domenica 2 novembre 2008

Defacciato anche il sito di Giulio Tremonti

Dopo l'attacco al sito della Gelmini viene preso di mira un altro sito associato ad un membro del Governo

Roma - Dopo il sito della collega di governo Mariastella Gelmini, anche il sito Internet intestato al ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti è stato preso di mira da defacer.

Chiunque si recasse sulla home page, in queste ore vi troverebbe una scritta inequivocabile con cui è stata sostituita:

la home page modificata
Se nel caso della Gelmini si era trattato di un attacco a certi contenuti del sito, nel caso di Tremonti i defacer di "Onda Anomala" sembrano essersi limitati a modificare la home page per trasmettere il proprio messaggio politico.

47 Commenti alla Notizia Defacciato anche il sito di Giulio Tremonti
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  • Wikipedia: "Nel 1923 Gentile si iscrive al partito fascista con l'intento di fornire un programma ideologico e culturale. Nel 1925 pubblica il Manifesto degli intellettuali fascisti, in cui vede il fascismo come un possibile motore della rigenerazione morale e religiosa degli italiani e tenta di collegarlo direttamente al Risorgimento.
    L'educazione deve essere intesa come un divenire dello spirito stesso che realizza così la propria autonomia. L'insegnamento è teoria in atto, in cui non si possono fissare le fasi o prescrivere il metodo: «il metodo è il maestro», il quale non deve attenersi ad alcun didattica programmata ma affrontare questo compito sulla scorta delle proprie risorse interiori. Programmare la didattica sarebbe come cristallizzare il fuoco creatore e diveniente dello spirito che è alla base dell'educazione. Al maestro è richiesta una vasta cultura e null'altro, il metodo verrà da sé, perché il metodo risiede nella stessa cultura nel suo processo infinito di creazione e ricreazione.

    Il dualismo scolaro e maestro deve risolversi in unità attraverso la comune partecipazione alla vita dello spirito che tramite la cultura muove l'educatore verso l'educando e lo riassorbe nell'universitalità dell'atto spirituale. «il maestro è il sacerdote, l'interprete, il ministro dell'essere divino, dello "spirito"».

    Il maestro incarna lo spirito stesso, l'allievo deve allora subordinarsi all'ascolto del maestro proprio per diventare anche lui spirito, per farsi libero ed autonomo, dopo essersi sottomesso, ed arrivare ad autoeducarsi, facendo del tutto propri i grandi contenuti impostigli.

    Questi concetti ispirano la riforma scolastica del 1923 attuata da Gentile in veste di ministro della pubblica istruzione.
    non+autenticato
  • Al di là dei toni, dei contenuti, dei personaggi e dei tempi, che possono piacere o non piacere... Dimmi tu quale politico oggi, è in grado di proporre una riforma partendo da concetti di tale profondità e di tale peso? Oggi si parla di "redditività" dei corsi. Cazzo, ma se la pubblica istruzione poteva chiedere queste cose quando avevamo meno di oggi, quando non c'erano i computer, non c'era internet, non c'erano i telefonini, com'è possibile che oggi siamo arrivati a parlare di "redditività" e non più di "elevazione dello spirito"?

    Ci hanno fatti cadere tanto in basso? Bisogna rifiutare di discutere di cultura su un piano culturale a queste scale.

    La cultura può non avere un riscontro economico alla scala dell'individuo, può non averlo a quella dell'ateneo, e magari non lo ha nemmeno alla scala dei conti Ministeriali. Ma alla scala di nazione e di popolo ce l'ha eccome. È imponderabile, magari incalcolabile, ma è un riscontro sensibile, osservabile, verificabile. Se la cultura dello spirito fosse ai primi posti della graduatoria degli italiani, pensa che bel posto sarebbe, come sarebbe ricco, come sarebbe pulito. Non tenere conto di questo valore, che è anche in ultima analisi un valore economico in senso stretto, è da pazzi.

    Basterebbe tornare alla riforma Gentile, in versione 2008. Se proprio non si riesce, alla versione anni Settanta, che nella scuola incarna il meglio del pre-68 e del post-68.
    non+autenticato
  • Fantastici quei ragazzi: da emulare!!

