martedì 28 ottobre 2008

UK, impronte digitali prese per strada

Esteso a tutto il paese il Progetto Midas: la polizia fermerà le persone e le identificherà scansionando le loro impronte digitali. Un nuovo tassello per la Società della Sorveglianza. Qualcuno si azzarda a polemizzare

Roma - Se ne parla dal 2006, quando iniziarono le sperimentazioni ma ora la pratica di registrare le impronte digitali di chi circola nel Regno Unito diverrà attività standard delle forze dell'ordine.

scanningLo ha deciso la National Policing Improvement Agency che, proprio sulla scorta delle sperimentazioni, ha in animo di fornire l'intera rete dei controlli sulla pubblica via di scanner portatili, dispositivi capaci di registrare rapidamente le impronte digitali dei cittadini che osino mettere il naso fuori di casa.

Un tempo si chiamava Progetto Lantern e per contenere le proteste degli attivisti per i diritti civili, NPIA aveva limitato l'uso degli scanner agli arresti o all'identificazione di individui sul luogo di incidenti, crimini e via dicendo. Ora si parla più precisamente di Progetto Midas (Mobile Identification At Scene), con una spesa che si aggirerà intorno ai 35 milioni di sterline questa pratica verrà estesa a qualsiasi caso in cui la polizia ritenga utile la scansione delle impronte digitali. Non che il cittadino sia tenuto a fornirle, ma nel corso delle sperimentazioni la polizia ha registrato quella che definisce "un'ampia collaborazione" da parte delle persone. Le impronte che non rilevino profili di illecito, assicura NPIA, non saranno conservate.Le impronte catturate coi dispositivi Midas vengono messe a confronto con un database che da tempo ha superato quota 7 milioni di impronte digitali: nel giro di due minuti il soggetto viene identificato. Fino ad oggi, considerando il trasporto in una centrale di polizia, ottenere le impronte di una persona richiede una media di 67 minuti. Un risparmio di tempo, dunque, e di denaro, nonché una maggiore presenza della polizia sulle strade: non doversi allontanare, ha spiegato un rappresentante di NPIA, significa rimanere più a lungo in mezzo al pubblico con la conseguenza di una maggiore copertura di sicurezza.

L'estensione a livello nazionale dello schema di raccolta delle impronte, pur rientrando appieno nella deriva di ordine e controllo intrapresa nel Regno Unito solleva ancora qualche obiezione in chi si ostina a dare centralità ai diritti dell'individuo. L'editorialista Henry Porter ad esempio sul blog del Guardian si interroga sulle conseguenze della novità: "In una società libera, ogni individuo ha il diritto di spostarsi senza che gli venga chiesto di provare la propria identità allo stato. È una funzione fondamentale della società democratica, eppure consentiamo che questo principio sia abbandonato senza che nemmeno una voce si levi in parlamento. Ripeto: ma dove cavolo sono i nostri rappresentanti? Perché non ci difendono?". Il gruppo che si batte per i diritti civili Liberty, attraverso un portavoce, fa sapere invece che "la polizia deve assicurarsi che le impronte vengano prese solo quando sospettano che qualcuno abbia commesso un illecito e non è possibile conoscerne l'identità".
49 Commenti alla Notizia UK, impronte digitali prese per strada
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  • Pur essendo un pregiudicato, quindi le mie impronte fanno già parte del database delle forze dell' ordine, sono d'accordo con questa iniziativa e anzi, aggiungerei anche un campione di DNA alle impronte.
    Su un piatto della bilancia il diritto alla privacy, ma diciamocela tutta. Chi ha paura di questa violazione, se chi non ha l' intenzione di commettere qualche crimine?
    Sicuramente non un cittadino onesto.
    Comunque se questa iniziativa andasse in porto sarebbe secondo me una gran bastonata al crimine, in quanto cittadini regolari e non, ci penserebbero sopra 2 volte prima di commettere qualche illecito!
    non+autenticato
  • Io non ho ancora capito tutte le polemiche in corso contro le impronte digitali.Io non ho nessuna sensazione di mancanza di libertà,nè vedo attentati di potere etc....
    Dal momento che non ho assolutamente niente da nascondere, condivido totalmente questa idea(ovviamente comprendente tutti indiscrimitamente)
    Mi sento più protetta.
    Non siamo tutti contenti poi ,se i crimini in genere vengano risolti presto?!E' vero che le misure di sicurezza non hanno risolto i pericoli granchè,ma non vedo nessun attentato ai diritti civili del cittadino.Noi ci preoccupiamo tanto di robette e poi p.e.un ragazzo studente di 23 anni viene condannato a morte,poi ergastolo,perchè aveva detto che Maometto non ha tenuto molto in considerazione le donne!Sono queste assolute assenze (in tanti posti purtroppo,che magari consideriamo civili e con i quali trattiamo)di qualsivoglia libertà,che mi angosciano e per i quali "noi occidentali" siamo incapaci di reagire concretamente,me per prima
    non+autenticato
  • Con una Getto d'Inchiostro ed una cartuccia speciale
    le puoi stampare le impronte.... veramente sicuro...
    non+autenticato
  • - Scritto da: letichi2005

