Gaia Bottà
venerdì 31 ottobre 2008

A Roma si cucina l'antipirateria

Inciviltà e inconsapevolezza: il volto del pirata muta a seconda della prospettiva da cui lo si osserva. Basta parlare di ladri di file e pirati di DVD, è ora di parlare di criminali - UPDATE

Roma - "Io produco film. Un tempo avevo una colf in casa che stava con uno che faceva dichiaratamente il pirata. Allora l'ho sfidata" racconta in un aneddoto l'onorevole Luca Barbareschi, organizzatore del convegno "Pirateria e criminalità audiovisiva: quando la copia danneggia il mercato", ultima giornata degli Stati Generali del Cinema. L'ha sfidata ad ottenere il DVD del film prima che il DVD uscisse sul mercato: "ci è riuscita". Barbareschi si è rivolto ad una non meglio precisata istituzione per capire dove stesse la falla, per comprendere come il pirata avesse anticipato il mercato. L'onorevole ha compreso che la falla sta nel laboratorio, e ha rimediato un improperio dalla sua colf: "i collusi con i pirati stanno nell'istituzione". Il compagno della colf di Barbareschi aveva clienti all'interno dell'istituzione.

Teatro StudioSono numerose le analisi e le proposte che si sono alternate presso l'Auditorium Parco Della Musica, ma il leitmotiv della giornata è stato responsabilizzare. Responsabilizzare i netizen, responsabilizzare le istituzioni, responsabilizzare i detentori dei diritti.

Ad aprire i lavori, il presidente della SIAE Giorgio Assumma, membro del Comitato contro la pirateria istituito presso la Presidenza del consiglio: invoca la responsabilizzazione del sistema giudiziario, snocciola proposte per responsabilizzare gli impenitenti della pirateria. "Le leggi attuali sono perfette, prevedono sanzioni durissime sia sotto il profilo civile che sotto il profilo penale" riflette Assumma, che rileva altrettanta efficienza nella collaborazione tra i tutori della proprietà intellettuale e le forze dell'ordine. Qualcosa non va: il problema sta nei magistrati, spiega Assumma, che spesso si trovano a dover decidere di casi di responsabilità penale senza dominare la materia che trattano. Per questo motivo il presidente della SIAE auspica che si creino team di magistrati specializzati che sappiano far rispettare i diritti dell'industria dei contenuti. Ma non è tutto: "la pirateria è una sfaccettatura di un fenomeno di inciviltà culturale - denuncia Assumma - i ragazzi che imbrattano i muri, che rovinano le suppellettili nelle scuole, che fanno le corse ubriachi sono elementi di questa società incivile che acquista prodotti contraffatti". A parere di Assumma è fondamentale un'opera di rieducazione: "bisogna insegnare ai giovani cosa è lecito e cosa è illecito", ma non sempre è possibile canalizzare questi concetti nelle strutture formative. È possibile dunque imbracciare altri strumenti: il presidente della SIAE torna a proporre di chiamare in causa i prefetti, affinché somministrino punizioni amministrative ai giovani e ai loro genitori: "al giovane e alla famiglia del giovane che acquista a Porta Portese prodotti contraffatti potrebbero spettare sanzioni amministrative, al giovane si potrebbe imporre di ripulire un monumento imbrattato".