    SorpresaAngioletto[/img]Newbie, inespertoNewbie, inespertoImbarazzato[/pv]SorpresaCon la lingua fuori[/code]ImbarazzatoImbarazzato
  • Non e' che ci voglia molto a fare qualche casino.... d'altronde e' ancora vulnerabileDelusoDelusoDelusoDelusoDelusoDeluso
    non+autenticato
  • Personalmente condivido diversi punti del Decreto Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i grembiulini alle elementari (almeno così nascondono le griffe e c'è più un'idea di eguaglianza), il ritorno al maestro unico (purché le classi non diventino troppo numerose), i voti in decimi e altri richiami alla riforma Gentile, che attinse sì a piene mani dalle idee del De Sanctis di qualche decennio prima, ma che produsse uno dei migliori modelli di scuola al mondo, almeno finché venne devastata da Berlinguer e poco dopo dalla Moratti.

    Per quano riguarda i tagli all'università, invece, il discorso è piú complesso. Bene che scompaiano i corsi con un pugno di allievi che per gi atenei hanno costi sproporzionati. Male, purtroppo, per la ricerca e per le materie che non hanno riscontri diretti nell'apparato produttivo di un Paese (quelle umanistiche, ma anche scientifiche, come la paleontologia e l'astronomia). Male perché la cultura non dovrebbe essere asservita all'economia, anche se un po' di iniezione di capitali dell'impresa privata farebbe tanto bene agli studenti (a patto che permangano quote di ricerca libera) e agli atenei italiani.

    Tuttavia, ho letto in questi giorni dichiarazioni di docenti e rettori che promettono di migliorare la situazione economica degli Atenei, ammettendo indirettamente che questi sono male amministrati. Ecco, allora mi arrabbio e dico che questi sprechi non dovrebbero esistere. Quindi se tagliare significa tagliare i rami secchi, gli sprechi, gli stipendi di docenti fannulloni o assenteisti che delegano *tutto*, esami compresi, agli assistenti (i quali spesso ne sanno meno di quelli che esaminano), allora ben vengano i tagli. Se, invece tagliare significa tagliare la libertà di scelta e il diritto allo studio, allora mi oppongo.

    Un po' il discorso dei tagli alla sanità: se significa negare agli ospedali attrezzature medico-sanitarie e limitare ai degenti i posti letto, allora dico "no", niente tagli.
    Se invece significa fare in modo che i medici non prescrivano tutti quei farmaci inutili che prescrivono, allora tagliamo pure (in Italia sono in vendita più di 30mila farmaci, in Svizzera meno di tremila - il 40% dei farmaci non fa niente, puro effetto placebo. La fonte? Nientemeno che un'amica farmacista. Ma informatevi e vedrete che è così).
    non+autenticato
  • - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
    > Personalmente condivido diversi punti del Decreto
    > Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i
    > grembiulini alle elementari (almeno così
    > nascondono le griffe e c'è più un'idea di
    > eguaglianza), il ritorno al maestro unico (purché
    > le classi non diventino troppo numerose), i voti
    > in decimi e altri richiami alla riforma Gentile,
    > che attinse sì a piene mani dalle idee del De
    > Sanctis di qualche decennio prima, ma che
    > produsse uno dei migliori modelli di scuola al
    > mondo, almeno finché venne devastata da
    > Berlinguer e poco dopo dalla
    > Moratti.
    >