    > etc....
    > Dal momento che non ho assolutamente niente da
    > nascondere, condivido totalmente questa
    > idea(ovviamente comprendente tutti
    > indiscrimitamente)

    allora nulla in contrario se ti chiedo nome, cognome e indirizzo?
    Non hai nulla da nascondere, non hai nulla da temere.
    non+autenticato
  • Tra tante risposte e considerazioni mi sembra che nessuno abbia preso spunto da quella piu' ovvia. La Storia.
    Se gia' secoli fa valeva la massima "dividi et impera" un motivo ci sara'. Motivo portato avanti e rafforzarto ancora oggi, dopo secoli, dopo tutti i cambiamenti che ci sono stati, anche tecnologici e scentifici. D'altra parte non è facile conciliare progresso tecnologico e "privacy" nel senso stretto del termine. Ma mi sembra che parlare di violazione della privacy (per qunato giusto e veritiero possa essere) porti fuori strada. E mi spiego con un esempio.

    Se io ho bisogno di una cosa posseduta da una persona, e ho gia' messo in conto di ottenerla (anche con la forza, nel caso) avro' naturalmente gia' messo in conto che questa persona "potrebbe" incazzarsi e ribellarsi. Da qui la necessita' di pagare qualcuno che mi difenda (ovviamente pagato con i proventi del furto appena compiuto) - Leggi anche:

    Se io governo una nazione che (magari) consuma un sacco di risorse, di cui il mio paese ha un estremo bisogno, devo anche fare in modo di garantirmele a tutti i costi (anzi, abbassando i costi il piu' possibile, con qualsiasi mezzo).

    Ora, se io violo i diritti del mio o di altri popoli, mettero' in conto la possibilità (molto reale e per niente scontata) che questa gente che sto sfruttando, un giorno, potrebbe anche ribellarsi (come insegna appunto la nostra secolare storia). Da qui la necessità di "creare" paura da una parte e controllo dall'altra.

    Ragazzi, non c'e' niente di nuovo in realta' (a parte i mezzi tecnologici che si usano). Il "controllo" sulla popolazione esiste da sempre. Dobbiamo prenderne atto. Non per accettarlo e rimanere schiavi ma anzi, per conoscerne i meccanismi e, nel caso, usarli a nostro vantaggio; Magari dimostrando "con prove" (come è successo per esempio con l'informatica) che certi sistemi NON sono infllibili.

    Il problema per chi deve gestire immensi poteri (come quello economico, per esempio) e' che, a differenza di secoli fa, ora anche le persone comuni sono più sveglie (parlo della alfabetizzazione legata alla conoscenza tecnologica) percui questi "sigonri" si trovano oggi costretti ad alzare la posta, perchè in realta' hanno paura anche loro, che magari un giorno si arrivi a capire veramente che cosa sono le banche, le televisioni, le religioni, ecc. ecc.
    non+autenticato
  • Il problema è che in uno stato ipercontrollato si deve avere la garanzia che questa non possa essere usata per incastrarmi in qualcosa che non ho commesso.
    Se questa cosa fondamentale non è garantita l'ipercontrollo sarà il nuovo medioevo.

    Oh se mi prudono le dita...
    non+autenticato
  • come da titolo.
    a meno che per democrazia lorsignori non intendano la libertà di avere un ampia scelta di prodotti inutili e uguali da poter comprare nelle catene dei supermercati.
    che schifo!
    il grande fratello è gia fra noi oggi.
    non+autenticato
  • quoto in pieno. che tristezza...
    e la cosa peggiore è che "la gente collabora" invece di fracassargli quelle macchinette nei denti...
    non+autenticato
  • - Scritto da: fullhouse
    > quoto in pieno. che tristezza...
    > e la cosa peggiore è che "la gente collabora"
    > invece di fracassargli quelle macchinette nei
    > denti...

    che bella cosa rompere le cose comprate con i soldi pubblici.

    dovermmo cominciare con i semafori, dopo tutto tolgono libertà anche loro.
  • - Scritto da: Zoro
    > come da titolo.

    Ti quoto Triste
  • - Scritto da: Zoro
    > come da titolo.
    > a meno che per democrazia lorsignori non
    > intendano la libertà di avere un ampia scelta di
    > prodotti inutili e uguali da poter comprare nelle
    > catene dei
    > supermercati.
    > che schifo!
    > il grande fratello è gia fra noi oggi.

    Ah perchè in Italia siamo messi meglio, vero ?!?
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