Se il volontariato coatto per i giovani che non rispettano il lavoro degli autori non è che una proposta, concreta è invece l'opera di sensibilizzazione proposta dal Ministero dello Sviluppo Economico, rappresentato agli Stati Generali del Cinema da Ludovica Agrò: snocciola anticipazioni riguardo alla campagna anticontraffazione che dal 2009 si diramerà dal web per raggiungere i media tradizionali, contando sul passaparola dei giovani che - assicurano gli esperti consultati dal Ministero - si scambieranno gli spot come fanno con i video della rete. Cinque milioni di euro verranno profusi nella campagna antipirateria, fra video virali, concorsi e iniziative nelle scuole, e il messaggio rivolto ai giovani, assicura Agrò, sarà meno forte di quello delle campagne precedenti: in luogo di slogan quali "La pirateria danneggia l'economia. Stanne fuori difendi la legalità" i cittadini italiani si lasceranno convincere da payoff che suonano come "Con la contraffazione perde tutta l'Italia" o "Un falso ti delude sempre". Il linguaggio, spiegano i rappresentanti delle istituzioni, ha una portata non indifferente fuori e dentro le campagne di comunicazione: si sta già smettendo di utilizzare appellativi evidentemente connotati come ladri o pirati e si tende a preferire termini come criminali o, ha suggerito ieri il presidente AGIS Alberto Francesconi, evasori fiscali: la sfera semantica che gravita intorno alla "pirateria" evoca indomiti condottieri carichi di fascino.

La pirateria, torna a denunciare il presidente della SIAE Assumma, "è in mano alle grandi organizzazioni criminali". Anche per questo motivo, dalla comunicazione alle strategie repressive, tutto dovrà essere coordinato e gestito su larga scala. Se Assumma ha l'occasione di militare nel Comitato istituito presso la Presidenza del consiglio, agli Stati Generali del Cinema partecipano e hanno la possibilità di manifestare le loro proposte anche attori che non sono stati convocati dalle istituzioni per tracciare il futuro delle strategie per la tutela del diritto d'autore.

Dai quattro panel di relatori, uno dedicato ai rappresentanti delle istituzioni, uno all'industria dei contenuti, uno ai tecnologi, uno ai consumatori, all'impresa e ai provider, sono emersi diversi orientamenti nel guardare alla tutela dei diritti degli autori. C'è chi riprende la proposta avanzata nei giorni scorsi, come il rappresentante di Cento Autori Francesco Scardamaglia, che si dichiara favorevole ad imporre ai provider una sorta di equo compenso capace di rifondere i detentori dei diritti dalle violazioni perpetrate dai loro abbonati. Si torna poi esplicitamente a parlare della dottrina Sarkozy, vista da molti dei presenti come un modello a cui mirare per scuotere i netizen, nonostante il clima polemico con cui la si sta discutendo in Francia, nonostante l'orientamento contrario espresso dal Parlamento e dalla Commissione Europea. I filtri gestiti dai provider restano argomento all'ordine del giorno, ritenuti imprescindibili da alcuni membri dei panel, rigettati fra gli altri da Juan Carlos De Martin, responsabile italiano di Creative Commons: utilizzare tecnologie di deep packet inspection a parere di De Martin sarebbe come combattere il business delle fotocopie controllando ogni busta e ogni pacco postale per verificare che non contengano materiale riprodotto illecitamente.
154 Commenti alla Notizia A Roma si cucina l'antipirateria
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  • Ma per favore

    Barbareschi, ma va a fa...re l'attore comico, solo ridere puoi fare. Buffone.
    Sentiti Grillo piuttosto, lui è un comico ma invece ha le palle per dire quello che dice.

    Abbasso Urbani, abbasso la SIAE.

    Non avrete mai più i miei soldi, da quando c'è la Urbani non compro più nulla originale e convinco tutti quelli che conosco a fare altrettanto...
    E ME NE VANTO!!! E ME NE VANTO!!!!!!