    beh, peccato che per i grembiulini, subito dopo l'annuncio, già si parlava di interesse da parte di alcune case di moda...
    così dopo non ci sarà gara tra i vestiti ma tra i grembiuli...
    non+autenticato
  • Lo stesso concetto che penso anche io e che ho sempre espresso (non su intrnet, ma con i miei amici), sono sempre del parere che una cosa che viene fatta dal governo non sarà mai completamente negativa per il paese, perchè qualcosa di buono ci deve pur stare.
    Ma allora mi spieghi come possiamo manifestare questo? Perchè se andiamo alle manifestazioni vuol dire che siamo completamente in disaccordo con tutto il decreto, quindi? Andiamo alle manifestazioni e torniamo a casa 30 minuti prima che finisca la manifestazione?
    Purtroppo il nostro modo di protestare più evidente (andare in piazza) è fatto in modo che se una persona manifesta è completamente in disaccordo con il decreto/legge ecc...
    bisogna trovare il modo di protestare in modo che ognuno possa esprimere i proprio parere su ogni emendamento sbagliato dela legge e dirlo.
    Questo è possibile solo grazie a internet o nell'insieme a tutte quelle forme di comunicazioni scritte e magari con un convegno.
    Di certo non è giusto protestare in TV dove vanno sempre a parlare uno o due ragazzi che hanno la stessa idea.
    Un paese che cresce è un paese che si adatta ale esigenze del presenta senza essere ne troppo conservatore ne porgressista, in poche parola bisogna per forza essere di centro e non estremista.
  • Quando dici, sul manifestare contrarietà ad una parte del decreto e non a tutto, è quanto toccherebbe al Parlamento, in quanto rappresentanza del popolo.

    In uno stato democratico, ogni parlamentare dovrebbe rappresentare la fetta di popolo che l'ha votato e portare le istanze sollevate da questi in Parlamento.

    Peccato che così non vada, perché:

    - molta gente vota a ca%%o di cane, scegliendo lo schieramento che poi va contro i propri interessi o il proprio credo;
    - in realtà ormai non si ha più il rapporto tra elettori ed eletto (grazie al porcellus Calderolis)
    - più importante di tutti: Berlusconi e C. hanno impedito ogni dibattito parlamentare!!!

    E contro quest'ultimo punto, ogni persona che abbia a cuore la democrazia italia deve protestare. Non importare se si concorda con il 30% della manovra.
    non+autenticato
  • Te lo spiego subito, come protestare.

    Scendere in piazza con un contro-decreto. Una serie di proposte di legge per raddrizzare la pubblica istruzione, realizzata innanzitutto dagli studenti e, in seconda battuta, dal corpo docenti.

    Questo dovrebbe essere sempre il modus operandi. Non sei d'accordo? Esprimi i punti sui quali sei in disaccordo e formula le controproposte.

    In questo modo, Governo e Parlmaneto sapranno quali sono i punti su cui lavorare e avranno una nuova base di proposte da cui partire per riformulare il decreto o il disegno di legge.

    Proposte e non proteste. Altrimenti si rischia di fare tanto rumore per nulla e per nulla ottenere.

    Gli studenti propongono: A, B, C, D ecc. Questo deve essere il senso del manifestare, manifestare PER qualcosa e non semplicemente CONTRO. Al bando le negazioni.

    Gli studenti avranno bene delle idee su come le cose debbono funzionare, no? Allora le formalizzino e le comunichino: comunicati stampa, e-mail, blog, siti personali, fax ecc. I mezzi ci sono.

    Se non hanno proposte, allora, agli occhi dell'opinione pubblica, qualunque cosa - anche un decreto ciagurato - sarà sempre meglio del nulla e gli studenti saranno solo dei contestatori. Se invece hanno idee buone e il Governo le ignora, allora la figura barbina la farà il Governo. Agli studenti la scelta di che cosa essere e di che cosa sembrare agli occhi del pubblico, dei media e delle istituzioni.

    Proposte, non proteste.
    non+autenticato
  • Le cose che dici sono molto esatte e giuste e sono completamente daccordo con te, ma....siamo sicuri che quelli del Governo e PArlamento ascolteranno le nostre voci?
  • Ragazzi, le risorse a vostra disposizione, con tutte le facoltà e i corsi in gioco sono immense: docenti di diritto, costituzionalisti, economisti...

    Si tratta di mettere in collegamento le facoltà, oganizzare i volontari e sfornare un DDL di iniziativa popolare in tempi brevi.

    Si parte dal DL del Governo e, punto per punto, si fanno le modifiche del caso.

