi numerici, operatorii booleani, la struttura e le funzioni...Insomma cosa c'è dentro quella scatola che si chiama Pc e come funziona.
    Ma per questo occorre leggere qualche testo.
    Un testo molto semplice che forse si potrebbe trovare nelle vecchie librerie è:
    "Intervista sul personal computer" di Rich Didday - Franco Muzzio Editore.
    Pensa che è un'edizione del 1981...
    Ma la base del comuter è ancora sempre quella.
  • Più semplicemente per questioni di upgrade, reingegnerizzazione e per avere uno strato di base software uguale per più hw.
    Come faresti a poter scegliere il S.O. da installare? Si tornerebbe ai tempi dei Commodore, con SO definitivamente legato all'HW...
    E, perdindirindella, si chiama BIOS. BIOS cacchio, come si fa a scrivere cose così senza sapere che si chiama Basic Input Output System??
    non+autenticato
  • ...scusa per gli errori di battitura...
    Ti ricordo che la parola bios in latino ha anche un significato molto interessante ed "adatto" allo scopo.
    Ma forse si dovrebbe prorio reingegnerizzare come dici tu, la mia è una ipotesi, ma di certo la base dell'avvio del computer non cambia da DOS a Unix: è sempre quella.
    Semmai i due sistemi si differenziano ad un livello superiore e non certo sul basso livello. Il Bios non è sempre quello? Le prime tracce non sono sempre quelle?
    Ma se si modifica intelligentemente qualcosa sulla prima traccia? Ecco in vero virus!
    E se vuoi scovarlo ti devi leggere con un editor le tracce numeriche... O no?
    Ecco il problema, seppure tale sistema ci permette di avviare sistemi operativi diversi, ma (pro e contro) che girano sulla stessa base.
    Mi domando quindi se lasciare il bios e le prime tracce della macchina scrivibili così come sono ora sia il caso.
    Mi domando anche: qual'ora un virus "intelligente" prenda in mano il funzionamento della macchina: qual'è l'utente che potrà difendersi? Con gli antivirus di alto livello che sono in commercio? Certamente no! E allora?
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    Modificato dall' autore il 25 ottobre 2008 14.20
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  • scusa...ma mi spieghi come un virus puo colpire a basso livello?

    sempre presuponendo che a basso livello non vi sia una connessione [è così] e che il capello nero non possa accedere ad un terminale fisico.........,
    mah....se io ho sotto mano il tuo computer [p.c. indica un TIPO di computer legato all utilizzo "singolo", di "modeste" dimensioni e "fisso"] cmq sia, POSSO accedere ai tuoi dati molto più facilmente...., e se non posso accedervi [questione di tempo]..., non lo ci sarei cmq riuscito con un virus.


    boh...resto scettico

    p.s.
    forse il mac[con la politica all-in- one] mette il bios in una rom [memoria di sola lettura]
    non+autenticato
  • - Scritto da: tardi per fare il log
    > scusa...ma mi spieghi come un virus puo colpire a
    > basso
    > livello?
    >
    > sempre presuponendo che a basso livello non vi
    > sia una connessione [è così] e che il capello
    > nero non possa accedere ad un terminale
    > fisico.........,
    > mah....se io ho sotto mano il tuo computer [p.c.
    > indica un TIPO di computer legato all utilizzo
    > "singolo", di "modeste" dimensioni e "fisso"] cmq
    > sia, POSSO accedere ai tuoi dati molto più
    > facilmente...., e se non posso accedervi
    > [questione di tempo]..., non lo ci sarei cmq
    > riuscito con un
    > virus.
    >
    >
    > boh...resto scettico
    >
    > p.s.
    > forse il mac[con la politica all-in- one] mette
    > il bios in una rom [memoria di sola
    > lettura]

    Ok.
    Cerco di spiegarmi meglio.
    Diciamo innanzi tutto che virus così pericolisi non girano in rete, semplicemente perchè chi ha la capacità di farli, semplicemente non li distribuisce, poichè la rete andrebbe incontro ad una crisi mondiale...mettendo in crisi tutti..o quasi.
    L'unico ostacolo che un simile virus ha è quello del''effettiva installazione (o di una parte di esso) nella traccia boot dell'HD.
    Lasciando da parte per ora la riscrivibilità sul bios visto che vi sono computer che hanno un bios di sola lettura cancellabile solitamente solo con una lampada UV.
    Ovviamente un virus del genere è veicolabile con un troyan che su sistemi win non pone seri problemi pratici, poichè una volta insatllato sulle tracce di boot non verrà neanche cancellato con una semplice formattazione (occorre la formattazione di base). Un troyan installatore potrebbe ovviamente essere scovato, ma ormai solo dopo che ha depositato il suo "ovetto". Anche sui sistemi unix-linux ciò è possibile (almeno teoricamente) magari agendo con un programma java o qualcosa del genere... Sfruttando vulnerabilità o simili. Del resto qualche infezione virale c'è già stata anche lì.
    Va da sè che una volta installato tale virus, esso è in grado di avviarsi prima che il SO prenda in mano "le redini" del computer, cambiando semplicemente qualche indirizzo di setup, e magari attivando un'altra parte più ampia di un troyan ecc. Lascio qui possibilità, tutte da inventare "o di creare" di un malware simile o similare.
    Questa mia ipotesi non è di fantasia, poichè è già stato fatto un programma di protezione con caratteristiche simili, oggi in possesso ai cinesi ed anche a Microsoft...poichè gli acqurenti, iniziali, avrebbero dovuto venderlo (rivenderlo alle banche).
    Contratto non anadato in porto poichè c'era il serio pericolo che l'inventore si arricchisse (cosa non accettata dalla Casta in questione: rivenditori di software bancario...siamo in Italia no?).
    Ovviamente il meccanismo difensivo si può ribaltare in offensivio...
    Suppongo, ma ne sono pressochè sicuro, che questo sia già stato fatto, quindi sarebbe quantomai opportuno tamponare la vulnerasbilità in modo hardware sui tutti i nuovi computer prima che sia troppo tardi.
  • > con il loro concetto obsoleto di "contenitore di
    > dati"

    Bè, i file contengono dati, sicché un'interfaccia basata sulla rappresentazione grafica dei file è la meno "metaforica" e più terra terra.

    > se l'interazione si sposta sempre di più al touch
    > (finalmente abbandonando l'obsoleto mouse!)...

    Col mouse eseguo operazioni muovendo di pochi millimetri un polpastrello, col touch screen mi toccherebbe agitarmi come un direttore d'orchestra.
    non+autenticato
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