    OH CHE PECCATO FALLIRETE PERCHE' NON AVETE I SOLDINIIIII... MA QUANTO CASPITA MI DISPIAAAAACEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE...
    Le vostre povere automobili di lusso, come farete a pagare l'ultima rata della FERRAAARIIIIIII... come fareeetee... come farete a produrre film come VACANZE DI NATAALEEEE... come farete a promuovere "cantanti" nati nella e amici della CAMORRA!!! come GIGI D'ALEESSIOOOOO... come fareteee... POVERIIII questi artistucoli dei MIEI STIVALI... questi BARBARESCHI... questi MAZZA... come faranno a sopravvivere...
    Dovranno forse andare a LAVORARE come tutti, dovranno forse capire che i soldi si fanno LAVORANDO davanti a delle persone che ti pagano per farlo... e non facendogli vedere una scena che per recitarla decentemente l'hai girata 100 volte... e non facendogli sentire una canzone che per cantarla intonato ti sei fatto correggere la voce al computer... perché le major QUESTO promuovono... e alloraaaaaaaaaa... ANDATEVENE TUTTI A QUEL PAESE... perché non meritate NEMMENO UN CENTESIMO, né da me né da nessun altro...
    FALLITE PURE...Credete forse che fallendo fallirà la musica... falliranno i film... E INVECE NO... già adesso esistono ARTISTI CON LE PALLE che danno musica e film GRATIS... GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS GRATIIIIISSSSS... e chissà come mai vengono visti e ringraziati... la gente va ai CONCERTI e li PAGA... la gente va a TEATRO e li PAGA... perché cari signori, il CD, il DVD, sono e devono restare mezzi PROMOZIONALI, che non possono essere assolutamente pagati perché è mera PUBBLICITA' che in quanto tale dovreste pagare VOI a NOI per sentire o guardare, visto che è roba SCADENTISSIMA e che vuole PRENDERE PER I FONDELLI spacciando delle persone assolutamente NON IN GRADO DI CANTARE O RECITARE O SUONARE O FARE LA REGIA come persone in grado di farlo... LA VOSTRA SI CHIAMA TRUFFAAAA TRUFFAAAA TRUFFAAAAAAAA e quando sempre più persone smetteranno di comprare come ho fatto io allora voi fallirete e solo i VERI ARTISTI sopravviveranno, perché loro saranno in grado di organizzare un concerto o una recita teatrale e rientreranno dei costi... mentre VOI, tutti gli IMPRENDITOOOORIIIII... POVERETTI VOI DOVRETE ANDARE A LAVORARE, magari SU DI UN'IMPALCATURA, AL NERO E SENZA PROTEZIONI... e se ci sarà qualche morte bianca tra un ex padrone di una major, forse sarà la volta buona che non mi rattristerò per un morto sul lavoro.

    BUON FALLIMENTO!!!

    P.S. Questo messaggio, se cancellato dalla Redazione, sarà ripubblicato ad libitum per il principio sancito dalla Costituzione di Luco, giudice di linea mancato, che non riconosce i reati penali del codice italiano entrati in vigore prima del 1948
  • 5€ per un CD, 8€ per un DVD, 0,4€ per un brano. La pirateria scomparirebbe (o quasi), i produttori e le case discografiche triplicherebbero i fatturati (ed i margini x 10), gli artisti idem.
    E' una semplice legge di mercato, possibile che non capiscano?
    Andrea
    non+autenticato
  • di certo non mollano un cent....

    e allora, finché si può....p2p....
    non+autenticato
  • Diciamo la verità...perchè spendere anche 5 euro quando nel calduccio della tua cameretta puoi averlo GRATIS????
    non+autenticato
  • - Scritto da: sparrow
    > Diciamo la verità...perchè spendere anche 5 euro
    > quando nel calduccio della tua cameretta puoi
    > averlo GRATIS????

    A maggior ragione poi se spendendo quei 5 euro non hai nessun valore aggiunto rispetto ai 5 cent spesi per scaricarlo dall'adsl.
    krane
    15707
  • Quello che sta nel partito con i pregiudicati ed il grande plurindagato che ha depenalizzato il falso in bilancio perchè gli rompeva le uova nel paniere?
    Depenalizziamo il reato di pirateria!!
    Una a me, una te; sennò, che gusto c'è?
    non+autenticato
  • Ma perchè nessun articolo sui reali ingressi nelle tasche della SIAE???

    Sono capaci di prendersi 90 euro per una serata di tombola in una festa paesana...
    non+autenticato
  • Produttori, ominciate a non dare soldi alla siae che sono dei ladri legalizzati credete che qualche soldino in piu vi rimane in tasca per altri film
    non+autenticato
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