    No, non sono sicuro che Parlamento e Governo accetteranno, ma la proposta di legge può essere portata (di persona, eh, niente plichi o raccomandate) a:

    1. Presidente della Repubblica;
    2. Presidente del Senato;
    3. Presidente della Camera;
    4. Presidenza del Consiglio;
    5. Capigruppo dei partiti alla Camera e al Senato;
    6. Consiglio superiore della Magistratura;
    7. Corte costituzionale;
    8. Sindacati;
    9. Confindustria.

    Poi va inviata come comunicato stampa (mail, posta, fax, qui fate come volete) a:

    1. Tutte le testate quotidiane nazionali (direttore, capi redattori e giornalisti);
    2. Tutte le testate radiotelevisive (idem);
    3. Tutti i partiti, anche quelli senza rappresentanza parlamentare (da destra a sinistra, eventualmente tappandovi il naso, perché lo studio è una cosa trasversale e serve l'aiuto di tutti);
    4. Prefetti;
    5. testate giornalistiche estere (importante);
    6. Ambasciate estere a Roma.

    Con questo polverone, ormai impossibile da ignorare, vi ascolteranno per forza, se non altro per farsi belli e dimostrare che sanno ascoltare. Ma a noi questo non importa, a noi importa la visibilità della proposta degli studenti. Se è ragionevole, avrete l'appoggio dell'opinione pubblica e allora nessuno - e sottolineo nessuno - potrà più ignorarvi o snobbarvi, pena l'immediata impopolarità.

    Riguardo alla proposta, direi di fare leva su questi punti:

    1. migliorare l'allocazione delle risorse economiche (tagliare gli sprechi: la nazione sarà dalla vostra, perché c'è la crisi);
    2. lotta ai docenti pelandroni e assenteisti (e qui avrete Brunetta che vi appoggia);
    3. collaborazione tra industria e università con quota minima di ricerca libera (vi appoggerà Confindustria);
    4. ricambio dei docenti e accesso alle cattedre più facile, basta col baronato, servono regole meritocratiche (e qui vi appoggeranno anche i sindacati).

    Un bel sito internet che spinga la proposta, un po' di eco sui blog degli studenti e CHI VI FERMA PIÙ???

    Volete anche la ciliegina sulla torta? Fondazione di un partito studentesco (a)politico e raccolta firme per le prossime elezioni. Scacco matto.

    Come ho detto, avete delle risorse straordinarie. Fatele fruttare.
    Se servono strategie politiche a "doppio legame" (cfr. Paul Watzlawick), mi trovate qui: endriux@tiscali.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
    > Personalmente condivido diversi punti del Decreto
    > Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i
    > grembiulini alle elementari (almeno così
    > nascondono le griffe e c'è più un'idea di
    > eguaglianza)

    Condivido il principio, ma la realizzabilità pratica? Sono maggiormente dubbioso...

    , il ritorno al maestro unico (purché
    > le classi non diventino troppo numerose)

    30 o 40 alunni alle elementari, per te, è tanto o poco? Il ritorno al maestro unico è una follia per chiunque conosca un po' la situazione dei maestri. Con le chiusure delle piccole scuole elementari fatta già anni fa, anche nei piccoli centri si hanno classi piuttosto numerose. E un minimo di turnover dei maestri agevola sia loro che gli alunni.

    > i voti in decimi

    qui non ho nulla in contrario, ma se maestri e professori la pensano diversamente, avranno un perché.

    > Per quano riguarda i tagli all'università,
    > invece, il discorso è piú complesso. Bene che
    > scompaiano i corsi con un pugno di allievi che
    > per gi atenei hanno costi sproporzionati.

    Ma obbiettivamente, quanti corsi "bislacchi" ci saranno? Quanto si può realmente tagliare, segando questi?

    > Male,
    > purtroppo, per la ricerca e per le materie che
    > non hanno riscontri diretti nell'apparato
    > produttivo di un Paese (quelle umanistiche, ma
    > anche scientifiche, come la paleontologia e
    > l'astronomia). Male perché la cultura non
    > dovrebbe essere asservita all'economia

    Purtroppo credo che molti tagli andranno a colpire proprio questi corsi, solo perché non "economicamente" sfruttabili.


    > in Italia sono
    > in vendita più di 30mila farmaci, in Svizzera
    > meno di tremila - il 40% dei farmaci non fa
    > niente, puro effetto placebo. La fonte?
    > Nientemeno che un'amica farmacista. Ma
    > informatevi e vedrete che è
    > così).

    Mi informerò, ho diverse conoscenze nel ramo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Josafat
    > - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
    > > Personalmente condivido diversi punti del
    > Decreto
    > > Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i
    > > grembiulini alle elementari (almeno così
    > > nascondono le griffe e c'è più un'idea di
    > > eguaglianza)
    >
    > Condivido il principio, ma la realizzabilità
    > pratica? Sono maggiormente
    > dubbioso...

    La realizzabilità dei grembiulini??? E che ci vuole? Basta che sia obbligatorio. Io, quando andavo alle elementari, si parla di eoni fa, alla scuola pubblica, avevo il mio bel grembiulino nero, come tutti i maschietti. Le femminucce, invece, lo avevano bianco. Nulla di strano, serve anche a sporcare meno i vestitini e non si consumano le maniche dei golfini e delle camicette. E in classe eravamo in 26, numero poi aumentato quando ricevemmo alcuni bambini terremotati provenienti dall'Irpinia, che parlavano una lingua incomprensibile... Sorride

    > , il ritorno al maestro unico (purché
    > > le classi non diventino troppo numerose)
    >
    > 30 o 40 alunni alle elementari, per te, è tanto o
    > poco?

    Quaranta mi sembra enorme. Trenta è il limite massimo. Come detto eravamo quasi 30. C'è da dire che probabilmente le maestre di una volta c'avevano le palle. La mia, la Marazzoli, era in gambissima, spiegava benissimo, tirava gli scappellotti quando glieli tiravamo fuori (e a casa zitti, altrimenti scattava la punizione dei genitori) e ci ha fatto fare il vino portando ognuno un grappolo d'uva. Abbiamo brindato tutti insieme dopo le vacanze di Natale. Altri tempi: oggi la mia maestra in gambissima finirebbe alla gogna mediatica e si brucerebbe l'impiego e la condizionale.

    >Il ritorno al maestro unico è una follia
    > per chiunque conosca un po' la situazione dei
    > maestri.

    Secondo me la cosa è opinabile. La mia esperienza mostra invece che è preferibile il contrario. Gli altri "maestri" erano l'insegnante di religione, l'assistente di ginnastica e la signora Freddi del pomeriggio. Severissima, cattivissima, ma in fondo una gran mammona.

    >Con le chiusure delle piccole scuole
    > elementari fatta già anni fa, anche nei piccoli
    > centri si hanno classi piuttosto numerose. E un
    > minimo di turnover dei maestri agevola sia loro
    > che gli alunni.

    Secondo me, è una belinata. Anche perché sai che turnover passare da una classe a un'altra... Le ore sono sempre quattro, a meno che tu non intenda dimezzare le ore di lavoro degli insegnanti e farle lavorare così ben due ore al giorno (con tre mesi l'anno di vacanza... La tredicesima... Una pacchia, tutti a fare gli insegnanti!). A bocca aperta Ma va' là.

    Per agevolare loro e gli alunni, invece di fare una classe e due insegnanti, è meglio fare una due classi con un insegnante. I conti tornano, sia per gli alunni, sia per gli insegnanti. Non tornano invece con le aule, ma questo, a quanto pare, non è un fattore che viene preso in considerazione. Ovvio: lo Stato non ha problemi di locazione. Ha tutti gli edifici che vuole.

    > > i voti in decimi
    >
    > qui non ho nulla in contrario, ma se maestri e
    > professori la pensano diversamente, avranno un
    > perché.

    Questa cosa piace a me personalmente, perchè mette l'alunno davanti a un numero e dunque alle sue responsabilità. Agli insegnanti e ai genitori il dovere di far capire che il voto non rappresenta le capacità o le potenzialità, ma solo le sue responsabilità. Diventando più responsabile il numero cresce. Tutta la "filiera" è più coinvolta e consapevole perché coi numeri, a differenza che con le parole, non si sgarra. Li hanno inventati apposta!
    Su questo punto, però, chissenefrega: preferisco, ma non ne faccio una questione se tu preferisci al voto il giudizio verbale... Se tutto funziona uno vale l'altro e se si vuole responsabilizzare gli alunni davanti a se medesimi, di modi ne esistono tanti altri...

    > > Per quano riguarda i tagli all'università,
    > > invece, il discorso è piú complesso. Bene che
    > > scompaiano i corsi con un pugno di allievi che
    > > per gi atenei hanno costi sproporzionati.
    >
    > Ma obbiettivamente, quanti corsi "bislacchi" ci
    > saranno? Quanto si può realmente tagliare,
    > segando
    > questi?

    A quanto pare, frugando sul web, i corsi bislacchi sono abbastanza numerosi da parlarne in termini di sprechi. OK, non ci fidiamo, facciamo che siano pochi. Pochi sono comunque troppi, viste le manifeste carenze in altre situazioni. Qualunque studente che frequenti un ateneo ti può mettere al corrente di qualche lacuna o di qualche spreco del proprio ateneo. Tu che cosa dici del tuo?

    ... Lo vedi?

    Pensa di quanti sprechi (o "sprechi") sono a conoscenza gli inservienti. Pensa quanti sno quelli di cui sanno i docenti e gli assistenti... Assistente è l'anagramma di "assentista". L'assenteista è il docente, l'"assentista" è l'assistente che permette al docente di essere assente. Altri sprechi.

    > > Male,
    > > purtroppo, per la ricerca e per le materie che
    > > non hanno riscontri diretti nell'apparato
    > > produttivo di un Paese (quelle umanistiche, ma
    > > anche scientifiche, come la paleontologia e
    > > l'astronomia). Male perché la cultura non
    > > dovrebbe essere asservita all'economia
    >
    > Purtroppo credo che molti tagli andranno a
    > colpire proprio questi corsi, solo perché non
    > "economicamente"
    > sfruttabili.

    Questi corsi, se con un numero ragionevole di iscritti in relazione ai costi, sono da difendere con le unghie e con i denti. Che poi non è vero che non sono economicamente sfruttabili. Qualsiasi cosa è economicamente sfruttabile, anche le cose come l'amore, la stupidità, la cacca. Se puoi sfruttare stupidità e cacca, potrai ben sfruttare l'astronomia, no? Quello che manca, temo, è la fantasia imprenditoriale.
    Sì, anche la fantasia imprenditoriale degli astronomi.

    > > in Italia sono
    > > in vendita più di 30mila farmaci, in Svizzera
    > > meno di tremila - il 40% dei farmaci non fa
    > > niente, puro effetto placebo. La fonte?
    > > Nientemeno che un'amica farmacista. Ma
    > > informatevi e vedrete che è
    > > così).
    >
    > Mi informerò, ho diverse conoscenze nel ramo...

    Informati e, se proprio devi, usa solo farmaci che hanno *almeno* dieci anni di esistenza sul mercato.
    non+autenticato
  • Io son daccordo che sia giusto manifestare, come si è sempre detto siamo un paese democratico e si può manifestare se qlcs non piace. Ma una cosa è manifestare, un'altra è far bambinate (perkè di questo si tratta) o creare danni e casini (come alcuni scontri ke si son visti, sia ragazzi di sinistra che di destra).

    Molti ragazzi manifestano solo per manifestare e basta, siam stati tutti studenti, ed io ricordo ai miei tempi che ogni anno, ripeto ogni anno, si occupava e lo si faceva solo per prolungarsi le vacanze e per non far nulla senza nemmeno saper il xkè delle proteste.

    Ricordiamoci che protesta non vuol dire occupare la libertà degli altri. Ho visto scene di alcuni protestanti che impedivano ad altri di entrar nelle scuole, o ad una laureanda di poter entrar nell'università, quando quella povera ragazza doveva presentar entro quei poki giorni la sua tesi di laurea se voleva laurearsi. Bloccare in questo modo non è manifestare democraticamente ed è su questo ke si deve riflettere.

    E poi diciamola tutta, attraverso tanti sondaggi e il giro per tutte le facoltà e scuole, solo in pochi hanno manifestato e solo in pochi erano contrari.

    Quindi dato che siam in democrazia è corretto manifestare, ma lasciare anke agli altri la possibilità di scelta ed accettar in caso ciò che decide la maggioranza, continuando nelle proprie motivazioni ideologiche senza però intaccare la libertà altrui. Vuoi cambiare, bene cerca di far capire agli altri il tuo punto di vista, ma solo dando spiegazioni senza andarlo ad intaccare o senza fargli cambiare per forza le sue idee (tipo testimoni di geova che bussano di continuo per le case, niente contro di loro ma solo sul loro metodo).

    Meditate ed educate il più che potete i giovani, perchè è questo che si vede diminuire nel tempo.
    non+autenticato
  • Scontri con ragazzi di destra e di sinistra ??? Guarda che erano un manipolo di "idioti" messi dalla polizia per screditare la manifestazione.
    Sgabbio
    21449
  • - Scritto da: Dave
    > Io son daccordo che sia giusto manifestare, come
    > si è sempre detto siamo un paese democratico e si
    > può manifestare se qlcs non piace. Ma una cosa è
    > manifestare, un'altra è far bambinate (perkè di
    > questo si tratta) o creare danni e casini (come
    > alcuni scontri ke si son visti, sia ragazzi di
    > sinistra che di
    > destra).
    >
    > Molti ragazzi manifestano solo per manifestare e
    > basta, siam stati tutti studenti, ed io ricordo
    > ai miei tempi che ogni anno, ripeto ogni anno, si
    > occupava e lo si faceva solo per prolungarsi le
    > vacanze e per non far nulla senza nemmeno saper
    > il xkè delle
    > proteste.
    >
    > Ricordiamoci che protesta non vuol dire occupare
    > la libertà degli altri. Ho visto scene di alcuni
    > protestanti che impedivano ad altri di entrar
    > nelle scuole, o ad una laureanda di poter entrar
    > nell'università, quando quella povera ragazza
    > doveva presentar entro quei poki giorni la sua
    > tesi di laurea se voleva laurearsi. Bloccare in
    > questo modo non è manifestare democraticamente ed
    > è su questo ke si deve
    > riflettere.
    >
    > E poi diciamola tutta, attraverso tanti sondaggi
    > e il giro per tutte le facoltà e scuole, solo in
    > pochi hanno manifestato e solo in pochi erano
    > contrari.
    >
    > Quindi dato che siam in democrazia è corretto
    > manifestare, ma lasciare anke agli altri la
    > possibilità di scelta ed accettar in caso ciò che
    > decide la maggioranza, continuando nelle proprie
    > motivazioni ideologiche senza però intaccare la
    > libertà altrui. Vuoi cambiare, bene cerca di far
    > capire agli altri il tuo punto di vista, ma solo
    > dando spiegazioni senza andarlo ad intaccare o
    > senza fargli cambiare per forza le sue idee (tipo
    > testimoni di geova che bussano di continuo per le
    > case, niente contro di loro ma solo sul loro
    > metodo).
    >
    > Meditate ed educate il più che potete i giovani,
    > perchè è questo che si vede diminuire nel
    > tempo.

    Quoto.
    non+autenticato
  • per me hai scritto un mare di idiozie, poi pensala come vuoi.
    E' tutto un caso che la maggior parte della gente tira le cinghie per vivere...è tutto un caso che i ricercatori italiani vanni all'estero...è un caso che ci dovrebbe governare lavora 2 giorni alla settimana, se gli va bene, e poi dice nelle tv "dovete lavorare di piu"...
    Quando la gente non ne può piu, questi sono i risultati che poi si meritano...
    E non diciamo cavolate su sinistra qua e la, questo è un problema del paese che va oltre il colore politico, ma gli accecati danno la colpa a destra o sinistra...facendo il "loro" teatrino che dura ormai da anni, nella repubblica delle banane
    non+autenticato
  • Sono state gettate le basi per cui i nostri figli non potranno andare all'università in Italia. Continuate a guardare i telegiornali, sono riusciti a trasmettere il messaggio che la protesta è una scusa per non far nulla. Nelle università nessuno che abbia letto e capito la legge 133 è favorevole, nemmeno gli studenti di destra come me. Nelle università c'è molta consapevolezza, anche del fatto che qualsiasi tipo di manifestazione danneggia solo e soltanto gli studenti, purtroppo di caproni come te è pieno il paese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Sono state gettate le basi per cui i nostri figli
    > non potranno andare all'università in Italia.
    > Continuate a guardare i telegiornali, sono
    > riusciti a trasmettere il messaggio che la
    > protesta è una scusa per non far nulla. Nelle
    > università nessuno che abbia letto e capito la
    > legge 133 è favorevole, nemmeno gli studenti di
    > destra come me. Nelle università c'è molta
    > consapevolezza, anche del fatto che qualsiasi
    > tipo di manifestazione danneggia solo e soltanto
    > gli studenti, purtroppo di caproni come te è
    > pieno il
    > paese.

    Quoto e approvo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luigi
    > - Scritto da: Francesco
    > > Sono state gettate le basi per cui i nostri
    > figli
    > > non potranno andare all'università in Italia.
    > > Continuate a guardare i telegiornali, sono
    > > riusciti a trasmettere il messaggio che la
    > > protesta è una scusa per non far nulla. Nelle
    > > università nessuno che abbia letto e capito la
    > > legge 133 è favorevole, nemmeno gli studenti di
    > > destra come me. Nelle università c'è molta
    > > consapevolezza, anche del fatto che qualsiasi
    > > tipo di manifestazione danneggia solo e soltanto
    > > gli studenti, purtroppo di caproni come te è
    > > pieno il
    > > paese.
    >
    > Quoto e approvo

    Quoto e aggiungerei anche che l'istituzione di un'università pubblica ha la funzione di permettere a chiunque (destra e sinistra, abbienti e non) di accedere ad una formazione qualificata (purtroppo non sempre accade).
    Permettere che una conquista sociale (di cui si avvantaggiano e si sono avvantaggiate persone di destra e di sinistra) di questo calibro finisca per essere rimossa a colpi di decreto legge sia non solo deprimente ma disorientante.

    Questo non è il momento di fare polemica. E' il momento di guardare la posta in gioco.
    Non é il momento di abbaiarsi contro l'un l'altro gli slogan del momento.
    E' il momento di riflettere, informarsi e decidere cos'é importante.

    Per quanto riguarda il defacing del sito del ministro:
    simpatico ma del tutto fuori luogo. Bisogna essere forti e non farsi intimidire. Non é il momento delle maniere forti. E' il momento per ricordare a chi ci governa che questa non é la solita moda ma una protesta vera e sentita.

    Di persone realmente preoccupate (e incazz...te).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dave
    > Io son daccordo che sia giusto manifestare, come
    > si è sempre detto siamo un paese democratico e si
    > può manifestare se qlcs non piace. Ma una cosa è
    > manifestare, un'altra è far bambinate (perkè di
    > questo si tratta) o creare danni e casini (come
    > alcuni scontri ke si son visti, sia ragazzi di
    > sinistra che di
    > destra).

    Guarda che abbiamo capito che sei Emilio Fede !

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Come si vede che non ha mai fatto una manifestazione !

    Ciao
    non+autenticato
  • Non capisco chi dice che gli universitari manifestano per non far nulla e prolungarsi le vacanze. Gli studi universitari NON sono obbligatori. NON e' importante andare a lezione, ma passare gli esami e per quello bisogna STUDIARE. E se si interromperanno le lezioni in accordo con i professori, e' possibile che poi si dovra' recuperarle A SCAPITO DELLE VACANZE! Si manifesta perche' se ci mettono i piedi in testa non vogliamo dire anche "grazie!". Vendiamo cara la pelle!
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